In una società che sta perdendo pezzo dopo pezzo tutti i suoi principali punti di riferimento, e nel quale ci sentiamo sempre più spaesati e alla ricerca di un simbolo, dove altro possiamo trovare ancora degli eroi se non nel calcio?
Abbiamo avuto un'infinità di ragazzini che di fronte ai poster dei loro campionissimi imitavano il codino alla Baggio o la frangetta del Fenomeno.
Tra questi campionissimi avrebbe potuto esserci, ma non c'è stato solo per errore, anche SAMUELE LONGO.
Affermazione forte, certo, ma solo per chi non conosce bene Longo.
Cresciuto nelle giovanili dell'Inter, la storia di Longo è quella di un ragazzino di Valdobbiadene che si è fatto largo nel mondo di calcio fino ad arrivare a segnare gol a raffica nella primavera di Strama, con cui trionfa in campionato (da capocannoniere) e in NextGen Series.
Debutta proprio con il suo mentore Andrea Stramaccioni in Serie A, nell'ultima giornata di campionato, il 13 maggio 2012.
INDOVINATE UN PO' CONTRO CHI SI GIOCAVA? MA CERTO! CONTRO LA LAZIO TANTO PER CAMBIARE.
Perdiamo 3-1, riusciamo a prendere gol da Candreva, arriviamo sesti facendo 2 turni preliminari di Europa League, incassiamo la quattrordicesima sconfitta stagionale e il cinquantacinquesimo gol.
Sembrerebbe tutto tragico, ma come detto non lo è, perché debutta il nostro Samuelino.
La rivincita arriva qualche giorno dopo a livello di Primavera, nella sfida decisiva della Final Eight.
Vinciamo 3-2 con reti di Livaja (un altro da tenere bene d'occhio), Garritano e proprio di Longo.
Il destino di Longo sembra lanciatissimo, da poco ci siamo fatti sfuggire l'attaccante più prolifico del futuro della Serie A e della Nazionale, il cui valore ha raggiunto cifre da capogiro, intorno ai 15 milioni di euro.
L'Inter promette di aver imparato la lezione, e di far sì che non ci saranno mai più casi simili. I giovani talenti verranno fatti crescere:
MAI PIU' CASI COME QUELLO DI MATTIA DESTRO.
Così Longo fa tutta la preparazione estiva nella nuova Inter di Strama. Arriva anche il ricordo dell'esordio internazionale in una magica notte di Europa League. Un tristissimo preliminare in un agosto afoso in cui le prendiamo dall'Hajduk Spalato.
Che cazzo di gol si era inventato sto Vukovic.
L'Inter però come abbiamo detto NON VUOLE FARE ERRORI e decide di cautelarsi: Livaja resta a fare il bomber di coppa, Longo va a crescere in prestito.
L'Inter lo manda a Barcellona, in una delle città più importanti del mondo calcistico dove avrà l'opportunità di grandi campioni.
Ma no, che avete capito, non al Barça. All'Espanyol! La stessa squadra in cui pochi mesi prima era andato con ottimi risultati Coutinho. Mannaggia la miseria.
L'impatto è straordinario, alla prima partita segna già un gol.
Si ripete nella seconda partita, dove prende anche un cartellino rosso per aver esultato con i tifosi. MAGICO.
Conclude la stagione con 18 presenze e 3 gol, un bottino discreto per un esordiente assoluto.
Il secondo anno dovrebbe essere quello della conferma: questa volta il nostro Sam torna in Italia, dove è conteso tra le due neopromosse Livorno e Verona.
Scelta PESSIMA perché si trova davanti un Luca Toni in stato di grazia e non vede quasi mai il campo, solo 2 presenze in campionato, e una in Coppa Italia dove segna questo gran gol. Ennesima dimostrazione del fatto che i colpi giusti li avrebbe.
A gennaio scappa dal Verona, proprio il 31 gennaio si trasferisce all'ultimo secondo nel campionato che preferisce, la Liga.
Si trasferisce a Madrid. MA NON AL REAL MADRID, NEMMENO AL BARCELLONA.
A LUI PIACCIONO LE SQUADRE PICCOLE NELLE BELLE CITTA'.
Passa al Rayo Vallecano ma non riesce ad inserirsi a stagione iniziata e conclude con soltanto 9 presenze e 0 gol.
L'Inter però come abbiamo ripetuto ormai 20000 volte vuole continuare a credere in lui.
Si prepara per l'ennesimo prestito a Cagliari. L'allenatore è Zeman, ha spazio da titolare, ci sono tutti i presupposti per fare bene.
E invece conclude la stagione ancora una volta con 0 reti. Una l'ha anche segnata, ma è stato dato autogol a Carrizo. EH SI, A CARRIZO.
INFATTI PER LA SOLITA SFIGA DELL'INTER INDOVINATE CONTRO CHI SEGNA??????
TIRO - PALO - SCHIENA DEL PORTIERE - GOL
A parte questa non ne azzecca una per 27 giornate, l'anno dopo va al Frosinone, anche questa volta niente.
Così ci rinuncia, va in Spagna, quello è il posto giusto per lui.
A Girona si scatena, segna 14 gol in 34 partite. Probabilmente la Liga Adelante non è il campionato più difficile del mondo, però riesce a trascinare la squadra al secondo posto e alla sua prima qualificazione nella Liga in 86 anni di storia.
Da lì in poi Longo ha continuato la sua carriera entrando in un loop infinito: Dopo 48 presenze e 0 gol in Serie A ha capito che il nostro campionato non fa per lui.
Torna qui solo in estate per farsi una rimpatriata con gli amici dell'Inter, qualche sgambatella nel precampionato, rinnovare il contratto e ripartire in prestito verso una qualche destinazione esotica della Spagna.
Lo abbiamo visto in azione a Tenerife, e attualmente all'Huesca.
Insomma quello che doveva essere l'attaccante del futuro è arrivato all'OTTAVO prestito consecutivo, ma questa girandola sembra non avere ancora fine.
Cosa ci resta da dire se non: GRAZIE DI TUTTO CAMPIONE.
In una società che sta perdendo pezzo dopo pezzo tutti i suoi principali punti di riferimento, e nel quale ci sentiamo sempre più spaesati e alla ricerca di un simbolo, dove altro possiamo trovare ancora degli eroi se non nel calcio?
Abbiamo avuto un'infinità di ragazzini che di fronte ai poster dei loro campionissimi imitavano il codino alla Baggio o la frangetta del Fenomeno.
Tra questi campionissimi avrebbe potuto esserci, ma non c'è stato solo per errore, anche SAMUELE LONGO.
Affermazione forte, certo, ma solo per chi non conosce bene Longo.
Cresciuto nelle giovanili dell'Inter, la storia di Longo è quella di un ragazzino di Valdobbiadene che si è fatto largo nel mondo di calcio fino ad arrivare a segnare gol a raffica nella primavera di Strama, con cui trionfa in campionato (da capocannoniere) e in NextGen Series.
Debutta proprio con il suo mentore Andrea Stramaccioni in Serie A, nell'ultima giornata di campionato, il 13 maggio 2012.
INDOVINATE UN PO' CONTRO CHI SI GIOCAVA? MA CERTO! CONTRO LA LAZIO TANTO PER CAMBIARE.
Perdiamo 3-1, riusciamo a prendere gol da Candreva, arriviamo sesti facendo 2 turni preliminari di Europa League, incassiamo la quattrordicesima sconfitta stagionale e il cinquantacinquesimo gol.
Sembrerebbe tutto tragico, ma come detto non lo è, perché debutta il nostro Samuelino.
La rivincita arriva qualche giorno dopo a livello di Primavera, nella sfida decisiva della Final Eight.
Vinciamo 3-2 con reti di Livaja (un altro da tenere bene d'occhio), Garritano e proprio di Longo.
Il destino di Longo sembra lanciatissimo, da poco ci siamo fatti sfuggire l'attaccante più prolifico del futuro della Serie A e della Nazionale, il cui valore ha raggiunto cifre da capogiro, intorno ai 15 milioni di euro.
L'Inter promette di aver imparato la lezione, e di far sì che non ci saranno mai più casi simili. I giovani talenti verranno fatti crescere:
MAI PIU' CASI COME QUELLO DI MATTIA DESTRO.
Così Longo fa tutta la preparazione estiva nella nuova Inter di Strama. Arriva anche il ricordo dell'esordio internazionale in una magica notte di Europa League. Un tristissimo preliminare in un agosto afoso in cui le prendiamo dall'Hajduk Spalato.
Che cazzo di gol si era inventato sto Vukovic.
L'Inter però come abbiamo detto NON VUOLE FARE ERRORI e decide di cautelarsi: Livaja resta a fare il bomber di coppa, Longo va a crescere in prestito.
L'Inter lo manda a Barcellona, in una delle città più importanti del mondo calcistico dove avrà l'opportunità di grandi campioni.
Ma no, che avete capito, non al Barça. All'Espanyol! La stessa squadra in cui pochi mesi prima era andato con ottimi risultati Coutinho. Mannaggia la miseria.
L'impatto è straordinario, alla prima partita segna già un gol.
Si ripete nella seconda partita, dove prende anche un cartellino rosso per aver esultato con i tifosi. MAGICO.
Conclude la stagione con 18 presenze e 3 gol, un bottino discreto per un esordiente assoluto.
Il secondo anno dovrebbe essere quello della conferma: questa volta il nostro Sam torna in Italia, dove è conteso tra le due neopromosse Livorno e Verona.
Scelta PESSIMA perché si trova davanti un Luca Toni in stato di grazia e non vede quasi mai il campo, solo 2 presenze in campionato, e una in Coppa Italia dove segna questo gran gol. Ennesima dimostrazione del fatto che i colpi giusti li avrebbe.
A gennaio scappa dal Verona, proprio il 31 gennaio si trasferisce all'ultimo secondo nel campionato che preferisce, la Liga.
Si trasferisce a Madrid. MA NON AL REAL MADRID, NEMMENO AL BARCELLONA.
A LUI PIACCIONO LE SQUADRE PICCOLE NELLE BELLE CITTA'.
Passa al Rayo Vallecano ma non riesce ad inserirsi a stagione iniziata e conclude con soltanto 9 presenze e 0 gol.
L'Inter però come abbiamo ripetuto ormai 20000 volte vuole continuare a credere in lui.
Si prepara per l'ennesimo prestito a Cagliari. L'allenatore è Zeman, ha spazio da titolare, ci sono tutti i presupposti per fare bene.
E invece conclude la stagione ancora una volta con 0 reti. Una l'ha anche segnata, ma è stato dato autogol a Carrizo. EH SI, A CARRIZO.
INFATTI PER LA SOLITA SFIGA DELL'INTER INDOVINATE CONTRO CHI SEGNA??????
TIRO - PALO - SCHIENA DEL PORTIERE - GOL
A parte questa non ne azzecca una per 27 giornate, l'anno dopo va al Frosinone, anche questa volta niente.
Così ci rinuncia, va in Spagna, quello è il posto giusto per lui.
A Girona si scatena, segna 14 gol in 34 partite. Probabilmente la Liga Adelante non è il campionato più difficile del mondo, però riesce a trascinare la squadra al secondo posto e alla sua prima qualificazione nella Liga in 86 anni di storia.
Da lì in poi Longo ha continuato la sua carriera entrando in un loop infinito: Dopo 48 presenze e 0 gol in Serie A ha capito che il nostro campionato non fa per lui.
Torna qui solo in estate per farsi una rimpatriata con gli amici dell'Inter, qualche sgambatella nel precampionato, rinnovare il contratto e ripartire in prestito verso una qualche destinazione esotica della Spagna.
Lo abbiamo visto in azione a Tenerife, e attualmente all'Huesca.
Insomma quello che doveva essere l'attaccante del futuro è arrivato all'OTTAVO prestito consecutivo, ma questa girandola sembra non avere ancora fine.
Cosa ci resta da dire se non: GRAZIE DI TUTTO CAMPIONE.
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