02/05/2022

Udinese – Inter, il pagellone della quartultima spiaggia

HANDANOVIC 7 – Ad ogni intervento controllo che la schiena stia a posto, pronto a lanciargli un Voltaren dal divano. Samir non fa una piega, allora mi sorge il dubbio che a Bologna forse non stesse così male.
“NUN E’ CHE CI HAI COJONATO, LI MORTACCI TUA?”
scusate, Mr. Farris si era momentaneamente impossessato della tastiera.
Nel dubbio non possiamo non notare che dà sicurezza alla difesa, gioca con i piedi divinamente, e compie un mezzo miracolo sulla punizione di Deulofeu, tra l’altro rischiando di infortunarsi di nuovo.
Insomma, Samir is back.
Teniamocelo stretto.

SKRINIAR 6.5 – Prima annulla Success, poi Pussetto. Come al solito una diga davanti a Samir. Non passa nemmeno Deulofeu al 70’, ma perchè Skri lo tira giù.
Chiffi, che era riuscito a non accorgersi del rigore sul Cigno, quando si tratta dei nostri falli ha la vista da falco e fischia la punizione da cui nascerà il gol di Pussetto.
E’ l’unica macchia della sua prestazione, ma noi che putroppo dobbiamo essere inflessibili come Chiffi, dobbiamo annotarla e una volta inserita nel cervellone che sforna i voti del Pagellone, il risultato è inequivocabile.
6 e mezzo, Skri, stacce.
Facciamo che contro l’Empoli fai una bella doppietta e rimettiamo tutto a posto.

DE VRIJ 7 – Ritorna a giocare in tranquillità ed a dirigere la difesa come ai bei tempi (quali bei tempi? Era un trabocchetto, cari Ranocchietti, tutti i tempi sono belli quando c’è Stefanone!), pronto a mettere il gambone di traverso quando le cose si fanno complicate.
Cioè negli ultimi 25 minuti di gioco, prima che los dos pollos hermanos chilenos comincino a giocare a ridosso della bandierina del corner.
Mentre il caos scoppia nei pressi della nostra area di rigore, Stefanone resta sempre calmo e ci dà altri 270 minuti di speranza.
O di ansia, a seconda dei punti di vista.

DIMARCO 7.5 – Vi ho sentiti all’annuncio delle formazioni: “Come, di nuovo Dimarco titolare? Ma vogliamo ripetere sempre gli stessi errori?”.
Ed in effetti, vedendo la differenza di stazza tra il nostro Fede e Success (ad occhio e croce, rapporto 1 a 3), pure io ho sudato freddo. Poi per fortuna il buon Isaac ha un guaio muscolare ed è costretto ad uscire, e lì ho ricominciato a respirare. Respira pure Dima, che è protagonista della solita partita generosa, tutta corsa e cross, condita dall’assist vincente per Perry.
Lui e Brozo sono gli interpreti dello splendido schema su calcio d’angolo: praticamente Dima ed Epic sono entrambi sulla bandierina, Brozo finge di battere, ma poi si stacca e batte Fede. Non è geniale?
Così geniale che l’hanno ripetuto almeno 5 volte.
Uguale ogni volta.
Con Farris orgoglioso dalla panchina che gongolava:
AHO’, GLIEL’HO INSEGNATO IO!

DARMIAN 6.5 – Passano le ere geologiche, finisce pure Don Matteo sostituito da Raoul Bova, ma Padre Darmy resta sempre lì, affidabile ogni volta che viene chiamato in causa.
Che si tratti di recuperare palla, inseguire quell’indemoniato di Udogie per esorcizzarlo a dovere o mettere cross in mezzo, Darmy è come il suo ciuffo: non si scompone mai.
Potremmo mandarlo in missione speciale a Verona, ad infondere parole di coraggio alla banda di quel rinnegato di Tudor e convincere il Cholito ed Ilic ad offrirsi in sacrificio per noi.
E’ per una ottima causa, non vorrete mica far vincere il titolo ai seguaci di Satana?

BARELLA 7.5 – Oggi che la Cialda non è disponibile, a Mbare tocca fare il doppio dei chilometri, proporsi sempre in contropiede pur sapendo di venire ignorato al momento dell’ultimo passaggio, e poi cominiciare a sbracciare e sbruffare come Brozo comanda.
Nico esegue tutto secondo un copione già stabilito, il suo acuto è un assist al bacio per Lauti da cui nascerà l’azione del rigore.
Dopo aver percorso distanze che sembrano infinite, sente un rumorino al ginocchio, come quando stai guidando e ti accorgi di un rumorino strano che proviene dal vano motore (che a volte “è troppo vano e poco motore”, come cantavano gli Elii) e subito dopo si accendono settecento spie in spazi del cruscotto che non pensavi fosse possibile illuminare.
Fatto sta che Mbare è costretto ad uscire, ora pare che non sia niente di grave, ma diceva così pure il mio meccanico prima che si bruciasse la frizione.
Insomma, anche il reparto infermeria non smette di riservarci sorprese e darci quella fantastica ed immancabile ansia da fine stagione.

BROZOVIC 6.5 – Anche oggi Epic è un po’ meno epic del solito, sarà che le partite contro Spezia e Roma ci avevano regalato anche un Brozo goleador, mentre le ultime due ce ne restituiscono uno un poco più normale, per quanto si possa definire normale Marcellone nostro. E’ costretto a destreggiarsi nel traffico del centrocampo friulano, e lo fa con la solita maestria.
Poi ad un certo punto RG5 gli detta un passaggio, e pochi secondi dopo pretende di guidare lui il gioco. Brozo è stato in procinto di lanciare una di quelle maledizioni croate che avrebbero fatto scendere giù anche Nostra Signora di Spalato, ma è bastato uno sguardo di Padre Darmy per evitare l’irreparabile.
Il nostro Epic però si è intristito ed a cominciato a sbracciare disperato “Vabbè, dai, ma Gaglia no...”

GAGLIARDINI 6.5 – Il dominatore di metacampo è lui, e dopo il sombrero nella partita contro la Roma si produce in altri interventi ai limiti dell’epicità, al punto che pure Mr. Simo e Mr Farris si guardano in panca e controllano che sia proprio lui in campo.
Nel secondo tempo libera con un colpo di testa Dzeko, per quello che sarebbe stato un 3 a 0 facile facile. Ma non era scritto nel nostro destino di vivere una partita tranquilla (quando mai, del resto?).
Esce tra i complimenti di Farris (E vai, Robbi, nun te sei manco fatto ammonì!), e pure tra i rimpianti, se ripensiamo alla prestazione di chi l’ha sostituito (un indizio: comincia per V e finisce per dal).

PERISIC 8.5 – Al terzo gol di testa da corner, al secondo consecutivo nei primi minuti di gioco, Perry andrebbe celebrato come il campione che è e blindato con un RINNOV a vita.
Eppure, non nascondiamoci, siamo così ansiosi che quasi nessuno ha esultato dopo il suo gol, perchè avevamo negli occhi ancora le immagini di Bologna e certi traumi è difficile superarli.
Ci meriteremmo tutti uno schiaffo sul collo, come quelli che il nostro eroe distribuisce equamente tra i suoi compagni di squadra per richiamarli alla concentrazione.
Ma Perry, nella sua magnanimità, non si cura di questi particolari, continua a fare su e giù sulla fascia sinistra annullando sia Molina che Soppy (uno di quei MITT con le treccine con un nome da manga giapponese, schierati appositamente per terrorizzarci).
Dovrebbe uscire nel finale per far posto a Gosens, ma poi la rotula di Mbare decide di andare a fare una gita fuori porta e Perry continua ad arare la fascia senza battere ciglio.
Fosse per lui, sarebbe andato avanti altri 100 minuti.

DZEKO 6 – Cari Ranocchietti più giovani, dovete sapere che un tempo c’era un attaccante molto forte che si chiamava Ciccio Graziani (poi sarebbe finito in un orrendo programma Mediaset, ma questa è un’altra storia che non vogliamo raccontare oggi). Graziani vinse due scudetti in carriera, con Torino e Roma, più un Mondiale nell’82. Tutti lo amavano.
Arrivò a fine carriera, a metà degli anni 80, e le sue prestazioni inevitabilmente diminuirono di qualità.
Però i giornalisti gli volevano troppo bene, ed allora nei loro giudizi scrivevano “Graziani generoso” per delicatezza.
Ecco, tutto questo papello di introduzione per dire che la partita di Edin è stata “generosa”. Perchè anche se è con noi solo da poco, vogliamo un gran bene al nostro Cigno.

LAUTARO 6.5 –
“Torito, dobbiamo fa un discorsetto io e te”
“Me dica, Mr. Farris”
“Allora, chi li batte i rigori?”
“Calhanoglu”
“E allora perchè l’hai battuto tu co l’Udinese?”
“Porquè Calha era suspendido”
“E nun lo potevi fa batte a Perisic?”
“Ma Perry aveva già siglato de cabeza”
“E CHE VOR DI?”
“Està la clausola nueve, si uno sigla de cabeza non puede battere penàl!”
“Te stai a ‘nventà le regole, Torito. Comunque mo mettemo na regoletta nueva, Lautà. La chiamiamo regoletta diez, come el numero tuo. Si tu batti ancora un penàl, te vengo a piglià a te e a tutti li mortacci tua da aquì fino a Bahia Blanca! Claro?”

VIDAL e SANCHEZ 7 (cumulativo) – Venghino siòre e siòri, Los Pollos Hermanos Chilenos si esibiscono tutte le settimane nei pressi della bandierina del calcio d’angolo di tutti gli stadi. Ideali per quando dovete perdere tempo nei finali di partita. Non sporcano e si puliscono da soli. Alimentati a reggaeton.
Tenere lontano dalla portata dei bambini ma soprattutto dalla propria area di rigore.
Elevato rischio di retropassaggi ad minchiam.
Usare con cautela sotto la supervisione di Farris.
Aut. Min. Con.

CORREA meglio di no – Ho fatto voto oggi di non dare voti al di sotto della sufficienza, ed allora non parlerò della prestazione della Lontra. Solo che dovrei riempire questo spazio del pagellone e non so bene cosa scrivere.
Ah sì, pare che su Amazon si trovino dei dispositivi che ti permettono di accorgerti quando un tuo compagno è in fuorigioco. La leggenda narra che siano un’invenzione cinese di migliaia di anni fa.
Pare li chiamino occhiali. Fossi in Inzaghi ne comprerei un paio, poi veda lui a chi vuole regalarli.

D’AMBROSIO 6.5 – Non vorremmo degradare The Immortal al ruolo di amuleto, ma piuttosto esaltarne le qualità: quando DD33 entra in campo ci sentiamo tutti più tranquilli.
Basta un suo “Uè Uagliò!” per rimettere i compagni in riga e condurli al porto sicuro della quartultima spiaggia.

VECINO 1000 – E’ lui il nostro MVP. Entra e dopo trenta secondi si fa ammonire.
Cosa chiedere di più alla vita?
Ok, dico, a parte un centrocampista nuovo.

MISTER SIMO 7 – Lo vediamo invecchiato, povera stella che rincorre la seconda stella.
Avrebbe bisogno di un po’ di riposo, ma sa che non è il momento.
Del resto è il contrappasso per essere stato uno dei protagonisti del 5 maggio di vent’anni fa, essere costretto a rivivere le stesse ansie a paure dall’altra parte.
Poi guarda i suoi uomini e capisce che sarebbero pronti a dare via la vita per lui, ok non esageriamo, diciamo 1000 contatti IG. Vidal potrebbe addirittura rinunciare a fare un paio di quelle storie che tutti bramiamo.
Simo pensa a tutto questo e quasi si commuove, poi guarda Farris e gli fa: “Mah, pensiamo alla partita co l’Empoli che è mejo”.









Udinese – Inter, il pagellone della quartultima spiaggia

HANDANOVIC 7 – Ad ogni intervento controllo che la schiena stia a posto, pronto a lanciargli un Voltaren dal divano. Samir non fa una piega, allora mi sorge il dubbio che a Bologna forse non stesse così male.
“NUN E’ CHE CI HAI COJONATO, LI MORTACCI TUA?”
scusate, Mr. Farris si era momentaneamente impossessato della tastiera.
Nel dubbio non possiamo non notare che dà sicurezza alla difesa, gioca con i piedi divinamente, e compie un mezzo miracolo sulla punizione di Deulofeu, tra l’altro rischiando di infortunarsi di nuovo.
Insomma, Samir is back.
Teniamocelo stretto.

SKRINIAR 6.5 – Prima annulla Success, poi Pussetto. Come al solito una diga davanti a Samir. Non passa nemmeno Deulofeu al 70’, ma perchè Skri lo tira giù.
Chiffi, che era riuscito a non accorgersi del rigore sul Cigno, quando si tratta dei nostri falli ha la vista da falco e fischia la punizione da cui nascerà il gol di Pussetto.
E’ l’unica macchia della sua prestazione, ma noi che putroppo dobbiamo essere inflessibili come Chiffi, dobbiamo annotarla e una volta inserita nel cervellone che sforna i voti del Pagellone, il risultato è inequivocabile.
6 e mezzo, Skri, stacce.
Facciamo che contro l’Empoli fai una bella doppietta e rimettiamo tutto a posto.

DE VRIJ 7 – Ritorna a giocare in tranquillità ed a dirigere la difesa come ai bei tempi (quali bei tempi? Era un trabocchetto, cari Ranocchietti, tutti i tempi sono belli quando c’è Stefanone!), pronto a mettere il gambone di traverso quando le cose si fanno complicate.
Cioè negli ultimi 25 minuti di gioco, prima che los dos pollos hermanos chilenos comincino a giocare a ridosso della bandierina del corner.
Mentre il caos scoppia nei pressi della nostra area di rigore, Stefanone resta sempre calmo e ci dà altri 270 minuti di speranza.
O di ansia, a seconda dei punti di vista.

DIMARCO 7.5 – Vi ho sentiti all’annuncio delle formazioni: “Come, di nuovo Dimarco titolare? Ma vogliamo ripetere sempre gli stessi errori?”.
Ed in effetti, vedendo la differenza di stazza tra il nostro Fede e Success (ad occhio e croce, rapporto 1 a 3), pure io ho sudato freddo. Poi per fortuna il buon Isaac ha un guaio muscolare ed è costretto ad uscire, e lì ho ricominciato a respirare. Respira pure Dima, che è protagonista della solita partita generosa, tutta corsa e cross, condita dall’assist vincente per Perry.
Lui e Brozo sono gli interpreti dello splendido schema su calcio d’angolo: praticamente Dima ed Epic sono entrambi sulla bandierina, Brozo finge di battere, ma poi si stacca e batte Fede. Non è geniale?
Così geniale che l’hanno ripetuto almeno 5 volte.
Uguale ogni volta.
Con Farris orgoglioso dalla panchina che gongolava:
AHO’, GLIEL’HO INSEGNATO IO!

DARMIAN 6.5 – Passano le ere geologiche, finisce pure Don Matteo sostituito da Raoul Bova, ma Padre Darmy resta sempre lì, affidabile ogni volta che viene chiamato in causa.
Che si tratti di recuperare palla, inseguire quell’indemoniato di Udogie per esorcizzarlo a dovere o mettere cross in mezzo, Darmy è come il suo ciuffo: non si scompone mai.
Potremmo mandarlo in missione speciale a Verona, ad infondere parole di coraggio alla banda di quel rinnegato di Tudor e convincere il Cholito ed Ilic ad offrirsi in sacrificio per noi.
E’ per una ottima causa, non vorrete mica far vincere il titolo ai seguaci di Satana?

BARELLA 7.5 – Oggi che la Cialda non è disponibile, a Mbare tocca fare il doppio dei chilometri, proporsi sempre in contropiede pur sapendo di venire ignorato al momento dell’ultimo passaggio, e poi cominiciare a sbracciare e sbruffare come Brozo comanda.
Nico esegue tutto secondo un copione già stabilito, il suo acuto è un assist al bacio per Lauti da cui nascerà l’azione del rigore.
Dopo aver percorso distanze che sembrano infinite, sente un rumorino al ginocchio, come quando stai guidando e ti accorgi di un rumorino strano che proviene dal vano motore (che a volte “è troppo vano e poco motore”, come cantavano gli Elii) e subito dopo si accendono settecento spie in spazi del cruscotto che non pensavi fosse possibile illuminare.
Fatto sta che Mbare è costretto ad uscire, ora pare che non sia niente di grave, ma diceva così pure il mio meccanico prima che si bruciasse la frizione.
Insomma, anche il reparto infermeria non smette di riservarci sorprese e darci quella fantastica ed immancabile ansia da fine stagione.

BROZOVIC 6.5 – Anche oggi Epic è un po’ meno epic del solito, sarà che le partite contro Spezia e Roma ci avevano regalato anche un Brozo goleador, mentre le ultime due ce ne restituiscono uno un poco più normale, per quanto si possa definire normale Marcellone nostro. E’ costretto a destreggiarsi nel traffico del centrocampo friulano, e lo fa con la solita maestria.
Poi ad un certo punto RG5 gli detta un passaggio, e pochi secondi dopo pretende di guidare lui il gioco. Brozo è stato in procinto di lanciare una di quelle maledizioni croate che avrebbero fatto scendere giù anche Nostra Signora di Spalato, ma è bastato uno sguardo di Padre Darmy per evitare l’irreparabile.
Il nostro Epic però si è intristito ed a cominciato a sbracciare disperato “Vabbè, dai, ma Gaglia no...”

GAGLIARDINI 6.5 – Il dominatore di metacampo è lui, e dopo il sombrero nella partita contro la Roma si produce in altri interventi ai limiti dell’epicità, al punto che pure Mr. Simo e Mr Farris si guardano in panca e controllano che sia proprio lui in campo.
Nel secondo tempo libera con un colpo di testa Dzeko, per quello che sarebbe stato un 3 a 0 facile facile. Ma non era scritto nel nostro destino di vivere una partita tranquilla (quando mai, del resto?).
Esce tra i complimenti di Farris (E vai, Robbi, nun te sei manco fatto ammonì!), e pure tra i rimpianti, se ripensiamo alla prestazione di chi l’ha sostituito (un indizio: comincia per V e finisce per dal).

PERISIC 8.5 – Al terzo gol di testa da corner, al secondo consecutivo nei primi minuti di gioco, Perry andrebbe celebrato come il campione che è e blindato con un RINNOV a vita.
Eppure, non nascondiamoci, siamo così ansiosi che quasi nessuno ha esultato dopo il suo gol, perchè avevamo negli occhi ancora le immagini di Bologna e certi traumi è difficile superarli.
Ci meriteremmo tutti uno schiaffo sul collo, come quelli che il nostro eroe distribuisce equamente tra i suoi compagni di squadra per richiamarli alla concentrazione.
Ma Perry, nella sua magnanimità, non si cura di questi particolari, continua a fare su e giù sulla fascia sinistra annullando sia Molina che Soppy (uno di quei MITT con le treccine con un nome da manga giapponese, schierati appositamente per terrorizzarci).
Dovrebbe uscire nel finale per far posto a Gosens, ma poi la rotula di Mbare decide di andare a fare una gita fuori porta e Perry continua ad arare la fascia senza battere ciglio.
Fosse per lui, sarebbe andato avanti altri 100 minuti.

DZEKO 6 – Cari Ranocchietti più giovani, dovete sapere che un tempo c’era un attaccante molto forte che si chiamava Ciccio Graziani (poi sarebbe finito in un orrendo programma Mediaset, ma questa è un’altra storia che non vogliamo raccontare oggi). Graziani vinse due scudetti in carriera, con Torino e Roma, più un Mondiale nell’82. Tutti lo amavano.
Arrivò a fine carriera, a metà degli anni 80, e le sue prestazioni inevitabilmente diminuirono di qualità.
Però i giornalisti gli volevano troppo bene, ed allora nei loro giudizi scrivevano “Graziani generoso” per delicatezza.
Ecco, tutto questo papello di introduzione per dire che la partita di Edin è stata “generosa”. Perchè anche se è con noi solo da poco, vogliamo un gran bene al nostro Cigno.

LAUTARO 6.5 –
“Torito, dobbiamo fa un discorsetto io e te”
“Me dica, Mr. Farris”
“Allora, chi li batte i rigori?”
“Calhanoglu”
“E allora perchè l’hai battuto tu co l’Udinese?”
“Porquè Calha era suspendido”
“E nun lo potevi fa batte a Perisic?”
“Ma Perry aveva già siglato de cabeza”
“E CHE VOR DI?”
“Està la clausola nueve, si uno sigla de cabeza non puede battere penàl!”
“Te stai a ‘nventà le regole, Torito. Comunque mo mettemo na regoletta nueva, Lautà. La chiamiamo regoletta diez, come el numero tuo. Si tu batti ancora un penàl, te vengo a piglià a te e a tutti li mortacci tua da aquì fino a Bahia Blanca! Claro?”

VIDAL e SANCHEZ 7 (cumulativo) – Venghino siòre e siòri, Los Pollos Hermanos Chilenos si esibiscono tutte le settimane nei pressi della bandierina del calcio d’angolo di tutti gli stadi. Ideali per quando dovete perdere tempo nei finali di partita. Non sporcano e si puliscono da soli. Alimentati a reggaeton.
Tenere lontano dalla portata dei bambini ma soprattutto dalla propria area di rigore.
Elevato rischio di retropassaggi ad minchiam.
Usare con cautela sotto la supervisione di Farris.
Aut. Min. Con.

CORREA meglio di no – Ho fatto voto oggi di non dare voti al di sotto della sufficienza, ed allora non parlerò della prestazione della Lontra. Solo che dovrei riempire questo spazio del pagellone e non so bene cosa scrivere.
Ah sì, pare che su Amazon si trovino dei dispositivi che ti permettono di accorgerti quando un tuo compagno è in fuorigioco. La leggenda narra che siano un’invenzione cinese di migliaia di anni fa.
Pare li chiamino occhiali. Fossi in Inzaghi ne comprerei un paio, poi veda lui a chi vuole regalarli.

D’AMBROSIO 6.5 – Non vorremmo degradare The Immortal al ruolo di amuleto, ma piuttosto esaltarne le qualità: quando DD33 entra in campo ci sentiamo tutti più tranquilli.
Basta un suo “Uè Uagliò!” per rimettere i compagni in riga e condurli al porto sicuro della quartultima spiaggia.

VECINO 1000 – E’ lui il nostro MVP. Entra e dopo trenta secondi si fa ammonire.
Cosa chiedere di più alla vita?
Ok, dico, a parte un centrocampista nuovo.

MISTER SIMO 7 – Lo vediamo invecchiato, povera stella che rincorre la seconda stella.
Avrebbe bisogno di un po’ di riposo, ma sa che non è il momento.
Del resto è il contrappasso per essere stato uno dei protagonisti del 5 maggio di vent’anni fa, essere costretto a rivivere le stesse ansie a paure dall’altra parte.
Poi guarda i suoi uomini e capisce che sarebbero pronti a dare via la vita per lui, ok non esageriamo, diciamo 1000 contatti IG. Vidal potrebbe addirittura rinunciare a fare un paio di quelle storie che tutti bramiamo.
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