24/05/2020

Torino-Inter tra gol dell'ex e milze

8 aprile 2018

L'Inter di Spalletti continua la sua pazza corsa verso la qualificazione in Champions, ogni partita è un testa a testa, la tensione è incredibile, non possiamo permetterci passi falsi.

Ogni giornata è il panico puro, con gli occhi alla Marotta a guardare da un lato quello che facciamo noi e da un lato le notifiche con i risultati delle altre squadre.
Non che tifare Inter sia mai stata una passeggiata, comunque.

Quel giorno l'Inter è ospite del Torino.
Sono le 12.30, giochiamo contro Mazzarri e negli ultimi due precedenti all'Olimpico ha segnato due volte Kondogbia, quindi il karma prima o poi ci farà pagare tutto con gli interessi.

La formazione vede il vicevicecapitano Handanovic tra i pali, Miranda e Skriniar in difesa, l'ex D'Ambrosio sulla sinistra e incredibilmente sulla destra scegliamo di non schierare nessuno.
A centrocampo Brozo e Gagliardini, Candreva, Perisic e il Nonno dietro all'ex vicecapitano.

È proprio l'ex vice a creare subito la prima occasione ma ovviamente Sirigu si fa trovare pronto.
Poi un'altra volta, e un'altra, e un'altra e un'altra. Ormai l'andamento della partita sembra già chiaro, poi non so se sono l'unico ma l'abbigliamento maglietta bianca-pantaloncini neri a me sembra sempre che porti sfiga.
Al ventesimo abbiamo fatto ottocentomila tiri in porta ma Sirigu le ha prese tutte.

I tifosi interisti più esperti iniziano a affrontare conversazioni simili a quella tra Kuzco e Pacha quando sono nelle cascate:

"Non dirmelo, stiamo andando verso un'amarissima sconfitta"
"Già"
"Con gol dell'ex?"
"È un classico."
"E andiamo!"


A questo punto ci resta solo da scoprire chi ce lo farà questo gol. C'è l'imbarazzo della scelta tra Obi, Burdisso, Ljajic e soprattuto un Ansaldi che sembra proprio in formato Tractor.

Al 35' Belotti parte in contropiede, nessuno sembra stargli dietro, Gaglia scivola, arriva Perisic a tutta velocità ma colpisce il pallone a casissimo con lo stinco, servendo un assist involontario a De Silvestri che la mette in mezzo per ADEM LJAJIC che segna l'1-0.

Il nostro ex-brate alza le mani e non esulta nemmeno, cucciolino ci manchi tanto, le tue lacrime dopo i miracoli di Consigli a San Siro sono lo specchio di una generazione. Avremmo preferito subirlo da Mazzarri in persona il gol ma da te no 😢
#RIPIGL

Il secondo tempo è il solito mix tra magia e tragedia, il realismo magico di Isabel Allende ci fa una sega, quei 45 minuti di speranza in cui tutto può succedere, ma a una sola condizione: che vada contro di noi.
Spalletti mette in campo tutte ma proprio tutte le armi a disposizione: Rafinha, Karamoh e l'immancabile Ranocchia punta.

E se non la risollevi con questi cambi significa che è davvero stregata.

Ci andiamo vicini più volte ma non c'è niente da fare.
L'occasione più clamorosa è proprio nei piedi del nostro amato Rafi: diagonale mancino rasoterra, il classico tiro che avrebbe meritato miglior sorte ma che si stampa proprio sul palo. Il suono di quel pallone che si infrange sul legno vibra ancora nei nostri cuori come la traversa di Adriano contro il Palermo.

Tranquillo Rafi anche tu tornerai a casa un giorno. #RIPIGL
Diamo l'assalto in tutti i modi ma il destino non ne vuole sapere. Questo campionato nonostante tutto si dovrà decidere all'ultimo respiro, con l'ingresso di Froggy in quel Lazio-Inter (e il gol di Vecino, va bene, ma diciamo le cose in ordine di importanza)
Ci rimane il frame di Lucianone che stringe la mano a Mazzarri. Poi tanta, tantissima tristezza.
Noi che andiamo via sconsolati e ci chiediamo se davvero ne valga la pena di regalare soldi a Cairo ogni anno per vedere 'ste partitacce (CERTO CHE SI BRATI, VOLEVAMO FORSE PERDERCI IL GOL DI IZZO DELL'ANNO DOPO?)

Eppure tornando a casa ci rendiamo conto di una cosa molto importante, che in ogni caso poteva andarci peggio, che c'è sempre chi è più sfortunato di noi, PER ESEMPIO LO STEWARD DELLO STADIO A CUI HANNO ASPORTATO LA MILZA PER COLPA DI UN TIRO DI CANDREW.

Lui si che è un vero eroe. Ovunque tu sia ti mandiamo un saluto e ti vogliamo bene. Tanto.

Torino-Inter tra gol dell'ex e milze

8 aprile 2018

L'Inter di Spalletti continua la sua pazza corsa verso la qualificazione in Champions, ogni partita è un testa a testa, la tensione è incredibile, non possiamo permetterci passi falsi.

Ogni giornata è il panico puro, con gli occhi alla Marotta a guardare da un lato quello che facciamo noi e da un lato le notifiche con i risultati delle altre squadre.
Non che tifare Inter sia mai stata una passeggiata, comunque.

Quel giorno l'Inter è ospite del Torino.
Sono le 12.30, giochiamo contro Mazzarri e negli ultimi due precedenti all'Olimpico ha segnato due volte Kondogbia, quindi il karma prima o poi ci farà pagare tutto con gli interessi.

La formazione vede il vicevicecapitano Handanovic tra i pali, Miranda e Skriniar in difesa, l'ex D'Ambrosio sulla sinistra e incredibilmente sulla destra scegliamo di non schierare nessuno.
A centrocampo Brozo e Gagliardini, Candreva, Perisic e il Nonno dietro all'ex vicecapitano.

È proprio l'ex vice a creare subito la prima occasione ma ovviamente Sirigu si fa trovare pronto.
Poi un'altra volta, e un'altra, e un'altra e un'altra. Ormai l'andamento della partita sembra già chiaro, poi non so se sono l'unico ma l'abbigliamento maglietta bianca-pantaloncini neri a me sembra sempre che porti sfiga.
Al ventesimo abbiamo fatto ottocentomila tiri in porta ma Sirigu le ha prese tutte.

I tifosi interisti più esperti iniziano a affrontare conversazioni simili a quella tra Kuzco e Pacha quando sono nelle cascate:

"Non dirmelo, stiamo andando verso un'amarissima sconfitta"
"Già"
"Con gol dell'ex?"
"È un classico."
"E andiamo!"


A questo punto ci resta solo da scoprire chi ce lo farà questo gol. C'è l'imbarazzo della scelta tra Obi, Burdisso, Ljajic e soprattuto un Ansaldi che sembra proprio in formato Tractor.

Al 35' Belotti parte in contropiede, nessuno sembra stargli dietro, Gaglia scivola, arriva Perisic a tutta velocità ma colpisce il pallone a casissimo con lo stinco, servendo un assist involontario a De Silvestri che la mette in mezzo per ADEM LJAJIC che segna l'1-0.

Il nostro ex-brate alza le mani e non esulta nemmeno, cucciolino ci manchi tanto, le tue lacrime dopo i miracoli di Consigli a San Siro sono lo specchio di una generazione. Avremmo preferito subirlo da Mazzarri in persona il gol ma da te no 😢
#RIPIGL

Il secondo tempo è il solito mix tra magia e tragedia, il realismo magico di Isabel Allende ci fa una sega, quei 45 minuti di speranza in cui tutto può succedere, ma a una sola condizione: che vada contro di noi.
Spalletti mette in campo tutte ma proprio tutte le armi a disposizione: Rafinha, Karamoh e l'immancabile Ranocchia punta.

E se non la risollevi con questi cambi significa che è davvero stregata.

Ci andiamo vicini più volte ma non c'è niente da fare.
L'occasione più clamorosa è proprio nei piedi del nostro amato Rafi: diagonale mancino rasoterra, il classico tiro che avrebbe meritato miglior sorte ma che si stampa proprio sul palo. Il suono di quel pallone che si infrange sul legno vibra ancora nei nostri cuori come la traversa di Adriano contro il Palermo.

Tranquillo Rafi anche tu tornerai a casa un giorno. #RIPIGL
Diamo l'assalto in tutti i modi ma il destino non ne vuole sapere. Questo campionato nonostante tutto si dovrà decidere all'ultimo respiro, con l'ingresso di Froggy in quel Lazio-Inter (e il gol di Vecino, va bene, ma diciamo le cose in ordine di importanza)
Ci rimane il frame di Lucianone che stringe la mano a Mazzarri. Poi tanta, tantissima tristezza.
Noi che andiamo via sconsolati e ci chiediamo se davvero ne valga la pena di regalare soldi a Cairo ogni anno per vedere 'ste partitacce (CERTO CHE SI BRATI, VOLEVAMO FORSE PERDERCI IL GOL DI IZZO DELL'ANNO DOPO?)

Eppure tornando a casa ci rendiamo conto di una cosa molto importante, che in ogni caso poteva andarci peggio, che c'è sempre chi è più sfortunato di noi, PER ESEMPIO LO STEWARD DELLO STADIO A CUI HANNO ASPORTATO LA MILZA PER COLPA DI UN TIRO DI CANDREW.

Lui si che è un vero eroe. Ovunque tu sia ti mandiamo un saluto e ti vogliamo bene. Tanto.

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