Cari amici di Ranocchiate, oggi condividerò con voi una parte molto importante della mia vita: la mia prima volta.
Ah, il fascino delle prime volte...uno stupore fugace che ci accompagna per tutta la vita...
...no, non sto per raccontarvi della mia prima esperienza sessuale (dispiace), ma della mia prima volta a San Siro.
Quindi si, tutto sommato è anche più eccitante come cosa.
Come quasi tutti voi, amo l’Inter fin da quando sono nato: mi piace pensare che la mia prima parola sia stata “amala”;
sono nato però in Terronia, più precisamente in Calabrifornia, cosa che mi ha sempre fatto rimandare questo dovuto pellegrinaggio ai limiti del religioso.
“Sei piccolo, per un viaggio del genere” “Un giorno ci andremo” “Ci andrei, ma non ho un euro”
Solo 3 delle innumerevoli motivazioni che mi hanno/mi sono fornito nel tempo.
Immaginatene tante altre.
Immaginatele ripetute più e più volte.
Ed eccoci qui ai giorni nostri, 13 Maggio 2019: le prime volte te le immagini sempre troppo in grande.
Sessualmente parlando si spera, ad esempio, nella “Belen” del tuo paese natio, così come interisticamente parlando ci si aspetterebbe che dopo 25 anni io veda un Inter-Juve.
Ma Inter-Juve e Belen hanno in comune una cosa per il sottoscritto: sono inaccessibili.
E le mie prime volte in questi giorni, vi dirò, non si fermano nemmeno qui.
Avete presente quando conoscete una persona ma in effetti non l’avete mai conosciuta?
E no, non parlo di voi, cari stalkerizzatori.
Era l’8 dicembre del 2016 quando entravo in contatto con la redazione di Ranocchiate: da lì sono cominciati 2 anni e mezzo di collaborazione, bratellanza, vicinanza e perculate varie.
Confronti, condivisioni di insulti, progetti per il presente ed il futuro, senza però mai esserci effettivamente conosciuti di persona.
Ecco la mia seconda “prima volta” quindi: avrò finalmente l’occasione di conoscere dei ragazzi che sono ben più che semplici collaboratori: sono amici. Sono la mia famiglia interista.
Il tutto nella cornice ansiogena di una partita con un Chievo che risponde perfettamente all’identikit della squadra rompicoglioni:
squadra di bassa classifica
portiere paratutto (Stefano <3)
Sanno già come farci strani scherzi (vero Pellissier?)
Che dire quindi? La paura che la mia prima a San Siro sia una brutto scherzo è tanta, tanta come la mia eccitazione nel poter conoscere anche alcuni di voi di persona all’entrata di studio.
Perché la prima volta non si scorda mai. Figurarsi se poi le prime volte sono due...
Cari amici di Ranocchiate, oggi condividerò con voi una parte molto importante della mia vita: la mia prima volta.
Ah, il fascino delle prime volte...uno stupore fugace che ci accompagna per tutta la vita...
...no, non sto per raccontarvi della mia prima esperienza sessuale (dispiace), ma della mia prima volta a San Siro.
Quindi si, tutto sommato è anche più eccitante come cosa.
Come quasi tutti voi, amo l’Inter fin da quando sono nato: mi piace pensare che la mia prima parola sia stata “amala”;
sono nato però in Terronia, più precisamente in Calabrifornia, cosa che mi ha sempre fatto rimandare questo dovuto pellegrinaggio ai limiti del religioso.
“Sei piccolo, per un viaggio del genere” “Un giorno ci andremo” “Ci andrei, ma non ho un euro”
Solo 3 delle innumerevoli motivazioni che mi hanno/mi sono fornito nel tempo.
Immaginatene tante altre.
Immaginatele ripetute più e più volte.
Ed eccoci qui ai giorni nostri, 13 Maggio 2019: le prime volte te le immagini sempre troppo in grande.
Sessualmente parlando si spera, ad esempio, nella “Belen” del tuo paese natio, così come interisticamente parlando ci si aspetterebbe che dopo 25 anni io veda un Inter-Juve.
Ma Inter-Juve e Belen hanno in comune una cosa per il sottoscritto: sono inaccessibili.
E le mie prime volte in questi giorni, vi dirò, non si fermano nemmeno qui.
Avete presente quando conoscete una persona ma in effetti non l’avete mai conosciuta?
E no, non parlo di voi, cari stalkerizzatori.
Era l’8 dicembre del 2016 quando entravo in contatto con la redazione di Ranocchiate: da lì sono cominciati 2 anni e mezzo di collaborazione, bratellanza, vicinanza e perculate varie.
Confronti, condivisioni di insulti, progetti per il presente ed il futuro, senza però mai esserci effettivamente conosciuti di persona.
Ecco la mia seconda “prima volta” quindi: avrò finalmente l’occasione di conoscere dei ragazzi che sono ben più che semplici collaboratori: sono amici. Sono la mia famiglia interista.
Il tutto nella cornice ansiogena di una partita con un Chievo che risponde perfettamente all’identikit della squadra rompicoglioni:
squadra di bassa classifica
portiere paratutto (Stefano <3)
Sanno già come farci strani scherzi (vero Pellissier?)
Che dire quindi? La paura che la mia prima a San Siro sia una brutto scherzo è tanta, tanta come la mia eccitazione nel poter conoscere anche alcuni di voi di persona all’entrata di studio.
Perché la prima volta non si scorda mai. Figurarsi se poi le prime volte sono due...
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