26/09/2018

Una settimana da Dio

A questa partita, noi tifosi, siamo arrivati già stanchi.

In soli 10 giorni Parma, Tottenham e Sampdoria.

Che fatica.

Sugli spalti ci guardiamo tutti un po’ confusi.

 

Scusa, che tu sappia, siamo ancora in crisi?”

“Ma io in verità non ho nemmeno capito perché ci abbiano annullato il gol di Nainggolan.”

“Ok, a posto.”

“Comunque, secondo me, siamo in crisi-campionato ma non in crisi-Champions.”

 

Per i primi cinque minuti vedo 11 riproduzioni fedeli di Macaulay Culkin passeggiare perse per il capo.

A voi decidere se il Culkin perso e spaventato in ‘Mamma ho perso l’aereo’ o il Culkin qualche anno dopo in terapia riabilitativa per l’eroina.

Fatto sta che Mirallas al 4’ prende palo, ecchecazzo.

una settimana da dio vecino
La manifestazione fenomenica del Vecino-Culkin

Oggi ho una nuova vicina di posto.

È da quando è iniziata la partita che urla “coglione” come un mantra buddista e (spoiler alert) lo farà fino al 95esimo.

All’arbitro, a Lafont, a #Spallettiout, al tipo che vende le birre, al tabellone che non si è aggiornato.

Fossimo state più in confidenza, probabilmente l’avrebbe urlato anche a me.

Usciti dalla crisi dei 5 minuti (o dal rehab), le cose si mettono un po’ meglio.

Il tiro di Candreva, il cross di Candreva, Candreva su Biraghi, Candreva che corre.

TONINO PRIMA DONNA.

MITT ESCI DA QUESTO CORPO E TORNATENE IN FRANCIA CHE A NOI ANTONIO COSI’ PROATTIVO SPAVENTA UN PO’.

Insomma, questi 40 minuti si possono riassumere in noi-che-prendiamo-a-pallonate-i-viola-ma-figuriamoci-se-una-entra-per-sbaglio.

Secondo la dura legge dell’Inter, quando va così ci segnano.

Alla fine. Di contropiede.

L’ex.

dimarco esultanza una settimana da dio

 

Ma Candreva al 45esimo salta su come un grillo e chiede un rigore.

TATONE.

Lo vanno a vedere al VAR.

RIGORE. PER NOI.

La mia vicina continua con il suo mantra.

Maurito, freddo quasi come Yuto con il Pordenone, realizza senza troppi problemi.

Sempre lei; “coglioneee”.

Inizio a pensare porti fortuna.


Secondo tempo. I nostri, ovviamente, lasciano la testa negli spogliatoi.

 Eh, ragazzi, DUE TEMPI FATTI BENE VOLETE? E poi, pure il caffè a fine partita?

Ve la faccio breve, ci segna (ovviamente su deviazione, non dirò di chi perché è talmente bello, bravo e simpatico che facciamo tutti finta di non averla vista) quel pendolino impazzito di Chiesa che (ri-spoiler alert) romperà gli zebedei fino alla fine, cadendo, svenendo, tirando, piangendo e implorando pure i fili d’erba.

Classica partita da Inter.

Un prevedibile 1-1 finale e tutti a casa con la gastroINTERite.

NON OGGI PERO’, CARI AMICI.

Lo scugnizzo Danilone decide di infilarla con nonchalanche sul primo palo con una giocata difficilissima che da oggi in poi prova a sbagliare i passaggi elementari e ti faccio saltare la testa con una carabina.

 L’arbitro prima di convalidarlo inizia a parlottare all’auricolare.

EH NO, BASTA.

BASTA.

IL MIO CUORE NON AVREBBE RETTO AD UN ALTRO GOL ANNULLATO.

Convalidato. Grazie Dio, o chi per te.

una settimana da dio d'ambrosio

Cinque (INFINITI) minuti di recupero.

Ehi, @inter, al posto che fare concorsi e mettere in palio viaggi in aereo con la squadra, cosa ne pensate di alzare la posta e mettere delle visite dal cardiologo?

Più che una trasferta a noi servirebbe controllare le coronarie.

 

Quando mi chiederanno cosa voglia dire essere interista, risponderò che l’interista, al 90esimo sul 2-1, non incita la squadra a perdere tempo, perché è talmente sicuro del gol degli avversari che pensa già a dover fare il 3-2.

 

MA NON OGGI.

 In questa settimana essere interisti è stato un onore.

Siamo pronti a ripiombare nella CRISI.

Ma è stato bello finché è durato.

 Ah, a fine partita ho incontrato la mia vicina sulle scale. Sorrideva e stava in silenzio.

 

Una settimana da Dio

A questa partita, noi tifosi, siamo arrivati già stanchi.

In soli 10 giorni Parma, Tottenham e Sampdoria.

Che fatica.

Sugli spalti ci guardiamo tutti un po’ confusi.

 

Scusa, che tu sappia, siamo ancora in crisi?”

“Ma io in verità non ho nemmeno capito perché ci abbiano annullato il gol di Nainggolan.”

“Ok, a posto.”

“Comunque, secondo me, siamo in crisi-campionato ma non in crisi-Champions.”

 

Per i primi cinque minuti vedo 11 riproduzioni fedeli di Macaulay Culkin passeggiare perse per il capo.

A voi decidere se il Culkin perso e spaventato in ‘Mamma ho perso l’aereo’ o il Culkin qualche anno dopo in terapia riabilitativa per l’eroina.

Fatto sta che Mirallas al 4’ prende palo, ecchecazzo.

una settimana da dio vecino
La manifestazione fenomenica del Vecino-Culkin

Oggi ho una nuova vicina di posto.

È da quando è iniziata la partita che urla “coglione” come un mantra buddista e (spoiler alert) lo farà fino al 95esimo.

All’arbitro, a Lafont, a #Spallettiout, al tipo che vende le birre, al tabellone che non si è aggiornato.

Fossimo state più in confidenza, probabilmente l’avrebbe urlato anche a me.

Usciti dalla crisi dei 5 minuti (o dal rehab), le cose si mettono un po’ meglio.

Il tiro di Candreva, il cross di Candreva, Candreva su Biraghi, Candreva che corre.

TONINO PRIMA DONNA.

MITT ESCI DA QUESTO CORPO E TORNATENE IN FRANCIA CHE A NOI ANTONIO COSI’ PROATTIVO SPAVENTA UN PO’.

Insomma, questi 40 minuti si possono riassumere in noi-che-prendiamo-a-pallonate-i-viola-ma-figuriamoci-se-una-entra-per-sbaglio.

Secondo la dura legge dell’Inter, quando va così ci segnano.

Alla fine. Di contropiede.

L’ex.

dimarco esultanza una settimana da dio

 

Ma Candreva al 45esimo salta su come un grillo e chiede un rigore.

TATONE.

Lo vanno a vedere al VAR.

RIGORE. PER NOI.

La mia vicina continua con il suo mantra.

Maurito, freddo quasi come Yuto con il Pordenone, realizza senza troppi problemi.

Sempre lei; “coglioneee”.

Inizio a pensare porti fortuna.


Secondo tempo. I nostri, ovviamente, lasciano la testa negli spogliatoi.

 Eh, ragazzi, DUE TEMPI FATTI BENE VOLETE? E poi, pure il caffè a fine partita?

Ve la faccio breve, ci segna (ovviamente su deviazione, non dirò di chi perché è talmente bello, bravo e simpatico che facciamo tutti finta di non averla vista) quel pendolino impazzito di Chiesa che (ri-spoiler alert) romperà gli zebedei fino alla fine, cadendo, svenendo, tirando, piangendo e implorando pure i fili d’erba.

Classica partita da Inter.

Un prevedibile 1-1 finale e tutti a casa con la gastroINTERite.

NON OGGI PERO’, CARI AMICI.

Lo scugnizzo Danilone decide di infilarla con nonchalanche sul primo palo con una giocata difficilissima che da oggi in poi prova a sbagliare i passaggi elementari e ti faccio saltare la testa con una carabina.

 L’arbitro prima di convalidarlo inizia a parlottare all’auricolare.

EH NO, BASTA.

BASTA.

IL MIO CUORE NON AVREBBE RETTO AD UN ALTRO GOL ANNULLATO.

Convalidato. Grazie Dio, o chi per te.

una settimana da dio d'ambrosio

Cinque (INFINITI) minuti di recupero.

Ehi, @inter, al posto che fare concorsi e mettere in palio viaggi in aereo con la squadra, cosa ne pensate di alzare la posta e mettere delle visite dal cardiologo?

Più che una trasferta a noi servirebbe controllare le coronarie.

 

Quando mi chiederanno cosa voglia dire essere interista, risponderò che l’interista, al 90esimo sul 2-1, non incita la squadra a perdere tempo, perché è talmente sicuro del gol degli avversari che pensa già a dover fare il 3-2.

 

MA NON OGGI.

 In questa settimana essere interisti è stato un onore.

Siamo pronti a ripiombare nella CRISI.

Ma è stato bello finché è durato.

 Ah, a fine partita ho incontrato la mia vicina sulle scale. Sorrideva e stava in silenzio.

 

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