PEPO 6 – Passa i primi venti minuti a contare i fili d’erba dell’area piccola, ed avrebbe continuato almeno per tutto il primo tempo, se non avesse trovato un biglietto di Sommer che aveva fatto gli stessi conti già l’anno scorso, ma purtroppo durante partite più movimentate di quella di ieri, tipo Inter – Udinese (al gol di Atta era vicino a quota 100mila). A quel punto Pepo si gira verso la panchina cercando conforto nei suoi colleghi, ma DiGe è impegnato a riguardare il book fotografico della consorte, mentre Provedel è impegnato a bloccare Lotito che gli chiede i rimborsi delle trasferte in pulmann dalla stagione 2024/25 in avanti. Si tratta di circa 1422 Euro che potrebbero essere impegnati per il riscatto di Frattesi.
Alla fine Pepo si addormenta e si sveglia solo dopo essere stato scosso da Palombo che si complimenta per il clean sheet. Forse la partita di ieri non è ancora finita e stiamo tutti vivendo il sogno di Pepo.
PAVARD 6.5 – Ma vi rendete conto che ieri abbiamo giocato largamente con la formazione di quelli esclusi dalle Nazionali ed il nostro braccetto destro è un campione del mondo del 2018? Uno tornato con umiltà, che affronta il Parma o il Lumezzane cme se fossero l’Argentina ed il Bayern Monaco, pronto a darmianizzarsi facendo il braccetto, il centrale, l’esterno e l’autista del bus quando giochiamo in trasferta.
BISTECCONE 6.5 – Bello il duello con Elphege, uno che voleva tanto entrare nel Gotha dei nostri avversari più temibili, ma Ekdal e Maccarrone sono ancora saldi al loro posto e Bisteccone non aveva nessuna intenzione di mollare e già che c’era ha dato una lezione di umiltà anche al ventunesimo dei fratelli Toure, una di quelle dinastie destinate a causarci aritmie cardiache assieme ai vari Gueye, Fofana e Coulibaly (con e senza K).
C. AVGVSTVS VII – Il nostro legionario favorito, ormai prossimo alla promozione a centurione, ha rispolverato Cincinnato e la celebre “mossa dell’aratro”, con la quale ha scavato un fosso a San Siro per celebrare il centenario ed è poi passato attraverso tre avversari dimostrando che l’effetto tunnel trova applicazioni anche al di fuori della meccanica quantistica. Cosa che a quanto pare nell’Impero Romano conoscevano piuttosto bene.
DIOUF 6.5 – Un po’ meno letale del solito, ma forse Valeri era meno stimolante di Cucurella e non c’era bisogno di evidenziarne i limiti. La verità è che non voleva strafare perchè sapeva che nel secondo tempo sarebbe toccato a Spence e non voleva rovinargli l’esordio. Cuore d’oro Andy!
SUCIC 8 – Il Calcio è tornato, nella sua versione bratesca che tante soddisfazioni ci ha dato nel periodo post-triplete. In occasione del gol del vantaggio, il povero Corvi l’ha passata a Keita dopo essersi assicurato che Petar era dalle parti di Fabbian, ma non poteva sapere che Sucic aveva appena fatto un upgrade alla versione UBIQUE di se stessoc, per cui riusciva a coprire sette zone del campo contemporaneamente, sei a San Siro ed una a Bologna per la prossima trasferta che non si sa mai.
CALHA 7 – Mezzo voto in meno per il mezzo infarto che ci ha fatto prendere con quel rigore ciabattato sotto le braccia di Corvi ed entrato non si sa per quale prodigio. Calha, guarda che qua non stiamo al Maradona dove ce li fanno ripetere quando li sbagliamo!
Per il resto partita perfetta, lanci a tagliare il campo, recuperi prodigiosi ed una certa propensione a crearci ansia ogni volta che cade o fa una smorfia o si sfiora la coscia.
MKHI 9 – Il nove non è tanto per l’assist al bacio, la tenuta atletica o l’esempio di serietà che lo avvicina a miti come Zanetti (non Cristiano); no, è per quella rovesciata, gesto tecnico di rara bellezza, ma soprattutto stimolo per tutti i non giovani ammirando la grazia con cui si è rialzato senza toccarsi la schiena o dire “Oplà!”.
DIMA 6.5 – La forma fisica non è ancora al top, il ginokio ancora traballa un pochetto ma l’assenza di Wanda Nara ci rende abbastanza fiduciosi.
PIO 7– Eh, lo so, sono ritornati i rigorini. Orsato ha resistito quanto ha potuto, ma poi ha dovuto cedere anche lui alla Marotta League. Quel simpaticone di Diego Carlos, uno che apprezziamo dai tempi in cui stava a Siviglia, lo sfiora appena, affondando i tacchetti solo per un paio di centimetri nella caviglia, ma ha il buon gusto di non saltarci sopra. Ma avete visto che trattamento ha ricevuto il povero Hojlund ieri sera?
TIKUS 7.5 – Mbappe, Olise, Dembele, Doue. E’ evidente che la mancata convocazione di Tikus in Nazionale è dovuta al fatto che non ha un cognome che finisce in -e.
STANKOVIC JR. 6.5 – I trenta minuti di ieri sono forse solo un modo per far rifiatare Calha, o il preludio ad un impego da titolare contro il Brugge da ex, o ancora un tentativo di mettere a tacere le voci di un suo scarso impiego finora. A noi basta goderci Sandrino, e continuiamo con la nostra battaglia contro la FIFA per un allargamento della squadra ad almeno 15 elementi, come il rugby.
LAUTI 6 – Entra chiedendo in continuazione il pallone e Messi, e lamentandosi con Enzo Fernandez di non avergli preparato un mate come si deve. L’utilizzo di giocatori che non hanno smaltito il jet lag è una pratica crudele che dovrebbe essere vietata dalle leggi internazionali.
BONNY 6.5 – L’istinto è quello di entrare e segnarne almeno un paio, ma poi riesce a trattenersi conscio dell’importanza di evitare una goleada.
LH 6.5 – A volte le cose messe in una posizione diversa prendono una luce diversa e danno un senso diverso alla propria esistenza. Tipo il portafiori che ho spostato sul tavolo del salotto o Luis Henrique sulla fascia sinistra.
SPENCE 6.5 – Spe-ricolato, Spe-ranzoso, Spens-ierato. Spe-so pure 35 milioni, datte na mossa a giocà, ha aggiunto Beppe rovinando l’atmosfera poetica.
CHIVU 7.5 –
Il Demone dei Carpazi
si gode i suoi ragazi
tutti trovano spazi
a volte sono pazi
prendono gol a cazi
ma poi segnano gol a mazi.
Gli altri promettono strazi
Ma per ora possono solo dire “Spiazi”.