12/01/2021

Interista Santo(n) Subito

Ciao, mi chiamo Andrea, ho 28 anni e non mi chiamo Andrea. Non ci conosciamo e con molta probabilità non ci siamo mai nemmeno visti, però se ci pensi, in questo momento stiamo condividendo più cose di quante non ne condividi con chi stava seduto accanto a te sul pullman, perché ad oggi è un po’ improbabile che accada visto il distanziamento sociale. Cosa che vorrei spiegare all’Inter… 

NON È NECESSARIO IL DISTANZIAMENTO SOCIALE DALLA VETTA DELLA CLASSIFICA.

Condividiamo emozioni comuni per un’ora e mezza a settimana, e lascia perdere di che emozioni stiamo parlando, che differenza fa se gioca Vidal o Gagliardini, ti faranno sempre bestemmiare. Condividiamo gli stessi odori perché qualunque cosa tu possa vedere la nostra negatività intrinseca nello spirito Interista ti farà sentire sempre puzzadimerda. Condividiamo la testa fra le mani dopo un gol preso a fine partita, lo stesso braccio teso verso la tv in segno di protesta come LVI ci ha insegnato, rimaniamo sbigottiti di fronte a dei cambi che non comprendiamo perché se bisogna imparare dai propri errori all’Inter hanno la memoria corta come Shaqiri,  elargiamo consigli tattici non richiesti ad un televisore che fino a prova contraria non ha orecchie per sentirci e bocca per rispondere, ma se avesse entrambe prima di fare le valigie di cavi e andare via di casa pensando che siamo pazzi ci direbbe

- che ti ho fatto di male -

Interista Santo(n) Subito 1 Ranocchiate
LVI sta per tornare

Ora io non so come guardi la partita, se sbracci come Brozo, se sai che il termine sbarellare è nato apposta per Bareeeee-dove-sei e tu fai come lui quando non ne puoi più, se sei un #mitt e vai di prestito in prestito su ogni streaming, se al primo gol subito ti alzi in piedi ed inizi a camminare nervosamente in tondo con le mani giunte, come se fossero in segno di preghiera, racchiudendo naso e bocca in una tana per parolacce ed esclamando

ma come si fa a prendere gol così -

Ora io mi rendo conto che ci sono più somiglianze fra me e te che fra te e uno dei tuoi genitori, probabilmente se andassimo a fare le analisi del sangue come gruppo sanguigno uscirebbe sicuramente una A perché noi Interisti la B non sappiamo neanche cosa vuol dire. Forse uscirà uno zero come gli szerotituli ma non soffermiamoci ora su queste sciocchezze.

Ora che ci conosciamo un po’ meglio, non mi va di stare qui a chiederti il tuo orientamento religioso, nel caso dovessi averne uno, ti basterà soltanto sapere che, nella religione in cui credo io, prima di diventare Santi, bisogna essere Beati, anche Brati va bene lo stesso.
Se sei un Brate hai già un livello di conoscenza del masochismo calcistico che non ha eguali. Sei preimpostato con una corazza gioieproof.

Se c’è una cosa che odio è sentirmi dire beato te. Ma beato te cosa, ma lo vedi come mi riduco ogni venerdì / sabato / domenica / lunedì che il calcio oramai è diventato uno spezzatino, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, rosso di sera bel tempo si spera, co-come mai, co-come mai la Champions League tu non la vinci mai, al primo tempo tu vincevi tre a zero e alla coppa ci credevi per davvero, perché perché 3-1, 3-2, 3-3.

Brate le hai lette cantando vero? Che gioia.

Respira piano che c’è aria di #crisi.

Io non sono beato, sono solo un pover’uomo che ha capito che la sofferenza fa parte della mia esistenza e non posso andare in giro senza, un po’ come funziona adesso con l’autocertificazione. E questo è già un primo passo per la beatitudine se sono ridotto così.

Comunque posso ritenermi beato perché se vediamo il calcio con altri occhi, ogni anno abbiamo sempre raggiunto la salvezza e siamo finiti sempre sul lato sinistro della classifica, non è un traguardo?

Abbiamo compiuto anche miracoli, facendo segnare Schelotto in un Derby, la prima vittoria con Straamaccioni al rubentus stadium, Jonathan che cade a Genova e si rialza diventando uno dei terzini più forti al mondo (quando si parla di cadere e di Genova mi ritengo fortunato perché quel maledetto giorno in cui è crollato il ponte ero lì e forse anche questo è un miracolo, per poco vi vedevo da lassù), risolleviamo l’umore degli ex quando ci vedono (ogni fatto relativo a cose e/o persone è puramente casuale) e siamo l’unica squadra ad aver vinto il Triplete.

Ora la cosa che diceva sempre Gesù, non Juan Jesus, quando compiva un miracolo era quello di ordinare ai presenti di non proferirne parola, non so per quale motivo ma era così e non mi pare che l’hanno ascoltato viste le innumerevoli copie vendute della Bibbia. Tornando all’Inter, non vi pare che sia la stessa cosa? Non dovremmo parlare dei nostri miracoli vero? Gli altri potrebbero non capire, non comprendere cosa è accaduto perché ha dell’incredibile agli occhi, alla mente e al cuore, eppure i diritti tv non conoscono religione e non lo sanno, quindi mandano in onda tutto e comunque grazie ancora Schelotto!

Credo che siamo pronti per diventare Santi! Non Santon.

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Lui invece per ora non sta ancora tornando

Poi ecco, un giorno mi trovavo a Roma e sentivo un caldo bestiale, nelle chiese si sa si sta freschi, così sono entrato nella Chiesa di Santa Maria Vallicella ed ho trovato la tomba di un santo, cioè già c’era non è che l’ho trovata io capiamoci sono già abbastanza impegnato ad incazzarmi ad ogni partita non posso fare anche l’archeologo. La tomba è di San Filippo Neri, che sembra già interista se ci pensi... San Filippo Nerazzurro. Beh lui si fece radere la barba a metà per essere deriso ed umiliato dalla gente... l’arte della sofferenza Nerazzura è scritta nei cieli. Siamo destinati ad un grande destino brati miei

Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli.

Ma che piangere, ogni tanto gli occhi perdono, devo cambiare la guarnizione tutto qui.

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Lui invece chissà dov'è oggi. Se ci leggi, fatti sentire!

La vita ci insegna qualcosa di molto bello e particolare, la vera fede calcistica ha un solo Dio che è l’Inter, i Santi, Beati (Brati), Papi, cardinali e chi più ne ha più ne metta, sono solo interpreti degli insegnamenti che ci vengono in dono, di generazione in generazione e la chiameranno beneamata. 

Gli interpreti che abbiamo oggi, vanno e vengono e per quanto possiamo odiarli o amarli e per quanto possano rappresentare o no la nostra idea di Inter, sosteniamoli perché così facendo sosteniamo la nostra fede e il nostro Dio calcistico. Ricordiamoci che dobbiamo essere una cosa sola, un solo grido urlando contro il cielo. Le partite sono il catechismo, non saltarle mai, altrimenti alla comunione della #crisinter, alla cresima di una finale persa, fino ad un matrimonio di colori a Gdansk ed alle infinite estreme unzioni, non ci si arriva mai.

Non so dirvi come si diventa interisti, né tantomeno come ci si avvicina alla religione, ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Non si diventa Santi da un giorno all’altro.

Buona santificazione a tutti e che Froggy ve la mandi buona!

Interista Santo(n) Subito

Ciao, mi chiamo Andrea, ho 28 anni e non mi chiamo Andrea. Non ci conosciamo e con molta probabilità non ci siamo mai nemmeno visti, però se ci pensi, in questo momento stiamo condividendo più cose di quante non ne condividi con chi stava seduto accanto a te sul pullman, perché ad oggi è un po’ improbabile che accada visto il distanziamento sociale. Cosa che vorrei spiegare all’Inter… 

NON È NECESSARIO IL DISTANZIAMENTO SOCIALE DALLA VETTA DELLA CLASSIFICA.

Condividiamo emozioni comuni per un’ora e mezza a settimana, e lascia perdere di che emozioni stiamo parlando, che differenza fa se gioca Vidal o Gagliardini, ti faranno sempre bestemmiare. Condividiamo gli stessi odori perché qualunque cosa tu possa vedere la nostra negatività intrinseca nello spirito Interista ti farà sentire sempre puzzadimerda. Condividiamo la testa fra le mani dopo un gol preso a fine partita, lo stesso braccio teso verso la tv in segno di protesta come LVI ci ha insegnato, rimaniamo sbigottiti di fronte a dei cambi che non comprendiamo perché se bisogna imparare dai propri errori all’Inter hanno la memoria corta come Shaqiri,  elargiamo consigli tattici non richiesti ad un televisore che fino a prova contraria non ha orecchie per sentirci e bocca per rispondere, ma se avesse entrambe prima di fare le valigie di cavi e andare via di casa pensando che siamo pazzi ci direbbe

- che ti ho fatto di male -

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LVI sta per tornare

Ora io non so come guardi la partita, se sbracci come Brozo, se sai che il termine sbarellare è nato apposta per Bareeeee-dove-sei e tu fai come lui quando non ne puoi più, se sei un #mitt e vai di prestito in prestito su ogni streaming, se al primo gol subito ti alzi in piedi ed inizi a camminare nervosamente in tondo con le mani giunte, come se fossero in segno di preghiera, racchiudendo naso e bocca in una tana per parolacce ed esclamando

ma come si fa a prendere gol così -

Ora io mi rendo conto che ci sono più somiglianze fra me e te che fra te e uno dei tuoi genitori, probabilmente se andassimo a fare le analisi del sangue come gruppo sanguigno uscirebbe sicuramente una A perché noi Interisti la B non sappiamo neanche cosa vuol dire. Forse uscirà uno zero come gli szerotituli ma non soffermiamoci ora su queste sciocchezze.

Ora che ci conosciamo un po’ meglio, non mi va di stare qui a chiederti il tuo orientamento religioso, nel caso dovessi averne uno, ti basterà soltanto sapere che, nella religione in cui credo io, prima di diventare Santi, bisogna essere Beati, anche Brati va bene lo stesso.
Se sei un Brate hai già un livello di conoscenza del masochismo calcistico che non ha eguali. Sei preimpostato con una corazza gioieproof.

Se c’è una cosa che odio è sentirmi dire beato te. Ma beato te cosa, ma lo vedi come mi riduco ogni venerdì / sabato / domenica / lunedì che il calcio oramai è diventato uno spezzatino, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, rosso di sera bel tempo si spera, co-come mai, co-come mai la Champions League tu non la vinci mai, al primo tempo tu vincevi tre a zero e alla coppa ci credevi per davvero, perché perché 3-1, 3-2, 3-3.

Brate le hai lette cantando vero? Che gioia.

Respira piano che c’è aria di #crisi.

Io non sono beato, sono solo un pover’uomo che ha capito che la sofferenza fa parte della mia esistenza e non posso andare in giro senza, un po’ come funziona adesso con l’autocertificazione. E questo è già un primo passo per la beatitudine se sono ridotto così.

Comunque posso ritenermi beato perché se vediamo il calcio con altri occhi, ogni anno abbiamo sempre raggiunto la salvezza e siamo finiti sempre sul lato sinistro della classifica, non è un traguardo?

Abbiamo compiuto anche miracoli, facendo segnare Schelotto in un Derby, la prima vittoria con Straamaccioni al rubentus stadium, Jonathan che cade a Genova e si rialza diventando uno dei terzini più forti al mondo (quando si parla di cadere e di Genova mi ritengo fortunato perché quel maledetto giorno in cui è crollato il ponte ero lì e forse anche questo è un miracolo, per poco vi vedevo da lassù), risolleviamo l’umore degli ex quando ci vedono (ogni fatto relativo a cose e/o persone è puramente casuale) e siamo l’unica squadra ad aver vinto il Triplete.

Ora la cosa che diceva sempre Gesù, non Juan Jesus, quando compiva un miracolo era quello di ordinare ai presenti di non proferirne parola, non so per quale motivo ma era così e non mi pare che l’hanno ascoltato viste le innumerevoli copie vendute della Bibbia. Tornando all’Inter, non vi pare che sia la stessa cosa? Non dovremmo parlare dei nostri miracoli vero? Gli altri potrebbero non capire, non comprendere cosa è accaduto perché ha dell’incredibile agli occhi, alla mente e al cuore, eppure i diritti tv non conoscono religione e non lo sanno, quindi mandano in onda tutto e comunque grazie ancora Schelotto!

Credo che siamo pronti per diventare Santi! Non Santon.

Interista Santo(n) Subito 5 Ranocchiate
Lui invece per ora non sta ancora tornando

Poi ecco, un giorno mi trovavo a Roma e sentivo un caldo bestiale, nelle chiese si sa si sta freschi, così sono entrato nella Chiesa di Santa Maria Vallicella ed ho trovato la tomba di un santo, cioè già c’era non è che l’ho trovata io capiamoci sono già abbastanza impegnato ad incazzarmi ad ogni partita non posso fare anche l’archeologo. La tomba è di San Filippo Neri, che sembra già interista se ci pensi... San Filippo Nerazzurro. Beh lui si fece radere la barba a metà per essere deriso ed umiliato dalla gente... l’arte della sofferenza Nerazzura è scritta nei cieli. Siamo destinati ad un grande destino brati miei

Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli.

Ma che piangere, ogni tanto gli occhi perdono, devo cambiare la guarnizione tutto qui.

Interista Santo(n) Subito 6 Ranocchiate
Lui invece chissà dov'è oggi. Se ci leggi, fatti sentire!

La vita ci insegna qualcosa di molto bello e particolare, la vera fede calcistica ha un solo Dio che è l’Inter, i Santi, Beati (Brati), Papi, cardinali e chi più ne ha più ne metta, sono solo interpreti degli insegnamenti che ci vengono in dono, di generazione in generazione e la chiameranno beneamata. 

Gli interpreti che abbiamo oggi, vanno e vengono e per quanto possiamo odiarli o amarli e per quanto possano rappresentare o no la nostra idea di Inter, sosteniamoli perché così facendo sosteniamo la nostra fede e il nostro Dio calcistico. Ricordiamoci che dobbiamo essere una cosa sola, un solo grido urlando contro il cielo. Le partite sono il catechismo, non saltarle mai, altrimenti alla comunione della #crisinter, alla cresima di una finale persa, fino ad un matrimonio di colori a Gdansk ed alle infinite estreme unzioni, non ci si arriva mai.

Non so dirvi come si diventa interisti, né tantomeno come ci si avvicina alla religione, ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Non si diventa Santi da un giorno all’altro.

Buona santificazione a tutti e che Froggy ve la mandi buona!

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