01/11/2026

Milan – Inter, il pagellone della mediocrità di arrendersi senza combattere

PEPO 5.5 – Mezza squadra con l’influenza, altra mezza con lo squaquaraus, ma per fortuna Pepo è tornato in porta. Una presenza elegante per accompagnare in porta i gol di Pulisic, Rabiot (su cui tenta un’apprezzabile intervento laser) e Moreira. In occasione dell’ultimo gol si butta trenta secondi dopo e comunque nno riesce ad arrivare nemmeno vicino a dove finisce il pallone. Poi si ricorda di essere un portiere al 90’.
Che fortuna avere un portiere così elegante, non quel tamarro di Maignan, guardate che parata sgraziata sul tiro di Spence.

BISSECK 5
– Continua con successo la fase involutiva di Bisteccone, che ieri si dimentica di Pulisic sul primo gol e soffra chiunque passi dalle sue parti, compreso tale Diawara. Nelle prossime partite Yann tornerà ad usare le manone per intercettare i tiri avversari, così Pepo può esercitarsi sui rigori. A quel punto la fase involutiva dovrebbe essere completata.

AKANJI 5.5 – In un paio di occasioni riesce a fare bella figura con Goncalo Ramos, diciamo che c’è andata pure bene che i cuginastri non abbiano un attaccante centrale degno di questo nome. I problemi nascono quando decide di impostare lui la manovra.

BASTO 6 – L’unico a meritare la sufficienza, non fosse altro per il gol che ci aveva dato speranza di riprendere pure questa, prima di renderci conto che gli dei del calcio ci avevano già aiutato più di una volta, ed in effetti già a Venezia eravamo stati buoni profeti a dire che l’avremmo pagata nel derby. Poi ovviamente è lui ad uscire quando si tratta di operare i cambi inutili.

SPENCE 5.5 –
Comincia benissimo, in maniera anche sorprendente rispetto alle aspettative, ed è sicuramente il migliore in campo nel primo tempo, quando il gol del pareggio gli viene negato da Maignan in stato di grazia, o meglio in stato di portiere vero, che noi non vediamo dal 2018 circa. Poi nel secondo tempo sparisce, annullato da Diawara, o forse in preda alla sindrome di Dimarco che lo spegne al 50’.

CALHA 5.5
– Saranno le trattative per il rinnovo, o qualche strano muscolo che tira un pochino, ma Hakan ultimamente pare distratto, poco incisivo, con scarsa voglia di correre. Eppure gli angoli ancora sa batterli decentemente, ce ne accorgiamo quando esce a tocca a Nicolino occuparsene.

BARE 4  – La prossima volta in cui si trova al limite della nostra area ed è indeciso su lda farsi, chiederei a Kolarov di alzare un cartello con scritto SPAZZALA, che poi era quello che metà di San Siro gridava al 42’. Ma magari è il caso che una prossima volta non ci sia per un po’ di tempo, influenza e squaquaraus permettendo.

CARLOS 5.5 – Quando il tuo MVP degli ultimi tre mesi si fa saltare regolarmente da Moreira, sbaglia i cross e non centra la porta da tre metri, allora è arrivato chiaro e forte il segnale della prima sconfitta. Verranno giorni migliori. O meglio, verranno giorni migliori?

SUCIC 5
– Doveva giocare da mezza punta, abbiamo solo visto un mezzo centrocampista.

DIOUF 5.5 – Nato mezzala, trasformato in quinto, gioca da terzino in nazionale e ieri gli viene chiesto di giocare da mezza punta. Poche sorprese che il ragazzo sia confuso.

TIKUS 5.5 – “Vi lascio come pecore in mezzo ai lupi” potrebbe essere presto sostituito con “Vi lascio come Tikus in mezzo a Pavlovic, Gila e De Winter”.

PIOTR 5.5 – Quando il gioco si fa duro, non fate entrare Pietro.

MKHI 5.5 – Forse avrebbe dovuto cominciare lui da mezza punta, visto che lo ha fatto per vent’anni. Ma non sono io l’allenatore dell’Inter, anche se a volte penso che non potrei fare tanto peggio.

BONNY & PIO 5.5 –
Dai, è andata pure bene che non abbiano vomitato in campo

DIMA 5.5  – In mezzo alla mediocrità di ieri, ha fatto quasi un figurone.

CHIVU 4.5 – Allora Cri, diciamo che la voglia di sperimentare non è sbagliata, ma dipende dal contesto. Se lavori in Ricerca e Sviluppo è una grandissima qualità, se alleni una squadra che gioca un derby che non vince da sette partite, forse è un po’ fuori luogo.
Avrebbero potuto giocare Lavelli o Mosconi assieme a Tikus, che almeno non avrebbe dovuto fare reparto da solo in mezzo a tre centrali avversari. L’avremmo persa lo stesso, ma magari con più dignità, che non fa mai male quando perdi.
Lo sai cosa si dice in giro? Che lo scudetto dello scorso anno l’hai vinto perchè hai messo a frutto il lavoro di Mone, mentre ora ti sei montato la testa e presto manderai tutto in vacca. Io ancora non ci credo, ma vorrei tanto che la mia residua fiducia non venisse messa ulteriormente alla prova

Milan – Inter, il pagellone della mediocrità di arrendersi senza combattere

PEPO 5.5 – Mezza squadra con l’influenza, altra mezza con lo squaquaraus, ma per fortuna Pepo è tornato in porta. Una presenza elegante per accompagnare in porta i gol di Pulisic, Rabiot (su cui tenta un’apprezzabile intervento laser) e Moreira. In occasione dell’ultimo gol si butta trenta secondi dopo e comunque nno riesce ad arrivare nemmeno vicino a dove finisce il pallone. Poi si ricorda di essere un portiere al 90’.
Che fortuna avere un portiere così elegante, non quel tamarro di Maignan, guardate che parata sgraziata sul tiro di Spence.

BISSECK 5
– Continua con successo la fase involutiva di Bisteccone, che ieri si dimentica di Pulisic sul primo gol e soffra chiunque passi dalle sue parti, compreso tale Diawara. Nelle prossime partite Yann tornerà ad usare le manone per intercettare i tiri avversari, così Pepo può esercitarsi sui rigori. A quel punto la fase involutiva dovrebbe essere completata.

AKANJI 5.5 – In un paio di occasioni riesce a fare bella figura con Goncalo Ramos, diciamo che c’è andata pure bene che i cuginastri non abbiano un attaccante centrale degno di questo nome. I problemi nascono quando decide di impostare lui la manovra.

BASTO 6 – L’unico a meritare la sufficienza, non fosse altro per il gol che ci aveva dato speranza di riprendere pure questa, prima di renderci conto che gli dei del calcio ci avevano già aiutato più di una volta, ed in effetti già a Venezia eravamo stati buoni profeti a dire che l’avremmo pagata nel derby. Poi ovviamente è lui ad uscire quando si tratta di operare i cambi inutili.

SPENCE 5.5 –
Comincia benissimo, in maniera anche sorprendente rispetto alle aspettative, ed è sicuramente il migliore in campo nel primo tempo, quando il gol del pareggio gli viene negato da Maignan in stato di grazia, o meglio in stato di portiere vero, che noi non vediamo dal 2018 circa. Poi nel secondo tempo sparisce, annullato da Diawara, o forse in preda alla sindrome di Dimarco che lo spegne al 50’.

CALHA 5.5
– Saranno le trattative per il rinnovo, o qualche strano muscolo che tira un pochino, ma Hakan ultimamente pare distratto, poco incisivo, con scarsa voglia di correre. Eppure gli angoli ancora sa batterli decentemente, ce ne accorgiamo quando esce a tocca a Nicolino occuparsene.

BARE 4  – La prossima volta in cui si trova al limite della nostra area ed è indeciso su lda farsi, chiederei a Kolarov di alzare un cartello con scritto SPAZZALA, che poi era quello che metà di San Siro gridava al 42’. Ma magari è il caso che una prossima volta non ci sia per un po’ di tempo, influenza e squaquaraus permettendo.

CARLOS 5.5 – Quando il tuo MVP degli ultimi tre mesi si fa saltare regolarmente da Moreira, sbaglia i cross e non centra la porta da tre metri, allora è arrivato chiaro e forte il segnale della prima sconfitta. Verranno giorni migliori. O meglio, verranno giorni migliori?

SUCIC 5
– Doveva giocare da mezza punta, abbiamo solo visto un mezzo centrocampista.

DIOUF 5.5 – Nato mezzala, trasformato in quinto, gioca da terzino in nazionale e ieri gli viene chiesto di giocare da mezza punta. Poche sorprese che il ragazzo sia confuso.

TIKUS 5.5 – “Vi lascio come pecore in mezzo ai lupi” potrebbe essere presto sostituito con “Vi lascio come Tikus in mezzo a Pavlovic, Gila e De Winter”.

PIOTR 5.5 – Quando il gioco si fa duro, non fate entrare Pietro.

MKHI 5.5 – Forse avrebbe dovuto cominciare lui da mezza punta, visto che lo ha fatto per vent’anni. Ma non sono io l’allenatore dell’Inter, anche se a volte penso che non potrei fare tanto peggio.

BONNY & PIO 5.5 –
Dai, è andata pure bene che non abbiano vomitato in campo

DIMA 5.5  – In mezzo alla mediocrità di ieri, ha fatto quasi un figurone.

CHIVU 4.5 – Allora Cri, diciamo che la voglia di sperimentare non è sbagliata, ma dipende dal contesto. Se lavori in Ricerca e Sviluppo è una grandissima qualità, se alleni una squadra che gioca un derby che non vince da sette partite, forse è un po’ fuori luogo.
Avrebbero potuto giocare Lavelli o Mosconi assieme a Tikus, che almeno non avrebbe dovuto fare reparto da solo in mezzo a tre centrali avversari. L’avremmo persa lo stesso, ma magari con più dignità, che non fa mai male quando perdi.
Lo sai cosa si dice in giro? Che lo scudetto dello scorso anno l’hai vinto perchè hai messo a frutto il lavoro di Mone, mentre ora ti sei montato la testa e presto manderai tutto in vacca. Io ancora non ci credo, ma vorrei tanto che la mia residua fiducia non venisse messa ulteriormente alla prova

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