06/04/2026

Inter – Roma, il pagellone dei ritorni

SOMMER 6.5 – Sarà stata una pausa rigenerante, l’aria frizzantina delle Alpi, o più probabilmente lo sguardo non proprio amichevole di Kolarov dopo il gol preso contro la Fiorentina, ma Yann è tornato in campionato lustrato a lucido: parata in tuffo con la mano di richiamo riuscendo a non fare assist per un giocatore a caso della Roma, un paio di uscite con i tempi giusti a dare sicurezza alla difesa, insomma non sembrava lui, e non mi sarei stupito se alla fine della partita si fosse tolto la maschera rivelando di essere Di Gennaro. Magari il portiere del futuro ce l’abbiamo in casa e non lo sappiamo, ma meglio non dare idee ad Oaktree.

AKANJI 7 –
Un paio di recuperi fondamentali, di quelli che salvano il risultato e ti fanno pensare che forse stavolta non sarà psicodramma. E, inaspettatamente, psicodramma non è stato.

ACE 6.5 –
Torna Ace al centro della difesa, rimesso in piedi sfidando le leggi della gravità e della decomposizione dei corpi, e stavolta non faremo battute prevedibili quanto inopportune sulla resurrezione in periodo di Pasqua, nonostante l’indubbia somiglianza tra Ciccio ed alcune rappresentazioni artistiche dell’Ecce Homo. Ci limitiamo a godere delle prestazioni del nostro Immortale, pur con la consapevolezza che presto arriverà ai 40 ed entrerà in orbita Milan.

BASTO 6 –
Ritorna Basto all’apice di un periodo non felicissimo dopo il celeberrimo episodio di Kalulu, i fischi di qualsiasi stadio che non sia il Meazza, il playoff disastroso con la Nazionale, insomma mancava solo che trovasse BAJRAKTAREVIC istoriato sulla fiancata della macchina. Ieri i compagni hanno provato a dargli una mano, San Siro pure e il mister gli ha riservato un abbraccio di quelli che ti ricombinano tutte le 210 ossa in un ordine diverso, così poi hai altro a cui pensare per il resto della settimana.

FIFINO 6 –
Non è ancora il Fifino a cui eravamo abituati, e si è visto soprattutto su quel colpo di testa spedito mezzo metro fuori mentre era in completa solitudine. Però a noi piace lo stesso così, anche perchè l’alternativa era LH che a tu per tu con Svilar l’avrebbe probabilmente passata a Sommer.

CALHA 8 – Miliardi di dollari spesi dalla NASA per la missione Artemis, quando sarebbe bastata una knuckle-ball di Calha per calcolare con precisione millimetrica la traiettoria, con possibilità di correzione telecomandata in corsa. Unica condizione: i lanci devono partire da fuori area, meglio se a 30-40 metri dalla porta.

PIOTR 7 – Torna Zielu, anche lui dopo la delusione dei playoff mondiali. Lo so, Pietro, conosciamo anche noi quel felling. Decide di lasciare il palcoscenico a Calha & Bare, che se lo prendono tutto. MA un paio di veroniche ci lasciano intuire che a breve tornerà anche il suo momento, e noi siamo lì ad aspettarlo trepidanti.

BARE 8 – E’ tornato il bel giocatore! Quanto ti abbiamo aspettato Nico! Dov’eri andato? No, cioè vuoi davvero dirmi che hai giocato tutte le precendenti quindici partite?
Mistero della fede nerazzurra.

DIMA 6 – La forma fisica di Dima non è eccelsa  da qualche tempo ormai, e purtroppo il periodo in Nazionale non ha aiutato molto. Poi ieri ci si è messo pure Fifino a negargli la gioia del record di assist. Ecco, aspettavo da tanto un periodo in cui la nostra unica preoccupazione potesse essere il record di assist di Federico.

THURAM 8  
– Sarà stata la pausa, o il gol + assist ritrovato in Nazionale (davvero mi volete dire che ora dovremo ringraziare pure Deschamps?), o una di quelle casuali congiunzioni astrali che ti fanno recuperare forza, concentrazione e corsa. Un Tikus così quest’anno non l’avevamo mai visto: due assist, di cui il primo dopo meno di sessanta secondi, un gol di testa non banale, un paio di accelerazioni in cui avrebbe lasciato dietro pure i protoni del Gran Sasso. Qualcuno trovi la combinazione giusta, la blocchi in un cristallo per sempre, o quanto meno fino a maggio.

LAUTI 9 – Il ritorno del Re. Se c’era un modo perchè ci accorgessimo di quanto Lauti fosse necessario a questa squadra, lo abbiamo capito in questi due mesi di calvario, tra il maledetto playoff contro i norvegesi e la trasferta di Firenze. Adesso per favore eviterei di ricominciare con la facile ironia sul Salernitana-Man e tutte quelle battutine di bassa qualit...
E’ TORNATO ROMA-MAN! IL GASP-CASTIGATOR!

DARMY 6 – Torna anche lui, dopo millenni di naftalina, a prendere polvere sugli scaffali della panchina. Da dove l’altro giorno, mentre Kolarov spolverava, sono usciti Ashley Young e Moses.

BONNY 6.5  –
Angelino ormai è destinato a fare la controfigura di Tikus per le fasi della partita più pericolose, quelle in cui l’allenatore avversario comincia a lanciare insulti contro i propri difensori disorientati. E quando si tratta di Gasp, occorre dribblare pure quelli.

SUCIC & MKHI 6 –
Binomio armeno-bratesco per mettere la partita in ghiaccio e pensare ad un terzo tempo di birra, salsicce e freccette. Allo staff ormai va bene qualsiasi cosa pur di non vedere più Frattesi.

PIO 6 –
Anche lui ha delle scorie da smaltire post-playoff. Giusto un paio di cosine, nell’attesa che le pagnotte tornino a risplendere.

DEMONE DEI CARPAZI 7.5 –
Al gol di Mancini (una certezza contro di noi) eravamo tutti lì a celebrare l’ennesimo lamento psicodrammatico, e davamo più probabile il gol do Soulè che il frigorifero di Calha da casa sua in Turchia. Però la Pasqua questa volta ci ha sorriso, ed a risorgere siamo stati noi. Il merito va anche a quest’uomo qui, che ha preso tanti di quegli escrementi nelle ultime settimana che potremmo asfaltarci tutta la A1.
Adesso è il tempo di ridarli indietro, anche se ormai sono quasi dispiaciuto che tocchi sempre a Gasp il primo assaggio. Okay, scherzavo.

Inter – Roma, il pagellone dei ritorni

SOMMER 6.5 – Sarà stata una pausa rigenerante, l’aria frizzantina delle Alpi, o più probabilmente lo sguardo non proprio amichevole di Kolarov dopo il gol preso contro la Fiorentina, ma Yann è tornato in campionato lustrato a lucido: parata in tuffo con la mano di richiamo riuscendo a non fare assist per un giocatore a caso della Roma, un paio di uscite con i tempi giusti a dare sicurezza alla difesa, insomma non sembrava lui, e non mi sarei stupito se alla fine della partita si fosse tolto la maschera rivelando di essere Di Gennaro. Magari il portiere del futuro ce l’abbiamo in casa e non lo sappiamo, ma meglio non dare idee ad Oaktree.

AKANJI 7 –
Un paio di recuperi fondamentali, di quelli che salvano il risultato e ti fanno pensare che forse stavolta non sarà psicodramma. E, inaspettatamente, psicodramma non è stato.

ACE 6.5 –
Torna Ace al centro della difesa, rimesso in piedi sfidando le leggi della gravità e della decomposizione dei corpi, e stavolta non faremo battute prevedibili quanto inopportune sulla resurrezione in periodo di Pasqua, nonostante l’indubbia somiglianza tra Ciccio ed alcune rappresentazioni artistiche dell’Ecce Homo. Ci limitiamo a godere delle prestazioni del nostro Immortale, pur con la consapevolezza che presto arriverà ai 40 ed entrerà in orbita Milan.

BASTO 6 –
Ritorna Basto all’apice di un periodo non felicissimo dopo il celeberrimo episodio di Kalulu, i fischi di qualsiasi stadio che non sia il Meazza, il playoff disastroso con la Nazionale, insomma mancava solo che trovasse BAJRAKTAREVIC istoriato sulla fiancata della macchina. Ieri i compagni hanno provato a dargli una mano, San Siro pure e il mister gli ha riservato un abbraccio di quelli che ti ricombinano tutte le 210 ossa in un ordine diverso, così poi hai altro a cui pensare per il resto della settimana.

FIFINO 6 –
Non è ancora il Fifino a cui eravamo abituati, e si è visto soprattutto su quel colpo di testa spedito mezzo metro fuori mentre era in completa solitudine. Però a noi piace lo stesso così, anche perchè l’alternativa era LH che a tu per tu con Svilar l’avrebbe probabilmente passata a Sommer.

CALHA 8 – Miliardi di dollari spesi dalla NASA per la missione Artemis, quando sarebbe bastata una knuckle-ball di Calha per calcolare con precisione millimetrica la traiettoria, con possibilità di correzione telecomandata in corsa. Unica condizione: i lanci devono partire da fuori area, meglio se a 30-40 metri dalla porta.

PIOTR 7 – Torna Zielu, anche lui dopo la delusione dei playoff mondiali. Lo so, Pietro, conosciamo anche noi quel felling. Decide di lasciare il palcoscenico a Calha & Bare, che se lo prendono tutto. MA un paio di veroniche ci lasciano intuire che a breve tornerà anche il suo momento, e noi siamo lì ad aspettarlo trepidanti.

BARE 8 – E’ tornato il bel giocatore! Quanto ti abbiamo aspettato Nico! Dov’eri andato? No, cioè vuoi davvero dirmi che hai giocato tutte le precendenti quindici partite?
Mistero della fede nerazzurra.

DIMA 6 – La forma fisica di Dima non è eccelsa  da qualche tempo ormai, e purtroppo il periodo in Nazionale non ha aiutato molto. Poi ieri ci si è messo pure Fifino a negargli la gioia del record di assist. Ecco, aspettavo da tanto un periodo in cui la nostra unica preoccupazione potesse essere il record di assist di Federico.

THURAM 8  
– Sarà stata la pausa, o il gol + assist ritrovato in Nazionale (davvero mi volete dire che ora dovremo ringraziare pure Deschamps?), o una di quelle casuali congiunzioni astrali che ti fanno recuperare forza, concentrazione e corsa. Un Tikus così quest’anno non l’avevamo mai visto: due assist, di cui il primo dopo meno di sessanta secondi, un gol di testa non banale, un paio di accelerazioni in cui avrebbe lasciato dietro pure i protoni del Gran Sasso. Qualcuno trovi la combinazione giusta, la blocchi in un cristallo per sempre, o quanto meno fino a maggio.

LAUTI 9 – Il ritorno del Re. Se c’era un modo perchè ci accorgessimo di quanto Lauti fosse necessario a questa squadra, lo abbiamo capito in questi due mesi di calvario, tra il maledetto playoff contro i norvegesi e la trasferta di Firenze. Adesso per favore eviterei di ricominciare con la facile ironia sul Salernitana-Man e tutte quelle battutine di bassa qualit...
E’ TORNATO ROMA-MAN! IL GASP-CASTIGATOR!

DARMY 6 – Torna anche lui, dopo millenni di naftalina, a prendere polvere sugli scaffali della panchina. Da dove l’altro giorno, mentre Kolarov spolverava, sono usciti Ashley Young e Moses.

BONNY 6.5  –
Angelino ormai è destinato a fare la controfigura di Tikus per le fasi della partita più pericolose, quelle in cui l’allenatore avversario comincia a lanciare insulti contro i propri difensori disorientati. E quando si tratta di Gasp, occorre dribblare pure quelli.

SUCIC & MKHI 6 –
Binomio armeno-bratesco per mettere la partita in ghiaccio e pensare ad un terzo tempo di birra, salsicce e freccette. Allo staff ormai va bene qualsiasi cosa pur di non vedere più Frattesi.

PIO 6 –
Anche lui ha delle scorie da smaltire post-playoff. Giusto un paio di cosine, nell’attesa che le pagnotte tornino a risplendere.

DEMONE DEI CARPAZI 7.5 –
Al gol di Mancini (una certezza contro di noi) eravamo tutti lì a celebrare l’ennesimo lamento psicodrammatico, e davamo più probabile il gol do Soulè che il frigorifero di Calha da casa sua in Turchia. Però la Pasqua questa volta ci ha sorriso, ed a risorgere siamo stati noi. Il merito va anche a quest’uomo qui, che ha preso tanti di quegli escrementi nelle ultime settimana che potremmo asfaltarci tutta la A1.
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