20/01/2024

Inter – Lazio, il pagellone dell’ennesima finale demoniaca

MR. HUNZIKER 16 Clean Sheets –  Breve riassunto delle cosec he Yannerino avrebbe potuto fare durante la semifinale di SuperCoppa:
Contare i cross di Dimarco
Ripensare a tutte le volte che ci hanno dato un rigore per gentile concessione della Marotta League
Contare le traverse e i pali presi dall’inizio della stagione
Contare tutti gli ex incrociati senza confondersi
Contare tutte le volte che Immobile ha creato occasioni da gol, ah no, scusate.

PAVARD 9 – Ce la sta mettendo tutta Benji per segnare il suo primo gol con la nostra maglia. Purtroppo non c’è ancora riuscito, ed è sempre questione di centimetri. Del resto, ieri avrebbe dovuto marcare Pedro, ma quel maleducato non si è presentato all’appuntamento preferendo falciare Lauti nell’altra area di rigore. Sono strani questi laziali.

ACE 10Lo scorso anno aveva combinato un mezzo pasticcio nella gara di San Siro, regalando un gol al solito Felipe, perchè si realizzasse la famosa legge di Anderson (Inter – Lazio è quella partita che si gioca 11 contro 11 ed alla fine segna Felipe Anderson).
Quest’anno è andato oltre la maledizione, Ciruzzo non l’ha mai vista e per poter tirare in porta ha dovuta controllarla col braccio. Per frustrazione ha dovuto impegnarsi in un corpo a corpo con Ace, ed il povero ingenuo voleva pure che gli venisse assegnato un rigore. Ma l’hai letto il regolamento della Marotta Super League?

BASTONI 9 – Finalmente torna in coppia con Dima sulla sinistra e si vede subito che l’intesa funziona. Come dicono gli esperti, dalla catena di snistra nasce il gol del vantaggio, e se pensate che il cross di Basto per il tacco di Fede sia una cosa improvvisata, siete degli ingenui. Sono settimane che lo provano, e quando erano stanchi usavano Arna Letale e Baffino Sanchez come controfigure, così trovano qualcosa da fare pure loro.

DARMY 9.5  
–  Finalmente è finito questo periodo di Quaresima anticipata in cui Don Matty ha dovuto sacrificarsi e concedere un paio di rigori agli avversari, mentre ieri è stato dispensato da Mone che gli ha anche concesso di avventurarsi  nell’area avversaria. Non è arrivato il gol, ma nello sceneggiatura originale dovremmo aspettare ancora un paio di mesi circa. Poi arriverà Pasqua.

MKHITRAIN 9 –  Ormai ho non trovo più le parole per Enrico Michele, l’unico che continua a correre e fornire assist anche al 90’, sia ieri che a Monza. Cioè, alla sua età Borja portava Gagliardini a passaggiare ai giardinetti, invece Trenarmeno si fa dieci volte il campo doppiando il giovine Rovella.

CALHA 9 rigori – La Marotta (Super) League non avrebbe la stessa efficacia se a battere i rigori non ci fosse Calha, e infatti ce ne siamo accorti in Coppa Italia. Ormai il Gran Turco ha trovato una nuova collocazione in campo, cioè ovunque, mentre dall’altra parte del Naviglio si deprimeva a pascolare sulla trequarti con Suso che non gliela passava mai. Ora invece gli piace a volte perdere il pallone e poi andarlo a recuperare. Con moderazione, però, Cialdina, che i nostri bypass hanno già overperformato in questa stagione.

BARE 10 – BARE DOVE SEEI? In ogni luogo. Ed in più, col sorriso sulle labbra. Cosa possiamo volere di più? Magari smettila di collezionare traverse.

DIMA 10 – Non è un esterno, è una macchina da cross. E da assist acrobatici che non si immaginavano nemmeno gli sceneggiatori di Capitan Tsubasa.

TIKUS 10 gol – Arriva a dieci gol stagionali grazie alla magia di Dimash che solo lui intuisce. Poi si mette in testa forse di arrivare a 10 assist, e comincia a cercare con insistenza Lauti, quando potrebbe comodamente fare doppietta. Ma Markus è così, deve espiare i peccati di suo padre e mettere a tacere quelli che avrebbero preferito prendere Okafor.
Ci sta riuscendo alla grande.

LAUTI
9 – Vede segnare Thuram, prende il fallo del rigore, lo lascia a Calha (i nostri cuori ti ringraziano) e poi una traversa clamorosa. Sappiamo quanto ci tiene a segnare, però si incazza con Tikus che cerca di dargli l’assist quando avrebbe potuto segnare da solo. E’ da questi particolari che si vede un Capitano. Adelante!

FRATMA 10 – I laziali tirano un sospiro di sollievo quando vedono uscire Bare, ma poi guardano meglio e vedono entrare Davidino con lo sguardo della tigre. Ma non avete un po di pietà? No, Fratma è sempre affamato.

STEFAN 8 –
Entra, gioca al fianco di Ace, e Felipe Anderson non segna. La maledizione degli ex è ormai sconfitta.

ARNA & MARAVILLA 8+ – Dai gemelli del gol mi sarei aspettato una catapulta infernale o un tiro della tigre doppio, ma Arna e Baffino sanno sempre come stupirci, ed all’ingresso in campo urlano: PASCOLOOOOOO. E passano più di venti minuti a non fare un cazzo.

KRIS 10 – Uè, Provedel, hai preso gol da chiunque e mo ti metti a fare i miracoli sul tiro di Kris? E fallo segnà ar regazzino!

MR. DEMONE 10 –
Novantatrè minuti di calcio champagne, ennesimo clean sheet stagionale, Lotito annientato e costretto a camuffarsi in tribuna (ah, si veste proprio così?), Riyad ai tuoi piedi. Ma tu resti umile e a fine partita fai i complimenti ai ragassi, come se fosse il precampionato contro il Lugano.
Continua così, Mone, falli morire.

Inter – Lazio, il pagellone dell’ennesima finale demoniaca

MR. HUNZIKER 16 Clean Sheets –  Breve riassunto delle cosec he Yannerino avrebbe potuto fare durante la semifinale di SuperCoppa:
Contare i cross di Dimarco
Ripensare a tutte le volte che ci hanno dato un rigore per gentile concessione della Marotta League
Contare le traverse e i pali presi dall’inizio della stagione
Contare tutti gli ex incrociati senza confondersi
Contare tutte le volte che Immobile ha creato occasioni da gol, ah no, scusate.

PAVARD 9 – Ce la sta mettendo tutta Benji per segnare il suo primo gol con la nostra maglia. Purtroppo non c’è ancora riuscito, ed è sempre questione di centimetri. Del resto, ieri avrebbe dovuto marcare Pedro, ma quel maleducato non si è presentato all’appuntamento preferendo falciare Lauti nell’altra area di rigore. Sono strani questi laziali.

ACE 10Lo scorso anno aveva combinato un mezzo pasticcio nella gara di San Siro, regalando un gol al solito Felipe, perchè si realizzasse la famosa legge di Anderson (Inter – Lazio è quella partita che si gioca 11 contro 11 ed alla fine segna Felipe Anderson).
Quest’anno è andato oltre la maledizione, Ciruzzo non l’ha mai vista e per poter tirare in porta ha dovuta controllarla col braccio. Per frustrazione ha dovuto impegnarsi in un corpo a corpo con Ace, ed il povero ingenuo voleva pure che gli venisse assegnato un rigore. Ma l’hai letto il regolamento della Marotta Super League?

BASTONI 9 – Finalmente torna in coppia con Dima sulla sinistra e si vede subito che l’intesa funziona. Come dicono gli esperti, dalla catena di snistra nasce il gol del vantaggio, e se pensate che il cross di Basto per il tacco di Fede sia una cosa improvvisata, siete degli ingenui. Sono settimane che lo provano, e quando erano stanchi usavano Arna Letale e Baffino Sanchez come controfigure, così trovano qualcosa da fare pure loro.

DARMY 9.5  
–  Finalmente è finito questo periodo di Quaresima anticipata in cui Don Matty ha dovuto sacrificarsi e concedere un paio di rigori agli avversari, mentre ieri è stato dispensato da Mone che gli ha anche concesso di avventurarsi  nell’area avversaria. Non è arrivato il gol, ma nello sceneggiatura originale dovremmo aspettare ancora un paio di mesi circa. Poi arriverà Pasqua.

MKHITRAIN 9 –  Ormai ho non trovo più le parole per Enrico Michele, l’unico che continua a correre e fornire assist anche al 90’, sia ieri che a Monza. Cioè, alla sua età Borja portava Gagliardini a passaggiare ai giardinetti, invece Trenarmeno si fa dieci volte il campo doppiando il giovine Rovella.

CALHA 9 rigori – La Marotta (Super) League non avrebbe la stessa efficacia se a battere i rigori non ci fosse Calha, e infatti ce ne siamo accorti in Coppa Italia. Ormai il Gran Turco ha trovato una nuova collocazione in campo, cioè ovunque, mentre dall’altra parte del Naviglio si deprimeva a pascolare sulla trequarti con Suso che non gliela passava mai. Ora invece gli piace a volte perdere il pallone e poi andarlo a recuperare. Con moderazione, però, Cialdina, che i nostri bypass hanno già overperformato in questa stagione.

BARE 10 – BARE DOVE SEEI? In ogni luogo. Ed in più, col sorriso sulle labbra. Cosa possiamo volere di più? Magari smettila di collezionare traverse.

DIMA 10 – Non è un esterno, è una macchina da cross. E da assist acrobatici che non si immaginavano nemmeno gli sceneggiatori di Capitan Tsubasa.

TIKUS 10 gol – Arriva a dieci gol stagionali grazie alla magia di Dimash che solo lui intuisce. Poi si mette in testa forse di arrivare a 10 assist, e comincia a cercare con insistenza Lauti, quando potrebbe comodamente fare doppietta. Ma Markus è così, deve espiare i peccati di suo padre e mettere a tacere quelli che avrebbero preferito prendere Okafor.
Ci sta riuscendo alla grande.

LAUTI
9 – Vede segnare Thuram, prende il fallo del rigore, lo lascia a Calha (i nostri cuori ti ringraziano) e poi una traversa clamorosa. Sappiamo quanto ci tiene a segnare, però si incazza con Tikus che cerca di dargli l’assist quando avrebbe potuto segnare da solo. E’ da questi particolari che si vede un Capitano. Adelante!

FRATMA 10 – I laziali tirano un sospiro di sollievo quando vedono uscire Bare, ma poi guardano meglio e vedono entrare Davidino con lo sguardo della tigre. Ma non avete un po di pietà? No, Fratma è sempre affamato.

STEFAN 8 –
Entra, gioca al fianco di Ace, e Felipe Anderson non segna. La maledizione degli ex è ormai sconfitta.

ARNA & MARAVILLA 8+ – Dai gemelli del gol mi sarei aspettato una catapulta infernale o un tiro della tigre doppio, ma Arna e Baffino sanno sempre come stupirci, ed all’ingresso in campo urlano: PASCOLOOOOOO. E passano più di venti minuti a non fare un cazzo.

KRIS 10 – Uè, Provedel, hai preso gol da chiunque e mo ti metti a fare i miracoli sul tiro di Kris? E fallo segnà ar regazzino!

MR. DEMONE 10 –
Novantatrè minuti di calcio champagne, ennesimo clean sheet stagionale, Lotito annientato e costretto a camuffarsi in tribuna (ah, si veste proprio così?), Riyad ai tuoi piedi. Ma tu resti umile e a fine partita fai i complimenti ai ragassi, come se fosse il precampionato contro il Lugano.
Continua così, Mone, falli morire.

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