Carissimi nerazzurri ben trovati. Dopo un’altalena di sfighe vissute insieme nella scorsa settimana, eccoci pronti per il primo turno infrasettimanale della stagione. Come dite? Dovrebbe andare tutto bene? Eh già, tra tre giorni c’è il derby e settimana prossima arriva il Bayern Monaco. Cosa potrà mai capitare oggi con l’innocente Cremonese?
Se Google non ci inganna (sono troppo giovane per avere ricordi nitidi dei precedenti di Inter – Cremonese), l’ultimo incontro tra i due club lombardi fu nella stagione 1995/96, con i nerazzurri che, nonostante una stagione molto tribolata conclusa al settimo posto, ebbero la meglio sugli avversari 2-0 a San Siro e 2-4 a Cremona.
Ora, un interista inesperto potrebbe dirmi: “Visto? Anche in una stagione brutta abbiamo vinto!” ma un interista saggio, forgiato dal fuoco di mille battaglie (soprattutto da quelle contro le neo promosse all’apparenza innocue), saprebbe cosa dire…
NOVARA – INTER 3-1
Respiro. Chiudo gli occhi. Torno con la memoria dove fa più male. Se un dissennatore ci apparisse davanti ora, ecco che a noi si paleserebbe il Silvio Piola di Novara, con l’Inter del Gasp (…signori, trattenetevi) che cade malamente 3-1 sotto i colpi di Rigoni e Meggiorini. Tra l’altro perdere a Novara con lo stemma di Campioni del Mondo ancora cucito addosso, è roba che va di diritto negli annali del codice penale. Gasp aveva varato la difesa a 3, che già dal primo minuto ballava paurosamente. Davanti il nuovo acquisto Castaignos (ve l’eravate scordato? No dai) non punge. Meggiorini segna, e la barca cola a picco. Di quella partita si racconta, leggenda o realtà, che la squadra a metà secondo tempo si fosse ammutinata, con Cambiasso che ordinò di passare alla difesa a 4. Solo chi c’era quella sera sa come sono andate le cose davvero, anche se noi lasceremo volentieri questo segreto sepolto nelle risaie novaresi. Ah, l’apoteosi fu poi la vittoria per 1-0 del Novara a San Siro al ritorno contro i nerazzurri di Ranieri. (Immaginate me povero cristiano in un liceo in provincia di Novara. Hey man! Dilly Ding Dilly Dong).
Castaignos
INTER – HAPOEL BEER SHEVA 0-2
Ok era Europa League e non Serie A. Ma il feeling è lo stesso. Quando sulla carta siamo stra favoriti, cominciano i dolori. Caro dissennatore, di questo aneddoto ricordo bene che sono stato costretto a cercare i nostri avversari su Google. Con sorpresa, anche Google aveva risposto con dei punti di domanda. Hapoel sconosciuto per ogni tifoso. Come Freezer che arriva su Neo Namek. Chi sono? Da dove vengono? Cosa vorranno mai da noi? Purtroppo lo abbiamo capito subito. Nonostante la nostra smagliante divisa della Sprite, i circuiti del cyborg Frank de Boer sono stati annientati dai coraggiosi avversari. A nulla serve un generoso Eder, il centrocampo a tre con i professori Medel e Melo fa acqua (non certo la squadra di Sayan ideale con cui respingere i misteriosi ospiti). E fa niente se ad aiutarli c’era un giovanissimo Brozovic nella sua versione più scazzata. Una partita bruttissima si conclude nel peggiore dei modi. 0-2 e tanti saluti. Anche qui, come col Novara, l’apoteosi è stata pure la sconfitta 3-2 al ritorno.
Melo Sprite
Ora, caro interista inesperto, capisci perché questo martedì sera sa di pericolo? Capisci perché noi, anche dopo aver pescato Bayern e Barça non possiamo dire “ok la sfiga ormai è passata”. Tra l’altro da non sottovalutare le prove della Cremonese nelle prime giornate, soprattutto con Fiorentina e Roma. Nonostante il ritorno di Radu (povero figlio, che dobbiamo dirgli…) i lombardi si dimostrano coraggiosi in campo, intraprendenti e vogliosi di far bene. Ecco perché Inter – Cremonese non è tranquilla, ecco perché forse è una trappola con il faccione di David Okereke in bella vista.
Okereke
In conclusione mi sento però di rilanciare con una dose di positività. Non voglio passare per il Leopardi della Pinetina (...)
(così iniziava l'ultima parte di questo articolo. Poi è arrivata la notizia dell'infortunio di Lukaku, prima un semplice affaticamento, poi qualcosa di più grave. Ho dovuto cambiare tutto con la tastiera bagnata di lacrime amare).
Siamo come Giulio Cesare in una tiepida mattinata di Marzo in Senato. Ovunque ci giriamo arrivano coltellate. Ormai ci svegliamo solo per sapere quale nuova sfiga caratterizzerà la giornata. Ad ogni notifica del telefono temiamo di vedere un qualcosa di nefasto. Questo agosto assomiglia terribilmente ad un febbraio con la crisi Inter. Che qualche nostalgico abbia cantato Inter Bells prima del dovuto scatenando questa violenza astrale nei nostri confronti?
Carissimi nerazzurri ben trovati. Dopo un’altalena di sfighe vissute insieme nella scorsa settimana, eccoci pronti per il primo turno infrasettimanale della stagione. Come dite? Dovrebbe andare tutto bene? Eh già, tra tre giorni c’è il derby e settimana prossima arriva il Bayern Monaco. Cosa potrà mai capitare oggi con l’innocente Cremonese?
Se Google non ci inganna (sono troppo giovane per avere ricordi nitidi dei precedenti di Inter – Cremonese), l’ultimo incontro tra i due club lombardi fu nella stagione 1995/96, con i nerazzurri che, nonostante una stagione molto tribolata conclusa al settimo posto, ebbero la meglio sugli avversari 2-0 a San Siro e 2-4 a Cremona.
Ora, un interista inesperto potrebbe dirmi: “Visto? Anche in una stagione brutta abbiamo vinto!” ma un interista saggio, forgiato dal fuoco di mille battaglie (soprattutto da quelle contro le neo promosse all’apparenza innocue), saprebbe cosa dire…
NOVARA – INTER 3-1
Respiro. Chiudo gli occhi. Torno con la memoria dove fa più male. Se un dissennatore ci apparisse davanti ora, ecco che a noi si paleserebbe il Silvio Piola di Novara, con l’Inter del Gasp (…signori, trattenetevi) che cade malamente 3-1 sotto i colpi di Rigoni e Meggiorini. Tra l’altro perdere a Novara con lo stemma di Campioni del Mondo ancora cucito addosso, è roba che va di diritto negli annali del codice penale. Gasp aveva varato la difesa a 3, che già dal primo minuto ballava paurosamente. Davanti il nuovo acquisto Castaignos (ve l’eravate scordato? No dai) non punge. Meggiorini segna, e la barca cola a picco. Di quella partita si racconta, leggenda o realtà, che la squadra a metà secondo tempo si fosse ammutinata, con Cambiasso che ordinò di passare alla difesa a 4. Solo chi c’era quella sera sa come sono andate le cose davvero, anche se noi lasceremo volentieri questo segreto sepolto nelle risaie novaresi. Ah, l’apoteosi fu poi la vittoria per 1-0 del Novara a San Siro al ritorno contro i nerazzurri di Ranieri. (Immaginate me povero cristiano in un liceo in provincia di Novara. Hey man! Dilly Ding Dilly Dong).
Castaignos
INTER – HAPOEL BEER SHEVA 0-2
Ok era Europa League e non Serie A. Ma il feeling è lo stesso. Quando sulla carta siamo stra favoriti, cominciano i dolori. Caro dissennatore, di questo aneddoto ricordo bene che sono stato costretto a cercare i nostri avversari su Google. Con sorpresa, anche Google aveva risposto con dei punti di domanda. Hapoel sconosciuto per ogni tifoso. Come Freezer che arriva su Neo Namek. Chi sono? Da dove vengono? Cosa vorranno mai da noi? Purtroppo lo abbiamo capito subito. Nonostante la nostra smagliante divisa della Sprite, i circuiti del cyborg Frank de Boer sono stati annientati dai coraggiosi avversari. A nulla serve un generoso Eder, il centrocampo a tre con i professori Medel e Melo fa acqua (non certo la squadra di Sayan ideale con cui respingere i misteriosi ospiti). E fa niente se ad aiutarli c’era un giovanissimo Brozovic nella sua versione più scazzata. Una partita bruttissima si conclude nel peggiore dei modi. 0-2 e tanti saluti. Anche qui, come col Novara, l’apoteosi è stata pure la sconfitta 3-2 al ritorno.
Melo Sprite
Ora, caro interista inesperto, capisci perché questo martedì sera sa di pericolo? Capisci perché noi, anche dopo aver pescato Bayern e Barça non possiamo dire “ok la sfiga ormai è passata”. Tra l’altro da non sottovalutare le prove della Cremonese nelle prime giornate, soprattutto con Fiorentina e Roma. Nonostante il ritorno di Radu (povero figlio, che dobbiamo dirgli…) i lombardi si dimostrano coraggiosi in campo, intraprendenti e vogliosi di far bene. Ecco perché Inter – Cremonese non è tranquilla, ecco perché forse è una trappola con il faccione di David Okereke in bella vista.
Okereke
In conclusione mi sento però di rilanciare con una dose di positività. Non voglio passare per il Leopardi della Pinetina (...)
(così iniziava l'ultima parte di questo articolo. Poi è arrivata la notizia dell'infortunio di Lukaku, prima un semplice affaticamento, poi qualcosa di più grave. Ho dovuto cambiare tutto con la tastiera bagnata di lacrime amare).
Siamo come Giulio Cesare in una tiepida mattinata di Marzo in Senato. Ovunque ci giriamo arrivano coltellate. Ormai ci svegliamo solo per sapere quale nuova sfiga caratterizzerà la giornata. Ad ogni notifica del telefono temiamo di vedere un qualcosa di nefasto. Questo agosto assomiglia terribilmente ad un febbraio con la crisi Inter. Che qualche nostalgico abbia cantato Inter Bells prima del dovuto scatenando questa violenza astrale nei nostri confronti?
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