Com'è entrare al Meazza a 50 minuti da una partita della nostra Inter contro il Barcellona? Ti manca il fiato, ti tremano le gambe, le mani congelate anche se non fa poi tanto freddo. Però stavolta è diverso. Dai gironi è passata mezza stagione e siamo ancora in corsa per tutto. Facevano paura, ora sembrano persino diventati una chimera. Abbiamo però 11 motivi vestiti di neroazzurro per credere che, stavolta, possiamo farcela.
Le scale a spirale sembrano non finire più, ma un sorriso ti si stampa in volto: in qualsiasi modo andrà la partita sai che riuscirai a vedere i marziani dal vivo. Ma vedrò anche i nostri colori cuciti su undici maglie pronte ad infiammarsi per provare a vincere e a credere nell’indicibile. Finiscono e mi affaccio sul prato: verde e perfetto, in mezzo al campo una sfera argentata che sembra quasi magica; il respiro si calma, i battiti rallentano. Il seggiolino è una suppellettile inutile, sono già attaccato alla ringhiera pronto a saltare. La musica della Champion's risuona fortissima nello stadio, senza però riuscire a superare i cori cantati a squarciagola da tutti noi. I nostri giocatori pronti a scendere in campo sono 11, ma ognuno di noi sa di essere fondamentale per spingerli al massimo: dobbiamo essere un'unica forza collettiva per riuscire a raggiungere una gioia infinita.
Inter-Barcellona 2010: la partita
Inter-Barcellona inizia e noi iniziamo con loro: pressing alto, non dobbiamo farli respirare. Dopo soli 19 minuti, però, succede proprio quello di cui avevamo più paura: disattenzione dei nostri, Maxwell mette una pallone arretrato rasoterra perfetto. Pedro, 0-1. Siamo sotto. Mi siedo per la prima volta: lancio uno sguardo in panchina, Mou non fa una piega, continua a dare indicazioni. Si ricomincia e noi ricominciamo a martellare. I battiti aumentano come le opportunità da gol, ci provano senza successo sia Lucio che Milito. Poi Eto'o riceve palla sulla destra e di prima la mette in mezzo dietro la linea difensiva blaugrana per Milito che accenna un passo di danza e, con un pick and roll sul lato debole, serve palla ad un liberissimo Wesley che deve solo appoggiare in RETE! Minuto 30, 1-1! Sono in piedi sul bordo della ringhiera ad urlare come un forsennato, senza nemmeno ricordare come ci sia arrivato. Ma non mi importa. Mou ci crede, i nostri anche. Chi sono io per non farlo? A fine primo tempo ho il sorriso di Joker stampato in faccia. Sono marziani? Forse. Potrebbero anche essere kriptoniani, non importerebbe comunque. Saremo la loro kriptonite.
Inizia il secondo tempo e ripartiamo più decisi di prima: Pandev dalla difesa trova un corridoio per il Principe che arriva fino a fondo campo, vede l’arrivo di Maicon dopo 70 metri di corsa matta e disperata, lo serve. E lì il Colosso ne combina una delle sue: controllo e tiro all in one, roba che salto sul tizio davanti (se mi stai leggendo ti chiedo scusa, ma sono sicuro che capirai). Un gol che sa di liberazione. Minuto 48, Maicon firma il 2-1! Julio difende la porta come fosse il suo bene più prezioso, NON SI PASSA! Al minuto 61 Thiago Motta ruba palla in modo eccezionale nella loro trequarti e serve ancora Eto’o sulla fascia destra: cross in mezzo per Sneijder che sciaccia la palla a terra di testa con tutta la forza che ha in corpo. E sul secondo palo, puntuale, arriva lui. DIEGO ALBERTO EL PRINCIPE MILITO! FAGLI VEDERE QUANTA INTER HAI IN CORPO! Sono senza voce, in tribuna è ormai delirio. 3-1.
E quando tutto finisce così, in un tripudio di felicità contagiosa ed inebriante, tutto esplode. Come un palloncino pieno di rabbia. Mario, insultato dai tifosi durante la partita per un tiro considerato troppo pretenzioso , si toglie la maglia. La getta via. E se ne va. Il trauma e la delusione in un momento di così grande festa sono paralizzanti. Col senno di poi, forse avrei preferito un altro gol del Barcellona. No, sto delirando. La squadra viene sempre prima di tutto. Andiamo a Barcellona intravedendo qualcosa di epico, fantascientifico, quasi meglio dei nostri udici questa sera. Ma ci sono altri 90 minuti sulla nostra strada. Esco dal cancello con la sciarpa in mano cantando per ciò l’Inter che è, era e sarà. Un meraviglioso sogno.
Com'è entrare al Meazza a 50 minuti da una partita della nostra Inter contro il Barcellona? Ti manca il fiato, ti tremano le gambe, le mani congelate anche se non fa poi tanto freddo. Però stavolta è diverso. Dai gironi è passata mezza stagione e siamo ancora in corsa per tutto. Facevano paura, ora sembrano persino diventati una chimera. Abbiamo però 11 motivi vestiti di neroazzurro per credere che, stavolta, possiamo farcela.
Le scale a spirale sembrano non finire più, ma un sorriso ti si stampa in volto: in qualsiasi modo andrà la partita sai che riuscirai a vedere i marziani dal vivo. Ma vedrò anche i nostri colori cuciti su undici maglie pronte ad infiammarsi per provare a vincere e a credere nell’indicibile. Finiscono e mi affaccio sul prato: verde e perfetto, in mezzo al campo una sfera argentata che sembra quasi magica; il respiro si calma, i battiti rallentano. Il seggiolino è una suppellettile inutile, sono già attaccato alla ringhiera pronto a saltare. La musica della Champion's risuona fortissima nello stadio, senza però riuscire a superare i cori cantati a squarciagola da tutti noi. I nostri giocatori pronti a scendere in campo sono 11, ma ognuno di noi sa di essere fondamentale per spingerli al massimo: dobbiamo essere un'unica forza collettiva per riuscire a raggiungere una gioia infinita.
Inter-Barcellona 2010: la partita
Inter-Barcellona inizia e noi iniziamo con loro: pressing alto, non dobbiamo farli respirare. Dopo soli 19 minuti, però, succede proprio quello di cui avevamo più paura: disattenzione dei nostri, Maxwell mette una pallone arretrato rasoterra perfetto. Pedro, 0-1. Siamo sotto. Mi siedo per la prima volta: lancio uno sguardo in panchina, Mou non fa una piega, continua a dare indicazioni. Si ricomincia e noi ricominciamo a martellare. I battiti aumentano come le opportunità da gol, ci provano senza successo sia Lucio che Milito. Poi Eto'o riceve palla sulla destra e di prima la mette in mezzo dietro la linea difensiva blaugrana per Milito che accenna un passo di danza e, con un pick and roll sul lato debole, serve palla ad un liberissimo Wesley che deve solo appoggiare in RETE! Minuto 30, 1-1! Sono in piedi sul bordo della ringhiera ad urlare come un forsennato, senza nemmeno ricordare come ci sia arrivato. Ma non mi importa. Mou ci crede, i nostri anche. Chi sono io per non farlo? A fine primo tempo ho il sorriso di Joker stampato in faccia. Sono marziani? Forse. Potrebbero anche essere kriptoniani, non importerebbe comunque. Saremo la loro kriptonite.
Inizia il secondo tempo e ripartiamo più decisi di prima: Pandev dalla difesa trova un corridoio per il Principe che arriva fino a fondo campo, vede l’arrivo di Maicon dopo 70 metri di corsa matta e disperata, lo serve. E lì il Colosso ne combina una delle sue: controllo e tiro all in one, roba che salto sul tizio davanti (se mi stai leggendo ti chiedo scusa, ma sono sicuro che capirai). Un gol che sa di liberazione. Minuto 48, Maicon firma il 2-1! Julio difende la porta come fosse il suo bene più prezioso, NON SI PASSA! Al minuto 61 Thiago Motta ruba palla in modo eccezionale nella loro trequarti e serve ancora Eto’o sulla fascia destra: cross in mezzo per Sneijder che sciaccia la palla a terra di testa con tutta la forza che ha in corpo. E sul secondo palo, puntuale, arriva lui. DIEGO ALBERTO EL PRINCIPE MILITO! FAGLI VEDERE QUANTA INTER HAI IN CORPO! Sono senza voce, in tribuna è ormai delirio. 3-1.
E quando tutto finisce così, in un tripudio di felicità contagiosa ed inebriante, tutto esplode. Come un palloncino pieno di rabbia. Mario, insultato dai tifosi durante la partita per un tiro considerato troppo pretenzioso , si toglie la maglia. La getta via. E se ne va. Il trauma e la delusione in un momento di così grande festa sono paralizzanti. Col senno di poi, forse avrei preferito un altro gol del Barcellona. No, sto delirando. La squadra viene sempre prima di tutto. Andiamo a Barcellona intravedendo qualcosa di epico, fantascientifico, quasi meglio dei nostri udici questa sera. Ma ci sono altri 90 minuti sulla nostra strada. Esco dal cancello con la sciarpa in mano cantando per ciò l’Inter che è, era e sarà. Un meraviglioso sogno.
0' - Qui a Firenze 30 vittorie Fiorentina, 35 pareggi e 25 vittorie InterL'è dura... PRIMO TEMPO: 1' - PIOOOOOOOOMA SIETE PAZZI MI STAVA ANDANDO LA CENA DI TRAVERSOPERSINO ASSIST DI BAREWOW!TIRA FUORI I BICIPITI PIOOOOO 2' - Che sia il ritorno della Grande Inter? 5' - Mi è passata davanti tutta la vita di […]
SOMMER 5: In un universo parallelo Dumfries ha fatto un retropassaggio, (E se ci pensata bene è l'unica azione che gli abbiamo visto fare per circa due anni, ma adesso NOOOOOOOOOOOO, figuriamoci se si può fare un retropassaggio, non va più di moda. Inventiamoci la mossa del tuffo carpiato. COSA POTREBBE MAI ANDARE STORTO. bastava […]
0' - Fifino titolare, almeno non ci sanguinano gli occhiE soprattutto, lui non ride. Mai. PRIMO TEMPO: 5’ - sveglia Petar eh 11’ - Yann! I guanti vanno asciugati dopo aver lavato i piatti! 18' - Chi me lo doveva dire che un giorno sarei stato lieto e sollevato per il ritorno in campo di […]
SOMMER 6 – Comincia con un simpatico regalo di Yann che porta al tiro Modric, ma in quel caso si tratta di un gentile scambio di favori tra gentiluomini d’altri tempi. Poi non succede nulla fino al gol di Estupinian, che pare alla fine non abbia fatto rimpiangere il terzino che dovrebbe giocare in Nazionale, […]
0' - Ma dovevamo proprio giocarlo sto derby?Non potevamo gestircela in un altro modo?Tipo che so una partita ad impostore, una monopolata...No eh?No.Sento già puzza di psicodramma PRIMO TEMPO: 1' - I fischi a Basto non ce li aspettavamoSe non mi vedete esteriormente sorpreso è perché sono sorpreso dentro 3’ - Yann, la cazzata l’abbiamo […]
PEPO 7 – Senza strafare, para quel poco che è necessario per evitare di perdere l’andata della semifinale, prendersi un sacco di critiche in vista del derby di domenica e farci vivere tranquilli per qualche giorno. Ma tanto lo sa bene anche lui che le critiche arriveranno lo stesso e la nostra ansia per il […]