PEPO 6.5 – Partita tranquilla per Pepo, il quale ha ormai capito che se Chivu lo ha schierato titolare ieri, dopo tutto quello che è successo martedì, allora la sua poltrona è sicura come quella di un sottosegretario della Prima Repubblica. E quando parliamo di poltrona, non si tratta di una metafora ma di un concetto molto concreto, visto che Pepo ha da tempo avviato il processo di trasformazione in accessorio di arredamento. Ogni tanto alza ancora un braccio, come nel caso della parata su Zortea, ma sono particolari che vanno ancora affinati.
BISSECK 5.5 – Tra lui e Luigi Enrico riescono a trasformare Pobega in un mix tra Beckenbauer e Lothar Matthaus. Cioè, stiamo parlando di Tommy Pobega, uno a cui i cuginastri hanno preferito Musah e Fofana. Poi durante la partita riesce a riprendersi, ma quella corsa all’indietro mentre Tommy si invola in area non posso togliermela dalla mente.
AKANJI 5 – E’ ancora in confusione da martedì, pora stella, tre giorni con gli incubi di Tresoldi ai quali ora si aggiungeranno quelli di Enem, che con tutto il rispetto nemmeno a Bologna sapevano chi fosse. Il 5 in pagella è ancora un voto di affetto, in memoria della roccia insuperabile che avevamo lo scorso anno.
BASTO 6.5 – Preso tra due compagni di reparto con vuoti di memoria e di concentrazione, Jerry è l’unico che fa sforzi per difendere il difendibile, ed anche rilanciare l’azione, perchè nel primo tempo Zielu ha deciso di aderire allo sciopero bianchi dei mediani polacchi all’estero e si vede solo un cartonato con le sue sembianze vagare per il campo senza costrutto. Ci sta poi che, dovendo sopperire anche alle funzioni di Dima con la candrevite, i cross di Jerry finiscano tutti a Casteldebole, che da ieri si chiamerà “Castello finalmente espugnato ci dovete due scudetti maledetti”.
LUIGI ENRICO 5 – Ah, ma quindi ancora con noi gioca? Ma non si era detto che una volta tornato Spence dall’infortunio avrebbe levato le tende e sarebbe tornato in un posto qualsiasi tra Marsiglia e Copacabana? Come, mi dite che Spence era più in confusione di lui dopo la partita di Champions? La sindrome di Dalbert purtroppo non ci abbandona...
BARE 6.5 – Anche lui poco concreto, però almeno non ha paura di crossare e quando lo fa, guarda un po’, riusciamo pure a pareggiare. E quindi Nicolino sta già a due assist in sette partite, con una fascia di capitano che starà sul quel braccio per circa un mese ed una quantità assurda di partite. Non potevamo avere capitano migliore in questo momento.
PIOTR 6 – Dopo lo sciopero bianco del primo tempo, nel secondo decide di riprendere le attività e di mettere al loro posto Pedri e Valverde che si erano impossessati del centrocampo rossoblu. Con l’assistenza de EL FUTEBOL Diouf, riesce addirittura a confezionare un assist, prima di dichiarare come Ginepro che è a posto così, lasciando il posto al Sultano in carica.
SUCIC 6.5 – Anche per lui partita a due facce, quella del primo tempo imprevedibile se non nell’assenza di concretezza, mentre il Petar del secondo tempo sembra tornato ad essere il dominatore contro il Parma e lo trovi non solo ovunque nelle azioni, ma anche a fare le cose giuste. A parte quel tiro del secondo tempo, solo contro una porta sguarnita, in cui decide di piazzare il piattone al volo riuscendo a centrare il palo con 7.32 metri a disposizione per rendere il finale meno palpitante. Per fortuna ci ha pensato Bonny qualche minuto dopo.
DIMA 5.5 – E’ tornata la candrevite per Dima, quella condizione debilitante che induce gli esterni a centrare i difensori avversari o spedire i cross in una zona del campo opposta a quella desiderata (dai compagni e dai poveri tifosi). A ciò si aggiungono le inspiegabili direttive del Mister, che lo inducono a giocare anche da mezzala; in questo modo riesce a mandare in confusione i nostri già rintronati centrocampisti, mentre gli avversari lasciano fare. Una mossa tattica forse dadaista, sui cui frutti concretti però esorterei il nostro staff tattico a ragionare un altro poco.
PIO 5.5– Povero pulcino dalle grosse pagnottec, costretto anche ieri a sbattersi alla ricerca di un pallone giocabile, con Theate che pareva Baresi. Poi però nelle poche occasioni discrete lo abbiamo visto sbagliare stop e controlli con errori che non sono da lui. Sarà che forse Pio è stato spremuto come un limone tra Inter e Nazionale ed avrebbe bisogno di un poco di riposo mentre in panchina Angelino Bonny scalpita come un puledro? Siamo noi a farla troppo semplice o altri a complicarsi (e complicarci) la vita?
TIKUS 7.5 – Credo che abbia giocato il primo pallone dopo circa 30 minuti, con una ciabattata oltre la traversa sull’unica palla decente messa da Dimarco. Poi però il secondo tocco vale il pareggio al 44’. E allora daje Tikus, guida la nostra resistenza in attacco!
BONNY 8 – No, ma teniamolo in panchina per altre 3 o 4 gare! Fa girare la testa al povero Darmy (ti perdoniamo per ieri, ma non farlo più! Anzi fallo contro gli scoloriti o i cuginastri!), viene fermato da un fuorigioco di mezzo pelo incarnito ma poi diventa inarrestabile.
DIOUF 6.5 – Tocca il primo pallone e nella sua magnanimità consente a Zielu di procedere con l’assist più semplice del mondo. Potrebbe creare altri scompigli, ma è frenato dalla sua bontà, in riconoscenza del fatto che a Bologna alla fine della scorsa stagione il Mondo si è accorto della sua grandezza.
AVGVSTVS IX – Ieri nel cielo di Bologna è apparso un prodigio a Chivu: diceva IN HOC SIGNO VINCES, purtroppo il Mister ci ha messo 60 minuti per capire che non era il capoccione di Dimarco ma la Chioma Riscresciuta del Generale Avgvstvs, pronto a sguainare il gladio, a condurre l’attacco decisivo in prima persona ed ad aprire la strada per le scorribande della cavalleria al servizio del Centurione Angelino.
CALHA 6.5 – Cambio di gioco di quaranta metri da una parte del campo all’altra, ad occhi chiusi e le mani dietro la schiena. Inchinatevi al Sultano!
MKHI 8 – Trovate qualcuno che vi accarezzi come Enrico ha accarezzato ieri il pallone prima di dribblare e lanciare Carlos. E poi tenetevelo stretto, come noi con Mkhi per i prossimi trent’anni.
CHIVU 6.5 – Va bene il turnover, le pretattiche in vista del match decisivo contro lo Shaktar, la volontà di recuperare giocatori che potremmo perdere se li facciamo deprimere (siamo sicuri che con Luigi Enrico sarebbe un problema?), ma le prossime partite dovrebbero avere due punti fermi: Carlos e Bonny più altri nove, e tenere Mkhi in caldo per il finale.
Il calcio è un gioco semplice, come dicevano i Maestri Orrico, Hodgson e De Boer.