IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI

YUTO NAGATOMO 6:

Come da tradizione l'estate ci porta un terzino nuovo ma all'inizio della stagione in campo c'è sempre e solo LVI.  Giusto in un paio di situazioni Spalletti pensa "Ma non sarà il caso di provare anche questo Dalb......NO NON È PROPRIO IL CASO LASCIAMO PERDERE."

L'ennesimo terzino sinistro bruciato, ma dopotutto come fai a togliere Naga da quella fascia? La sua simpatia e la totale incapacità nelle diagonali e nelle respinte difensive sono degli elementi imprescindibili che gli regalano l'amore dei tifosi. Soprattutto di quelli asiatici, che si svegliano alle 4 di mattina per seguire in diretta il loro beniamino. Si sa che a quell'ora si è tutti un po' rincoglioniti quindi vai a capire che partite vedono, però dormire con la maglia di Nagatomo per pigiama deve essere proprio una bella emozione.

Purtroppo a un certo punto Yuto perde il posto da titolare al posto di Santon. A poco serve il rigore con tanto di finta su Perilli del Pordenone, inutile anche la super performance in Inter Bells: l'avventura di Yuto si chiude a gennaio.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 1 Ranocchiate

Con l'avvicinarsi dei Mondiali era necessario giocare tanti minuti e vedere Santon dalla panchina non è un bello spettacolo per nessuno. Comunque dite quello che volete ma era l'unico che aveva l'intesa giusta con Perisic. Dopo che è partito lui abbiamo perso Ivan.

Spalletti senza troppe emozioni liquida il giapponese e lo spedisce al Galatasaray, squadra che ha avuto l'onore di ammirare Podolski, Felipe Melo, Sneijder e adesso anche il buon Naga. Sono proprio fortunati sul Bosforo.

A Istanbul Yuto ovviamente ci mette pochissimo a far innamorare tutti di lui.  6 mesi fantastici in cui diventa un idolo dei tifosi e vince anche il campionato turco.

Cazzo quanto ci manchi.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 2 Ranocchiate

Gli sono bastati 6 mesi per vincere più che in 6 anni di Inter.
E ADESSO VAI A VINCERE ANCHE I MONDIALI YUTINO BELLO!

DALBERT 5.5: Non è facile per nessuno essere il terzino sinistro dell'Inter, ma pure Erkin aveva avuto un impatto migliore (Sempre per restare in tema di turchi. Cavoli dovremmo esportare il brand Ranocchiate in turco.)

Il momento più emozionante dell'esperienza di Dalbert in nerazzurro è stato sicuramente quello in cui ancora non era arrivato. Bellissima la sua trattativa col Nizza, a metà tra Centovetrine e Beautiful.

Indimenticabile il momento in cui Sabatini e Ausilio si sono fissati puntandosi il dito e urlando "L'ha comprato lui!". Fatto sta che in un modo o nell'altro Dalbert è arrivato all'Inter e l'unico modo per legittimare i 25 milioni spesi sono state le sue storie su Instagram.

Si è distinto particolarmente per la sua incapacità di andare sul fondo e crossare, per la combo miracolosa compitino + crampi finali, sempre con quell'espressione di chi sta per cacciarsi in un brutto guaio

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 3 Ranocchiate

A modo suo comunque ha contribuito con questo salvataggio sulla linea e in generale non ha fatto grossissimi danni. Insomma se non lo avessimo pagato TUTTI QUEI FOTTUTI SOLDI  in estate a quest'ora non saremmo nemmeno così cattivi con lui.

Pare che adesso sia a un passo dal prestito oneroso al Monaco. Praticamente le opzioni sono due:

A-Fa una stagione della madonna, lo #riscatt a 20 e lo girano subito al Real Madrid per 50
B-Fa una stagione di merda e ce lo ritroviamo sul groppone ancora più scarso di prima.

Si accettano scommesse.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 4 Ranocchiate
Uno dei rari momenti di Dalbert in squadra, prima di essere divorato dal futuro compagno di squadra Higuain.


D'AMBROSIO 7:
Danilo D'Ambrosio si può considerare un emblema del perché non ci siamo qualificati ai mondiali, però zitti zitti in Champions ci andremo. Vincitore del premio "miglior calciatore italiano dell'Inter" (nonostante la concorrenza di Santon, Eder, Gagliardini e Candreva) del premio "Miglior terzino ufficialmente dell'Inter" (Nonostante la concorrenza di Nagatomo, Santon e Dalbert)  e anche del premio "Ti piace vincere facile ponciponcipopopo".

Danilone ha capito che la strategia migliore è mettersi lì e non fare danni, aspettando che qualcun altro la combini più grossa di lui. In questo modo il commento finale è sempre "pensavo peggio dai"

Come quando sembrava che avesse spaccato la faccia a calci a Strakosha e invece aveva pure segnato.

La grinta in campo, il capello pettinato alla Pupi e il sorrisone nelle interviste post gara, gli valgono sicuramente qualcosina in più sul totale finale. Nei momenti decisivi della stagione non ha mai mollato ed è stato sempre un esempio per la sua applicazione.

Potrebbe migliorare nei cross, PERO' SA FARE ANCHE LA PIZZA, COSA VOLETE DI PIU'?

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 5 Ranocchiate

MIRANDA 7:  Iniziare il pagellone con "i nostri momenti preferiti sono quelli in cui tu non ci sei stato" non è certo un bel biglietto da visita, ma speriamo che Joao ci capirà.
La sua stagione è stata di assoluta affidabilità e alla fine anche nei momenti negativi si è concluso tutto con un bel lieto fine. La svirgolata per il gol di Palacio? Gol di #MITT e vinciamo 2-1, infortuni e squalifiche varie? Ci pensa Froggy.
Giocare con Skriniar a fianco è un piacere, ma sapere che hai le spalle coperte da AR13 credo sia la sensazione più bella del mondo. Grazie a questa sicurezza, Miranda ha disputato una stagione di alto livello e ora a 33 anni deve decidere che cosa farne del suo futuro. Ci penserà con calma, dopo il mondiale, ma noi speriamo che accetti di proseguire con noi e andare a occupare un tassello fondamentale nella formazione: prendere il posto di Licha Lopez.

LISANDRO LOPEZ 2: Arriva come quarto difensore su prepotenti richieste della mamma di Spalletti, stanca di vedere Santon adattato e Frog che in quel periodo tra un po' giocava anche con le stampelle.
Nella prima parte di stagione aveva fatto compagnia a Gabigol in tribuna al Benfica, gli aveva parlato benissimo dei seggiolini della panchina dell'Inter facendogli nascere questo desiderio di provarli di persona.
Il buon Lisandro con quel faccione simpatico si è subito fatto benvolere da tutti, ma non da noi. Noi non caschiamo nel suo tranello e sappiamo che dietro quell'aria da socio del club dell'Asado si nasconde un rivale invidiosissimo di Froggy.
Bene ha fatto Ranocchiate a convocare Luciano Spalletti. Quanto accaduto nel secondo tempo di Inter Bologna deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto.

L'esordio, nonché GIUSTAMENTE unica presenza, di Lopez corrisponde a un affronto inspiegabile nei confronti del Sommo. Perché mettere Lisandro e non il Capitano!? Inspiegabile.
Licha viene falciato con un'entrata killer da un bolognese impazzito e da lì in poi non colleziona altre presenze.

MA SALTIAMO DIRETTAMENTE AL GIORNO DOPO LAZIO-INTER: COSA CI FACEVA LICHA A CASA DI ICARDI? Cosa sono queste storie con lui, Wanda Nara, asado, tango e piscina fino all'alba?! Stanno solo festeggiando o stanno tramando un Golpe Argentino contro il VERO CAPITANO?
Possono sembrare solo nostre invenzioni e paranoie, ma potete stare certi che terremo gli occhi aperti. Non ce la racconti giusta Lisandro. Proprio per niente.

DAVIDINO SANTON 3: Apprezziamo la buona volontà ma nel calcio non si gioca ogni domenica contro Cristiano Ronaldo, caro Davide. Sarebbe troppo semplice così. A volte ti può capitare anche il Larsen Strygen di turno.
Ormai scartato dalle visite mediche di mezza Europa e relegato in squadra al ruolo di selfie stick di Gabigol e Joao Mario, Santon viene rispolverato da Spalletti un attimo prima di firmare il contratto a tempo pieno con Inter Legends.
Eccolo così ritrasformato da vecchia gloria a titolare, nonostante la super concorrenza di Nagatomo e Dalbert sulla fascia sinistra. Wow!
Nonostante avesse tradito la fiducia di Mancini, De Boer, Pioli, Vecchi, ottiene la sua grande occasione da titolare, disputando due buone partite contro Atalanta e Sampdoria. Nota bene: buone significa che non fa stronzate ed evita accuratamente di passare la metà campo, mentre Perisic disperatissimo su quella fascia medita brutte cose. Chiedetevi perché é sparito Ivan per metà stagione. Anzi no, non chiedetevelo.
Dispiace perché comunque un paio di belle prestazioni tutto sommato le aveva anche fatte, ed era bello rivederlo così. Ecco alcuni dei suoi migliori momenti della stagione:

Comunque nel bene e nel male riesce a fare il terzino sinistro discretamente, finché un bel giorno non si sveglia e decide di rimediare alle sue buone azioni facendo partire una serie interminabile di cazzate.
Almeno un paio di queste arrivano contro l'Udinese, perdiamo 3-1 malamente in casa, prima sconfitta, Thohir allo stadio, parte la #CRISI INTER. E va beh, coincidenze.
Torniamo poco dopo con la Fiorentina, infortunio del Sommo, entra Davidino. 1-1. Eh va beh, rosa corta, coincidenze.
Poco dopo si gioca contro la Roma. Si perde l'assist di ALISSON, si perde il suo ex compagno di pippate El Shaarawy e buttiamo al vento 2 punti in uno scontro diretto super decisivo. Eh vabbé, sono solo leggende metropolitane, comunque può succedere.
A quel punto anche Spalletti si rompe i coglioni di lui non facendolo più giocare. fa solo qualche piccolo danno in qualche spezzone di gara qua e là, FINO AL FATIDICO MOMENTO DI JUVENTUS INTER.
DOBBIAMO SERIAMENTE RIPARLARNE? DOBBIAMO FARLO? CREDO CHE SIA UNA COSA CHE NON MI PASSERA' PIU' PER IL RESTO DELLA MIA VITA. NE SONO CERTO. UN INCUBO TOTALE.
Punti persi? DIESCI!
Comunque non per fare gli amiconi di tutti ma vedendo l'esperienza di Froggy auguriamo ancora a Davidino di riprendersi e ritornare quello di un tempo. Magari contro CR7, oppure anche no.

LA BUONANIMA DI JOAO CANCELO 7: Arriva in estate alla fine di un'arzigogolata trattativa con il Valenciadimmerda, accolto subito con un bell'ottimismo del tipo "tanto peggio di Kondogbia non può fare".

Arriva in prestito con diritto di #RISCATT che alla fine è un diritto ma soltanto un po' così sulla carta.
Una falsa promessa come il lavoro, la sanità, il Sud, l'istruzione, Federico Bonazzoli, la lotta alla mafia, la raccolta differenziata, il #RISCATT di Cancelo. Alla fine ti guardi intorno e ti chiedi "Ma sarà vero? Non mi pare proprio per niente... tra l'altro 'sto Rafigna dove lo dovevo buttare nel secco o nell'umido?"

In realtà sapevano benissimo che sarebbe potuto accadere soltanto in casi di congiunzione astrale tra Venere, Saturno, Plutone e la costellazione delle Perseidi, quando Candreva fa un gol, la Juve non ruba e YongYong Li paga un bonifico. Possibilità: ZERO.

Però per un po' ce l'hanno raccontata anche come "Dai se andiamo in Champions li riscattiamo", ma alla fine era tutta una scusa per farli impegnare, del tipo "mangia tutte le verdure e ti do il gelato" e invece alla fine un cazzo.

Però ha funzionato. Impegno top davvero.
Le prime settimane c'erano ancora un po' di dubbi, con l'infortunio subito col Portogallo, sta maglia numero 7 che proprio è una sciagura, la vicinanza portoghese con Joao Mario che era troppo bello e lo (ci) distraeva.
Però alla fine pure Cancelo era bellissimo, e di cuori infranti ai Cancelosessuali di tutta Italia ne ha lasciati tantissimi.
Oggetto misterioso per metà campionato, ritorna a pieno titolo quando viene schierato con Pordenone e Sassuolo, nel periodo della crisi nera. In effetti sembra uno un po' troppo effimero, con i dribbling al limite dell'area come se fosse a Gardaland, tanta creatività e poca sostanza. Però siamo andati avanti una vita con terzinidimmerda quindi decidiamo di affezionarci e credere lo stesso in lui.
Grave errore. Mai affezionarsi ai #RISCATT.

Cancelo entra prepotentemente nei cuori di tutti e piano piano impara addirittura un po' di fase difensiva, diventando il prototipo del terzino perfetto. Joao Mario viene anche allontanato al West Ham, così evitiamo quel problema di troppa bellezza che ci abbagliava impedendoci di giocare bene.
Tutto comunque troppo bello per essere vero e infatti nonostante gli hashtag social del #RISCATT, Cancelo è costretto ad andare via dall'Inter.
Ci tocca salutarlo così tristemente con la sua ultima toccante intervista, sperando a metà in un suo miracoloso ritorno, e con quella mezza sensazione paurosa che ce lo ritroveremo contro alla Juve.

MILAN SKRINIAR 10: Un capolavoro, una meraviglia. Non ha mai sbagliato un colpo dalla prima amichevole contro il Trentino Team fino alla festa a Malpensa all'ultima giornata

Possiamo dire che è il giocatore più forte passato dall'Inter negli ultimi anni?

Sempre impeccabile, mentalità e concentrazione da veterano, forza fisica impressionante, fiuto per il gol eccezionale, completo in tutti gli aspetti del gioco

Per distacco il migliore in squadra durante tutto l'arco del campionato.

Ma avrà avuto anche lui un momento di umanità? Avrà sbagliato qualcosina anche lui?

EH

SKRIGNO.

TU SAI A COSA CI RIFERIAMO EH.

MA IN REALTA' ANCHE IN QUEL CASO SEI STATO PERDONATO SUBITO.
WE LOVE YOU. RESTA COSI' PER SEMPRE.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 6 Ranocchiate

ANDREA RANOCCHIA 10 E LODE: Ed ecco Dulcis in Fundo il momento che tutti stavate aspettando, il pagellone del Frog. Ebbene questo pagellone...non lo faccio! Tanto è superfluo. Ranocchia è perfetto.
...
.....

SCHERZONE!  OVVIO CHE SI' INVECE! NESSUNA OCCASIONE È MAI DI TROPPO PER URLARE AL MONDO L'AMORE PER FROGGY.

Questa stagione inizia sotto i migliori auspici per Andrea, che può contare su un supporto eccezionale, da parte di Ranocchiate ma anche da parte di Spalletti che lo difende subito contro un """"tifoso"""" al suo primo allenamento.
È lì che scatta la scintilla. Andrea si allena in maniera silenziosa e strepitosa finché non ottiene il suo primo assaggio di campo, nel finale di Crotone-Inter, ovviamente 0 gol subiti.

La grande occasione arriva a dicembre contro il Chievo, manco a dirlo altra rete inviolata, 5-0 netto che poteva essere ancora più netto se Froggy avesse concretizzato le varie occasioni da gol. Ma lì è il segnale che Andrea c'è eccome.

Dopo la partita ringrazia i tifosi, l'allenatore, diventa il simbolo della rinascita.

Andrea torna titolare anche in coppa italia contro il Pordenone, 0 gol, contro la Lazio, 0 gol, e rimane in campo nonostante una brutta botta subita. Va avanti anche quando non potrebbe più giocare, ma la squadra ha bisogno di lui e si sacrifica.

Nel girone di ritorno c'è il periodo di crisi, così come tocca tutta la squadra ovviamente tocca anche lui. L'autogol di Genova è il momento più sfortunato, un autogol assurdo che sembra davvero uno scherzo del destino, che ancora una volta si accanisce inutilmente contro questo ragazzo.
In altri anni sappiamo tutti come sarebbe andata ma questa volta è diversa. Il sabato seguente si gioca Inter-Benevento, detta così può sembrare banale ma non lo era affatto. Tensione, sofferenza, poi i gol dei due uomini simbolo, Skriniar e proprio Ranocchia.
Quando segna Skriniar Andrea festeggia dentro la porta, come se lo avesse segnato lui il gol. Dopo un po' arriva anche il suo, il giusto premio e risarcimento.
La sterzata giusta al momento giusto. Andrea c'è ancora.

Frog si fa trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa e da capitano vero si afferma come leader dello spogliatoio, riconosciuto da Spalletti e compagni.

Contro l'Udinese torna titolare e trova subito un altro gol.

Infine la partita dell'Olimpico, il suo ingresso nel finale che dà la spinta giusta per afferrare questa qualificazione. Lui solo sa quanto meritata, per tutti gli sforzi e i momenti brutti affrontati. Momenti ai quali però ora non serve più pensare, meglio guardare al futuro con grinta e impazienza. Così tanta impazienza da presentarsi in zona stampa ancora con il completino della partita, troppo forte la voglia di urlare al mondo che ANDREA C'È, ECCOME.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI

YUTO NAGATOMO 6:

Come da tradizione l'estate ci porta un terzino nuovo ma all'inizio della stagione in campo c'è sempre e solo LVI.  Giusto in un paio di situazioni Spalletti pensa "Ma non sarà il caso di provare anche questo Dalb......NO NON È PROPRIO IL CASO LASCIAMO PERDERE."

L'ennesimo terzino sinistro bruciato, ma dopotutto come fai a togliere Naga da quella fascia? La sua simpatia e la totale incapacità nelle diagonali e nelle respinte difensive sono degli elementi imprescindibili che gli regalano l'amore dei tifosi. Soprattutto di quelli asiatici, che si svegliano alle 4 di mattina per seguire in diretta il loro beniamino. Si sa che a quell'ora si è tutti un po' rincoglioniti quindi vai a capire che partite vedono, però dormire con la maglia di Nagatomo per pigiama deve essere proprio una bella emozione.

Purtroppo a un certo punto Yuto perde il posto da titolare al posto di Santon. A poco serve il rigore con tanto di finta su Perilli del Pordenone, inutile anche la super performance in Inter Bells: l'avventura di Yuto si chiude a gennaio.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 7 Ranocchiate

Con l'avvicinarsi dei Mondiali era necessario giocare tanti minuti e vedere Santon dalla panchina non è un bello spettacolo per nessuno. Comunque dite quello che volete ma era l'unico che aveva l'intesa giusta con Perisic. Dopo che è partito lui abbiamo perso Ivan.

Spalletti senza troppe emozioni liquida il giapponese e lo spedisce al Galatasaray, squadra che ha avuto l'onore di ammirare Podolski, Felipe Melo, Sneijder e adesso anche il buon Naga. Sono proprio fortunati sul Bosforo.

A Istanbul Yuto ovviamente ci mette pochissimo a far innamorare tutti di lui.  6 mesi fantastici in cui diventa un idolo dei tifosi e vince anche il campionato turco.

Cazzo quanto ci manchi.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 8 Ranocchiate

Gli sono bastati 6 mesi per vincere più che in 6 anni di Inter.
E ADESSO VAI A VINCERE ANCHE I MONDIALI YUTINO BELLO!

DALBERT 5.5: Non è facile per nessuno essere il terzino sinistro dell'Inter, ma pure Erkin aveva avuto un impatto migliore (Sempre per restare in tema di turchi. Cavoli dovremmo esportare il brand Ranocchiate in turco.)

Il momento più emozionante dell'esperienza di Dalbert in nerazzurro è stato sicuramente quello in cui ancora non era arrivato. Bellissima la sua trattativa col Nizza, a metà tra Centovetrine e Beautiful.

Indimenticabile il momento in cui Sabatini e Ausilio si sono fissati puntandosi il dito e urlando "L'ha comprato lui!". Fatto sta che in un modo o nell'altro Dalbert è arrivato all'Inter e l'unico modo per legittimare i 25 milioni spesi sono state le sue storie su Instagram.

Si è distinto particolarmente per la sua incapacità di andare sul fondo e crossare, per la combo miracolosa compitino + crampi finali, sempre con quell'espressione di chi sta per cacciarsi in un brutto guaio

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 9 Ranocchiate

A modo suo comunque ha contribuito con questo salvataggio sulla linea e in generale non ha fatto grossissimi danni. Insomma se non lo avessimo pagato TUTTI QUEI FOTTUTI SOLDI  in estate a quest'ora non saremmo nemmeno così cattivi con lui.

Pare che adesso sia a un passo dal prestito oneroso al Monaco. Praticamente le opzioni sono due:

A-Fa una stagione della madonna, lo #riscatt a 20 e lo girano subito al Real Madrid per 50
B-Fa una stagione di merda e ce lo ritroviamo sul groppone ancora più scarso di prima.

Si accettano scommesse.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 10 Ranocchiate
Uno dei rari momenti di Dalbert in squadra, prima di essere divorato dal futuro compagno di squadra Higuain.


D'AMBROSIO 7:
Danilo D'Ambrosio si può considerare un emblema del perché non ci siamo qualificati ai mondiali, però zitti zitti in Champions ci andremo. Vincitore del premio "miglior calciatore italiano dell'Inter" (nonostante la concorrenza di Santon, Eder, Gagliardini e Candreva) del premio "Miglior terzino ufficialmente dell'Inter" (Nonostante la concorrenza di Nagatomo, Santon e Dalbert)  e anche del premio "Ti piace vincere facile ponciponcipopopo".

Danilone ha capito che la strategia migliore è mettersi lì e non fare danni, aspettando che qualcun altro la combini più grossa di lui. In questo modo il commento finale è sempre "pensavo peggio dai"

Come quando sembrava che avesse spaccato la faccia a calci a Strakosha e invece aveva pure segnato.

La grinta in campo, il capello pettinato alla Pupi e il sorrisone nelle interviste post gara, gli valgono sicuramente qualcosina in più sul totale finale. Nei momenti decisivi della stagione non ha mai mollato ed è stato sempre un esempio per la sua applicazione.

Potrebbe migliorare nei cross, PERO' SA FARE ANCHE LA PIZZA, COSA VOLETE DI PIU'?

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 11 Ranocchiate

MIRANDA 7:  Iniziare il pagellone con "i nostri momenti preferiti sono quelli in cui tu non ci sei stato" non è certo un bel biglietto da visita, ma speriamo che Joao ci capirà.
La sua stagione è stata di assoluta affidabilità e alla fine anche nei momenti negativi si è concluso tutto con un bel lieto fine. La svirgolata per il gol di Palacio? Gol di #MITT e vinciamo 2-1, infortuni e squalifiche varie? Ci pensa Froggy.
Giocare con Skriniar a fianco è un piacere, ma sapere che hai le spalle coperte da AR13 credo sia la sensazione più bella del mondo. Grazie a questa sicurezza, Miranda ha disputato una stagione di alto livello e ora a 33 anni deve decidere che cosa farne del suo futuro. Ci penserà con calma, dopo il mondiale, ma noi speriamo che accetti di proseguire con noi e andare a occupare un tassello fondamentale nella formazione: prendere il posto di Licha Lopez.

LISANDRO LOPEZ 2: Arriva come quarto difensore su prepotenti richieste della mamma di Spalletti, stanca di vedere Santon adattato e Frog che in quel periodo tra un po' giocava anche con le stampelle.
Nella prima parte di stagione aveva fatto compagnia a Gabigol in tribuna al Benfica, gli aveva parlato benissimo dei seggiolini della panchina dell'Inter facendogli nascere questo desiderio di provarli di persona.
Il buon Lisandro con quel faccione simpatico si è subito fatto benvolere da tutti, ma non da noi. Noi non caschiamo nel suo tranello e sappiamo che dietro quell'aria da socio del club dell'Asado si nasconde un rivale invidiosissimo di Froggy.
Bene ha fatto Ranocchiate a convocare Luciano Spalletti. Quanto accaduto nel secondo tempo di Inter Bologna deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto.

L'esordio, nonché GIUSTAMENTE unica presenza, di Lopez corrisponde a un affronto inspiegabile nei confronti del Sommo. Perché mettere Lisandro e non il Capitano!? Inspiegabile.
Licha viene falciato con un'entrata killer da un bolognese impazzito e da lì in poi non colleziona altre presenze.

MA SALTIAMO DIRETTAMENTE AL GIORNO DOPO LAZIO-INTER: COSA CI FACEVA LICHA A CASA DI ICARDI? Cosa sono queste storie con lui, Wanda Nara, asado, tango e piscina fino all'alba?! Stanno solo festeggiando o stanno tramando un Golpe Argentino contro il VERO CAPITANO?
Possono sembrare solo nostre invenzioni e paranoie, ma potete stare certi che terremo gli occhi aperti. Non ce la racconti giusta Lisandro. Proprio per niente.

DAVIDINO SANTON 3: Apprezziamo la buona volontà ma nel calcio non si gioca ogni domenica contro Cristiano Ronaldo, caro Davide. Sarebbe troppo semplice così. A volte ti può capitare anche il Larsen Strygen di turno.
Ormai scartato dalle visite mediche di mezza Europa e relegato in squadra al ruolo di selfie stick di Gabigol e Joao Mario, Santon viene rispolverato da Spalletti un attimo prima di firmare il contratto a tempo pieno con Inter Legends.
Eccolo così ritrasformato da vecchia gloria a titolare, nonostante la super concorrenza di Nagatomo e Dalbert sulla fascia sinistra. Wow!
Nonostante avesse tradito la fiducia di Mancini, De Boer, Pioli, Vecchi, ottiene la sua grande occasione da titolare, disputando due buone partite contro Atalanta e Sampdoria. Nota bene: buone significa che non fa stronzate ed evita accuratamente di passare la metà campo, mentre Perisic disperatissimo su quella fascia medita brutte cose. Chiedetevi perché é sparito Ivan per metà stagione. Anzi no, non chiedetevelo.
Dispiace perché comunque un paio di belle prestazioni tutto sommato le aveva anche fatte, ed era bello rivederlo così. Ecco alcuni dei suoi migliori momenti della stagione:

Comunque nel bene e nel male riesce a fare il terzino sinistro discretamente, finché un bel giorno non si sveglia e decide di rimediare alle sue buone azioni facendo partire una serie interminabile di cazzate.
Almeno un paio di queste arrivano contro l'Udinese, perdiamo 3-1 malamente in casa, prima sconfitta, Thohir allo stadio, parte la #CRISI INTER. E va beh, coincidenze.
Torniamo poco dopo con la Fiorentina, infortunio del Sommo, entra Davidino. 1-1. Eh va beh, rosa corta, coincidenze.
Poco dopo si gioca contro la Roma. Si perde l'assist di ALISSON, si perde il suo ex compagno di pippate El Shaarawy e buttiamo al vento 2 punti in uno scontro diretto super decisivo. Eh vabbé, sono solo leggende metropolitane, comunque può succedere.
A quel punto anche Spalletti si rompe i coglioni di lui non facendolo più giocare. fa solo qualche piccolo danno in qualche spezzone di gara qua e là, FINO AL FATIDICO MOMENTO DI JUVENTUS INTER.
DOBBIAMO SERIAMENTE RIPARLARNE? DOBBIAMO FARLO? CREDO CHE SIA UNA COSA CHE NON MI PASSERA' PIU' PER IL RESTO DELLA MIA VITA. NE SONO CERTO. UN INCUBO TOTALE.
Punti persi? DIESCI!
Comunque non per fare gli amiconi di tutti ma vedendo l'esperienza di Froggy auguriamo ancora a Davidino di riprendersi e ritornare quello di un tempo. Magari contro CR7, oppure anche no.

LA BUONANIMA DI JOAO CANCELO 7: Arriva in estate alla fine di un'arzigogolata trattativa con il Valenciadimmerda, accolto subito con un bell'ottimismo del tipo "tanto peggio di Kondogbia non può fare".

Arriva in prestito con diritto di #RISCATT che alla fine è un diritto ma soltanto un po' così sulla carta.
Una falsa promessa come il lavoro, la sanità, il Sud, l'istruzione, Federico Bonazzoli, la lotta alla mafia, la raccolta differenziata, il #RISCATT di Cancelo. Alla fine ti guardi intorno e ti chiedi "Ma sarà vero? Non mi pare proprio per niente... tra l'altro 'sto Rafigna dove lo dovevo buttare nel secco o nell'umido?"

In realtà sapevano benissimo che sarebbe potuto accadere soltanto in casi di congiunzione astrale tra Venere, Saturno, Plutone e la costellazione delle Perseidi, quando Candreva fa un gol, la Juve non ruba e YongYong Li paga un bonifico. Possibilità: ZERO.

Però per un po' ce l'hanno raccontata anche come "Dai se andiamo in Champions li riscattiamo", ma alla fine era tutta una scusa per farli impegnare, del tipo "mangia tutte le verdure e ti do il gelato" e invece alla fine un cazzo.

Però ha funzionato. Impegno top davvero.
Le prime settimane c'erano ancora un po' di dubbi, con l'infortunio subito col Portogallo, sta maglia numero 7 che proprio è una sciagura, la vicinanza portoghese con Joao Mario che era troppo bello e lo (ci) distraeva.
Però alla fine pure Cancelo era bellissimo, e di cuori infranti ai Cancelosessuali di tutta Italia ne ha lasciati tantissimi.
Oggetto misterioso per metà campionato, ritorna a pieno titolo quando viene schierato con Pordenone e Sassuolo, nel periodo della crisi nera. In effetti sembra uno un po' troppo effimero, con i dribbling al limite dell'area come se fosse a Gardaland, tanta creatività e poca sostanza. Però siamo andati avanti una vita con terzinidimmerda quindi decidiamo di affezionarci e credere lo stesso in lui.
Grave errore. Mai affezionarsi ai #RISCATT.

Cancelo entra prepotentemente nei cuori di tutti e piano piano impara addirittura un po' di fase difensiva, diventando il prototipo del terzino perfetto. Joao Mario viene anche allontanato al West Ham, così evitiamo quel problema di troppa bellezza che ci abbagliava impedendoci di giocare bene.
Tutto comunque troppo bello per essere vero e infatti nonostante gli hashtag social del #RISCATT, Cancelo è costretto ad andare via dall'Inter.
Ci tocca salutarlo così tristemente con la sua ultima toccante intervista, sperando a metà in un suo miracoloso ritorno, e con quella mezza sensazione paurosa che ce lo ritroveremo contro alla Juve.

MILAN SKRINIAR 10: Un capolavoro, una meraviglia. Non ha mai sbagliato un colpo dalla prima amichevole contro il Trentino Team fino alla festa a Malpensa all'ultima giornata

Possiamo dire che è il giocatore più forte passato dall'Inter negli ultimi anni?

Sempre impeccabile, mentalità e concentrazione da veterano, forza fisica impressionante, fiuto per il gol eccezionale, completo in tutti gli aspetti del gioco

Per distacco il migliore in squadra durante tutto l'arco del campionato.

Ma avrà avuto anche lui un momento di umanità? Avrà sbagliato qualcosina anche lui?

EH

SKRIGNO.

TU SAI A COSA CI RIFERIAMO EH.

MA IN REALTA' ANCHE IN QUEL CASO SEI STATO PERDONATO SUBITO.
WE LOVE YOU. RESTA COSI' PER SEMPRE.

IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE: DIFENSORI 12 Ranocchiate

ANDREA RANOCCHIA 10 E LODE: Ed ecco Dulcis in Fundo il momento che tutti stavate aspettando, il pagellone del Frog. Ebbene questo pagellone...non lo faccio! Tanto è superfluo. Ranocchia è perfetto.
...
.....

SCHERZONE!  OVVIO CHE SI' INVECE! NESSUNA OCCASIONE È MAI DI TROPPO PER URLARE AL MONDO L'AMORE PER FROGGY.

Questa stagione inizia sotto i migliori auspici per Andrea, che può contare su un supporto eccezionale, da parte di Ranocchiate ma anche da parte di Spalletti che lo difende subito contro un """"tifoso"""" al suo primo allenamento.
È lì che scatta la scintilla. Andrea si allena in maniera silenziosa e strepitosa finché non ottiene il suo primo assaggio di campo, nel finale di Crotone-Inter, ovviamente 0 gol subiti.

La grande occasione arriva a dicembre contro il Chievo, manco a dirlo altra rete inviolata, 5-0 netto che poteva essere ancora più netto se Froggy avesse concretizzato le varie occasioni da gol. Ma lì è il segnale che Andrea c'è eccome.

Dopo la partita ringrazia i tifosi, l'allenatore, diventa il simbolo della rinascita.

Andrea torna titolare anche in coppa italia contro il Pordenone, 0 gol, contro la Lazio, 0 gol, e rimane in campo nonostante una brutta botta subita. Va avanti anche quando non potrebbe più giocare, ma la squadra ha bisogno di lui e si sacrifica.

Nel girone di ritorno c'è il periodo di crisi, così come tocca tutta la squadra ovviamente tocca anche lui. L'autogol di Genova è il momento più sfortunato, un autogol assurdo che sembra davvero uno scherzo del destino, che ancora una volta si accanisce inutilmente contro questo ragazzo.
In altri anni sappiamo tutti come sarebbe andata ma questa volta è diversa. Il sabato seguente si gioca Inter-Benevento, detta così può sembrare banale ma non lo era affatto. Tensione, sofferenza, poi i gol dei due uomini simbolo, Skriniar e proprio Ranocchia.
Quando segna Skriniar Andrea festeggia dentro la porta, come se lo avesse segnato lui il gol. Dopo un po' arriva anche il suo, il giusto premio e risarcimento.
La sterzata giusta al momento giusto. Andrea c'è ancora.

Frog si fa trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa e da capitano vero si afferma come leader dello spogliatoio, riconosciuto da Spalletti e compagni.

Contro l'Udinese torna titolare e trova subito un altro gol.

Infine la partita dell'Olimpico, il suo ingresso nel finale che dà la spinta giusta per afferrare questa qualificazione. Lui solo sa quanto meritata, per tutti gli sforzi e i momenti brutti affrontati. Momenti ai quali però ora non serve più pensare, meglio guardare al futuro con grinta e impazienza. Così tanta impazienza da presentarsi in zona stampa ancora con il completino della partita, troppo forte la voglia di urlare al mondo che ANDREA C'È, ECCOME.

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