26/03/2017

Il valore della sportività e la cecità di certi guru

A cura di Luigi M. Cardella

Caro diario,

durante una delle tante notti insonni, riflettevo sul significato di “sportività”.
Molti tifosi inneggiano al tifo per determinati colori come inerente e direttamente proporzionale all’odio nei confronti delle rivali storiche. Ma qual è il confine tra essere amanti del calcio e il tifo così inteso? Possono coincidere i due atteggiamenti?

Io credo che chi ama il calcio ha amato la favola Leicester, quella dell’Atalanta di Gasperini...il Milan degli olandesi. Proprio qui si inserisce il cuore del problema, perché il 70% di interisti e juventini ama le prime due storie e non la terza? Si badi che questo non vuole essere un corso accelerato per diventare milanisti o annullare lo sfottò, caratteristica vitale del calcio, ma vuole essere una lettera di moderazione in un clima che spesso diventa insopportabile e può sfociare nella violenza.

Esempio lampante di ciò sono tre post-partita che sembrano mostrare i diversi livelli secondo i quali dalla sportività si passa alla faziosità e alla violenza.
Le parole di Pioli nel post-Juve sono state dure solo nei confronti di una classe arbitrale che non si è rivelata all’altezza e si noti come la squadra avversaria venga aggettivata positivamente. Senza omettere nulla, l'allenatore parmense afferma:<<Nel primo tempo c’erano due rigori per noi, Chiellini e Mandzukic su Icardi, con l’addizionale a pochi passi. Noi gli episodi li abbiamo creati ma poi le decisioni prese non ci hanno favorito.>>, per poi continuare:<<Abbiamo commesso un'ingenuità sul loro gol: è il nostro rammarico. Ma è stata una partita aperta e combattuta. Abbiamo giocato alla pari con una grande squadra: significa che stiamo crescendo ma che dobbiamo migliorare ancora nella cura dei particolari, che a questo livello fa la differenza.>>. In queste parole c'è un'analisi oggettiva e sicuramente personale degli episodi che sicuramente non possono essere marcati come inesistenti.
Facendo un salto temporale e qualitativo le parole di Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, sono un chiaro sintomo di faziosità perché dopo una partita dominata dai bianconeri e con un fuorigioco sul gol partenopeo e un rigore per i bianconeri lampanti non fischiati (decisioni facilmente giudicabili rispetto alle recriminazioni inesistenti). <<I due rigori non c’erano, nel primo è Dybala che va addosso a Koulibaly, nel secondo Reina tocca prima la palla. Mentre il nostro c’era. Non voglio vedere replay.>>, l'ultima affermazione si commenta da sé.
L'ultimo salto lo facciamo nei confronti di una grande squadra che ha raggiunto l'ultimo stadio di cui si scriveva. Il Milan nella sua faziosità è arrivato alla violenza, un episodio gravissimo perché si tratta di una squadra seguita in tutto il mondo, che dà un esempio a molti giovanissimi e che non ha pronunciato una singola parola per scusarsi dell'accaduto. Nel post-Juve i rossoneri, in particolare Donnarumma, dimenticano il grande favore generato da una pressione verbale e fisica che non sempre si vede in un campo di calcio, l'annullamento del gol regolarissimo di Pjanic (oltre che il gol irregolare di Bacca). Così il portierino (tale credo si sia rivelato nell'affermazione) ha un labiale lapalissiano:<<Impossibile, sempre a loro>> e dimentica i pochi rigori concessi ai bianconeri soprattutto rapportati alla densità da loro fatta e i tiri/palloni giocati nell'area avversaria. Il fatto più grave è però la reazione negli spogliatoi, la Repubblica scrive " Uno sfogo molto rumoroso: impossibile da fuori non avvertire il frastuono. Tra le cose danneggiate ci sono state anche le riproduzioni in cartongesso delle due Champions bianconere, divelte dai muri, danneggiate e quindi lasciate abbandonate per terra. I rossoneri si sarebbero accaniti anche con gli scudetti appesi alle pareti del vestiario".

Spero di affermarti, non faziosamente, che l'atteggiamento di un interista come Pioli sia la perfetta coincidenza tra sportività e rivalità storica. Molti hanno criticato anche i nostri colori e di molti non abbiamo la stima ma è necessario essere noi stessi i primi ad analizzare e differenziare le nostre reazione da quelle degli altri.
Lo stile Inter non è accomunabile a quello delle altre squadre perché si ha una maturità, sportività ed eleganza superiori alla media, per la maggior parte delle volte.
Di certo non affermiamo di non avere la stima di altre squadre se siamo stati i primi ad avere scheletri nell'armadio come: "Boia chi molla" nelle magliette, falsi diplomi, "Scommessopoli" e affermazioni da grande saggio e sportivo ("Non me ne sono reso conto e sono onesto nel dire che se me ne fossi reso conto non avrei dato una mano all'arbitro").

Buonanotte, caro sportivo ed elegante nerazzurro diario

Il valore della sportività e la cecità di certi guru

A cura di Luigi M. Cardella

Caro diario,

durante una delle tante notti insonni, riflettevo sul significato di “sportività”.
Molti tifosi inneggiano al tifo per determinati colori come inerente e direttamente proporzionale all’odio nei confronti delle rivali storiche. Ma qual è il confine tra essere amanti del calcio e il tifo così inteso? Possono coincidere i due atteggiamenti?

Io credo che chi ama il calcio ha amato la favola Leicester, quella dell’Atalanta di Gasperini...il Milan degli olandesi. Proprio qui si inserisce il cuore del problema, perché il 70% di interisti e juventini ama le prime due storie e non la terza? Si badi che questo non vuole essere un corso accelerato per diventare milanisti o annullare lo sfottò, caratteristica vitale del calcio, ma vuole essere una lettera di moderazione in un clima che spesso diventa insopportabile e può sfociare nella violenza.

Esempio lampante di ciò sono tre post-partita che sembrano mostrare i diversi livelli secondo i quali dalla sportività si passa alla faziosità e alla violenza.
Le parole di Pioli nel post-Juve sono state dure solo nei confronti di una classe arbitrale che non si è rivelata all’altezza e si noti come la squadra avversaria venga aggettivata positivamente. Senza omettere nulla, l'allenatore parmense afferma:<<Nel primo tempo c’erano due rigori per noi, Chiellini e Mandzukic su Icardi, con l’addizionale a pochi passi. Noi gli episodi li abbiamo creati ma poi le decisioni prese non ci hanno favorito.>>, per poi continuare:<<Abbiamo commesso un'ingenuità sul loro gol: è il nostro rammarico. Ma è stata una partita aperta e combattuta. Abbiamo giocato alla pari con una grande squadra: significa che stiamo crescendo ma che dobbiamo migliorare ancora nella cura dei particolari, che a questo livello fa la differenza.>>. In queste parole c'è un'analisi oggettiva e sicuramente personale degli episodi che sicuramente non possono essere marcati come inesistenti.
Facendo un salto temporale e qualitativo le parole di Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, sono un chiaro sintomo di faziosità perché dopo una partita dominata dai bianconeri e con un fuorigioco sul gol partenopeo e un rigore per i bianconeri lampanti non fischiati (decisioni facilmente giudicabili rispetto alle recriminazioni inesistenti). <<I due rigori non c’erano, nel primo è Dybala che va addosso a Koulibaly, nel secondo Reina tocca prima la palla. Mentre il nostro c’era. Non voglio vedere replay.>>, l'ultima affermazione si commenta da sé.
L'ultimo salto lo facciamo nei confronti di una grande squadra che ha raggiunto l'ultimo stadio di cui si scriveva. Il Milan nella sua faziosità è arrivato alla violenza, un episodio gravissimo perché si tratta di una squadra seguita in tutto il mondo, che dà un esempio a molti giovanissimi e che non ha pronunciato una singola parola per scusarsi dell'accaduto. Nel post-Juve i rossoneri, in particolare Donnarumma, dimenticano il grande favore generato da una pressione verbale e fisica che non sempre si vede in un campo di calcio, l'annullamento del gol regolarissimo di Pjanic (oltre che il gol irregolare di Bacca). Così il portierino (tale credo si sia rivelato nell'affermazione) ha un labiale lapalissiano:<<Impossibile, sempre a loro>> e dimentica i pochi rigori concessi ai bianconeri soprattutto rapportati alla densità da loro fatta e i tiri/palloni giocati nell'area avversaria. Il fatto più grave è però la reazione negli spogliatoi, la Repubblica scrive " Uno sfogo molto rumoroso: impossibile da fuori non avvertire il frastuono. Tra le cose danneggiate ci sono state anche le riproduzioni in cartongesso delle due Champions bianconere, divelte dai muri, danneggiate e quindi lasciate abbandonate per terra. I rossoneri si sarebbero accaniti anche con gli scudetti appesi alle pareti del vestiario".

Spero di affermarti, non faziosamente, che l'atteggiamento di un interista come Pioli sia la perfetta coincidenza tra sportività e rivalità storica. Molti hanno criticato anche i nostri colori e di molti non abbiamo la stima ma è necessario essere noi stessi i primi ad analizzare e differenziare le nostre reazione da quelle degli altri.
Lo stile Inter non è accomunabile a quello delle altre squadre perché si ha una maturità, sportività ed eleganza superiori alla media, per la maggior parte delle volte.
Di certo non affermiamo di non avere la stima di altre squadre se siamo stati i primi ad avere scheletri nell'armadio come: "Boia chi molla" nelle magliette, falsi diplomi, "Scommessopoli" e affermazioni da grande saggio e sportivo ("Non me ne sono reso conto e sono onesto nel dire che se me ne fossi reso conto non avrei dato una mano all'arbitro").

Buonanotte, caro sportivo ed elegante nerazzurro diario

Notizie flash

Ultimi articoli

19/01/2022
Inter – Empoli: cosa potrebbe mai andare storto?

Per il tifoso meno esperto, Inter – Empoli, specialmente di Coppa Italia, potrebbe essere una partita di poco interesse. Un match non degno di attenzioni in un freddo mercoledì sera di Gennaio.  Tuttavia questo non vale certo per il tifoso interista. Perché noi, gli interisti, di serate tranquille  di Coppa Italia ce ne intendiamo fin troppo bene. […]

17/01/2022
Atalanta - Inter, il pagellone delle occasioni mancate

HANDANOVIC 10 – “DLIN DLON: Si avvisa il signor Onana che può accomodarsi in panchina insieme ai signori Cordaz e Radu. A fine partita potrà lucidare i guantoni del nostro n.1” Non è che adesso basta far firmare un foglio al primo portiere che passa per pensare che Samir possa perdere il posto. Handa è […]

17/01/2022
Atalanta - Inter, dieci pensieri post - partita

10 - OOOOOOH finalmente una non vittoria, tutto questo tempo e persino dicembre e gennaio senza un minimo di profumo di CRISIINTER mi stava troppo destabilizzando. 9 - Ah, dobbiamo sempre recuperare una partita?E comunque non abbiamo perso?Quindi non siamo ancora in CRISIINTER?Ah, ok. 8 - Io: madonna ma basta che schifo io con questi […]

16/01/2022
Atalanta - Inter nel tempo di un caffè

Primo tempo 0’ - Eccoci qui di nuovo per la più bella partita dell’anno per tutti coloro che non tifano. Per me, interista in terra bergamasca, una tassa, un supplizio che mi tocca pagare ogni anno. 8’ - Siamo già a 3 occasioni per l’Atalanta che la prospettiva ha fatto sembrare gol. 15’ - Dzeko […]

16/01/2022
Le 5 statistiche più ansiogene di Atalanta - Inter

Sarà la Supercoppa vinta contro la J**e, dopo aver recuperato uno svantaggio con un rigore a favore e vinta al 120’ con un gol del giocatore più umile della storia, sarà la vittoria con la Lazio che ha avuto tanto il sapore della #VENDETT, sarà che si parla di scippare ai nostri acerrimi nemici il […]

13/01/2022
Inter - Juventus, il pagellone del fallo tattico

HANDA 10 - Quanti feels ieri sera con il vicecap: vederlo con quel capello brizzolato da anni di Inter e di tasche piene di sassi mi ha riportato alla mente Francesco Toldo, mio primo amore calcistico.Forse non tutti se ne saranno accorti, ma ieri Handa ha fatto il primo vero tentativo di carriera postcalcistica: la […]

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram