29/10/2026

Venezia – Inter, il pagellone brutto, sporco e sculato

DIO VEDE E PROVEDEL 8 – Seconda partita consecutiva per Provolino Provedel, che questa volta ha molto da fare per ottenere un clean sheet che ad un certo punto sembrava insperato. Si è trovato di fronte a calciatori avversari che nessuno ha mai sentito nominare eppure sembravano venire tutti dalla Cantera del Barca. Come un certo Lauerbach, che in una vita precedente era un filosofo del Romanticismo tedesco, della corrente Sturm und Drang und Colpi di testa, e ieri pareva Rumenigge senza infortuni. Ma Provolino c’era, e grazie un poco alla traversa e molto al fuorigioco geografico semi-automatico (semi perchè l’altra metà è controllata da Don Beppe himself), ha mantenuto la porta inviolata. Guadagnandosi un sudato posto in panchina per il derby di sabato.

BISSECK 5.5
– Bisteccone è in fase involuta, ieri ricordava il più scarso dei fratelli Paganin, che però quanto meno spedivano il pallone in tribuna, mentre Yannerone è convinto di essere il nuovo Lahm, e continua a cercare passaggi filtranti tirati a 3000 all’ora contro il povero Bonny che ieri già aveva problemi a stoppare un pallone normale.

BASTO 6 – Ruolo nuovo, immunità di sempre, nonostante la quale non riesce ad evitare un giallo nel primo tempo. Ad uscire però nell’intervallo è Bisteccone, lui capisce la lezione ed evita falli inutili, però si incaponisce anche lui a cercare lanci di 40 metri che finiscono tutti a Burano. Vedi che poi ti tocca risarcire pure i vetrai.

AVGVSTVS VII –
Ieri il nostro centurione preferito era in assetto da guerra di trincea, pare che fosse colpito da un virus, ma Chivu lo ha convinto che ai tempi dell’Impero i virus non esistevano, “chiedi al medico Galeno se li conosce”. Qunidi lo ha mandato in campo con una zuppa di farro, come fanno i legionari prima di andare in laguna. Venezia è conquistata, l’Impero è salvo.

DIOUF 6
– Anche il Dio del Calcio, quando fa la stessa finta diciotto volte, dovrebbe rendersi conto che alla diciannovesima gli avversari probabilmente reagiranno allo stesso modo. Capisco che Politano ci campa da vent’anni, ma vogliamo avere degli obiettivi un po’ più ambiziosi? Alla fine Chivu era così esasperato da cambiarlo di posizione negli ultimi 10 minuti.

SUCIC 6  – La mia ipotesi è che nell’intervallo Chivu era così incazzato che non sapendo chi togliere ha estratto tre nomi a caso. Comunque Petar non meritava di uscire dopo 45 minuti, anche perchè dava quella imprevedibilità balcanica che può sempre essere utile in una partita bloccata. Comunque io quel rigore l’avrei dato, e lo dice uno totalmente al di sopra delle parti.

STANKO JR. 6 – Il Mister lo fa esordire proprio contro la squadra del fratello, Dejan sugli spalti è pietrificato ed anche Sandrino in campo forse non dà il meglio di sè, ma certo non si può dire che sia stato messo a proprio agio dai compagni di squadra. La sufficienza però non gliela neghiamo, sperando in altre occasioni a breve.

PIOTR 5.5
– Quando il gioco si fa duro e macchinoso, Petruzzo tende a scomparire dal campo, non un guizzo, non un tiro da fuori, anche se in effetti il Venezia difendeva pure con il leone di San Marco davanti alla porta. Sopravvive per miracolo alla furia di Chivu nell’intervallo e nel secondo tempo ci regala duetti memorabili in combinazione con Dimarco, in cui sembra che i due non abbiano mai giocato insieme, non conoscano le regole del gioco e vengano da due galassie diverse.

DIMA 5 – Dima è così legato alla maglia dell’Inter e preso dal rinnovo, che ha deciso di giocare malissimo, così lo rinnoveranno con uno stipendio ridicolo e lui riuscirà a far risparmiare un sacco di soldi alla società. Chivu è totalmente dalla sua parte e lo tiene in campo per tutti i 95 minuti.

BONNY 5.5 – Dopo un guizzo nel primo tempo in cui spara un pallone addosso a Filip, non riesce a fare altro che infognarsi davanti al limite dell’area spalle alla porta, dando l’illusione a Juan Jesus di raggiungere il clean sheet. Era tutta una crudele strategia contro l’amico di Acerbi.

TIKUS 7.5 – Alla fine deve sempre pensarci lui, che non doveva nemmeno giocare da titolare, ma ha dovuto coprire il collega in malattia, sapete come funzionano certe cose. Quando si accorge che il Venezia non riesce a passare in vantaggio fermato da fuorigioco millimetrici, decide di mettersi in proprio seminando il panico in area e costringendo addirittura Moreno all’autogol. Se non sapete chi sia Moreno, non fatevene una colpa, credo non lo sappia nemmeno Nicola.

CALHA 6.5 – Non è che abbia dato una svolta alla partita, però almeno ha smistato un po’ di palloni ed ha battuto corner decenti, uno dei quali ci ha fruttato il 2 a 0. A volte basta partire dalle piccole cose.

AKANJI 6 – Sembra rinato, nonostante un paio di decisioni cervellotiche. Però contrasta gli attaccanti avversari con decisione e non si vergogna di spazzare in laguna quando serve. Verrà un giorno in cui lui e Bisteccone giocheranno entrambi una partita decente.

BARE 5.5 –
Entrato nella ripresa per dare vivacità alla manovra, non perde tempo: alla prima occasione fa un fallo inutile, si becca il giallo e protesta come un isterico con Pairetto. Vedi tu se dobbiamo pure ringraziare il figlio di Pierluigi per non averlo cacciato.

PIO 6 – Sparge un po’ di virus influenzale in giro, che unito alle zanzare della laguna dovrebbe portare alla ricomparsa di febbri terzane e peste bubbonica. In ogni caso gioca meglio lui con la febbre che Bonny sano.  

SPENCE 6 – Si rivede in campo e fa pure un paio di dribbling, più un tentativo di assist nel deserto. I difensori del Venezia ed i nostri attaccanti erano spiazzati perchè a differenza di Diouf non è rientrato sul sinistro.

DEMONE DEI CARPAZI 6.5 – Le mura degli spogliatoi hanno tremato così tanto nell’intervallo da attivare il MOSE contro l’acqua alta. Diceva sempre zio Dracul “Nei momenti di difficoltà c’è sempre tanto da impalare”. E Cristian ne sacrifica tre a caso, tra i quali inspiegabilmente non c’è Dimarco. Ma ormai abbiamo capito che le Vie del Demone dei Carpazi sono infinite, così come i modi per convincere il pallone a varcare la linea della porta avversaria. La pagheremo nel derby? Ovvio che sì, specialmente ora che a Milanello tornano disponibili tutti gli infortunati incluso Van Basten, ma nel frattempo godiamoci questi due giorni a +7.

Venezia – Inter, il pagellone brutto, sporco e sculato

DIO VEDE E PROVEDEL 8 – Seconda partita consecutiva per Provolino Provedel, che questa volta ha molto da fare per ottenere un clean sheet che ad un certo punto sembrava insperato. Si è trovato di fronte a calciatori avversari che nessuno ha mai sentito nominare eppure sembravano venire tutti dalla Cantera del Barca. Come un certo Lauerbach, che in una vita precedente era un filosofo del Romanticismo tedesco, della corrente Sturm und Drang und Colpi di testa, e ieri pareva Rumenigge senza infortuni. Ma Provolino c’era, e grazie un poco alla traversa e molto al fuorigioco geografico semi-automatico (semi perchè l’altra metà è controllata da Don Beppe himself), ha mantenuto la porta inviolata. Guadagnandosi un sudato posto in panchina per il derby di sabato.

BISSECK 5.5
– Bisteccone è in fase involuta, ieri ricordava il più scarso dei fratelli Paganin, che però quanto meno spedivano il pallone in tribuna, mentre Yannerone è convinto di essere il nuovo Lahm, e continua a cercare passaggi filtranti tirati a 3000 all’ora contro il povero Bonny che ieri già aveva problemi a stoppare un pallone normale.

BASTO 6 – Ruolo nuovo, immunità di sempre, nonostante la quale non riesce ad evitare un giallo nel primo tempo. Ad uscire però nell’intervallo è Bisteccone, lui capisce la lezione ed evita falli inutili, però si incaponisce anche lui a cercare lanci di 40 metri che finiscono tutti a Burano. Vedi che poi ti tocca risarcire pure i vetrai.

AVGVSTVS VII –
Ieri il nostro centurione preferito era in assetto da guerra di trincea, pare che fosse colpito da un virus, ma Chivu lo ha convinto che ai tempi dell’Impero i virus non esistevano, “chiedi al medico Galeno se li conosce”. Qunidi lo ha mandato in campo con una zuppa di farro, come fanno i legionari prima di andare in laguna. Venezia è conquistata, l’Impero è salvo.

DIOUF 6
– Anche il Dio del Calcio, quando fa la stessa finta diciotto volte, dovrebbe rendersi conto che alla diciannovesima gli avversari probabilmente reagiranno allo stesso modo. Capisco che Politano ci campa da vent’anni, ma vogliamo avere degli obiettivi un po’ più ambiziosi? Alla fine Chivu era così esasperato da cambiarlo di posizione negli ultimi 10 minuti.

SUCIC 6  – La mia ipotesi è che nell’intervallo Chivu era così incazzato che non sapendo chi togliere ha estratto tre nomi a caso. Comunque Petar non meritava di uscire dopo 45 minuti, anche perchè dava quella imprevedibilità balcanica che può sempre essere utile in una partita bloccata. Comunque io quel rigore l’avrei dato, e lo dice uno totalmente al di sopra delle parti.

STANKO JR. 6 – Il Mister lo fa esordire proprio contro la squadra del fratello, Dejan sugli spalti è pietrificato ed anche Sandrino in campo forse non dà il meglio di sè, ma certo non si può dire che sia stato messo a proprio agio dai compagni di squadra. La sufficienza però non gliela neghiamo, sperando in altre occasioni a breve.

PIOTR 5.5
– Quando il gioco si fa duro e macchinoso, Petruzzo tende a scomparire dal campo, non un guizzo, non un tiro da fuori, anche se in effetti il Venezia difendeva pure con il leone di San Marco davanti alla porta. Sopravvive per miracolo alla furia di Chivu nell’intervallo e nel secondo tempo ci regala duetti memorabili in combinazione con Dimarco, in cui sembra che i due non abbiano mai giocato insieme, non conoscano le regole del gioco e vengano da due galassie diverse.

DIMA 5 – Dima è così legato alla maglia dell’Inter e preso dal rinnovo, che ha deciso di giocare malissimo, così lo rinnoveranno con uno stipendio ridicolo e lui riuscirà a far risparmiare un sacco di soldi alla società. Chivu è totalmente dalla sua parte e lo tiene in campo per tutti i 95 minuti.

BONNY 5.5 – Dopo un guizzo nel primo tempo in cui spara un pallone addosso a Filip, non riesce a fare altro che infognarsi davanti al limite dell’area spalle alla porta, dando l’illusione a Juan Jesus di raggiungere il clean sheet. Era tutta una crudele strategia contro l’amico di Acerbi.

TIKUS 7.5 – Alla fine deve sempre pensarci lui, che non doveva nemmeno giocare da titolare, ma ha dovuto coprire il collega in malattia, sapete come funzionano certe cose. Quando si accorge che il Venezia non riesce a passare in vantaggio fermato da fuorigioco millimetrici, decide di mettersi in proprio seminando il panico in area e costringendo addirittura Moreno all’autogol. Se non sapete chi sia Moreno, non fatevene una colpa, credo non lo sappia nemmeno Nicola.

CALHA 6.5 – Non è che abbia dato una svolta alla partita, però almeno ha smistato un po’ di palloni ed ha battuto corner decenti, uno dei quali ci ha fruttato il 2 a 0. A volte basta partire dalle piccole cose.

AKANJI 6 – Sembra rinato, nonostante un paio di decisioni cervellotiche. Però contrasta gli attaccanti avversari con decisione e non si vergogna di spazzare in laguna quando serve. Verrà un giorno in cui lui e Bisteccone giocheranno entrambi una partita decente.

BARE 5.5 –
Entrato nella ripresa per dare vivacità alla manovra, non perde tempo: alla prima occasione fa un fallo inutile, si becca il giallo e protesta come un isterico con Pairetto. Vedi tu se dobbiamo pure ringraziare il figlio di Pierluigi per non averlo cacciato.

PIO 6 – Sparge un po’ di virus influenzale in giro, che unito alle zanzare della laguna dovrebbe portare alla ricomparsa di febbri terzane e peste bubbonica. In ogni caso gioca meglio lui con la febbre che Bonny sano.  

SPENCE 6 – Si rivede in campo e fa pure un paio di dribbling, più un tentativo di assist nel deserto. I difensori del Venezia ed i nostri attaccanti erano spiazzati perchè a differenza di Diouf non è rientrato sul sinistro.

DEMONE DEI CARPAZI 6.5 – Le mura degli spogliatoi hanno tremato così tanto nell’intervallo da attivare il MOSE contro l’acqua alta. Diceva sempre zio Dracul “Nei momenti di difficoltà c’è sempre tanto da impalare”. E Cristian ne sacrifica tre a caso, tra i quali inspiegabilmente non c’è Dimarco. Ma ormai abbiamo capito che le Vie del Demone dei Carpazi sono infinite, così come i modi per convincere il pallone a varcare la linea della porta avversaria. La pagheremo nel derby? Ovvio che sì, specialmente ora che a Milanello tornano disponibili tutti gli infortunati incluso Van Basten, ma nel frattempo godiamoci questi due giorni a +7.

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