06/12/2020

Sono Contrariato

Adesso basta. Mobbastaveramenteperòcostotrecinquedue.

È già la seconda partita che sono costretto a vedere in cui facciamo tre gol, cazzo bello. In queste due partite abbiamo subito solo un gol. Abbiamo vinto wow, sono estasiato. No. Sono estremamente contrariato. Ognuno è libero di pensare ciò che meglio sia giusto, ma io sono masochista.

Contro il Sassuolo pensavo si trattasse di un fuoco di paglia, una piccola luce, così tanto per sembrare più altalenanti del solito. Sai ci sta che magari contro una delle tante nostre bestie nere, neroverdi in questo caso, loro si sentano più deboli e facciano una partita al di sotto delle loro possibilità e noi ne approfittiamo. Fa parte anche del nostro DNA, non possiamo mica puntare alla salvezza.

Il problema sorge spontaneo come il sole al mattino, come il divino Jonathan, più splendente che mai. Il problema è… ma che partita abbiamo fatto contro il Bologna? Io ci vivo anche e mi piace, con tutto il rispetto ma non sembravano loro, abbiamo dominato e concesso qualcosina, non so se per natura sadica o per altro. Ma tu, ti sei divertito a vedere l’Inter? Io no.

Sono sveglio dalle 6, non riuscivo a dormire, la mia disapprovazione deve pur essere accolta da qualcuno. Mi guardo allo specchio e sembro Schelotto, devo darmi una sistemata. Mi dirigo verso Milano, zona porta nuova. Mi piazzo sotto la sede dell’Inter e aspetto di vedere qualcuno. Vedo uscire Javier, figurati se questo non lavora di domenica, l’ha fatto per una vita e ora di punto in bianco deve smettere? Impossibile.  Si è sposato di pomeriggio per allenarsi la mattina… personalità.

"Ciao Pupi… sei bellissimo."

"Ciao grasie, tu sçei?"

"Io sono un tifoso interista, posso parlarti qualche minuto?"

"Tengò da fare, ti lasçio la mia mail, escriveme pure."

"Mi dai l’indirizzo di casa? Sai sono un amante delle cose classiche…"

Sorride.

"Escrive, Via del ramo del lago di como, 4, Como, 22100."

"Grazie Pupi."

Sorride e va via, lo guardo come se mi avesse fatto l’elemosina. Pupi mi liquida, però che uomo, mi ha liquidato con classe. Vado ad un edicola e compro una bella busta con un foglio bianco ed una penna, vado nel primo bar che trovo così da poter iniziare a Escivere e riempirmi la pancia con un cappuccino ed un cornetto mentre aspetto con ansia il pagellone di Ranocchiate.

Caro pupi, è una lettera aperta a te in secondo luogo ma prima di tutto alla nostra Inter. Ieri sera c’è stata una partita che non mi ha dato niente, non mi ha fatto emozionare. Ho visto delle grandi giocate. Abbastanza solidità in difesa, centrocampo che funziona, un attacco come si deve. Queste sono tutte belle cose sai, non si vedevano così tante belle cose a San Siro, anche se vuoto, da tanto temo e questa sicuramente è una cosa che fa onore alla società perché si vede che c’è lavoro dietro, l’impegno e la dedizione.

Abbiamo cambiato dirigenti, personale, sede in una nuova struttura superfiga della madonna quanto è alto sto palazzo oh. Scusami le correzioni ma ho un foglio solo. Abbiamo vissuto un periodo di merda buio che non meritavamo, ma forse è servito per farci tenere bene a mente quanto profondo può essere sto pozzo. Siamo tornati in Champions Pupi, avete fatto una bellissima campagna con “a riveder le stelle” e mi sono sentito felice di non dover programmare niente per il martedì o mercoledì che sia perché posso dire che gioca la mia Inter. Però Pupi c’è un problema, non vorrei fare il guastafeste ma questa società mi puzza un po’ di juve e non lo dico solo perché non facciamo altro che portare in società gente come Marotta, Conte e Vidal che per l’amor del cielo sono bravi e sanno fare il loro lavoro Vidal a parte… ma sanno cosa vuol dire Pazza Inter? A me sembrano persone che non sono abituati a soffrire come facciamo noi.

L’altro giorno sono andato a controllare il valore degli organi venduto sul deepweb e il cuore di un tifoso Interista è tra quelli che valgono di più perché sono fra i più resistenti lo sapevi? Secondo me Pupi ci stiamo perdendo in un bicchier d’acqua, ci stiamo concentrando sulla vittoria a tutti i costi, comprando giocatori forti o presumibilmente forti e metterli insieme in uno schema di gioco che costi quel che costi o è così o niente.

Noi non siamo arroganti, noi siamo un mondo di accoglienza, un centro per l’impiego per dei #mitt, la rivincita dei #ripigl, ci innamoriamo facile dei #riscatt e scopriamo subito i nuovi #pigl come degli osservatori navigati. Forse questo linguaggio ti sembrerà strano, ma la ragione vi ha un po’ preso la mano.

Lascia la mano della ragione Pupi, prendi la mano della follia e torniamo a vedere i colori del cielo della notte come sono sempre stati, pazzi esauriti capaci di andare ai rigori contro il Pordenone e di annichilire il Bayern Monaco per 3-2. Quelli capaci di rifilare 3 gol al Barcellona e di soffrire contro il Rubin Kazan. Perdere 3-1 contro il Novara e vincere per la prima volta allo stadium di quelle merde con Straamalo Stramaccioni.

Nessun nuovo giocatore sconosciuto promettente che segna contro di noi, quel cesso di Gagliardini che gioca bene che cosa stavo scrivendo Pupi, capisci come siamo messi? Oddio poi Messi proiettato sul duomo… che figura di merda. Pupi dove sono finite le grigliate degli argentini alla Pinetina che se vola una scintilla prende fuoco mezzo mondo, si sentono solo le urla delle frustate di Gonde.

Dove sono finiti i dirigenti che comprano giocatori non solo per le loro doti ma anche per l’amore verso una squadra, la voglia di rivalsa e l’attaccamento al gioco e non solo ad avere più follower su Instagram e ad avere la bacheca con riconoscimenti personali. Dove sono finite le conferenze stampa in cui difendiamo questi colori, questo stemma, Mourinho ha baciato questi colori… oggi siamo solo in grado di dire che ci vuole più cattiveria e “chissà se la società è dalla mia barde”.

Dove sono finiti quei bidoni clamorosi che ogni volta che giocavano ci mettevamo le mani nei capelli, dove sono finiti tutti i giovani della primavera che dovevano spaccare il mondo ed hanno solo spaccato l’FFP. Noi non dobbiamo essere cinici e cattivi, dobbiamo essere pazzi ed arrivare a vincere dicendo “se non sono morto oggi non muoio più”. Ogni tanto vincere facile ci sta e va più che bene ma così è noioso.

Ieri prima della partita nella diretta con Ranocchiate e Bologna In Europa, Luca scherzando ha detto la formazione dell’Inter dicendo quella del Triplete. Al solo pronunciare di Julio Cesar mi sono messo a piangere. Che poi Hakimi ieri sembrava Maicon è un altro discorso, Luca non ci sei andato così lontano. Quella era una squadra schiaccia-sassi e tu lo sai bene, ma era strapiena di emozioni, le partite vinte da loro erano lacrime, stupore, gioia e rabbia.

Oggi dobbiamo sembrare una cazzo di macchina da guerra senza cuore. Così non ci sto. Se dobbiamo andare in Champions a giocare senza cuore e senza amore per la maglia non voglio giocarci. Preferisco tutta la vita l’Europa League, mandaci i vip della Champions a giocare a Gdansk che non solo non sanno dove cazzo sta ma non sanno neanche come si dice. Oltre il capitano, dopo di te ovviamente, Ranocchia dimmi se c’è qualcun altro che dice che è Interista. E te lo dice apertamente e anche se non gioca, non va via perché è un uomo spogliatoio e capisce quanto è pesante la maglia che indossa.

Voglio uomini/tifosi/calciatori e non solo calciatori. Ultima cosa, la lascio per ultima proprio come fa mister Gonde. Questo è un uomo e si chiama Christian Eriksen. Vorrei ricordare che prima di essere un trequartista che solo noi reputiamo inutile è un uomo e va trattato con rispetto. Fargli fare solo i minuti di recupero in ogni partita è un’offesa bella e buona. Neanche gratuita visto lo stipendio che prende.

Noi non prendiamo in giro nessuno, non venitemi a dire che avete bisogno della rosa lunga quando poi alla fine giocano sempre gli stessi qualcuno ha detto che Gagliardini non si stanca mai? Sogno di imbucarmi nella prossima partita in casa insieme a Mirko Mengozzi, prendere il microfono nel momento esatto in cui sta entrando Eriksen e dire “BUONGIORNO CHRISTIAN, STA NOTTE T’HO SOGNATO NELLA FORMAZIONE TUTTA LA NOTTE, S’ANDAVA SULLA TREQUARTI E C’AVEVI QUELLA TERZA DIVISA CHE TI PIACE TANTO, NON PENSO CHE A TE CHRISTIAN, PENSO SEMPRE A TE E POI…” Mirko corriamo che stanno arrivando i cattivi.

Christian io sono dalla tua parte. Pupi questo è uno sfogo di un Interista qualunque ma ti prego, possiamo tornare pazzi? A Natale abbiamo sempre vissuto una crisi, ora sto vivendo un crisi d’identità perché non vedo crisi, ti prego… torniamo ad essere quelli che eravamo”

Sono Contrariato

Adesso basta. Mobbastaveramenteperòcostotrecinquedue.

È già la seconda partita che sono costretto a vedere in cui facciamo tre gol, cazzo bello. In queste due partite abbiamo subito solo un gol. Abbiamo vinto wow, sono estasiato. No. Sono estremamente contrariato. Ognuno è libero di pensare ciò che meglio sia giusto, ma io sono masochista.

Contro il Sassuolo pensavo si trattasse di un fuoco di paglia, una piccola luce, così tanto per sembrare più altalenanti del solito. Sai ci sta che magari contro una delle tante nostre bestie nere, neroverdi in questo caso, loro si sentano più deboli e facciano una partita al di sotto delle loro possibilità e noi ne approfittiamo. Fa parte anche del nostro DNA, non possiamo mica puntare alla salvezza.

Il problema sorge spontaneo come il sole al mattino, come il divino Jonathan, più splendente che mai. Il problema è… ma che partita abbiamo fatto contro il Bologna? Io ci vivo anche e mi piace, con tutto il rispetto ma non sembravano loro, abbiamo dominato e concesso qualcosina, non so se per natura sadica o per altro. Ma tu, ti sei divertito a vedere l’Inter? Io no.

Sono sveglio dalle 6, non riuscivo a dormire, la mia disapprovazione deve pur essere accolta da qualcuno. Mi guardo allo specchio e sembro Schelotto, devo darmi una sistemata. Mi dirigo verso Milano, zona porta nuova. Mi piazzo sotto la sede dell’Inter e aspetto di vedere qualcuno. Vedo uscire Javier, figurati se questo non lavora di domenica, l’ha fatto per una vita e ora di punto in bianco deve smettere? Impossibile.  Si è sposato di pomeriggio per allenarsi la mattina… personalità.

"Ciao Pupi… sei bellissimo."

"Ciao grasie, tu sçei?"

"Io sono un tifoso interista, posso parlarti qualche minuto?"

"Tengò da fare, ti lasçio la mia mail, escriveme pure."

"Mi dai l’indirizzo di casa? Sai sono un amante delle cose classiche…"

Sorride.

"Escrive, Via del ramo del lago di como, 4, Como, 22100."

"Grazie Pupi."

Sorride e va via, lo guardo come se mi avesse fatto l’elemosina. Pupi mi liquida, però che uomo, mi ha liquidato con classe. Vado ad un edicola e compro una bella busta con un foglio bianco ed una penna, vado nel primo bar che trovo così da poter iniziare a Escivere e riempirmi la pancia con un cappuccino ed un cornetto mentre aspetto con ansia il pagellone di Ranocchiate.

Caro pupi, è una lettera aperta a te in secondo luogo ma prima di tutto alla nostra Inter. Ieri sera c’è stata una partita che non mi ha dato niente, non mi ha fatto emozionare. Ho visto delle grandi giocate. Abbastanza solidità in difesa, centrocampo che funziona, un attacco come si deve. Queste sono tutte belle cose sai, non si vedevano così tante belle cose a San Siro, anche se vuoto, da tanto temo e questa sicuramente è una cosa che fa onore alla società perché si vede che c’è lavoro dietro, l’impegno e la dedizione.

Abbiamo cambiato dirigenti, personale, sede in una nuova struttura superfiga della madonna quanto è alto sto palazzo oh. Scusami le correzioni ma ho un foglio solo. Abbiamo vissuto un periodo di merda buio che non meritavamo, ma forse è servito per farci tenere bene a mente quanto profondo può essere sto pozzo. Siamo tornati in Champions Pupi, avete fatto una bellissima campagna con “a riveder le stelle” e mi sono sentito felice di non dover programmare niente per il martedì o mercoledì che sia perché posso dire che gioca la mia Inter. Però Pupi c’è un problema, non vorrei fare il guastafeste ma questa società mi puzza un po’ di juve e non lo dico solo perché non facciamo altro che portare in società gente come Marotta, Conte e Vidal che per l’amor del cielo sono bravi e sanno fare il loro lavoro Vidal a parte… ma sanno cosa vuol dire Pazza Inter? A me sembrano persone che non sono abituati a soffrire come facciamo noi.

L’altro giorno sono andato a controllare il valore degli organi venduto sul deepweb e il cuore di un tifoso Interista è tra quelli che valgono di più perché sono fra i più resistenti lo sapevi? Secondo me Pupi ci stiamo perdendo in un bicchier d’acqua, ci stiamo concentrando sulla vittoria a tutti i costi, comprando giocatori forti o presumibilmente forti e metterli insieme in uno schema di gioco che costi quel che costi o è così o niente.

Noi non siamo arroganti, noi siamo un mondo di accoglienza, un centro per l’impiego per dei #mitt, la rivincita dei #ripigl, ci innamoriamo facile dei #riscatt e scopriamo subito i nuovi #pigl come degli osservatori navigati. Forse questo linguaggio ti sembrerà strano, ma la ragione vi ha un po’ preso la mano.

Lascia la mano della ragione Pupi, prendi la mano della follia e torniamo a vedere i colori del cielo della notte come sono sempre stati, pazzi esauriti capaci di andare ai rigori contro il Pordenone e di annichilire il Bayern Monaco per 3-2. Quelli capaci di rifilare 3 gol al Barcellona e di soffrire contro il Rubin Kazan. Perdere 3-1 contro il Novara e vincere per la prima volta allo stadium di quelle merde con Straamalo Stramaccioni.

Nessun nuovo giocatore sconosciuto promettente che segna contro di noi, quel cesso di Gagliardini che gioca bene che cosa stavo scrivendo Pupi, capisci come siamo messi? Oddio poi Messi proiettato sul duomo… che figura di merda. Pupi dove sono finite le grigliate degli argentini alla Pinetina che se vola una scintilla prende fuoco mezzo mondo, si sentono solo le urla delle frustate di Gonde.

Dove sono finiti i dirigenti che comprano giocatori non solo per le loro doti ma anche per l’amore verso una squadra, la voglia di rivalsa e l’attaccamento al gioco e non solo ad avere più follower su Instagram e ad avere la bacheca con riconoscimenti personali. Dove sono finite le conferenze stampa in cui difendiamo questi colori, questo stemma, Mourinho ha baciato questi colori… oggi siamo solo in grado di dire che ci vuole più cattiveria e “chissà se la società è dalla mia barde”.

Dove sono finiti quei bidoni clamorosi che ogni volta che giocavano ci mettevamo le mani nei capelli, dove sono finiti tutti i giovani della primavera che dovevano spaccare il mondo ed hanno solo spaccato l’FFP. Noi non dobbiamo essere cinici e cattivi, dobbiamo essere pazzi ed arrivare a vincere dicendo “se non sono morto oggi non muoio più”. Ogni tanto vincere facile ci sta e va più che bene ma così è noioso.

Ieri prima della partita nella diretta con Ranocchiate e Bologna In Europa, Luca scherzando ha detto la formazione dell’Inter dicendo quella del Triplete. Al solo pronunciare di Julio Cesar mi sono messo a piangere. Che poi Hakimi ieri sembrava Maicon è un altro discorso, Luca non ci sei andato così lontano. Quella era una squadra schiaccia-sassi e tu lo sai bene, ma era strapiena di emozioni, le partite vinte da loro erano lacrime, stupore, gioia e rabbia.

Oggi dobbiamo sembrare una cazzo di macchina da guerra senza cuore. Così non ci sto. Se dobbiamo andare in Champions a giocare senza cuore e senza amore per la maglia non voglio giocarci. Preferisco tutta la vita l’Europa League, mandaci i vip della Champions a giocare a Gdansk che non solo non sanno dove cazzo sta ma non sanno neanche come si dice. Oltre il capitano, dopo di te ovviamente, Ranocchia dimmi se c’è qualcun altro che dice che è Interista. E te lo dice apertamente e anche se non gioca, non va via perché è un uomo spogliatoio e capisce quanto è pesante la maglia che indossa.

Voglio uomini/tifosi/calciatori e non solo calciatori. Ultima cosa, la lascio per ultima proprio come fa mister Gonde. Questo è un uomo e si chiama Christian Eriksen. Vorrei ricordare che prima di essere un trequartista che solo noi reputiamo inutile è un uomo e va trattato con rispetto. Fargli fare solo i minuti di recupero in ogni partita è un’offesa bella e buona. Neanche gratuita visto lo stipendio che prende.

Noi non prendiamo in giro nessuno, non venitemi a dire che avete bisogno della rosa lunga quando poi alla fine giocano sempre gli stessi qualcuno ha detto che Gagliardini non si stanca mai? Sogno di imbucarmi nella prossima partita in casa insieme a Mirko Mengozzi, prendere il microfono nel momento esatto in cui sta entrando Eriksen e dire “BUONGIORNO CHRISTIAN, STA NOTTE T’HO SOGNATO NELLA FORMAZIONE TUTTA LA NOTTE, S’ANDAVA SULLA TREQUARTI E C’AVEVI QUELLA TERZA DIVISA CHE TI PIACE TANTO, NON PENSO CHE A TE CHRISTIAN, PENSO SEMPRE A TE E POI…” Mirko corriamo che stanno arrivando i cattivi.

Christian io sono dalla tua parte. Pupi questo è uno sfogo di un Interista qualunque ma ti prego, possiamo tornare pazzi? A Natale abbiamo sempre vissuto una crisi, ora sto vivendo un crisi d’identità perché non vedo crisi, ti prego… torniamo ad essere quelli che eravamo”

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