26/01/2021

Inter - Milan: Il re degli scacchi

È una giornata piovosa in quel di Ansiopoli: Tarcisio, munito di ombrello, raggiunge casa di Giacinto.
*dlin dlon*
T: "Ma che s'è messo, il campanello della salumeria?"
G (con voce robotica): "Identificarsi"
T: "Giacinto sono io, Tarcisio".
G: "impossibile identificare Giacinto sono io, Tarcisio. Prego, identificarsi"
T: "Dai che si muore di freddo!"
G: "impossibile identificare dai che si muore di freddo. Parola d'ordine"
T: "mo pure la parola d'ordine…uhm…ci godiamo il percorso! "
*scataclanch di cancello soddisfatto dalle rotture*
G: "Carissimo, ben arrivato! Visto il nuovo sistema di sicurezza che ho installato?"
T: "ma quale nuovo…te la stupidità ce l'hai da quando ti conosco"
G: "È talmente pesante sta giornata che almeno con te volevo farmi due risate"
T: "Ti riferisci alla partita di stasera? Beh si, un derby é pur sempre un derby"
G: "No, che derby… Vieni che ti spiego dai, entra"

T: "Ciao Sandrino! Come stai?"
*rumore assordante di ti ignoro malamente*
T (voltandosi verso Giacinto): "che c'ha?"
G: "È nervoso per oggi…"
T: "Ah, anche lui per la partita eh?" cerca complicità palesemente ignorata
G: "ma che c'hai al posto del cervello, un sit in di criceti in sciopero? No, te l'ho detto."
T: "Parla quello che voleva comprare la pedana vibrante su mediashopping"
G: "Quello è l'attrezzo del futuro, ma non sei ancora pronto a capirlo"
T: "VABBÈ BASTA! CHE C'HA STO POVERO SANDRINO?
G: "I derby a te fanno male, te l'ho sempre detto…comunque è nervoso come ti dicevo…"
T: "e fin qui ho capito. Ma perché?"
G: "Te lo spiego subito. Sai che il nostro Sandrino qui è un ragazzo prodigio, vero?"
T: "Certo che lo so! È il mio orgoglio questo ragazzo!"
G: "Vedi che ogni tanto qualcosa di intelligente la dici pure te? È sempre tra i più bravi della classe, soprattutto dall'anno scorso."
T: "Da quando lo aiuti come tutor è migliorato tantissimo"
G: "Beh sai, ho seguito il metodo Conte: determinazione, abnegazione, mangi solo se decido che lo meriti"
T: "Però il caffè si…"
G: "Beh si, quello si. Un buon caffè fa la differenza"
T: "Il problema è che t'ha mandato a quel paese? No perché avrebbe fatto bene"
G: "Nemmeno questo, caro il mio teorico. Ti ricordi il torneo di scacchi?"
T: "La coppa europea a cui ha partecipato Sandrino? Certo che me lo ricordo! Fu eliminato da un ucraino, se non sbaglio"
G: "Non me lo ricordare a quell'ucraino guarda…"
T: "Vabbé dai oh, lui così si è qualificato all'altra coppa"
G: "Si ma dai! Quello si è snaturato completamente per qualificarsi, a momenti manco mangiava le pedine! La verità è che sono troppo forte, mi temono e cambiano modo di giocare solo perchè non sanno come battermi!"
S: "Non sanno come battere me, papà"
G: "sisi certo, scusami, mi sono confuso"
T: "Come no, confuso…vabbè e quindi? Ricordiamo questa cosa tanto per il gusto di soffrire?"
G: "Nono, siamo interisti ma stavolta no. Da quando è stato eliminato dal torneo Sandrino è tornato a concentrarsi sulla scuola, riconfermandosi fra i migliori. Anzi, il secondo addirittura"
T: "Bravo Sandrino! Devi essere molto fiero di te stesso!"
*rumore assordante di propriononciarrivi*
T: "Oh Giacì, vedi che te l'hanno dato difettoso sto figlio"
G: "È arrabbiato perché non riesce a superare il primo della classe."
T: "E chi è il primo? Il solito torinese, Andrea?"
G: "No. Quest'anno Andrea sta andando male rispetto al solito: pensa che Sandrino lo ha battuto proprio qualche giorno fa. DISINTEGRATO"
T: "E allora sentiamo, chi è questo prodigio?"
G: "Suo cugino, Paolo"
T: "Ma chi, il figlio di Silvio? Quello bocciato due volte?"
G: "Proprio lui. Da quando hanno ripreso le lezioni lo scorso anno sembra un altro: ottimi voti, sempre attento…"

T: "Continuo a non capire però"
G: "Ogni anno la scuola organizza una coppa, sempre di scacchi, interna alla scuola…"
T: "Certo che gli piacciono proprio sti scacchi…"
G: "E adesso gli tocca affrontare proprio Paolo"
T: "Ah, ecco perché… Ma scusa Sandrino, non hai sempre detto che non te ne fregava niente di questa coppa?"
S: "Infatti è così"
T: "E allora qual è il problema?"
S: "Non voglio perdere contro quell'arrogante di Paolo"
G: "Dimmi Tarcisio, ti ricorda qualcosa questa storia?"
T: "Si, decisamente…Sandrì, a me non frega niente se ti importa della coppa o meno, studiare volta per volta in campionato è più importante. Però…i derby non si giocano, si vincono. E' il tuo destino, afferralo!"
G: "Te l'ho detto che ti fanno male sti derby"
T: "Oh senti, abbi pazienza: non posso andare allo stadio per l'Inter, fammi almeno sfogare con Sandrino!…Mi raccomando piccolo, contati sempre le dita dopo che gli stringi la mano! E ricorda, nella tua famiglia ci sono due persone in gamba…
S: "Io e il mio fratellino!"
G: "Come crescono in fretta…"
T: "Già. Sembra ieri che era un mitt.."

Inter - Milan: Il re degli scacchi

È una giornata piovosa in quel di Ansiopoli: Tarcisio, munito di ombrello, raggiunge casa di Giacinto.
*dlin dlon*
T: "Ma che s'è messo, il campanello della salumeria?"
G (con voce robotica): "Identificarsi"
T: "Giacinto sono io, Tarcisio".
G: "impossibile identificare Giacinto sono io, Tarcisio. Prego, identificarsi"
T: "Dai che si muore di freddo!"
G: "impossibile identificare dai che si muore di freddo. Parola d'ordine"
T: "mo pure la parola d'ordine…uhm…ci godiamo il percorso! "
*scataclanch di cancello soddisfatto dalle rotture*
G: "Carissimo, ben arrivato! Visto il nuovo sistema di sicurezza che ho installato?"
T: "ma quale nuovo…te la stupidità ce l'hai da quando ti conosco"
G: "È talmente pesante sta giornata che almeno con te volevo farmi due risate"
T: "Ti riferisci alla partita di stasera? Beh si, un derby é pur sempre un derby"
G: "No, che derby… Vieni che ti spiego dai, entra"

T: "Ciao Sandrino! Come stai?"
*rumore assordante di ti ignoro malamente*
T (voltandosi verso Giacinto): "che c'ha?"
G: "È nervoso per oggi…"
T: "Ah, anche lui per la partita eh?" cerca complicità palesemente ignorata
G: "ma che c'hai al posto del cervello, un sit in di criceti in sciopero? No, te l'ho detto."
T: "Parla quello che voleva comprare la pedana vibrante su mediashopping"
G: "Quello è l'attrezzo del futuro, ma non sei ancora pronto a capirlo"
T: "VABBÈ BASTA! CHE C'HA STO POVERO SANDRINO?
G: "I derby a te fanno male, te l'ho sempre detto…comunque è nervoso come ti dicevo…"
T: "e fin qui ho capito. Ma perché?"
G: "Te lo spiego subito. Sai che il nostro Sandrino qui è un ragazzo prodigio, vero?"
T: "Certo che lo so! È il mio orgoglio questo ragazzo!"
G: "Vedi che ogni tanto qualcosa di intelligente la dici pure te? È sempre tra i più bravi della classe, soprattutto dall'anno scorso."
T: "Da quando lo aiuti come tutor è migliorato tantissimo"
G: "Beh sai, ho seguito il metodo Conte: determinazione, abnegazione, mangi solo se decido che lo meriti"
T: "Però il caffè si…"
G: "Beh si, quello si. Un buon caffè fa la differenza"
T: "Il problema è che t'ha mandato a quel paese? No perché avrebbe fatto bene"
G: "Nemmeno questo, caro il mio teorico. Ti ricordi il torneo di scacchi?"
T: "La coppa europea a cui ha partecipato Sandrino? Certo che me lo ricordo! Fu eliminato da un ucraino, se non sbaglio"
G: "Non me lo ricordare a quell'ucraino guarda…"
T: "Vabbé dai oh, lui così si è qualificato all'altra coppa"
G: "Si ma dai! Quello si è snaturato completamente per qualificarsi, a momenti manco mangiava le pedine! La verità è che sono troppo forte, mi temono e cambiano modo di giocare solo perchè non sanno come battermi!"
S: "Non sanno come battere me, papà"
G: "sisi certo, scusami, mi sono confuso"
T: "Come no, confuso…vabbè e quindi? Ricordiamo questa cosa tanto per il gusto di soffrire?"
G: "Nono, siamo interisti ma stavolta no. Da quando è stato eliminato dal torneo Sandrino è tornato a concentrarsi sulla scuola, riconfermandosi fra i migliori. Anzi, il secondo addirittura"
T: "Bravo Sandrino! Devi essere molto fiero di te stesso!"
*rumore assordante di propriononciarrivi*
T: "Oh Giacì, vedi che te l'hanno dato difettoso sto figlio"
G: "È arrabbiato perché non riesce a superare il primo della classe."
T: "E chi è il primo? Il solito torinese, Andrea?"
G: "No. Quest'anno Andrea sta andando male rispetto al solito: pensa che Sandrino lo ha battuto proprio qualche giorno fa. DISINTEGRATO"
T: "E allora sentiamo, chi è questo prodigio?"
G: "Suo cugino, Paolo"
T: "Ma chi, il figlio di Silvio? Quello bocciato due volte?"
G: "Proprio lui. Da quando hanno ripreso le lezioni lo scorso anno sembra un altro: ottimi voti, sempre attento…"

T: "Continuo a non capire però"
G: "Ogni anno la scuola organizza una coppa, sempre di scacchi, interna alla scuola…"
T: "Certo che gli piacciono proprio sti scacchi…"
G: "E adesso gli tocca affrontare proprio Paolo"
T: "Ah, ecco perché… Ma scusa Sandrino, non hai sempre detto che non te ne fregava niente di questa coppa?"
S: "Infatti è così"
T: "E allora qual è il problema?"
S: "Non voglio perdere contro quell'arrogante di Paolo"
G: "Dimmi Tarcisio, ti ricorda qualcosa questa storia?"
T: "Si, decisamente…Sandrì, a me non frega niente se ti importa della coppa o meno, studiare volta per volta in campionato è più importante. Però…i derby non si giocano, si vincono. E' il tuo destino, afferralo!"
G: "Te l'ho detto che ti fanno male sti derby"
T: "Oh senti, abbi pazienza: non posso andare allo stadio per l'Inter, fammi almeno sfogare con Sandrino!…Mi raccomando piccolo, contati sempre le dita dopo che gli stringi la mano! E ricorda, nella tua famiglia ci sono due persone in gamba…
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G: "Come crescono in fretta…"
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