“Non lo troveremo mai, lo sapevo che non dovevo seguirvi in questo posto di merda!”. Erano atterrati da pochi giorni sul pianeta Brasile, e An Pinamonti non faceva altro che lamentarsi. “Qui è pieno di maledetti Brasiliani tutti tatuati che fanno i numeri in spiaggia, come diavolo faremo a riconoscerlo? E poi è proprio necessario voler combattere il regime di Lord Cruz? Alla fine non è così male…”
“Julio Cruz un vero Mitt non è, troppi goal e presenze ha, fermarlo noi dobbiamo”
“SuzukiYamamotoNighiriGRRRRR”
“Ehi Yuto! Non c’è bisogno di imprecare! Ho capito, va bene, Proviamo a chiedere a quel tipo dall’espressione svogliata”
I quattro si avvicinarono a uno strano essere con la testa allungata che non sembrava affatto un abitante del pianeta. Egli stava cercando di dribblare una sedia facendo doppi passi a caso, ma con scarsi risultati.
“Ehi tu – gridò Pinamonti – stiamo cercando il leggendario Gabigol, sai per caso dove possiamo trovarlo?”
“Mi no sa, mi no sa dove è esto!” rispose lo strano alieno con tono insofferente.
“Aspetta, io so chi tu sei. Jar Jar Perisic è il tuo nome. Che fai qui?”
“Maestro Borja! Me maxi gioia te riveder! Io soy venuto aqui nel pianeta del Futebol per ritrovar el mi talento perduto”.
“Beh complimenti per l’ottimo risultato – rispose ironicamente Pinamonti – comunque, puoi aiutarci a trovare Gabigol, sì o no?”
“Mi no sa, ma mi posso aiutarve. Dovete andar a lo palazzo de lo imperador di codesto pianeta. Chiedete de Adriano The Hutt” rispose Jar Jar.
Udite quelle parole Pinamonti e Borja radunarono la truppa e si diressero verso il palazzo di Adriano. Prima di partire però, il maestro Borja rivolse un ultimo sguardo verso il povero croato e vide che si era messo svogliatamente a provare dei tiri verso la porta. Non riuscì a centrarla nemmeno una volta. Intristito, il saggio maestro abbassò lo sguardo e sussurrò tra sé: “Una brutta fine tu hai fatto, neanche il tuo amico Josè ora potrà più salvarti”. Una volta iniziato il viaggio, PInamonti notò che il bellissimo Mario era stranamente silenzioso. Con fare arrogante gli strofinò la pelata lucida e chiese sghignazzando “Uè bambolotto, mi sembri a disagio. Cos’è, ti è apparso in sogno Antonio Donnarumma?”. Il bellissimo girò la testa senza rispondere. Sapeva, o forse sperava, che una volta messo in pratica il suo piano tutto questo sarebbe finito.
Arrivati al palazzo di Adriano i quattro si trovarono in una situazione surreale. L’intera reggia era in uno stato di festa perenne da più di 10 anni. All’interno vi erano ballerini di samba, loschi soggetti che impugnavano armi e venditori di una strana polvere che aveva tutta l’aria di non essere sale da tavolo. L’imperatore, un essere enorme ricoperto da uno spesso strato di grasso, sedeva sul suo trono, circondato da seducenti ballerine aliene, creature dalla sessualità piuttosto incerta. Veduti i quattro eroi, l’imperatore si alzò a fatica dal suo trono e gridò “Benvenuti nel mio palazzo! Gli abitanti di Appiano sono sempre i benvenuti qui! Come posso aiutarvi?”.
“Saggio e potente Adriano – esordì il maestro Borja – stiamo cercando Gabigol. Puoi aiutarci?”
“Certamente! Si trova al piano superiore, nella stanza dei capocannonieri”.
Pinamonti, visibilmente confuso, si fece avanti per prendere la parola: “Capocannoniere? No guardi mi sa che non ci siamo capiti. Stiamo cercando G-A-B-I-G-O-L. Un tipo tamarrissimo con le capacità realizzative di un Mattia Destro ipovedente.”
“TACI! So benissimo a chi vi riferite. Se volete incontrarlo è di sopra, ma vi avverto. Potreste non trovare quello che state cercando”.
I quattro salirono nella stanza dei capocannonieri ignorando l’avvertimento dell’imperatore. All’interno trovarono appesi diversi quadri degli storici goleador del Brasilerao, gente del calibro di Dourado, Diego Souza, Ricardo Olivera e Fred. La speranza di vedere all’interno della stanza Gabigol aumentò sensibilmente. E infatti, eccolo lì. Seduto su un divano di pelle, accarezzava il pallone d’argento del Brasilerao sorseggiando del Whisky.
“Benvenuti ragazzi, ho sentito che mi stavate cercando”.
“Gabi! Finalmente trovato ti abbiamo. Con noi ad Appiano tu devi tornare” esclamò il maestro Borja.
“Non posso, mi spiace”
“COSA? – intervenne Pinamonti – Ascolta Ronaldo dei poveri, non hai capito bene cosa sta succedendo. Il nuovo signore dei Mitt è Lord Cruz, uno che ha più di 50 goal con la maglia dell’inter. CINQUANTA. Ti rendi conto? L’intero concetto di Mittanza è a rischio. Devi tornare!”.
“So bene cosa sta succedendo, mio giovane amico, ma non posso lasciare il Brasile. Sono stato promesso al Flamengo e, beh, qualcuno all’interno di questa stanza era già al corrente della situazione, o mi sbaglio?” Dopo queste parole, il giovane brasiliano porse a Pinamonti un foglio. All’interno, con una bellissima calligrafia, vi era scritto:
“Carissimi dirigenti del Flamengo. In virtù della nostra conclamata amicizia vorrei offrirvi in regalo il capocannoniere del Brasilerao, Gabigol. Inoltre, vi ho lasciato un piccolo dono per convincervi a concludere l’affare.
Con affetto,
Darth Mario.
P.s la maglia rossonera è una figata!”
In allegato alla lettera vi era una foto. Un nudo integrale del bellissimo Mario. Nessuno nella galassia sarebbe stato in grado di resistere.
Tutti si girarono di scatto verso il portoghese, che guardava gli ingenui compagni con un ghigno malvagio.
“BASTARDO! – gridò Borja fuori di sé - SEI UN BASTARDO!”
“Perché? Perché lo hai fatto? – disse uno sconvolto Pinamonti – TU ERI IL PRESCELTO! ERA SCRITTO CHE DISTRUGGESSI I NUOVI MITT, NON CHE TI UNISSI A LORO”
“Voi volevate che io tornassi in Inghilterra a fare schifo vero? Vi sareste liberati di me non appena ritrovati i Mitt leggendari. Non avete mai voluto che io diventassi un Mitt! Ma io non solo diventerò un Mitt, diventerò un Mitt eterno, come Recoba!”
“Joao non succederà mai! Lord Cruz ti ha mentito, lui è il male”
“Dal mio punto di vista VOI siete il male!”
“Eri mio fratello Joao, ti volevo bene”
“IO TI ODIO!”
Dopo queste parole il bellissimo Mario scappò sculettando lasciando tutti a bocca aperta. Nel luogo in cui si trovava rimase solo un bigliettino. Pinamonti lo raccolse e lesse ad alta voce:
“E comunque, ho anche fatto aggiungere il diritto di riscatto al prestito di Karamoh!”
“NOOOOOOOOOOOO” esclamarono in coro i valorosi eroi.
Ogni speranza sembrava perduta. Il malvagio Lord Cruz, con l’aiuto del traditore Darth Mario, era riuscito a impedire il ritorno dei Mitt leggendari. La fine dei Mitt era vicina.
“Signori, SIGNORI! – esclamò il leggendario Gabigol – ricomponetevi per favore. Forse non è ancora finita. In questi giorni ad Appiano si sta aggirando una losca figura, un ex ladro, che ha lavorato per anni nel cartello della malavita torinese. Sembra che voglia dirimersi ed è in cerca di un’opportunità per dimostrare di aver abbandonato il Lato Oscuro. Forse potrebbe esserci utile”
“Il suo nome, quale è?” chiese il maestro Borja.
“Si fa chiamare Bepp Kenobi, ma il suo vero nome è Beppe Marotta. Ora andate e trovatelo, potrebbe essere la nostra ultima speranza.”
Udite queste parole i tre eroi si sentirono il cuore colmo di una nuova speranza. I signori oscuri dei Mitt avevano sferrato un duro colpo all'alleanza ribelle, ma non era ancora detta l’ultima parola.
“Non lo troveremo mai, lo sapevo che non dovevo seguirvi in questo posto di merda!”. Erano atterrati da pochi giorni sul pianeta Brasile, e An Pinamonti non faceva altro che lamentarsi. “Qui è pieno di maledetti Brasiliani tutti tatuati che fanno i numeri in spiaggia, come diavolo faremo a riconoscerlo? E poi è proprio necessario voler combattere il regime di Lord Cruz? Alla fine non è così male…”
“Julio Cruz un vero Mitt non è, troppi goal e presenze ha, fermarlo noi dobbiamo”
“SuzukiYamamotoNighiriGRRRRR”
“Ehi Yuto! Non c’è bisogno di imprecare! Ho capito, va bene, Proviamo a chiedere a quel tipo dall’espressione svogliata”
I quattro si avvicinarono a uno strano essere con la testa allungata che non sembrava affatto un abitante del pianeta. Egli stava cercando di dribblare una sedia facendo doppi passi a caso, ma con scarsi risultati.
“Ehi tu – gridò Pinamonti – stiamo cercando il leggendario Gabigol, sai per caso dove possiamo trovarlo?”
“Mi no sa, mi no sa dove è esto!” rispose lo strano alieno con tono insofferente.
“Aspetta, io so chi tu sei. Jar Jar Perisic è il tuo nome. Che fai qui?”
“Maestro Borja! Me maxi gioia te riveder! Io soy venuto aqui nel pianeta del Futebol per ritrovar el mi talento perduto”.
“Beh complimenti per l’ottimo risultato – rispose ironicamente Pinamonti – comunque, puoi aiutarci a trovare Gabigol, sì o no?”
“Mi no sa, ma mi posso aiutarve. Dovete andar a lo palazzo de lo imperador di codesto pianeta. Chiedete de Adriano The Hutt” rispose Jar Jar.
Udite quelle parole Pinamonti e Borja radunarono la truppa e si diressero verso il palazzo di Adriano. Prima di partire però, il maestro Borja rivolse un ultimo sguardo verso il povero croato e vide che si era messo svogliatamente a provare dei tiri verso la porta. Non riuscì a centrarla nemmeno una volta. Intristito, il saggio maestro abbassò lo sguardo e sussurrò tra sé: “Una brutta fine tu hai fatto, neanche il tuo amico Josè ora potrà più salvarti”. Una volta iniziato il viaggio, PInamonti notò che il bellissimo Mario era stranamente silenzioso. Con fare arrogante gli strofinò la pelata lucida e chiese sghignazzando “Uè bambolotto, mi sembri a disagio. Cos’è, ti è apparso in sogno Antonio Donnarumma?”. Il bellissimo girò la testa senza rispondere. Sapeva, o forse sperava, che una volta messo in pratica il suo piano tutto questo sarebbe finito.
Arrivati al palazzo di Adriano i quattro si trovarono in una situazione surreale. L’intera reggia era in uno stato di festa perenne da più di 10 anni. All’interno vi erano ballerini di samba, loschi soggetti che impugnavano armi e venditori di una strana polvere che aveva tutta l’aria di non essere sale da tavolo. L’imperatore, un essere enorme ricoperto da uno spesso strato di grasso, sedeva sul suo trono, circondato da seducenti ballerine aliene, creature dalla sessualità piuttosto incerta. Veduti i quattro eroi, l’imperatore si alzò a fatica dal suo trono e gridò “Benvenuti nel mio palazzo! Gli abitanti di Appiano sono sempre i benvenuti qui! Come posso aiutarvi?”.
“Saggio e potente Adriano – esordì il maestro Borja – stiamo cercando Gabigol. Puoi aiutarci?”
“Certamente! Si trova al piano superiore, nella stanza dei capocannonieri”.
Pinamonti, visibilmente confuso, si fece avanti per prendere la parola: “Capocannoniere? No guardi mi sa che non ci siamo capiti. Stiamo cercando G-A-B-I-G-O-L. Un tipo tamarrissimo con le capacità realizzative di un Mattia Destro ipovedente.”
“TACI! So benissimo a chi vi riferite. Se volete incontrarlo è di sopra, ma vi avverto. Potreste non trovare quello che state cercando”.
I quattro salirono nella stanza dei capocannonieri ignorando l’avvertimento dell’imperatore. All’interno trovarono appesi diversi quadri degli storici goleador del Brasilerao, gente del calibro di Dourado, Diego Souza, Ricardo Olivera e Fred. La speranza di vedere all’interno della stanza Gabigol aumentò sensibilmente. E infatti, eccolo lì. Seduto su un divano di pelle, accarezzava il pallone d’argento del Brasilerao sorseggiando del Whisky.
“Benvenuti ragazzi, ho sentito che mi stavate cercando”.
“Gabi! Finalmente trovato ti abbiamo. Con noi ad Appiano tu devi tornare” esclamò il maestro Borja.
“Non posso, mi spiace”
“COSA? – intervenne Pinamonti – Ascolta Ronaldo dei poveri, non hai capito bene cosa sta succedendo. Il nuovo signore dei Mitt è Lord Cruz, uno che ha più di 50 goal con la maglia dell’inter. CINQUANTA. Ti rendi conto? L’intero concetto di Mittanza è a rischio. Devi tornare!”.
“So bene cosa sta succedendo, mio giovane amico, ma non posso lasciare il Brasile. Sono stato promesso al Flamengo e, beh, qualcuno all’interno di questa stanza era già al corrente della situazione, o mi sbaglio?” Dopo queste parole, il giovane brasiliano porse a Pinamonti un foglio. All’interno, con una bellissima calligrafia, vi era scritto:
“Carissimi dirigenti del Flamengo. In virtù della nostra conclamata amicizia vorrei offrirvi in regalo il capocannoniere del Brasilerao, Gabigol. Inoltre, vi ho lasciato un piccolo dono per convincervi a concludere l’affare.
Con affetto,
Darth Mario.
P.s la maglia rossonera è una figata!”
In allegato alla lettera vi era una foto. Un nudo integrale del bellissimo Mario. Nessuno nella galassia sarebbe stato in grado di resistere.
Tutti si girarono di scatto verso il portoghese, che guardava gli ingenui compagni con un ghigno malvagio.
“BASTARDO! – gridò Borja fuori di sé - SEI UN BASTARDO!”
“Perché? Perché lo hai fatto? – disse uno sconvolto Pinamonti – TU ERI IL PRESCELTO! ERA SCRITTO CHE DISTRUGGESSI I NUOVI MITT, NON CHE TI UNISSI A LORO”
“Voi volevate che io tornassi in Inghilterra a fare schifo vero? Vi sareste liberati di me non appena ritrovati i Mitt leggendari. Non avete mai voluto che io diventassi un Mitt! Ma io non solo diventerò un Mitt, diventerò un Mitt eterno, come Recoba!”
“Joao non succederà mai! Lord Cruz ti ha mentito, lui è il male”
“Dal mio punto di vista VOI siete il male!”
“Eri mio fratello Joao, ti volevo bene”
“IO TI ODIO!”
Dopo queste parole il bellissimo Mario scappò sculettando lasciando tutti a bocca aperta. Nel luogo in cui si trovava rimase solo un bigliettino. Pinamonti lo raccolse e lesse ad alta voce:
“E comunque, ho anche fatto aggiungere il diritto di riscatto al prestito di Karamoh!”
“NOOOOOOOOOOOO” esclamarono in coro i valorosi eroi.
Ogni speranza sembrava perduta. Il malvagio Lord Cruz, con l’aiuto del traditore Darth Mario, era riuscito a impedire il ritorno dei Mitt leggendari. La fine dei Mitt era vicina.
“Signori, SIGNORI! – esclamò il leggendario Gabigol – ricomponetevi per favore. Forse non è ancora finita. In questi giorni ad Appiano si sta aggirando una losca figura, un ex ladro, che ha lavorato per anni nel cartello della malavita torinese. Sembra che voglia dirimersi ed è in cerca di un’opportunità per dimostrare di aver abbandonato il Lato Oscuro. Forse potrebbe esserci utile”
“Il suo nome, quale è?” chiese il maestro Borja.
“Si fa chiamare Bepp Kenobi, ma il suo vero nome è Beppe Marotta. Ora andate e trovatelo, potrebbe essere la nostra ultima speranza.”
Udite queste parole i tre eroi si sentirono il cuore colmo di una nuova speranza. I signori oscuri dei Mitt avevano sferrato un duro colpo all'alleanza ribelle, ma non era ancora detta l’ultima parola.
0' - Fifino titolare, almeno non ci sanguinano gli occhiE soprattutto, lui non ride. Mai. PRIMO TEMPO: 5’ - sveglia Petar eh 11’ - Yann! I guanti vanno asciugati dopo aver lavato i piatti! 18' - Chi me lo doveva dire che un giorno sarei stato lieto e sollevato per il ritorno in campo di […]
SOMMER 6 – Comincia con un simpatico regalo di Yann che porta al tiro Modric, ma in quel caso si tratta di un gentile scambio di favori tra gentiluomini d’altri tempi. Poi non succede nulla fino al gol di Estupinian, che pare alla fine non abbia fatto rimpiangere il terzino che dovrebbe giocare in Nazionale, […]
0' - Ma dovevamo proprio giocarlo sto derby?Non potevamo gestircela in un altro modo?Tipo che so una partita ad impostore, una monopolata...No eh?No.Sento già puzza di psicodramma PRIMO TEMPO: 1' - I fischi a Basto non ce li aspettavamoSe non mi vedete esteriormente sorpreso è perché sono sorpreso dentro 3’ - Yann, la cazzata l’abbiamo […]
PEPO 7 – Senza strafare, para quel poco che è necessario per evitare di perdere l’andata della semifinale, prendersi un sacco di critiche in vista del derby di domenica e farci vivere tranquilli per qualche giorno. Ma tanto lo sa bene anche lui che le critiche arriveranno lo stesso e la nostra ansia per il […]
0’ - Diouf - Pio Esposito punta senza nemmeno un bollino rosso per contenuti espliciti?Mi sembra assurdo PRIMO TEMPO: 3' - Raga la partita è cominciata se vi va ehMi sembra una rissa da musical in cui piuttosto che aggredirsi si cantano minacce 8' - Visto che non succede nulla, chiudiamola qui sullo 0 a […]
SOMMER 10: partita stupenda di Sommer, forse la migliore del suo campionato. Quelli del Genoa hanno deciso di venire a Milano in gita, e molto generosamente non tirano MAI.L'unica occasione da gol capita per colpa di Akanji quando rischia di farsi gol da solo.Lo vedeva troppo rilassato, dice.Gli svizzeri sono famosi nel mondo per il […]