SOMMER Senza Voto – Senza voto, ma anche senza volto, nel senso che gli attaccanti del Lecce non lo vedono mai, specialmente Cheddira, che passa più tempo steso sul prato che in piedi. In effetti non siamo sicuri che ci fosse Yann in porta ieri sera, c’era la finale di curling e nonostante la Svizzera fosse stata battuta in semifinale, Sommer voleva decisamente assistere allo spettacolo. Del resto, lo tengono senza stipendio da novembre, avrà pure il diritto di svagarsi ogni tanto. Ora, Yann, martedì ci sarebbe il ritorno dei playoff di Champions; se ti va di giocare ci farebbe piacere, ma se preferisci andare a vedere Taremi a Leverkusen, fai pure.
BISTECCONE 7 – Partita dominante di Bisteccone, nonostante dalle sue parti girasse gente come Sottil prima e Banda dopo, e storicamente abbiamo problemi con le mezze punte veloci dai tempi di Rui Barros e Hassler. Sempre più spesso si porta ormai in avanti in un processo di Bastonizzazione che culminerà con una simulazione che deciderà in corso di una partita. A questo punto speriamo nel derby di marzo.
DE VRJI 6 – Dietro quell’aria da umarell si nasconde un difensore dai poteri soprannaturali, come quello di prevedere il futuro: sapeva che avrebbe segnato Akanji e allora si è fatto ammonire subito accontentando anche Cheddira che continuava a spalmarsi per terra. Poi con i suoi raggi fotonici ha diretto nell’iperspazio un paio di tiri di Ramadani, che con Sommer in porta non si sa mai. Siccome Chivu non si decideva a cambiarlo, ha dovuto ricorrere al potere più grande: ha simulato un colpo della strega mentre difendeva su un cross con le mani dietro la schiena. A quel punto il mister ha abboccato. Sulle simulazioni ormai non ci batte nessuno.
BASTO 6.5 – Continua il percorso di redenzione di Basto: dopo le scuse pubbliche, è passato alla pubblica umiliazione sotto i fischi dei concittadini di AnDonio. Seguiranno scudisciate da parte di Sabatini ed omelie sul calcio onesto di Chiellini. Ah no, quella parte l’hanno già anticipata gli socloriti, sempre un passo avanti, come la scelta di giocare ieri nella maglia che meglio li caratterizza. Invece della grazia a Kalulu, avrebbero potuto chiedere a Gravina la possibilità di utilizzare una numerazione più consona, tipo 176-761. Zio Gravy gliela avrebbe concessa di sicuro.
GIGI 5.5 – Comincia alla grande, con un’occasione da gol nei primi minuti, poi piano piano si spegne. Pare che sia vittima della temibile Sindrome di Vrsaljiko, che gli impedisce di arrivare sul fondo e crossare. Non ti preoccupare, Gigi: anche Fifino ne ha sofferto, poi è bastato cambiare un paio di fusibili. Nel tuo caso, però, mi sa che è la centralina.
SUCIC 5.5 – Sarà che era ancora scosso dall’esperienza artica, ma Petar ieri ha giocato con i piedi di piombo (non nel senso di Pio Esposito, purtroppo). In effetti il terreno di via del Mare ha quell’effetto ondulatorio che si è creato naturalmente, mentre i norvegesi devono ingegnarsi al momento di stendere il panno da Subbuteo che si ritrovano.
PIOTR 7 – Torna Zielu a centrocampo e tutto ricomincia a funzionare: il pallone circola velocemente, le punte si muovono (ok, Tikus non tantissimo), gli esterni si svorappongono, i centrali si inseriscono, le mezzali si propongono, il Frecciarossa per Milano parte in orario, gli ospedali smaltiscono la fila, le Poste smaltiscono gli arretrati, Pardo smaltisce una decina di chili. Tra una decina d’anni facciamolo assessore.
FRATMA 6 – Nel primo tempo gioca quasi bene, dandoci la sensazione di aver magari esagerato con il Primitivo di Manduria, poi ritorna ai suoi livelli stagionali, convincendoci che è il caso di esagerare con il Primitivo di Manduria.
DIMA 7.5 – Ha raggiunto un numero di assist che lo avvicina al record di Bartesaghi, ma non riuscirà mai a raggiungere il suo livello, come in una versione cringe del paradosso di Zenone, in cui Dima e Bartesaghi si contendono il titolo di miglior esterno sinistro, ed alla fine vince Cambiaso.
TIKUS 5 – Il Capitano è infortunato. E’ arrivato il momento di assumersi le proprie responabilità e guidare l’attacco della squadra con competenza, professionalità e dedizione.
Vai tu, Pio.
PIO 6.5 – Ingaggia un duello personale con Falcone, a cui vorrebbe segnare di nuovo, però in maniera limpida. E invece di nuovo gli escono tiri di controbalzo e colpi di testa sporchi, su cui Wladimiro si fa trovare pronto. Mostra comunque più maturità di Tikus, ed a fine partita verrà adottato da Lilian.
MICHELE TARYANO 7 – Ed alla fine arriva lui, l’armeno non più veloce come un treno, o forse sì se consideriamo il regionale Erevan – Rogoredo, con i binari bloccati dai cinghiali, o dagli anarchici, o peggio ancora da cinghiali anarchici. Michele ritrova la via del gol, e questa volta non è una dannosa goleada, ma il gol che sblocca la partita piegando il polso di Wladimiro Falcone e facendoci andare via verso un traguardo che non ci azzardiamo a nominare perchè siamo degli schifosi scaramantici.
AKANJI 7 – Anche lui pare averci preso gusto a segnare, e lo fa nel momento in cui ciasuno di noi temeva l’arroccamento in difesa, Stulic che si ergeva come Vucinic, e Ngom pronto a battezzare il suo esordio con un gol, con la prospettiva di fare la fine di Musa Barrow. Manu, ci stai distruggendo le poche certezze che avevamo, ma ti prego, continua.
BONNY 6.5 – Prestazione forse non eccelsa, ma dopo aver visto Marcus, anche Samuele Longo avrebbe fatto il suo figurone (sei sempre il mio eroe Samu!)
ANDY 7.5 – Andy è sceso fra noi a dimostrare a tutti i Vrsaljiko, i Cedric, i Lazaro ed i Luigi Enrichi che una nuova via è possibile: se dribblate, arrivate sul fondo e crossate non vi sanguinerà il naso, guardate ME, sono ancora vivo! I CROSS SI POSSONO FARE!
DIO(UF) C’E’, e lotta con noi sulla fascia alla destra del Mister.
CARLOS 6 – Cenno d’intesa al cambio con Basto, che ricade nel peccato della simulazione prendendo un giallo che c’era, però non vale se serve a saltare una partita e rientrare per il derby. A questo punto nuovo ricorso di Jdentità Scolorita per far saltare due turni a Basto, tre a Carlos per connivenza e dieci a Chivu per condotta disonestah.
DEMONE DEI CARPAZI 8 – Guarda che lo abbiamo capito il trucchetto, Cristian: schierare una formazione iniziale più scarsa all’inizio e poi inserire i migliori a partita in corso, per prendersi il merito dei cambi e del risultato finale. L’avrai imparata sicuramente da Spallettone e dal suo cambio strategico Cambiaso / Cabal che tanto successo ha avuto ad Instanbul. Ora però possiamo fare che contro il Bodo mettiamo i migliori dall’inizio e possibilmente cerchiamo di chiuderla nel primo tempo? Troppa grazia, vero?
Okay, nel frattempo godiamoci questa mini fuga.