PEPO 5 – Ci eravamo illusi di avere un portiere, ma la maledizione della sedia colpisce anche Giuseppi, dopo aver esordito con Samir e continuato con Yannerino.
L’immobilità sulla linea sul colpo di testa di Abankwah è stato il primo sintomo, il passo doble sull’inserimento di Ekkellenkamp (il DS dell’Udinese credo percepisca un bonus cospicuo quando prende calciatori con nomi difficili da scrivere ed impossibili da pronunciare) la triste conferma.
Tutto questo è stato fondamentale per avviare la rimonta e rendere memorabile una partita di cui altrimenti ci saremmo dimenticati entro due giorni? Senza dubbio sì. Questo basta al Demone dei Carpazi per confermare Pepo fino a fine stagione.
AKANJI 6 – Inizio a dir poco svagato, nonostante fosse al fianco del suo amico Johnny, o forse proprio per quello. Giochi insieme a Stones e come fai ad andare appresso a Gomez, Davis e Kamara (o Camara, o Karamoh, fate voi, all’Udinese non si offendono) ?
Gioca meglio quando esce Johnny e torna al centro della difesa, però intristito per l’assenza dell’amico. Abbiamo urgente bisogno di uno psicologo, forse anche uno psichiatra.
STONES 5.5 – Esordio da titolare non proprio memorabile, ma Johnny è un po’ spaesato perchè Akanji gli aveva detto che in serie A non corre nessuno, ed invece è bastato uno scatto di Davis per farlo stirare, ma con stile molto british. Si è accomodato a terra ed ha messo su il bollitore per il tè, preso poi in tranquillità assieme a Davis, Miller, Curtis e Spence, che dalla tribuna ha portato i pasticcini.
BASTO 6.5 – Di tutto mi sarei aspettato in questo inizio di stagione, meno che Jerry sarebbe stato il nostro miglior difensore. Ora il dubbio è se non dovremmo cercare di provare lui al centro della difesa, ma il rischio è quello di rovinare l’unico decente in questo periodo.
DIOUF 6.5 – Altra partita difficilmente giudicabile di Andy, del resto lui è il Dio(uf) del Futebol e può fare ciò che vuole. Primi venti minuti in cui ho rimpianto non solo Luis Henrique, ma pure Dalbert ed Alvaro Pereira a destra, poi ad un certo punto si accende e non ce n’è per nessuno, meno che mai per il povero Kamara, che si era illuso di averne preso le misure, ma erano solo quelle del proprio sarcofago.
Un altro assist, un nuovo tassello per il titolo di MVP della stagione che lo so gli starà stretto, ma ti prego di accettare i nostri doni.
BARE 9 – Più i suoi compagni si addormentano nella divisa da pigiama grigio che effettivamente concilia il sonno a quell’orario (potete spegnere le luci di San Siro per favore?), più Bare dà sfogo alla sua iperattività, che ci consente di giocare in parità numerica quando a muoversi sono solo lui e Carlos Augusto. Segna, dà il via all’azione del vantaggio, batte puinizioni, corner lunghi, corner corti, cornetti crema e amarena ed un caffè ristretto al 12 più un cappuccino senza lattosio corretto al Runjaic.
PIOTR 7 – In avvio di partita si perde Ekkellenkamp, le chiavi della macchina ed i panni stesi fuori con lo stendino volato al piano di sotto. Poi pian piano si riattiva, ritrova tutto comprese le chiavi del centrocampo che si era tenuto Calha in panchina. Trova pure un assist, proprio lì in mezzo all’area avversaria, ma come avevo fatto a non vederlo, grazie Curtis che hai portato una torcia.
MKHI 5.5 – Eravamo stati facili profeti nel caffè, la scelta dell’Armeno Semovente dall’inizio era il preludio di un inizio horror che non ci ha sorpreso del tutto. Poi però come in Frankenstein una scintilla riattiva la Bestia, abbastanza da farlo partire a caccia di fagiani, rendere immortale la prestazione di Okoye e soprattutto mandare Pairetto lì dove meriterebbe, a fare compagnia al suo papino Pierluigi. Quest’ultima masterclass gli vale mezzo voto in più.
CARLOS 7.5 – Il 2 a 0 dei friulani attiva un gene all’interno della gamba sinistra di Carlos che lo trasforma nel suo connazionale Roberto, e parte un missile che la contraerea non solo non vede partire, ma nemmeno arrivare. I ricercatori sono al lavoro per capire i meccanismi di attivazione, ma siate delicati che in questo periodo Carlos è necessario come la samba al carnevale di Rio.
PIO 6.5 – Le nuove regole di Orsato lo penalizzano, perchè non è mai fallo quando lo trascinano a terra, ma se entrambi si trattengono allora è punizione per la difesa. Nonostante questo, si trova al momento giusto nel posto giusto alla fine di una combinazione in area troppo veloce per Kabasele e Abankwah, che altrimenti gli avrebbero tolto i pantaloncini e Mr. Pairetto li avrebbe apprezzati con un sobrio "LEVATEGLI PURE LE MUTANDE!"
TIKUS 7 – Un po’ svagato anche lui, al punto da tenere il premio MVP al contrario, ma forse era una forma di protesta perchè anche lui lo avrebbe dato a Barella. Lotta ferocemente con la difesa friulana, a volte si impappina, ma ha il merito di mandarci in vantaggio seguendo la Via aperta da Diouf. Arriva alla fine stravolto.
MR. JONES 7 – Si muove con una grazia che non vedevamo in campo dai tempi di Eriksen, ma soprattutto vede linee di passaggio che solo il Gagliardini degli anni migliori sapeva regalarci. Se uniamo la sua eleganza alla iperattività di Bare ed alla classe di Calha e Piotr, chi potrà mai fermarci? E perchè proprio Gasperini?
BENJI 6 – Entra per dare ordine in difesa, ci riesce, poi non vuol fare sfigurare troppo Stones e regala l’ultimo gol a Gueye (uno dei trenta che giocano in giro per l’Europa).
DIMARCO 6.5 – Un paio di lanci e cross dei suoi per non perdere l’abitudine, ma mi pare chiaro che il trend quest’anno è quello di un passaggio di consegne con Le Futebol AD17 come Re degli Assist.
BONNY 6.5 – Mancava solo Angiolino alla fiera del gol tra gli attaccanti, ed eccolo qui, con un gol di prepotenza, di voglia, di lotta. Ringrazia che Stanko Jr. ha mandato la punizione sul palo e Benji ha regalato il terzo gol agli socloriti del Friuli, altrimenti il peso della goleada sarebbe ricaduto anche su di te.
STANKOVIC 6.5 – Quando tornate a casa accarezzate i vostri bambini e dite loro che questa è la carezza di Alex, e che allo stesso modo la sua punizione ha accarezzato il palo, PORCA DI QUELLA FAGIANA!
CHIVU 6.5 – Ci è costata l'espulsione di Sandrino Kolarov, ma alla fine abbiamo sfangato pure questa, nonostante un portiere in regressione, una difesa lenta, un centrocampo che non fa filtro, due attaccanti che pensavano solo a fare a botte con i difensori. Ma, rovesciando il discorso di AG&G, come abbiamo fatto a vincere 5 a 3? Suggerirei di fare come Chivu: avere pazienza, e per il futuro cominciare a preoccuparsi solo dopo il 3 a 0. Certo, se si potesse avere un clean sheet ogni tanto...