25/02/2017

Now or never: i 5 sì e i 5 no di Inter-Roma

A cura di Federico Viafora

It’s now or never, diceva Bon Jovi. Ora o mai più lo pensiamo anche noi, perchè il treno per l’Europa che conta è in partenza, e gli ultimi due biglietti li hanno in mano Roma e Napoli.
In quest’ottica, Inter-Roma non vale solo i canonici tre punti in caso di vittoria, ma ne vale almeno 6, visto il fatto che si gioca con una diretta concorrente; senza contare che, tra questa giornata e la prossima, si susseguiranno gli incroci di alta classifica: Napoli-Atalanta di oggi e Roma-Napoli di settimana prossima. Insomma, la sfida ai giallorossi diventa crocevia fondamentale della stagione, necessaria ma non sufficiente, sicuramente decisiva, per il nostro destino europeo.

Perché crederci? Aldilà della scontata fede nerazzurra, scintillante anche nelle notti più lunghe, quali sono i motivi per crederci, e quali sono quelli per cui temere questa sfida?

PERCHÉ SI

  • Casa dolce casa. L’Inter in casa sta bene: 8 vittorie di fila in campionato non si ottengono per caso, e se oggi possiamo affrontare alla pari la Roma è anche per via di una ritrovata solidità interna.
  • Quasi come Mou. Quante volte, dopo il Triplete, si è parlato di “Dopo Mou”, quante volte si è parlato di “Anno zero”. Troppe, senza risultato. Eppure, forse stavolta lo si può fare davvero: dal 2010, i 48 punti in 25 giornate di oggi rappresentano il secondo miglior risultato nerazzurro.
  • Riposo forzato. Senza coppe, l’Inter ha avuto tutta la settimana per preparare al meglio la sfida; la Roma, al contrario, è alla quarta partita nelle ultime due settimane.
  • Capitano, mio Capitano. Come non citare il ritorno di Icardi? Top-scorer nerazzurro, autore anche di 8 assist in stagione, la sfida di Bologna ha evidenziato come meglio non si poteva la sua mancanza: nell’ultimo periodo era apparso un po’ appannato, la squalifica gli ha permesso di tirare il fiato e tornare lucido per una serata che deve essere la SUA serata.
  • Difesa di ferro. La costruzione di una squadra vincente parte dalla difesa: nelle ultime 10, l’Inter ha subito appena 3 gol.
  • Striscia aperta. Negli ultimi due campionati sono arrivati 6 punti: il 2-1 dell’aprile 2015 firmato Hernanes (!!!) e Icardi, e quello del 31 ottobre dello stesso anno, firmato dalla rete di Medel. Tre è il numero perfetto, quindi...

PERCHÉ NO

  • Se nella difesa l’Inter ha trovato il modo di rialzarsi dopo un inizio disastroso, il merito è da dare sicuramente al ritorno a grandi livelli di Miranda. La sua assenza peserà notevolmente, specialmente sulle palle alte.
  • Fattore Dzeko. Il bomber bosniaco visto l’anno scorso era troppo, troppo brutto per essere vero. Quest’anno non solo è tornato ai suoi livelli, ma è pronto anche a superare il suo record personale di gol: 29 finora, di cui 19 in Serie A, 8 in Europa e 2 in Coppa Italia. Murillo e Medel avranno il loro bel da fare.
  • Score giallorosso. Nel 2017 la Roma sta andando come un treno: 9 vittorie in tutte le competizioni, e due sole sconfitte, di cui una assolutamente indolore col Villareal.
  • Ancora in corsa. La Juve è già in fuga, certamente. Ma a Roma ci credono ancora: 7 punti non sono impossibili da recuperare, considerando lo scontro diretto all’Olimpico. Un motivo in più per continuare a vincere.
  • Acqua(radja) e Salah. Non bastasse un SuperDzeko da solo, tra i giallorossi gli uomini più in forma sono i due uomini che Spalletti dovrebbe schierare come mezzepunte: rapidità e grinta, tecnica e garra, in grado sia di mettersi in proprio che di armare il proprio puntero. Starà a Gagliardini e Kondogbia impedire loro di ricevere palla tra le linee.

Appuntamento per domenica sera, dunque, in un San Siro che si avvicinerà al tutto esaurito. La società ha chiesto ai tifosi di presentarsi con le sciarpe, in maniera da colorare lo stadio di nerazzurro e spingere i ragazzi alla vittoria.

È il nostro momento. It’s now, or never.

Forza Inter!

Now or never: i 5 sì e i 5 no di Inter-Roma

A cura di Federico Viafora

It’s now or never, diceva Bon Jovi. Ora o mai più lo pensiamo anche noi, perchè il treno per l’Europa che conta è in partenza, e gli ultimi due biglietti li hanno in mano Roma e Napoli.
In quest’ottica, Inter-Roma non vale solo i canonici tre punti in caso di vittoria, ma ne vale almeno 6, visto il fatto che si gioca con una diretta concorrente; senza contare che, tra questa giornata e la prossima, si susseguiranno gli incroci di alta classifica: Napoli-Atalanta di oggi e Roma-Napoli di settimana prossima. Insomma, la sfida ai giallorossi diventa crocevia fondamentale della stagione, necessaria ma non sufficiente, sicuramente decisiva, per il nostro destino europeo.

Perché crederci? Aldilà della scontata fede nerazzurra, scintillante anche nelle notti più lunghe, quali sono i motivi per crederci, e quali sono quelli per cui temere questa sfida?

PERCHÉ SI

  • Casa dolce casa. L’Inter in casa sta bene: 8 vittorie di fila in campionato non si ottengono per caso, e se oggi possiamo affrontare alla pari la Roma è anche per via di una ritrovata solidità interna.
  • Quasi come Mou. Quante volte, dopo il Triplete, si è parlato di “Dopo Mou”, quante volte si è parlato di “Anno zero”. Troppe, senza risultato. Eppure, forse stavolta lo si può fare davvero: dal 2010, i 48 punti in 25 giornate di oggi rappresentano il secondo miglior risultato nerazzurro.
  • Riposo forzato. Senza coppe, l’Inter ha avuto tutta la settimana per preparare al meglio la sfida; la Roma, al contrario, è alla quarta partita nelle ultime due settimane.
  • Capitano, mio Capitano. Come non citare il ritorno di Icardi? Top-scorer nerazzurro, autore anche di 8 assist in stagione, la sfida di Bologna ha evidenziato come meglio non si poteva la sua mancanza: nell’ultimo periodo era apparso un po’ appannato, la squalifica gli ha permesso di tirare il fiato e tornare lucido per una serata che deve essere la SUA serata.
  • Difesa di ferro. La costruzione di una squadra vincente parte dalla difesa: nelle ultime 10, l’Inter ha subito appena 3 gol.
  • Striscia aperta. Negli ultimi due campionati sono arrivati 6 punti: il 2-1 dell’aprile 2015 firmato Hernanes (!!!) e Icardi, e quello del 31 ottobre dello stesso anno, firmato dalla rete di Medel. Tre è il numero perfetto, quindi...

PERCHÉ NO

  • Se nella difesa l’Inter ha trovato il modo di rialzarsi dopo un inizio disastroso, il merito è da dare sicuramente al ritorno a grandi livelli di Miranda. La sua assenza peserà notevolmente, specialmente sulle palle alte.
  • Fattore Dzeko. Il bomber bosniaco visto l’anno scorso era troppo, troppo brutto per essere vero. Quest’anno non solo è tornato ai suoi livelli, ma è pronto anche a superare il suo record personale di gol: 29 finora, di cui 19 in Serie A, 8 in Europa e 2 in Coppa Italia. Murillo e Medel avranno il loro bel da fare.
  • Score giallorosso. Nel 2017 la Roma sta andando come un treno: 9 vittorie in tutte le competizioni, e due sole sconfitte, di cui una assolutamente indolore col Villareal.
  • Ancora in corsa. La Juve è già in fuga, certamente. Ma a Roma ci credono ancora: 7 punti non sono impossibili da recuperare, considerando lo scontro diretto all’Olimpico. Un motivo in più per continuare a vincere.
  • Acqua(radja) e Salah. Non bastasse un SuperDzeko da solo, tra i giallorossi gli uomini più in forma sono i due uomini che Spalletti dovrebbe schierare come mezzepunte: rapidità e grinta, tecnica e garra, in grado sia di mettersi in proprio che di armare il proprio puntero. Starà a Gagliardini e Kondogbia impedire loro di ricevere palla tra le linee.

Appuntamento per domenica sera, dunque, in un San Siro che si avvicinerà al tutto esaurito. La società ha chiesto ai tifosi di presentarsi con le sciarpe, in maniera da colorare lo stadio di nerazzurro e spingere i ragazzi alla vittoria.

È il nostro momento. It’s now, or never.

Forza Inter!

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