Quando ho letto gli 11 titolari nella mia mente si sono palesati gli scenari più catastrofici.
Joao Mario che prende un rosso al decimo ed esce sculettando dal campo.
Miranda che fa autogol.
Gol di Patric. Se non avete idea di chi sia ecco, avete centrato il punto.
Vrsa che si infortuna e ci condanna a Dalbert titolare a vita.
Lautaro che scappa via con Wanda per la troppa noia in panchina.
Titoloni sulla Gazzetta ‘INTER E' CRISI. I NEROAZZURRI NON RIESCONO PIU’ A VINCERE, SPALLETTI OUT, ZHANG DELUSIONE, ICARDI VIA, SCARPINI SCEMO.’
Ad un certo punto ho pure temuto che il troppo vento ci potesse portare via Polinano.
Cattive sensazioni, bad vibes, chiamatele come volete.
I primi 10 minuti ho guardato la partita con un occhio socchiuso, quasi a volermi riparare dallo schiaffo imminente che mi sarebbe arrivato, nelle forme di cui sopra.
E invece no.
94 minuti di serenità.
Non pensavo potessero esistere, per noi, serate così.
Una partita che inizia tranquilla e finisce tranquilla.
E nell’intermezzo troviamo (in ordine sparso):
Doppietta di Mauro che però continua a non aiutare la squadra e continua a giocare male, Higuain ne avrebbe fatti comunque tre.
Joao Mario che sale in cattedra ed impartisce lezioni a Immobile su come diventare il sex symbol incontrastato della squadra.
Immobile che non se lo fila, non per cattiveria, ma perché tenta di bendare le caviglie morse ininterrottamente dai nostri due centrali.
Perisic che pare essersi risvegliato dal suo letargo semestrale (forse anche qualcosa di più), è ancora intorpidito ma almeno risponde agli stimoli, ad esempio si accorge quando gli passano la palla.
Questo.
Inoltre, abbiamo avuto l'affermazione di una nuova religione;
Mercoledì è sembrato un episodio.
Ieri invece c’è stata la santificazione.
Benvenuti nella nuova epoca dell’EPICOCCODRILLISMO.
Dobbiamo ancora parlare in pvt con Brozo per stendere un manifesto del nuovo credo, ma vi garantisco che sovvertirà la vostra scala di valori e convinzioni.
E sarà bellissimo, quasi come lui.
Dunque, 0-3 secco.
Niente #VENDETT laziale, niente riapparizione mistica di Milinkovic-Savic, niente rotture di palle di Ciro Immobile.
Tutti i telecronisti fanno i complimenti alla squadra, esaltano l'agonismo e il bel gioco. Sono tornati a chiamarci l'ANTIJUVE e si sono ricordati che Icardi non è poi così male.
Oserei dire QUASI noioso.
In mezzo a questa felicità che a noi interisti (di natura pessimisti e catastrofici) inizia a spaventare, voglio ricordarvi che Perisic non ha messo nessun post su Instagram dopo la vittoria.
Potremmo parlare di CRISIVAN. Che suona benissimo.
Finché c'è crisi, c'è vita.
Noi, intanto, ci godiamo questo serenissimo martedì.
Quando ho letto gli 11 titolari nella mia mente si sono palesati gli scenari più catastrofici.
Joao Mario che prende un rosso al decimo ed esce sculettando dal campo.
Miranda che fa autogol.
Gol di Patric. Se non avete idea di chi sia ecco, avete centrato il punto.
Vrsa che si infortuna e ci condanna a Dalbert titolare a vita.
Lautaro che scappa via con Wanda per la troppa noia in panchina.
Titoloni sulla Gazzetta ‘INTER E' CRISI. I NEROAZZURRI NON RIESCONO PIU’ A VINCERE, SPALLETTI OUT, ZHANG DELUSIONE, ICARDI VIA, SCARPINI SCEMO.’
Ad un certo punto ho pure temuto che il troppo vento ci potesse portare via Polinano.
Cattive sensazioni, bad vibes, chiamatele come volete.
I primi 10 minuti ho guardato la partita con un occhio socchiuso, quasi a volermi riparare dallo schiaffo imminente che mi sarebbe arrivato, nelle forme di cui sopra.
E invece no.
94 minuti di serenità.
Non pensavo potessero esistere, per noi, serate così.
Una partita che inizia tranquilla e finisce tranquilla.
E nell’intermezzo troviamo (in ordine sparso):
Doppietta di Mauro che però continua a non aiutare la squadra e continua a giocare male, Higuain ne avrebbe fatti comunque tre.
Joao Mario che sale in cattedra ed impartisce lezioni a Immobile su come diventare il sex symbol incontrastato della squadra.
Immobile che non se lo fila, non per cattiveria, ma perché tenta di bendare le caviglie morse ininterrottamente dai nostri due centrali.
Perisic che pare essersi risvegliato dal suo letargo semestrale (forse anche qualcosa di più), è ancora intorpidito ma almeno risponde agli stimoli, ad esempio si accorge quando gli passano la palla.
Questo.
Inoltre, abbiamo avuto l'affermazione di una nuova religione;
Mercoledì è sembrato un episodio.
Ieri invece c’è stata la santificazione.
Benvenuti nella nuova epoca dell’EPICOCCODRILLISMO.
Dobbiamo ancora parlare in pvt con Brozo per stendere un manifesto del nuovo credo, ma vi garantisco che sovvertirà la vostra scala di valori e convinzioni.
E sarà bellissimo, quasi come lui.
Dunque, 0-3 secco.
Niente #VENDETT laziale, niente riapparizione mistica di Milinkovic-Savic, niente rotture di palle di Ciro Immobile.
Tutti i telecronisti fanno i complimenti alla squadra, esaltano l'agonismo e il bel gioco. Sono tornati a chiamarci l'ANTIJUVE e si sono ricordati che Icardi non è poi così male.
Oserei dire QUASI noioso.
In mezzo a questa felicità che a noi interisti (di natura pessimisti e catastrofici) inizia a spaventare, voglio ricordarvi che Perisic non ha messo nessun post su Instagram dopo la vittoria.
Potremmo parlare di CRISIVAN. Che suona benissimo.
Finché c'è crisi, c'è vita.
Noi, intanto, ci godiamo questo serenissimo martedì.
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