06/09/2026

Inter – Napoli, il pagellone del “ci avevate creduto”

PEPO  7 – Giuro che ancora non riesco a credere al fatto che abbiamo un portiere dotato di mani funzionanti, che si tuffa e quando riesce salva il risultato. Ieri ha preso anche due gol, ma uno era il tributo dovuto a Polimessi che ci purga dai tempi del Sassuolo, e l’altro la degna conclusione di una indegna serie di incomprensioni difensive.
In tutto ciò Pepo l’ho visto comunque fiducioso, certamente più di me che dopo il secondo gol avevo già rinunciato alle prospettive di scudetto, piazzamento Champions, serie A e ripartenza dalla D grazie ad una cordata di imprenditori guidata da Bonolis, Amadeus e Fabrizio Corona.

BISTECCONE 7
– Bistecconeggia alla grande, l’unico in grado di tenere testa alle sfuriate di Alisson Santos e Sua Maestà Politano, contrastando uno con il destro, l’altro con il sinistro, mentre di testa anticipa Hojlund e con la terza gamba guida la ripartenza dell’azione.

AKANJI 6.5 – Il ragazzo migliora, guida la difesa senza sbavature, non prende gialli, non viene sostituito e non possiamo certo imputare a lui nessuno dei due gol presi. Ci scappa addirittura anche l’assist al 90’. Bravo Manuel, Chivu in panchina ha grandemente apprezzato la tua prestazione ed ha deciso di premiarla adeguatamente, con una meritato posto in panca a Madrid.

BASTO 6 –
Jerry è rimasto traumatizzato dalla partita casalinga contro gli scoloriti dell’anno scorso, ed il suo inconscio l’ha convinto che la colpa è tutta dei big match. Dopo la conferenza stampa del Mister è rimasto un po’ spiazzato, tutto il tempo a chiedersi “Ma questo è un big match? O piuttosto un match normale? E’ uno scontro diretto? E se non è uno scontro diretto, sarà allora indiretto?”. Alla fine, soverchiato dalle domande, ha deciso di mimetizzarsi con il prato del Meazza, è andata bene fino al secondo gol del Napoli, quando qualcuno ha cominciato a notare la sua assenza.

DIOUF 6.5
– Voto difficilissimo, perchè rispetta fino in fondo il titolo di Dio del Calcio e sforna una prestazione che comprende tutto, dribbling travolgenti e cross indecenti, tiri insidiosi e cazzate in difesa, corse a perdifiato ed arrivi sul fondo senza sbocco. Alla fine però a soffrire è più Spinazzola di lui ed allora la bilancia non può che pendere dalla sua parte.

BARE 6 -  – Nella sua foga tasmaniana (nel senso di Taz della Warner Bros), finisce per incartarsi in una giocata difensiva troppo rischiosa, spianando l’azione del vantaggio polimessianico. Però è letteralmente ovunque, non molla mai, ed anche Chivu decide di tenerlo in campo fino al 96’, per cui non ci sentiamo di addossargli troppe responsabilità, merita la sufficienza con un meno per la cazzata fatta al 5’ minuto del secondo tempo. Che però resta una. Ora tanto lo sappiamo che Kolarov gli farà fare un corso di recupero su come spazzare la propria metacampo. I gemelli Paganin sono li che fremono per fare da tutor.

PIOTR 7 – Finalmente supera il trauma dell’ex e ci regala una regia illuminata ed innovativa al tempo stesso, al punto che il nostro trio British ormai lo chiama Kubrick. Guardando la sua espressione, ho come l’impressione che avrebbe esultato senza problemi se avesse segnato il gol del pareggio. E’ lui che guida la riscossa con quel lancio perfetto per Dima, e da lì in poi sono partiti automatismi che non potevano non portare al gol al 90’.

SUCIC 5.5
– Partita così così, ci saremmo aspettati di più dal nostro brate di fiducia, uno che di solito non si tira mai indietro quando il livello della sfida sale, per cui siamo sicuri che sarà titolare quando ci toccherà affrontare Sassuolo, Bologna e Parma, la nostra Trimurti emiliana.
E’ quindi anche normale un momento di pausa ieri, in una partita in cui anche lui avrebbe fatto giocare CJ21 dall’inizio.

DIMARCO 6.5 – La forma di Dima migliora di giorno in giorno, lui deve ripercorrere ogni stagione tutte le tappe della sua evoluzione, ora è in quella fase in cui regge per 60 minuti e poi il carburante cala di colpo. Una fase che i ricercatori definiscono inzaghiana. Come da copione è stata aperta da una traversa ed ha raggiunto il picco con l’assist di prima per Lauti. Quello era il segnale che Chivu aspettava per inserire Carlos. Assisteremo martedì all’inizio della fase Carpazica? La comunità scientifica è divisa.

PIO 6 – Sozza gli fischia un fallo su cinque, ma tutte quelle spinte, trattenute, colpi sotto la cintura e sopra lo zigomo non sono passati invano ed hanno sfiancato i centrali azzurri, sui quali poi ha avuto la possibilità di infierire Tikus fresco fresco come nu bello babbà!

LAUTI 8 – Andava espulso, torturato, incarcerato e sputato in un occhio da tutta la squadra avversaria, panchina compresa. Questo l’inappellabile verdetto di una giuria di esperti formata da ADL49, Acciughina67 e Gennarino Quattroscudetti. Noi non possiamo che chinare il capo ed accettare il verdetto, raccogliendo il poco che ci rimane: prima doppietta in campionato, centri di pronto soccorso intasati metà da pazienti con problemi cardiovascolari e metà da pazienti che necessitavano urgente trapianto di fegato, ed infine, una cosa senza grande importanza: 3 punti ed ancora in testa alla classifica.

MR. JONES 6.5 – Mi chiamo Jones, Curtis Jones. Ancora non so bene dove sia capitato, ma in 50 minuti ho visto di tutto, l’Inferno e il Paradiso, lo sconforto e la gloria, ed alle cose belle mi pare di aver contribuito anche io. Mi piace un casino!

TIKUS 7 – Vi eravate dimenticati di me? Eccolo un piccolo promemoria, unito ad un cortese messaggio di benvenuto al signor Badiashile.

CARLOS 7 –
Anche di Carlos qualcuno stava cominciando a dimenticarsi, per fortuna tra questi ci sono i difensori ed i centrocampisti partenopei che non lo sono andati a contrastare sul cross.

CALHA 6 – Non c’è bisogno di strafare oggi, anche perchè appena entra in zona tiro se ne trova tre addosso. Il che vuol dire che ci sono almeno altri due compagni liberi a cui passare il pallone.

BONNY 6.5 – Entra e segniamo due gol. Sarà un caso? Non credo proprio.

CHIVU 7 – Un antico proverbio rumeno recita “Un paio di balli in difesa valgono un’acciughina salata alla fine della festa”. Lo diceva anche zio Vlad, quando guardava compiaciuto il piccolo Chris e commentava “Il ragazzo impala in fretta”.
Ora il prossimo impegno è contro il suo vecchio maestro, uno di quelle situazioni in cui dovrebbero tremare le vene ai polsi. Per fortuna sono secoli che nelle vene di Chivu non scorre più sangue.

Inter – Napoli, il pagellone del “ci avevate creduto”

PEPO  7 – Giuro che ancora non riesco a credere al fatto che abbiamo un portiere dotato di mani funzionanti, che si tuffa e quando riesce salva il risultato. Ieri ha preso anche due gol, ma uno era il tributo dovuto a Polimessi che ci purga dai tempi del Sassuolo, e l’altro la degna conclusione di una indegna serie di incomprensioni difensive.
In tutto ciò Pepo l’ho visto comunque fiducioso, certamente più di me che dopo il secondo gol avevo già rinunciato alle prospettive di scudetto, piazzamento Champions, serie A e ripartenza dalla D grazie ad una cordata di imprenditori guidata da Bonolis, Amadeus e Fabrizio Corona.

BISTECCONE 7
– Bistecconeggia alla grande, l’unico in grado di tenere testa alle sfuriate di Alisson Santos e Sua Maestà Politano, contrastando uno con il destro, l’altro con il sinistro, mentre di testa anticipa Hojlund e con la terza gamba guida la ripartenza dell’azione.

AKANJI 6.5 – Il ragazzo migliora, guida la difesa senza sbavature, non prende gialli, non viene sostituito e non possiamo certo imputare a lui nessuno dei due gol presi. Ci scappa addirittura anche l’assist al 90’. Bravo Manuel, Chivu in panchina ha grandemente apprezzato la tua prestazione ed ha deciso di premiarla adeguatamente, con una meritato posto in panca a Madrid.

BASTO 6 –
Jerry è rimasto traumatizzato dalla partita casalinga contro gli scoloriti dell’anno scorso, ed il suo inconscio l’ha convinto che la colpa è tutta dei big match. Dopo la conferenza stampa del Mister è rimasto un po’ spiazzato, tutto il tempo a chiedersi “Ma questo è un big match? O piuttosto un match normale? E’ uno scontro diretto? E se non è uno scontro diretto, sarà allora indiretto?”. Alla fine, soverchiato dalle domande, ha deciso di mimetizzarsi con il prato del Meazza, è andata bene fino al secondo gol del Napoli, quando qualcuno ha cominciato a notare la sua assenza.

DIOUF 6.5
– Voto difficilissimo, perchè rispetta fino in fondo il titolo di Dio del Calcio e sforna una prestazione che comprende tutto, dribbling travolgenti e cross indecenti, tiri insidiosi e cazzate in difesa, corse a perdifiato ed arrivi sul fondo senza sbocco. Alla fine però a soffrire è più Spinazzola di lui ed allora la bilancia non può che pendere dalla sua parte.

BARE 6 -  – Nella sua foga tasmaniana (nel senso di Taz della Warner Bros), finisce per incartarsi in una giocata difensiva troppo rischiosa, spianando l’azione del vantaggio polimessianico. Però è letteralmente ovunque, non molla mai, ed anche Chivu decide di tenerlo in campo fino al 96’, per cui non ci sentiamo di addossargli troppe responsabilità, merita la sufficienza con un meno per la cazzata fatta al 5’ minuto del secondo tempo. Che però resta una. Ora tanto lo sappiamo che Kolarov gli farà fare un corso di recupero su come spazzare la propria metacampo. I gemelli Paganin sono li che fremono per fare da tutor.

PIOTR 7 – Finalmente supera il trauma dell’ex e ci regala una regia illuminata ed innovativa al tempo stesso, al punto che il nostro trio British ormai lo chiama Kubrick. Guardando la sua espressione, ho come l’impressione che avrebbe esultato senza problemi se avesse segnato il gol del pareggio. E’ lui che guida la riscossa con quel lancio perfetto per Dima, e da lì in poi sono partiti automatismi che non potevano non portare al gol al 90’.

SUCIC 5.5
– Partita così così, ci saremmo aspettati di più dal nostro brate di fiducia, uno che di solito non si tira mai indietro quando il livello della sfida sale, per cui siamo sicuri che sarà titolare quando ci toccherà affrontare Sassuolo, Bologna e Parma, la nostra Trimurti emiliana.
E’ quindi anche normale un momento di pausa ieri, in una partita in cui anche lui avrebbe fatto giocare CJ21 dall’inizio.

DIMARCO 6.5 – La forma di Dima migliora di giorno in giorno, lui deve ripercorrere ogni stagione tutte le tappe della sua evoluzione, ora è in quella fase in cui regge per 60 minuti e poi il carburante cala di colpo. Una fase che i ricercatori definiscono inzaghiana. Come da copione è stata aperta da una traversa ed ha raggiunto il picco con l’assist di prima per Lauti. Quello era il segnale che Chivu aspettava per inserire Carlos. Assisteremo martedì all’inizio della fase Carpazica? La comunità scientifica è divisa.

PIO 6 – Sozza gli fischia un fallo su cinque, ma tutte quelle spinte, trattenute, colpi sotto la cintura e sopra lo zigomo non sono passati invano ed hanno sfiancato i centrali azzurri, sui quali poi ha avuto la possibilità di infierire Tikus fresco fresco come nu bello babbà!

LAUTI 8 – Andava espulso, torturato, incarcerato e sputato in un occhio da tutta la squadra avversaria, panchina compresa. Questo l’inappellabile verdetto di una giuria di esperti formata da ADL49, Acciughina67 e Gennarino Quattroscudetti. Noi non possiamo che chinare il capo ed accettare il verdetto, raccogliendo il poco che ci rimane: prima doppietta in campionato, centri di pronto soccorso intasati metà da pazienti con problemi cardiovascolari e metà da pazienti che necessitavano urgente trapianto di fegato, ed infine, una cosa senza grande importanza: 3 punti ed ancora in testa alla classifica.

MR. JONES 6.5 – Mi chiamo Jones, Curtis Jones. Ancora non so bene dove sia capitato, ma in 50 minuti ho visto di tutto, l’Inferno e il Paradiso, lo sconforto e la gloria, ed alle cose belle mi pare di aver contribuito anche io. Mi piace un casino!

TIKUS 7 – Vi eravate dimenticati di me? Eccolo un piccolo promemoria, unito ad un cortese messaggio di benvenuto al signor Badiashile.

CARLOS 7 –
Anche di Carlos qualcuno stava cominciando a dimenticarsi, per fortuna tra questi ci sono i difensori ed i centrocampisti partenopei che non lo sono andati a contrastare sul cross.

CALHA 6 – Non c’è bisogno di strafare oggi, anche perchè appena entra in zona tiro se ne trova tre addosso. Il che vuol dire che ci sono almeno altri due compagni liberi a cui passare il pallone.

BONNY 6.5 – Entra e segniamo due gol. Sarà un caso? Non credo proprio.

CHIVU 7 – Un antico proverbio rumeno recita “Un paio di balli in difesa valgono un’acciughina salata alla fine della festa”. Lo diceva anche zio Vlad, quando guardava compiaciuto il piccolo Chris e commentava “Il ragazzo impala in fretta”.
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