04/05/2025

Inter – Verona, il pagellone che non scriverà la storia

GIUSEPPI  6 –
“E così oggi giochi titolare!”
“Sì, ma niente di serio”

BISTECCONE 6.5
– Nella partita del turnover massiccio, è probanilmente l’unico che giocherà pure martedì. Del resto ha dalla sua parte l’esuberanza fisica, la giovinezza, e pure il fatto che, diciamoci la verità, non c’erano tante alternative.
Al momento del cambio, vorrebbe portarsi a casa Bradaric per giocarci un po’ (“solo fino a quando non arriva Raphinha”); Zanetti glielo avrebbe pure lasciato, ma Farris lo convince a rinunciare: “Ce manca solo n’artro gioco a casa”.

STEFAN 6.5 – Gioca ormai in automatico, ma il suo pensiero è altrove. No, non al Barcellona, sa benissimo che quella non sarà la sua partita. E’ che aveva un appuntamento all’INPS e contava su una sostituzione per andarci assieme a Mkhi nel secondo tempo, invece poi anche a Mkhi tocca entrare ed ora bisognerà aspettare fino alla prossima settimana.

C. AVGVSTVS 6.5
Uno dei pochi ieri con una condizione fisica straripante, si permette anche un paio di dribbling per ricordare a tutti che viene da un posto al di là delle Colonne d’Ercole, che pare un controsenso per un appassionato dell’Impero Romano.
A noi non interessa, se martedì ferma Yamal porteremo l’Impero pure a Rio de Janeiro.

DARMY 6
– Parte da esterno, poi braccetto, poi di nuovo esterno. Farebbe anche il magaziniere se Farris glielo chiedesse, e non è detto che non glielo abbia chiesto.

ZIELU 6 – Mi si nota di meno se resto in panchina, o se sono titolare e mi nascondo? Farris non gli dà molte alternative schierandolo titolare, alla fine lo cambia con Mkhi più che altro per disperazione.

KRIS 7 – Partita di personalità: rigore preciso, autorevolezza nelle due fasi, responsabilità di battere tutti i calci piazzati. Kris è finalmente un ometto, e noi abbiamo trovato un nuovo rigorista. Bello de zio!

FRAT 6.5
– La partita non sarà stata forse perfetta, ma di sicuro votata al sacrificio: tradotto, lo menano tutti. Ci starebbe pure l’espulsione di Duda ma quando Davidino la chiede Manganiello gli risponde: everybody sings this song, all the Duda day!

CORE DE VARSAVIA 6.5 –
La dimostrazione vivente che tutto sommato si possono fare anche i dribbling e sono compatibili con gli schemi deMoniaci-farrisiani. Mentre lo staff e la dirigenza continueranno il dibattito, noi ci schieriamo da subito dal lato del #RISCATT.

ARNA 6 –Nel secondo tempo cede alla tentazione del colpo di tacco, quasi uno scorpione (non ci siamo scordati di te, TINO!): peccato che non trovi nessuno a capire la sua genialità.
La cosa lo innervosisce e da qual momento sbaglia un paio di contropiedi, poi esce demolendo cartelloni, panchina e svariate bottigliette d’acqua. Però oggi ho fatto voto di non scendere sotto la sufficienza, quindi 6.

TUCU 5.5 – Il voto di non scendere sotto la sufficienza viene infranto immediatamente, mi pento e mi dolgo della mia incoerenza, ma potrei cavarmela dicendo che qui ci troviamo non di fornte ad un calciatore ma ad un ectoplasma. Chiamate i Ghostbusters.

DIMA 6 –
La partita di Dima si può riassumere in quel tiro al volo finito in fallo laterale. Il verdetto dei dottori è purtroppo inappellabile: trattasi di Candrevite acuta, l’unica speranza è che Yamal martedì possa uscirne destabilizzato.

MKHI 6 – All’ultimo tagliando il meccanico che se non gioca almeno mezz’ora a partita ci sono rischi che gli ingranaggi si incrostino e Farris obbedisce, rimpiangendo i tempi di quando bastava un po’ di Svitol per rimettere in moto Dzeko.

TAREMI 5.5 – Il voto basso non è tanto per la partita di ieri, ma al pensiero di vederlo titolare martedì.

ACE 6 – Nei pochi minuti a dispozione comanda la difesa, si incazza con i compagni, travolge incolpevoli attaccanti avversari. Ha 37 anni, ma pare il nipote del Tucu.

FARRIS 7
– Partita chiusa dopo 8 minuti, zero rischi presi, nessun infortunio, solo un giocatore utlizzato dall’inizio tra quelli che dovrebbero cominciare martedì.
Insomma, missione compiuta.
Restiamo attaccati a quelli che scriveranno la sDoria, casomai dovesse cascargli la penna.

Inter – Verona, il pagellone che non scriverà la storia

GIUSEPPI  6 –
“E così oggi giochi titolare!”
“Sì, ma niente di serio”

BISTECCONE 6.5
– Nella partita del turnover massiccio, è probanilmente l’unico che giocherà pure martedì. Del resto ha dalla sua parte l’esuberanza fisica, la giovinezza, e pure il fatto che, diciamoci la verità, non c’erano tante alternative.
Al momento del cambio, vorrebbe portarsi a casa Bradaric per giocarci un po’ (“solo fino a quando non arriva Raphinha”); Zanetti glielo avrebbe pure lasciato, ma Farris lo convince a rinunciare: “Ce manca solo n’artro gioco a casa”.

STEFAN 6.5 – Gioca ormai in automatico, ma il suo pensiero è altrove. No, non al Barcellona, sa benissimo che quella non sarà la sua partita. E’ che aveva un appuntamento all’INPS e contava su una sostituzione per andarci assieme a Mkhi nel secondo tempo, invece poi anche a Mkhi tocca entrare ed ora bisognerà aspettare fino alla prossima settimana.

C. AVGVSTVS 6.5
Uno dei pochi ieri con una condizione fisica straripante, si permette anche un paio di dribbling per ricordare a tutti che viene da un posto al di là delle Colonne d’Ercole, che pare un controsenso per un appassionato dell’Impero Romano.
A noi non interessa, se martedì ferma Yamal porteremo l’Impero pure a Rio de Janeiro.

DARMY 6
– Parte da esterno, poi braccetto, poi di nuovo esterno. Farebbe anche il magaziniere se Farris glielo chiedesse, e non è detto che non glielo abbia chiesto.

ZIELU 6 – Mi si nota di meno se resto in panchina, o se sono titolare e mi nascondo? Farris non gli dà molte alternative schierandolo titolare, alla fine lo cambia con Mkhi più che altro per disperazione.

KRIS 7 – Partita di personalità: rigore preciso, autorevolezza nelle due fasi, responsabilità di battere tutti i calci piazzati. Kris è finalmente un ometto, e noi abbiamo trovato un nuovo rigorista. Bello de zio!

FRAT 6.5
– La partita non sarà stata forse perfetta, ma di sicuro votata al sacrificio: tradotto, lo menano tutti. Ci starebbe pure l’espulsione di Duda ma quando Davidino la chiede Manganiello gli risponde: everybody sings this song, all the Duda day!

CORE DE VARSAVIA 6.5 –
La dimostrazione vivente che tutto sommato si possono fare anche i dribbling e sono compatibili con gli schemi deMoniaci-farrisiani. Mentre lo staff e la dirigenza continueranno il dibattito, noi ci schieriamo da subito dal lato del #RISCATT.

ARNA 6 –Nel secondo tempo cede alla tentazione del colpo di tacco, quasi uno scorpione (non ci siamo scordati di te, TINO!): peccato che non trovi nessuno a capire la sua genialità.
La cosa lo innervosisce e da qual momento sbaglia un paio di contropiedi, poi esce demolendo cartelloni, panchina e svariate bottigliette d’acqua. Però oggi ho fatto voto di non scendere sotto la sufficienza, quindi 6.

TUCU 5.5 – Il voto di non scendere sotto la sufficienza viene infranto immediatamente, mi pento e mi dolgo della mia incoerenza, ma potrei cavarmela dicendo che qui ci troviamo non di fornte ad un calciatore ma ad un ectoplasma. Chiamate i Ghostbusters.

DIMA 6 –
La partita di Dima si può riassumere in quel tiro al volo finito in fallo laterale. Il verdetto dei dottori è purtroppo inappellabile: trattasi di Candrevite acuta, l’unica speranza è che Yamal martedì possa uscirne destabilizzato.

MKHI 6 – All’ultimo tagliando il meccanico che se non gioca almeno mezz’ora a partita ci sono rischi che gli ingranaggi si incrostino e Farris obbedisce, rimpiangendo i tempi di quando bastava un po’ di Svitol per rimettere in moto Dzeko.

TAREMI 5.5 – Il voto basso non è tanto per la partita di ieri, ma al pensiero di vederlo titolare martedì.

ACE 6 – Nei pochi minuti a dispozione comanda la difesa, si incazza con i compagni, travolge incolpevoli attaccanti avversari. Ha 37 anni, ma pare il nipote del Tucu.

FARRIS 7
– Partita chiusa dopo 8 minuti, zero rischi presi, nessun infortunio, solo un giocatore utlizzato dall’inizio tra quelli che dovrebbero cominciare martedì.
Insomma, missione compiuta.
Restiamo attaccati a quelli che scriveranno la sDoria, casomai dovesse cascargli la penna.

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