10/11/2025

Inter – Lazio, il Pagellone capolista

SOMMER 6.5 – Mezzo voto in più perchè ormai ha dimostrato di padroneggiare le parate laser: indirizza il colpo di testa di Gila sul palo, poi sulla linea, ed infine fra le sue braccia senza che debba muoversi dalla sua posizione iniziale. Masterclass.

AKANJI 6.5
“Mister, mi dispiace per il giallo, se vuole fare entrare Bisseck al mio posto lo comprendo totalmente”
“Non ho visto nessun giallo”
“Ma come, per il fallo su Zaccagni...”
“Kolarov, spiegaglielo tu”
“Se Count Chivu dice che non c’è stato nessun giallo, non c’è stato nessun giallo. Tra l’altro, piuttosto che far entrare Bisteccone contro la Lazio, preferirebbe finire la partita in 9. In quel caso il signor Manganiello riceverebbe una amichevole visita dello zio Piero, e non vorrei essere al suo posto”
(Akanji deglutisce)

ACE 6 – Passa tutta la settimana ad urlare “DOV’E’ CASTELLANOS! DATEMI CASTELLANOS!” alla fine di ogni allenamento. Ci rimane malissimo quando scopre che Taty è infortunato e dovrà vedersela con Dia.
Pare che comunque le urla di Ace si siano sentite fino a Formello, per cui Dia saggiamente decide di farsi i fatti propri.

BASTO 8.5 – Che Sandrino avesse un filo il dente avvelenato lo si era capito già al secondo minuto, quando sradica per due volte il pallone dai piedi di Isaksen, e fa l’assist per gol del vantaggio. Poi comincia a menare tutti in maniera scientifica, e quando entra Pedropè per fortuna siamo già in fascia protetta per i bambini. Il mio eroe si chiama Jerry.

FIFI 6
– Forse il meno coinvolto dal punto di vista emotivo, ma la mia può essere solo una supposizione, considerando la mimica non esattamente espressiva. Partecipa anche lui alla mattanza di Zaccagni, per cui la sufficienza gliela dobbiamo garantire.

SUCIC 6.5
– La vita per Brate Petar è un pendolo che oscilla tra indolenza e prestazione legendaria, ieri il pendolo stava in mezzo. Tante iniziative che meritavano più successo, tanta corsa, e pure tante randellate al solito Zaccagni, che a fine partita aveva due cotechini al posto delle gambe.

CALHA 7 –
“St’Inter è na sinfonia” (semicit.), e a dirigerla è il Maestro Cialda Croccante. Mandiamolo a Sanremo, ora che abbiamo dovuto dire addio a Vessicchio. Anzi, no, teniamocelo stretto.

BARE 7.5 – I dati sul chilometraggio saranno sicuramente falsati, o più probabilmente il software non è abbastanza veloce da stargli appresso. Lo troviamo ovunque: a contrastare, smistare, crossare, dare il via alle ripartenze. Solo una cosa ti manca a Nicolino: devi tirare in porta! Guarda che ti mando Kolarov!            

DIMA 8 – Guardando Fede e Lazzari sembrano separati alla nascita: altezza simile, ruolo simile, discreti problemi di ricrescita. Poi però li guardi giocare e soprattutto crossare e realizzi con sollievo che abbiamo preso il gemello buono. Saremo arrivati al quindicesimo assist stagionale, ma tranquillo Dima: pare che non ci sia un limite oltre il quale non si può andare.

BONNY 8
– Ad un certo punto mi sono alzato dal divano come Pertini nella finale dell’82 (l’età è più o meno quella) ed ho esclamato: NON LO PRENDONO MAI!
Vedergli fare il gol di tap in è stata una grandissima emozione, soprattutto pensando che la scorsa stagione Taremi l’avrebbe mandata sulla traversa, Arna al secondo verde e Correa non ci sarebbe proprio arrivato spalmandosi sul prato per solidarietà a Zaccagni.

LAUTI 8 – Il ciclo di Lautaro prevede 4 fasi:

1. Segna a ripetizione, anche con colpi impossibili come quello di ieri (a proposito, voleva crossare o segnare? Il Cap vuole segnare sempre, pure quando fa un contrasto a centrocampo)

2. Parte per la pausa Nazionale: si tratti della Copa America, Mondiale o amichevole con il Burkina Faso, Lauti alla nazionale ci tiene. Si fa 300mila km di aereo ed a questo punto dovrebbe aver vinto una teiera con i punti della Card Argentina Airlines

3. Ritorna stanco ma non rinuncia a giocare partite di poco conto tipo semifinale di Champions, derby o big match contro la Salernitana.

4. A causa della stanchezza non segna per un certo numero di partite, che a lui paiono infinite anche se magari sono due o tre. Va in depressione. Per calmarsi spacca la teiera di cui al punto 2.

Il ciclo ricomincia.

CARLOS 7 – Carlos a destra è chiaramente unas bocciatura di LH11; la cosa senz’altro ci rammarica, siamo devastati dentro quasi come per non veder giocare Diouf. Carlos però non lo sa e asfalta Marusic, uno che è alla Lazio da quando ancora si chiamava Alba Longa.

ZIELU 7 –  Questa cosa di aver annullato un gol a Pietro proprio quando stava cominciando ad ingranare dopo il capolavoro di Verona non possiamo perdonarla al VAR. Non è che in Nazionale ci possiamo mandare Ziolkowski o Zalewski al posto tuo? Tanto le consonanti quelle sono.

TIKUS 6.5 – A un certo punto Guendouzi era riuscito finalmente a fermare Bonny, poi è arrivato Tikus ed è scappato sulla fascia
“MA QUANTI CACCHIO SONO?”

PIO 6 –
Entra per fare a sportellate con i difensori biancocelesti, Romagnoli sbianca vedendo la differenza di stazza tra lui e Lauti e chiede il cambio

FRAT 6 –
Il suo ingresso dimostra che ha scavalcato Diouf nelle gerarchie di Chivu. Un passo alla volta.

COUNT CHIVU 7.5
– Ad un certo punto il Mister si è lamentato con Kolarov:
“Queste tre ammonizioni mi paiono eccessive Aleksandar, a Resita ti davano l’MVP per interventi del genere”
“Hai ragione Cristian, a Belgrado non fischiano nemmeno la punizione se non trovano i bossoli”
“Eh, il calcio si sta rovinando purtroppo... DIOUF PIANTALI PIU’ IN FONDO QUEI PALI!”
“Ok, capo, dobbiamo fare lo slalom negli allenamenti?”
“SONO PER SAELEMAKERS E LEAO!”

Inter – Lazio, il Pagellone capolista

SOMMER 6.5 – Mezzo voto in più perchè ormai ha dimostrato di padroneggiare le parate laser: indirizza il colpo di testa di Gila sul palo, poi sulla linea, ed infine fra le sue braccia senza che debba muoversi dalla sua posizione iniziale. Masterclass.

AKANJI 6.5
“Mister, mi dispiace per il giallo, se vuole fare entrare Bisseck al mio posto lo comprendo totalmente”
“Non ho visto nessun giallo”
“Ma come, per il fallo su Zaccagni...”
“Kolarov, spiegaglielo tu”
“Se Count Chivu dice che non c’è stato nessun giallo, non c’è stato nessun giallo. Tra l’altro, piuttosto che far entrare Bisteccone contro la Lazio, preferirebbe finire la partita in 9. In quel caso il signor Manganiello riceverebbe una amichevole visita dello zio Piero, e non vorrei essere al suo posto”
(Akanji deglutisce)

ACE 6 – Passa tutta la settimana ad urlare “DOV’E’ CASTELLANOS! DATEMI CASTELLANOS!” alla fine di ogni allenamento. Ci rimane malissimo quando scopre che Taty è infortunato e dovrà vedersela con Dia.
Pare che comunque le urla di Ace si siano sentite fino a Formello, per cui Dia saggiamente decide di farsi i fatti propri.

BASTO 8.5 – Che Sandrino avesse un filo il dente avvelenato lo si era capito già al secondo minuto, quando sradica per due volte il pallone dai piedi di Isaksen, e fa l’assist per gol del vantaggio. Poi comincia a menare tutti in maniera scientifica, e quando entra Pedropè per fortuna siamo già in fascia protetta per i bambini. Il mio eroe si chiama Jerry.

FIFI 6
– Forse il meno coinvolto dal punto di vista emotivo, ma la mia può essere solo una supposizione, considerando la mimica non esattamente espressiva. Partecipa anche lui alla mattanza di Zaccagni, per cui la sufficienza gliela dobbiamo garantire.

SUCIC 6.5
– La vita per Brate Petar è un pendolo che oscilla tra indolenza e prestazione legendaria, ieri il pendolo stava in mezzo. Tante iniziative che meritavano più successo, tanta corsa, e pure tante randellate al solito Zaccagni, che a fine partita aveva due cotechini al posto delle gambe.

CALHA 7 –
“St’Inter è na sinfonia” (semicit.), e a dirigerla è il Maestro Cialda Croccante. Mandiamolo a Sanremo, ora che abbiamo dovuto dire addio a Vessicchio. Anzi, no, teniamocelo stretto.

BARE 7.5 – I dati sul chilometraggio saranno sicuramente falsati, o più probabilmente il software non è abbastanza veloce da stargli appresso. Lo troviamo ovunque: a contrastare, smistare, crossare, dare il via alle ripartenze. Solo una cosa ti manca a Nicolino: devi tirare in porta! Guarda che ti mando Kolarov!            

DIMA 8 – Guardando Fede e Lazzari sembrano separati alla nascita: altezza simile, ruolo simile, discreti problemi di ricrescita. Poi però li guardi giocare e soprattutto crossare e realizzi con sollievo che abbiamo preso il gemello buono. Saremo arrivati al quindicesimo assist stagionale, ma tranquillo Dima: pare che non ci sia un limite oltre il quale non si può andare.

BONNY 8
– Ad un certo punto mi sono alzato dal divano come Pertini nella finale dell’82 (l’età è più o meno quella) ed ho esclamato: NON LO PRENDONO MAI!
Vedergli fare il gol di tap in è stata una grandissima emozione, soprattutto pensando che la scorsa stagione Taremi l’avrebbe mandata sulla traversa, Arna al secondo verde e Correa non ci sarebbe proprio arrivato spalmandosi sul prato per solidarietà a Zaccagni.

LAUTI 8 – Il ciclo di Lautaro prevede 4 fasi:

1. Segna a ripetizione, anche con colpi impossibili come quello di ieri (a proposito, voleva crossare o segnare? Il Cap vuole segnare sempre, pure quando fa un contrasto a centrocampo)

2. Parte per la pausa Nazionale: si tratti della Copa America, Mondiale o amichevole con il Burkina Faso, Lauti alla nazionale ci tiene. Si fa 300mila km di aereo ed a questo punto dovrebbe aver vinto una teiera con i punti della Card Argentina Airlines

3. Ritorna stanco ma non rinuncia a giocare partite di poco conto tipo semifinale di Champions, derby o big match contro la Salernitana.

4. A causa della stanchezza non segna per un certo numero di partite, che a lui paiono infinite anche se magari sono due o tre. Va in depressione. Per calmarsi spacca la teiera di cui al punto 2.

Il ciclo ricomincia.

CARLOS 7 – Carlos a destra è chiaramente unas bocciatura di LH11; la cosa senz’altro ci rammarica, siamo devastati dentro quasi come per non veder giocare Diouf. Carlos però non lo sa e asfalta Marusic, uno che è alla Lazio da quando ancora si chiamava Alba Longa.

ZIELU 7 –  Questa cosa di aver annullato un gol a Pietro proprio quando stava cominciando ad ingranare dopo il capolavoro di Verona non possiamo perdonarla al VAR. Non è che in Nazionale ci possiamo mandare Ziolkowski o Zalewski al posto tuo? Tanto le consonanti quelle sono.

TIKUS 6.5 – A un certo punto Guendouzi era riuscito finalmente a fermare Bonny, poi è arrivato Tikus ed è scappato sulla fascia
“MA QUANTI CACCHIO SONO?”

PIO 6 –
Entra per fare a sportellate con i difensori biancocelesti, Romagnoli sbianca vedendo la differenza di stazza tra lui e Lauti e chiede il cambio

FRAT 6 –
Il suo ingresso dimostra che ha scavalcato Diouf nelle gerarchie di Chivu. Un passo alla volta.

COUNT CHIVU 7.5
– Ad un certo punto il Mister si è lamentato con Kolarov:
“Queste tre ammonizioni mi paiono eccessive Aleksandar, a Resita ti davano l’MVP per interventi del genere”
“Hai ragione Cristian, a Belgrado non fischiano nemmeno la punizione se non trovano i bossoli”
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