INTER – SHAKHTAR di Terza Categoria – IL MISTERIOSO PIANO DELLA VIGILIA

Università di Milano – vigilia della partita - ore 9.00

Darmian arriva assonnato in università. Le ultime lezioni prima di Natale, i preappelli di dicembre. Lo stress di certo non aiuta il giovane ragazzo. Ma tra tutte queste cose, in realtà, è solo una che occupa la mente di un bravo terzino di terza categoria. “Oh Teo, che hai? Ti vedo distratto. Non ti sei nemmeno accorto che quella in terza fila si è già girata a guardarti tre volte” attacca il compagno di corso con una gomitata. “Oh scusa” sussurra Darmian “è che domani sera abbiamo una partita importante, il mister ci sta spremendo al massimo negli allenamenti”.

In quel momento un biondino triste, con il cappellino che copre gli occhi, interviene nel discorso: “Hey Mattew, I’m going to play tomorrow?”. Darmian si gira “Oh Chri, ma va figurati, il mister proprio non ti vede. Forse se si infortunassero tutti…”.

A quelle parole il volto del danese si illumina. Un sorriso gli nasce sul volto, come quello mostrato alla festa di benvenuto agli studenti Erasmus Alla Scala. “WHAT A WONDERFUL IDEA” Eriksen si alza di corsa, prende lo zaino, e si fa largo per uscire dall’aula. Il Prof è spazientito “Abbiamo finito là in fondo? Se non volete seguire la lezione di Greco, uscite. Lavoro 24 ore al giorno cazo, tuti i giorni cazo. E ridono. Ringraziatelo il vostro prof Vardinoianis, che è una brava persona”. Ma Eriksen è già lontano nel corridoio.

Parco Sempione di Milano – vigilia della partita- ore 11.00

Vidal sta potando le piante, arrampicato su un albero instabile al centro del parco. “Mierda oggi fa un fredo… Quando lavoravamo a Barcellona si stava decisamente meglio”. Ad un certo punto arriva un collega. “Oh Arturo, c’è qua un biondino che ha bisogno, dice che è amico tuo”. Vidal si blocca. Biondino? Lui ha amici solo nel ghetto della Ciudad del Chile. Salta giù dalla pianta, si avvicina al camion. “Oh Chri, eres tu. Che vuoi? Che fai qua?”. Eriksen timidamente si avvicina, e comincia a parlare piano: “Ehmmm… Arthur you play always… if you ehm domani tu infortunato… I will pay…” e tira fuori dalla giacca un 50 euro.

Arturo, da navigato mercante e affarista, mette paternamente la mano sulla spalla del biondino. “Chri nada problema. Chiamo el Mister subito. Ma niente dinero, Arturo è uomo d’onore, mi offri una cena”. Eriksen salta di gioia e gli tende lo smarphone. Il numero già fatto, la chiamata già partita. Arturo guarda il danese: “Chiamo dopo Chri”, ma con sguardo glaciale, Eriksen risponde secco: “Now Arthur”. Dall’altra parte della cornetta risponde subito Conte: “che c’è? Sei tu Arturo? Ti sei coperto? Non hai preso freddo? Sei stato attento?”. Vidal esita, poi risponde: “Eh mister, me son fatto male al scinochio…”

Campo di allenamento dell’Inter – vigilia della partita – ore 19

Allenamento intenso, sotto la pioggia. Eriksen si ferma improvvisamente: “Coach, toilet”. Conte sorride si gira verso Romelu, il suo amato, e commenta ridendo: “In bagno, non tiene i miei ritmi super straordinari e vuole evitare gli scatti. Ma dopo glieli faccio fare lo stesso”. Intanto il danese furtivo entra negli spogliatoi, prende la borsa di Barella. Apre il barattolo del grasso per le scarpe da gioco e ne spalma un po’ sotto le ciabatte di Bare: “When he mette the ciabatte, cade and I will play”. Un rumore negli spogliatoi, qualcuno sta entrando. Padelli entra e vede Eriksen in ginocchio sulla borsa di Barella: “Chri, che cosa fai li? Ah gli stai versando lo shampoo nella borsa! Che scherzo, quello fa sempre ridere”. Il portierone sorride e se ne va, il 24 tira un sospiro di sollievo.

Campo sportivo – sera della partita – ore 20.45

“Ma come ha fatto quello a scivolare nella doccia” Conte non si dà pace. Va su e giù per il suo ufficio/lavanderia. Guarda nervosamente la lista dei nomi presenti sulla lavatrice: “Eh mo chi cazzo metto?”. Entra il custode: “We l’arbitro vuol sapere di che colore abbiamo la maglietta, gli do quella di Eriksen come al solito?”. Antonio sospira: “No stasera mi sa che gioca, non hai qualcuno delle giovanili scusa da darmi?”.

Il custode sorride: “Eh le giovanili dove cazzo pensi di essere? Nella Cantera Blaugrana? Qua teniamo solo i pulcini così arrivano le rette e tiriamo avanti”.
Intanto nello spogliatoio Eriksen è di buon umore, sorride, ma cerca di rimanere serio e triste, poi per non destare sospetti chiede a Bastoni: “Basto, what happened to Bare? Fatto male? What a pity… And Arturo? Same? Ahhh unbelievable”. Barella nell’angolo impreca, la caviglia gli fa malissimo. Handanovic intanto si sta mettendo la sesta delle otto pomate all’arnica che mette prima di ogni partita, si sa dopo i 30 anni l’arnica fa miracoli. L’aria puzza di forte odore alla menta mista a sudore. Il capitano scorge Bare: “Oh Nico, se vuoi metti su sta pomata qua, mio cugino slavo me la consiglia sempre quando ho male, è una bomba”. L’ex Cagliari prende un tubetto bianco, nessuna scritta, nessun numero: “Oh grazie, dici? Tuo cugino è infermiere?”. “No è muratore, elettricista, imbianchino…insomma fa un po’ tutto”. Barella è rassicurato dalla risposta.

Conte entra, non guarda in faccia nessuno. Dalla tasca tira fuori un foglietto: “Allora difesa a 3 super solidissima con Milan, Ste e Basto”. Poi sospira, si schiarisce la voce: “Veniamo alle dolenti note, a causa di alcuni incredibili ed agghiaggiandi avvenimenti in queste ultime ore, gioca Hakimi, ovviamente Gaglia, Brozo e…” tutti tendono le orecchie. Eriksen ha già la mano sul colletto rotto della tuta LEGEA, pronto a togliersi la felpa. Conte si guarda intorno: “E dicevo gioca Er…”. Poi un urlo “OH MISTER STO BENISSIMO, GUARDI NON MI FA MALE. CAZZO SONO POTENTISSIMOOOO”. Barella salta per tutto lo spogliatoio, invaso come se avesse bevuto la pozione contro i romani del druido Panoramix. Conte ride: “Dicevo gioca Er meraviglioso Barella. Mentre a sinistr… oh ragazzi che cazzo ha quello dell’Erasmus?”. Eriksen è svenuto sulla panca. “Mister calo di zuccheri” interviene Gaglia. “Ci penso io” Alexis abbassa il calzettone e tira fuori goleador e cioccolatini cileni: “Li tenevo per dopo, sai tra un calcio d’angolo e una punizione, ma se servono a lui…”. Eriksen mangia e si riprende, Conte gli dà una pacca: “Dai fenomeno, che oggi sono contento e ti faccio giocare 10 minuti…”.

Tutti escono dallo spogliatoio, Padelli si guarda in giro: “Chissà nella borsa di chi avrà messo lo shampoo, peccato quella faceva sempre ridere…”

INTER – SHAKHTAR di Terza Categoria – IL MISTERIOSO PIANO DELLA VIGILIA

Università di Milano – vigilia della partita - ore 9.00

Darmian arriva assonnato in università. Le ultime lezioni prima di Natale, i preappelli di dicembre. Lo stress di certo non aiuta il giovane ragazzo. Ma tra tutte queste cose, in realtà, è solo una che occupa la mente di un bravo terzino di terza categoria. “Oh Teo, che hai? Ti vedo distratto. Non ti sei nemmeno accorto che quella in terza fila si è già girata a guardarti tre volte” attacca il compagno di corso con una gomitata. “Oh scusa” sussurra Darmian “è che domani sera abbiamo una partita importante, il mister ci sta spremendo al massimo negli allenamenti”.

In quel momento un biondino triste, con il cappellino che copre gli occhi, interviene nel discorso: “Hey Mattew, I’m going to play tomorrow?”. Darmian si gira “Oh Chri, ma va figurati, il mister proprio non ti vede. Forse se si infortunassero tutti…”.

A quelle parole il volto del danese si illumina. Un sorriso gli nasce sul volto, come quello mostrato alla festa di benvenuto agli studenti Erasmus Alla Scala. “WHAT A WONDERFUL IDEA” Eriksen si alza di corsa, prende lo zaino, e si fa largo per uscire dall’aula. Il Prof è spazientito “Abbiamo finito là in fondo? Se non volete seguire la lezione di Greco, uscite. Lavoro 24 ore al giorno cazo, tuti i giorni cazo. E ridono. Ringraziatelo il vostro prof Vardinoianis, che è una brava persona”. Ma Eriksen è già lontano nel corridoio.

Parco Sempione di Milano – vigilia della partita- ore 11.00

Vidal sta potando le piante, arrampicato su un albero instabile al centro del parco. “Mierda oggi fa un fredo… Quando lavoravamo a Barcellona si stava decisamente meglio”. Ad un certo punto arriva un collega. “Oh Arturo, c’è qua un biondino che ha bisogno, dice che è amico tuo”. Vidal si blocca. Biondino? Lui ha amici solo nel ghetto della Ciudad del Chile. Salta giù dalla pianta, si avvicina al camion. “Oh Chri, eres tu. Che vuoi? Che fai qua?”. Eriksen timidamente si avvicina, e comincia a parlare piano: “Ehmmm… Arthur you play always… if you ehm domani tu infortunato… I will pay…” e tira fuori dalla giacca un 50 euro.

Arturo, da navigato mercante e affarista, mette paternamente la mano sulla spalla del biondino. “Chri nada problema. Chiamo el Mister subito. Ma niente dinero, Arturo è uomo d’onore, mi offri una cena”. Eriksen salta di gioia e gli tende lo smarphone. Il numero già fatto, la chiamata già partita. Arturo guarda il danese: “Chiamo dopo Chri”, ma con sguardo glaciale, Eriksen risponde secco: “Now Arthur”. Dall’altra parte della cornetta risponde subito Conte: “che c’è? Sei tu Arturo? Ti sei coperto? Non hai preso freddo? Sei stato attento?”. Vidal esita, poi risponde: “Eh mister, me son fatto male al scinochio…”

Campo di allenamento dell’Inter – vigilia della partita – ore 19

Allenamento intenso, sotto la pioggia. Eriksen si ferma improvvisamente: “Coach, toilet”. Conte sorride si gira verso Romelu, il suo amato, e commenta ridendo: “In bagno, non tiene i miei ritmi super straordinari e vuole evitare gli scatti. Ma dopo glieli faccio fare lo stesso”. Intanto il danese furtivo entra negli spogliatoi, prende la borsa di Barella. Apre il barattolo del grasso per le scarpe da gioco e ne spalma un po’ sotto le ciabatte di Bare: “When he mette the ciabatte, cade and I will play”. Un rumore negli spogliatoi, qualcuno sta entrando. Padelli entra e vede Eriksen in ginocchio sulla borsa di Barella: “Chri, che cosa fai li? Ah gli stai versando lo shampoo nella borsa! Che scherzo, quello fa sempre ridere”. Il portierone sorride e se ne va, il 24 tira un sospiro di sollievo.

Campo sportivo – sera della partita – ore 20.45

“Ma come ha fatto quello a scivolare nella doccia” Conte non si dà pace. Va su e giù per il suo ufficio/lavanderia. Guarda nervosamente la lista dei nomi presenti sulla lavatrice: “Eh mo chi cazzo metto?”. Entra il custode: “We l’arbitro vuol sapere di che colore abbiamo la maglietta, gli do quella di Eriksen come al solito?”. Antonio sospira: “No stasera mi sa che gioca, non hai qualcuno delle giovanili scusa da darmi?”.

Il custode sorride: “Eh le giovanili dove cazzo pensi di essere? Nella Cantera Blaugrana? Qua teniamo solo i pulcini così arrivano le rette e tiriamo avanti”.
Intanto nello spogliatoio Eriksen è di buon umore, sorride, ma cerca di rimanere serio e triste, poi per non destare sospetti chiede a Bastoni: “Basto, what happened to Bare? Fatto male? What a pity… And Arturo? Same? Ahhh unbelievable”. Barella nell’angolo impreca, la caviglia gli fa malissimo. Handanovic intanto si sta mettendo la sesta delle otto pomate all’arnica che mette prima di ogni partita, si sa dopo i 30 anni l’arnica fa miracoli. L’aria puzza di forte odore alla menta mista a sudore. Il capitano scorge Bare: “Oh Nico, se vuoi metti su sta pomata qua, mio cugino slavo me la consiglia sempre quando ho male, è una bomba”. L’ex Cagliari prende un tubetto bianco, nessuna scritta, nessun numero: “Oh grazie, dici? Tuo cugino è infermiere?”. “No è muratore, elettricista, imbianchino…insomma fa un po’ tutto”. Barella è rassicurato dalla risposta.

Conte entra, non guarda in faccia nessuno. Dalla tasca tira fuori un foglietto: “Allora difesa a 3 super solidissima con Milan, Ste e Basto”. Poi sospira, si schiarisce la voce: “Veniamo alle dolenti note, a causa di alcuni incredibili ed agghiaggiandi avvenimenti in queste ultime ore, gioca Hakimi, ovviamente Gaglia, Brozo e…” tutti tendono le orecchie. Eriksen ha già la mano sul colletto rotto della tuta LEGEA, pronto a togliersi la felpa. Conte si guarda intorno: “E dicevo gioca Er…”. Poi un urlo “OH MISTER STO BENISSIMO, GUARDI NON MI FA MALE. CAZZO SONO POTENTISSIMOOOO”. Barella salta per tutto lo spogliatoio, invaso come se avesse bevuto la pozione contro i romani del druido Panoramix. Conte ride: “Dicevo gioca Er meraviglioso Barella. Mentre a sinistr… oh ragazzi che cazzo ha quello dell’Erasmus?”. Eriksen è svenuto sulla panca. “Mister calo di zuccheri” interviene Gaglia. “Ci penso io” Alexis abbassa il calzettone e tira fuori goleador e cioccolatini cileni: “Li tenevo per dopo, sai tra un calcio d’angolo e una punizione, ma se servono a lui…”. Eriksen mangia e si riprende, Conte gli dà una pacca: “Dai fenomeno, che oggi sono contento e ti faccio giocare 10 minuti…”.

Tutti escono dallo spogliatoio, Padelli si guarda in giro: “Chissà nella borsa di chi avrà messo lo shampoo, peccato quella faceva sempre ridere…”

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