PROVA PROVEDEL 6 –
“Don Beppe, i tifosi chiedono un portiere”
“Dategli Provedel”.
Deve essere andata così a luglio, perchè da quando c’è Beppe abbiamo consapevolmente deciso di non investire mai in un portiere, sostituito di volta in volta con svariati pezzi di arredamento, con sedie e poltrone a farla da padrone, mentre un armadio a due ante avrebbe fatto più comodo, perchè copre una porzione più grande di porta e poi puoi sempre infilarci dentro lo scheletro di qualche procuratore che cerca di fare il furbo.
Fatto sta che ieri Provolino Provedel è stato largamente inoperoso per circa 65 minuti, quando poi è stato ingannato da Jimenez, uno che vive per consumare sui suoi capelli il prodotto di un nobile processo biochimico come la fotosintesi, ed ovviamente evita di usare lo stesso prodotto per alimentare il proprio cervello.
Poi Provolino si è ripreso con una bella parata su Gnonto ed ha distribuito palloni con i piedi con una discreta precisione, per cui la sufficienza gliela garantiamo, mentre se al suo posto ci fosse stato Giuseppi, Don Beppe avrebbe fatto una telefonata ad un latro Don, ed a quest’ora Josep starebbe a parlare con i pesci ed avremmo un Martinez in meno in squadra.
BISTECCONE 6 – Tutto bene, a parte quella decisione di incaponirsi con i colpi di tacco. Deve essere in corso una challenge tra lui e Bare, ed a questo punto proporrei una sfida più interessante, tipo provare a fare uno il difensore e l’altro il centrocampista.
AKANJI 6.5 – La Cosa Elvetica ha dato segni di vita; deve essere stata l’interazione con altri morti viventi come Pellegrino e Njie (il quale ha passato più tempo steso sul prato che in piedi) a dargli una scintilla di vita e fargli ricordare le regole principali del suo ruolo, tipo anticipare gli avversari. Poi al 94’ ha addirittura crossato in area nell’azione del rigore. La contemporaneità di un cross utile di Akanji ed un rigore concesso da Mariani ha scatenato un dibattito tra la comunità scientifica che al Cern non si registrava dai tempi dei no look di Candreva.
BASTO 6 – Partita in tono minore di Basto, che per evitare sanzioni disciplinari ha deciso di non farsi vedere tanto, sfogandosi solo saltuariamente su Mastantuono, che “a differenza dei prescritti non è tutelato dall’AIA”, secondo quanto leggiamo da fonti inoppugnabili del calibro di Jdentità Scolorita.
DIOUF 6.5 – Umilia Valdepeñas, saltandolo regolarmente con la stessa finta, ma poi decide di graziare De Gea tirando delle ciabattate indecorose. Capisce alla fine che al 90’ forse è arrivato il momento di darsi una svegliata e fornisce l’assist a Tikus, che trova finalmente la via del gol. Stiamo già a 4 assist in campionato, inchinatevi ad El Futebol.
BARE 6 – Corsa tanto, a vuoto di più, però si smazza anche parte del lavoro di Calha e non si ferma mai. Anche quando viene sostituito dal Pocho Lavelli, continua a correre fuori dal Meazza. Al momento del rigore era arrivato ad Appiano ed è riuscito a ritornare in campo in tempo per l’esultanza.
CALHA 6 – L’anno scorso l’aveva risolta lui con una cannonata degna della Flotta Ottomana, ma ieri è rimasto un po’ in ombra, con tiri a salve e poca voglia di fare il regista. Capisco l’amicizia con Dimarco, ma ora che Fede ha la candrevite gira un po’ alla larga, o ncontratevi solo dopo dopo esserti messo la mascherina di Calabria.
MKHI 6.5 – Il più lucido centrocampista di ieri, il primo ad essere sostituito. Però in effetti le batterie stavano cominciando a perdere potenza, deve essere stata la vicinanza a Jimenez, con tutto quell’ossigeno della capigliatura che avrà interagito con i suoi circuiti interni. Ora che hanno scoperto il suo punto debole mi aspetto un derby a colpi di meches.
CARLOS 7 – Continua il momento di forma strepitosa di Carlos, a cui però ieri si è aggiunta una sfiga altrettanto potente da fargli prendere due traverse a distanza di 6 minuti. Pazienza Carlos, nel frattempo chiederei allo staff atletico se c’è qualche modo di mantenerlo in questo stato di forma per i prossimi mesi. Tipo 60/70 mesi.
PIO 5 – Momento no di Pio, che si deprime dopo la parata di De Gea nel primo tempo e poi subisce il sortilegio di Dragusin trasformandosi in Pellegrino, un’esperienza che non auguriamo a nessuno ma che potrebbe ispirare costumi di successo per le prossime feste di Halloween.
TIKUS 9 – Inizia una sfida con De Gea nel primo tempo, che sembra inizialmente perdere, con il portiere spagnolo in stato di grazia, ma pure graziella e quell’altra che non nominiamo. Però allo scoccare del 90’ De Gea perde i poteri, lo spettro di Samir si impossessa di lui e lo convince a tentare una parata laser, con il tronco paralizzato e solo la testa mobile a guardare il pallone che si infila docilmente nell’angolino. A quel punto Tikus si esalta e l’unico modo per fermarlo è un atterramento di Valdepenas che gli esperti non vedevano dai tempi di Rey Misterio. Tra l’altro non è uno step-on-foot e non è citato esplicitamente dal regolamento, per cui Mariani ha diversi dubbi prima di concedere il rigore; a fine gara dchiarerà che lui non voleva ma ha sentito una mano muoversi verso il dischetto e l’altra portare il fischietto alla bocca. La guerra di incantesimi tra Rocchi e Orsato è appena cominciata.
BONNY 6.5 – Meno letale rispetto a Bologna, ma utile ad allargare le maglie della difesa viola, tenere a bada Dodò (che dopo aver lasciato L’albero azzurro è diventato molto meno simpatico), mettere in apprensione Dragusin e ricordare a Tikus di dire meno cazzate e pensare a metterla dentro.
SUCIC 7 – Illumina il gioco nerazzurro “come cervo che esce di foresta”, per usare le parole di Boskov, che non ho mai capito se era un modo elegante per dare a Gullit del cornuto.
Partecipa anche lui ad esaltare le qualità di De Gea prima di lanciare con creatività balcanica l’azione che dà il via al pareggio.
ICEMAN PIOTR 7 – Basta un tiro per far venire giù lo stadio, ma per farlo al 97’ ci vogliono attributi d’acciaio e ghiaccio secco che scorre veloce dalla testa fino alla punta del piede destro.
DIMA 5 – Pensate come debba fare pena Spence in questo periodo se il Mister decide di far entrare Dimarco. Al quale auguriamo una pronta guarigione dalla candrevite a colpi di VHS con le skills del Colosso Brasiliano. HEY DICEVO MAICON, NON DALBERT! NOOOOOO!
LAVELLI 7 – Un MITT non lo vedevamo da tempo, ci è andato il cuore di traverso (tanto il nostro sistema circolatorio è ormai compromesso), ma poi lo abbiamo visto attaccare gli spazi, difendere il pallone, guadagnare rimesse laterali come nemmeno il più sgamato dei veterani. FINALMENTE IL POCHO TRA NOI!
CHIVU 7 – Non ribaltavamo una partita nel recupero dai tempi di Pazzini in Cesena – Inter. Ormai il Mister vuole battere tutti i record di ribaltamento dei risultati, ma avrà sempre meno tifosi a sostenerlo, perchè la maggior parte saranno andati terapia intensiva, dove cercano di farli riprendere con cure di partite dell’Inter vinte tranquillamente, solo che sono filmati vuoti, perchè sosteniamo una squadra di psicopatici dal 1908. Auguri Mister.