20/12/2016

In(ter)conscio: Sassuolo-Inter, “Oggi come si sente?”

Quest’oggi affrontiamo il Sassuolo, squadra che (evento più unico che raro di questi tempi), se possibile, sta messa peggio di noi.

Sì, avete capito bene, esiste qualcuno più “sfigato” di noi.

La leggenda narra che il Sassuolo per avere i giocatori da convocare per una partita si sia man mano rivolto ai prodotti del proprio vivaio, partendo dalla primavera ed arrivando ai piccoli amici: i giocatori convocati, puntualmente, vanno incontro ad una fine ingloriosa e (bene che vada), ad una rottura di tibia e perone; il colmo è che mister Di Francesco si dovrebbe considerare fortunato poiché la lista infortunati è scesa, durante la settimana, da 12 a 9!

Magari di questo passo per fine anno avranno persino recuperato Berardi, ma non vorrei peccare di ottimismo.
Ma torniamo a noi.

Fossi uno psicologo e l’Inter fosse il mio paziente, la prima domanda che rivolgerei è “Oggi come si sente?”

E già mi rendo conto di quanto difficile possa essere rispondere a questa domanda: si può dire di stare meglio, dopo una vittoria sofferta come quella dopo la partita giocata contro il Genoa? Utilizzando il metodo caro a Marzullo, proverò io stesso a rispondere e dico di no, ma certamente non si sta neanche peggio.

E’ stata una settimana abbastanza tranquilla in quel della Pinetina: Icardi non ha detto o fatto stupidaggini, la squadra ha lavorato senza patemi d’animo, Felipe Melo non ha picchiato nessuno e l’agente di Gabriel Barbosa (mi rifiuto di chiamarlo Gabigol visto che non gioca nemmeno) si è lamentato del non minutaggio del suo assistito; tutto nella norma, ecco.

La scelta della formazione da parte di Stefano Pioli ricade ancora sul 3-4-3, con la conferma di D’Ambrosio in difesa, l’inserimento di Felipe Melo a centrocampo e l’avanzamento di Joao Mario fra i tre davanti, mentre il Sassuolo si schiera con il solito 4-3-3: immagine perfetta della stagione degli emiliani è Acerbi (capitano della squadra per questa partita) con un vistoso cerotto sul naso, a dimostrazione del fatto che anche alcuni giocatori in campo siano abbastanza acciaccati; questa è, probabilmente, la partita giusta al momento giusto, poiché considerate le defezioni e le conseguenti difficoltà di questa squadra non è semplicemente una partita da vincere, ma anche da giocare con una prestazione convincente, per dimostrare i passi avanti fatti fino ad ora.

Il primo tempo si conclude sullo 0-0 con l’Inter che riesce ad avere il controllo del possesso palla, prende inoltre un palo con Candreva, ma non riesce ad imporre il proprio gioco su un arrembante Sassuolo, che si difende con ordine e sfiora addirittura il gol con un bel tiro in allungo di Defrel: neanche il tempo di rientrare in campo che proprio Candreva riesce a sbloccare la partita con un tap-in da due passi, ed è 1-0.

Ci si aspetterebbe che la squadra nerazzurra riesca, da qui, a mantenere il controllo della partita, ma così, purtroppo, non è: le squadre si allungano molto, creando dei vuoti al centro del campo che verranno puntualmente sfruttati da entrambe le squadre; l’Inter rischia anche di subire il gol del beffardo pareggio, evitato da una grande parata di Handanovic su Sensi prima e da un salvataggio quasi sulla linea di Miranda poi, su un velenosissimo passaggio filtrante verso l’area piccola.

Nel finale il “buon” Felipe Melo si ricorda di non essere buono e colleziona un doppio cartellino giallo che significano espulsione e doccia anticipata, Perisic sfiora il gol del 2-0 divorandosi un gol a tu per tu con Consigli ma, notizie delle notizie, entra Gabriel Barbosa! Sì, ma per 3 minuti.

La partita finisce così, con un striminzito 1-0 che certo non può bastare a rimanere tranquilli in vista della prossima impegnativa gara (contro la Lazio, ndr.): i nostri ragazzi non hanno mostrato segni tangibili di quel “salto di qualità” tanto agognato a livello tecnico quanto psicologico; degni di nota però, riguardante appunto l’approccio psicologico, sono le prestazioni di Candreva (autore del gol vittoria) e di Brozovic, l’unico dei nostri oltre l’ex laziale ad aver giocato una partita ordinata e con pochissime sbavature.

La prossima sarà l’ultima partita del 2016 per questa Pazza Inter che, come sempre, sfida le coronarie di noi tifosi minuto dopo minuto: nell’articolo precedente sottolineavo come la strada imboccata sia quella giusta e, certamente, aver portato a casa i 3 punti, seppur con tanti interrogativi, è tutt’ora incoraggiante, ma è necessario quanto prima riuscire ad esprimere un gioco che sia il giusto compromesso tra controllo palla ed efficacia.

In queste ultime partite è certamente mancato l’apporto decisivo di Icardi sottoporta, marcato anche oggi in maniera asfissiante e con pochi palloni giocabili, ma è proprio in occasioni come queste che un giocatore della caratura dell’argentino deve dimostrare di essere un top player e non un “ottimo” giocatore.

Chiudo con una citazione di Lorenzo de’ Medici, che mi sembra più che adeguata a chiudere le considerazioni su questa partita: “Chi vuol esser lieto sia, (ma) di domani non v’è certezza”.
E ci auguriamo che ben presto, questa certezza, arrivi (così come magari un tempo di fila giocato dal numero 96 nerazzurro).

A cura di Patrick Pecora

In(ter)conscio: Sassuolo-Inter, “Oggi come si sente?”

Quest’oggi affrontiamo il Sassuolo, squadra che (evento più unico che raro di questi tempi), se possibile, sta messa peggio di noi.

Sì, avete capito bene, esiste qualcuno più “sfigato” di noi.

La leggenda narra che il Sassuolo per avere i giocatori da convocare per una partita si sia man mano rivolto ai prodotti del proprio vivaio, partendo dalla primavera ed arrivando ai piccoli amici: i giocatori convocati, puntualmente, vanno incontro ad una fine ingloriosa e (bene che vada), ad una rottura di tibia e perone; il colmo è che mister Di Francesco si dovrebbe considerare fortunato poiché la lista infortunati è scesa, durante la settimana, da 12 a 9!

Magari di questo passo per fine anno avranno persino recuperato Berardi, ma non vorrei peccare di ottimismo.
Ma torniamo a noi.

Fossi uno psicologo e l’Inter fosse il mio paziente, la prima domanda che rivolgerei è “Oggi come si sente?”

E già mi rendo conto di quanto difficile possa essere rispondere a questa domanda: si può dire di stare meglio, dopo una vittoria sofferta come quella dopo la partita giocata contro il Genoa? Utilizzando il metodo caro a Marzullo, proverò io stesso a rispondere e dico di no, ma certamente non si sta neanche peggio.

E’ stata una settimana abbastanza tranquilla in quel della Pinetina: Icardi non ha detto o fatto stupidaggini, la squadra ha lavorato senza patemi d’animo, Felipe Melo non ha picchiato nessuno e l’agente di Gabriel Barbosa (mi rifiuto di chiamarlo Gabigol visto che non gioca nemmeno) si è lamentato del non minutaggio del suo assistito; tutto nella norma, ecco.

La scelta della formazione da parte di Stefano Pioli ricade ancora sul 3-4-3, con la conferma di D’Ambrosio in difesa, l’inserimento di Felipe Melo a centrocampo e l’avanzamento di Joao Mario fra i tre davanti, mentre il Sassuolo si schiera con il solito 4-3-3: immagine perfetta della stagione degli emiliani è Acerbi (capitano della squadra per questa partita) con un vistoso cerotto sul naso, a dimostrazione del fatto che anche alcuni giocatori in campo siano abbastanza acciaccati; questa è, probabilmente, la partita giusta al momento giusto, poiché considerate le defezioni e le conseguenti difficoltà di questa squadra non è semplicemente una partita da vincere, ma anche da giocare con una prestazione convincente, per dimostrare i passi avanti fatti fino ad ora.

Il primo tempo si conclude sullo 0-0 con l’Inter che riesce ad avere il controllo del possesso palla, prende inoltre un palo con Candreva, ma non riesce ad imporre il proprio gioco su un arrembante Sassuolo, che si difende con ordine e sfiora addirittura il gol con un bel tiro in allungo di Defrel: neanche il tempo di rientrare in campo che proprio Candreva riesce a sbloccare la partita con un tap-in da due passi, ed è 1-0.

Ci si aspetterebbe che la squadra nerazzurra riesca, da qui, a mantenere il controllo della partita, ma così, purtroppo, non è: le squadre si allungano molto, creando dei vuoti al centro del campo che verranno puntualmente sfruttati da entrambe le squadre; l’Inter rischia anche di subire il gol del beffardo pareggio, evitato da una grande parata di Handanovic su Sensi prima e da un salvataggio quasi sulla linea di Miranda poi, su un velenosissimo passaggio filtrante verso l’area piccola.

Nel finale il “buon” Felipe Melo si ricorda di non essere buono e colleziona un doppio cartellino giallo che significano espulsione e doccia anticipata, Perisic sfiora il gol del 2-0 divorandosi un gol a tu per tu con Consigli ma, notizie delle notizie, entra Gabriel Barbosa! Sì, ma per 3 minuti.

La partita finisce così, con un striminzito 1-0 che certo non può bastare a rimanere tranquilli in vista della prossima impegnativa gara (contro la Lazio, ndr.): i nostri ragazzi non hanno mostrato segni tangibili di quel “salto di qualità” tanto agognato a livello tecnico quanto psicologico; degni di nota però, riguardante appunto l’approccio psicologico, sono le prestazioni di Candreva (autore del gol vittoria) e di Brozovic, l’unico dei nostri oltre l’ex laziale ad aver giocato una partita ordinata e con pochissime sbavature.

La prossima sarà l’ultima partita del 2016 per questa Pazza Inter che, come sempre, sfida le coronarie di noi tifosi minuto dopo minuto: nell’articolo precedente sottolineavo come la strada imboccata sia quella giusta e, certamente, aver portato a casa i 3 punti, seppur con tanti interrogativi, è tutt’ora incoraggiante, ma è necessario quanto prima riuscire ad esprimere un gioco che sia il giusto compromesso tra controllo palla ed efficacia.

In queste ultime partite è certamente mancato l’apporto decisivo di Icardi sottoporta, marcato anche oggi in maniera asfissiante e con pochi palloni giocabili, ma è proprio in occasioni come queste che un giocatore della caratura dell’argentino deve dimostrare di essere un top player e non un “ottimo” giocatore.

Chiudo con una citazione di Lorenzo de’ Medici, che mi sembra più che adeguata a chiudere le considerazioni su questa partita: “Chi vuol esser lieto sia, (ma) di domani non v’è certezza”.
E ci auguriamo che ben presto, questa certezza, arrivi (così come magari un tempo di fila giocato dal numero 96 nerazzurro).

A cura di Patrick Pecora

Notizie flash

Ultimi articoli

03/05/2026
Inter - Parma nel tempo di un 21esimo scudetto

Dicono che ci basti un punto per vincere matematicamente lo scudettoDicono che è già praticamente fatta, e che non ci sia nulla da temere.E in effetti, devo ammetterlo, sono tranquillo.Penso, effettivamente che possa andare tutto bene.E allora, facciamo questa esperienza nuova.Proviamo a goderci questa serata, confidando che alla fine si vada verso lo scudetto ventuno.Perché […]

27/04/2026
Torino – Inter, il pagellone strabico

SOMMER 6 – E' un po' il solito copione. Non fa un intervento per un'ora abbondante, poi alla prima occasione per gli avversari, subisce gol. Quasi mai ha la responsabilità dei gol, ma comunque li subisce regolarmente, perchè gli svizzeri sono fatti così. Poi ieri in verità una parata l'aveva fatta, ma il signor Mariani […]

26/04/2026
Torino - Inter nel tempo di una bistecca ed un caffè bruciato

0' - Pensiamo al calcio giocato, sarà bello il prossimo anno affrontare Padova e Carrarese PRIMO TEMPO: 3’ - ho un pensiero fisso: dovessimo essere mandati in B, si potrebbe effettuare un #RIPIGL sul bellissimo Tino Lazaro? 8' - Yann, potresti evitare questi passaggi a compagni pressati a 1 metro dall'area?No eh? 23’ - evviva […]

22/04/2026
Inter-Como, il pagellone che va in finaleeeee!!!

MARTINEZ 10: Dopo uno 0-0 ed un 4-3, Kolarov gliela aveva presentata così: Attento Pepo, 'sto Como po' esse fero e po' esse piuma. Questa volta era decisamente fero. Andiamo sotto nel canonico doppio svantaggio di rito, prima di attivare ufficialmente la modalità "Pazza Inter".Peppino ancora una volta non fa rimpiangere Sommer, rispondendo presente alle […]

21/04/2026
Inter - Como nel tempo di caffè di Coppa

0’ - LH titolare a dare un senso a questa Coppa Italia.Chissà se oggi vorranno giocare tutta la partita o si fa solo il solito secondo tempo PRIMO TEMPO: 2' - Dovremo vincere senza falli fischiati a favore? 5' - Zielu dribblomane. È legale?Non credo.Temo l'ammonizione per eccesso di eccesso 7' - GIUSEPPI!*Martinez supporters intensifies* […]

18/04/2026
Inter-Cagliari, il pagellone che si avvicina...

PEPPINO MARTINEZ 10: Leggere la notizia della sua titolarità, un po' a sorpresa in un venerdì di aprile, è come sentire sulla pelle del viso il calore dei primi raggi di sole, quell'atmosfera di estate. Lasciamoci alle spalle il freddo, l'acqua, il buio, le nuvole e le parate mummificate con assist per il tap-in dell'avversario. […]

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram