11/09/2022

Inter – Torino, il Pagellone della beffa all’incontrario

HANDANOVIC 8 – Si dice ad Appiano che il mister ed il suo staff (“Ehm... Farris, mi chiamo Farris, non staff. Al limite Massimiliano”), ok, allora pare che ad Appiano Simo&Farris abbiano riunito i nostri tre portieroni e li abbiano informati sulla nuova strategia denominata “Mayhem at the door” (“Prego?” “CASINO IN PORTA!” “Ok, non c’è bisogno di urlare...”):
“Allora, ragassi, d’ora in poi la porta dell’Inter non ha più un guardiano fisso...”
“Giocheremo con i portieri volanti?”
“No, Cordaz, vuole dire che non c’è più un titolare. Col Bayern ha giocato Andrès? Ok, con il Torino giocherà Samir, con il Plzen forse di nuovo Andrès, poi con l’Udinese chi lo sa, magari toccherà a te!”
E così Handa si è trovato di colpo senza posto fisso, proprio a pochi mesi dalla meritata pensione. Non c’è più rispetto per gli umarell come lui, che ormai voleva dedicarsi alla cura del prato del Meazza ed allo sfoggio della sua collezione di cappellini negli assolati pomeriggi in trasferta.
Collezione che per inciso avrebbe fatto invidia alla Sua (ex) Maestà, con La Quale (mettiamo tutto in maiuscolo pure i pronomi relativi per evitare incidenti diplomatici) ci fu in passato in intenso scambio epistolare sulle migliori sfumature pastello da usare nella trasferta di Crotone.
Fatto sta che ieri Handa è tornato back in action, come uno di quei western polverosi con Clint Eastwood ormai di una certa età che viene richiamato a fare lo sceriffo contro una banda di criminali che vengono chissà da dove.
A capo della banda ieri c’era Vlasic, che come nelle migliori tradizioni ha seminato il panico tra la diligenza, ma ha trovato in Samir dagli occhi di ghiaccio l’eroe che non si aspettava, ma che si è meritato, lui e quel Gasperini mascherato che ha come allenatore.

SKRINIAR 6.5 – Skri è come un diesel ed un po’ alla volta sta ricominciando a carburare come ci aveva abituato la scorsa stagione. E non veniteci a dire che oggi il suo avversario era più semplice di quello del mercoledì di Champions, perchè è sui Vlasic e Radonjic che ci si presenteranno contro che ci giocheremo questa stagione.
Chi pensate che incontreremo in Europa League?
Skri fa il suo pazientemente, ogni tanto si spinge in avanti ed ha anche una buona occasione nel secondo tempo (non ci sarebbe bisogno di specificare, visto che nella prima frazione abbiamo registrato 0 tiri in porta), ma il fratello di Sergeij fa il suo miracolo quotidiano, che avevamo già ampiamente previsto nel Pagellone precedente.
La lotta contro gli attaccanti granata è molto fisica, giocata su scivolate, capocciate e spallate. Dove non arriva Skri, Handa riesce a salvare, e riusciamo a portare a casa un insperato clean sheet.

DE VRIJ 6 – Prima della partita, ho visto l’intervista che Stefan ha rilasciato a DAZN, davanti al suo pianoforte. Un uomo d’altri tempi, dedito alla musica, alla cultura ed alla coltura (di tulipani). Quando il tempo avanza, gioca anche a pallone.
Ieri era in discreta disposizione d’animo, Farris gli ha chiesto se “cortesemente poteva farci l’onore di schierarsi al centro della difesa, ma sempre se questo non arreca troppo fastidio a Vostra Grazia de tutti li mortacci che ancora te rimangono”.
Con il suo stile compassato, Stefan ha dato a volte sfoggio della sua classe, anche se ancora a fasi alterne. Speriamo che questo sia il segnale di una riappacificazione con Skri per la ricomposizione della nostra difesa, la felicità della famiglia nerazzurra e la speranza di tanti clean sheet a venire.

DIMARCO 5.5 – Sarà stata l’emozione di giocare davanti al suo mentore Juric, o il fatto di avere contro armadi a tre ante come Seck, Vlasic e Sanabria, fatto sta che Fede è stato costretto a rintanarsi nella sua metacampo nel primo tempo, ed è uscito solo alla distanza, quando le energie dei granata cominciavano a scarseggiare. Ha giocato qualche minuto a sinistra, per poi essere sostituito da Raoul il bello. Il piedino magico ha funzionato meno del solito, e lo abbiamo visto sparare angoli e cross a distanze siderali, che manco Candreva e Guarin ai tempi d’oro.
Ora che i sortilegi di zio Juric sono terminati, siamo sicuri che Dimas avrà modo di rifarsi già martedì in Champions contro i cechi del Plzen: lo vediamo come il degno successore di Polimessi nella specialità della raccolta della birra dagli spalti.

DUMFRIES 5 – La scorsa stagione Fifino aveva segnato il gol vittoria, grazie ad una delle sue fughe sulla fascia. Purtroppo da qualche tempo il motore denzeloso pare essersi ingolfato, e lo vediamo correre e muoversi in maniera scomposta, come la 126 di mia mamma i cui tergicristalli aumentavano di velocità quando si superavano i 50 Km/h.
E’ giusto che mr. Simo gli dia ancora fiducia, anche se vediamo il centauro Raoul scalpitare.
Nel suo caso mi sa che il sortilegio lo ha fatto ScorpionTino, che ieri ha fatto un figurone e non ci ha segnato il più classico dei goal dell’ex (a dire la verità, se proprio doveva essere goal dell’ex, avrei preferito Yann, lasciato colpevolmente in panchina) solo perchè nel fondo del suo cuore ancora ci ama e sogna di poter fare freestyle sulla destra con la nostra maglia.

CALHANOGLU 6 – Non era difficile fare meglio della partita di mercoledì scorso, ma abbiamo visto in Hakan qualcosa di più: sacrificio, voglia di aiutare Brozo nell’impostare l’azione, tre o quattro IDEE decenti in una partita soporifera.
La precisione ancora latita, ma il veleno che Calha ha accumulato al termine dell’ultimo derby sta cominciando a diminuire di livello. E’ difficile mettersi nei panni del mister e decidere se ora conviene continuare a dare fiducia al Turcoventi o affidarsi all’esperienza di Mhki. L’armeno suggerisce di scegliere chi ha più “h” tra nome e cognome, Calha ha proposto una sfida a chi griglia meglio il kebab (giudice unico: Correa). Per non scontentare nessuno, Farris ha scelto di contare a chi sono rimasti più capelli: i tricologi di Appiano sono già al lavoro.

BROZOVIC 10 – Il voto è solo leggermente incrementato a ragione del goal segnato al 90’. Ve lo dice uno che ha iniziato ad invocare il nome di Asllani già a fine primo tempo.
L’Epic delle ultime partite ricorda quello di qualche anno fa, precisamente il primo di Spalletti. Passaggi sbagliati, palloni buttati a caso, precisione lasciata in un pub di Zagabria durante una gara di freccette.
Eppure rispetto ad allora Brozo si carica la squadra sulle spalle, il mister lo lascia in campo, i compagni continuano ad affidarsi a lui.
Ed Epic ricambia con uno di quei tocchi magici che solo lui può regalarci. Anche se dobbiamo ringraziare quel Mitt di Ikhan che ad un certo punto decide di mollare e far diventare Marcellino ancora più epic.

BARELLA 7
– BARE DOVE SEEEEI? Lo abbiamo urlato nel derby, lo abbiamo invocato in Champions mentre Simo gli preferiva Gaglia, lo abbiamo maledetto ieri durante un primo tempo in confusione ed un secondo quasi peggio.
Alla fine il mio unico dubbio era se Asllani fosse dovuto entrare al posto suo o di Brozo.
Per fortuna non sto io in panchina ed alla fine ho pagato pegno invitando ieri sera un amico milanista a vedere il trionfo sulla Samp (ok, forse ho esagerato, ma almeno la birra l’ha portata lui).
L’assist per Brozo lo vedremo ancora in diverse occasioni, così come il gol capolavoro contro la Cremonese.
Magari, Mbare, se ti riesce meno capolavori e più continuità nelle prossime partite. I defibbrillatori ringraziano.

DARMIAN 6
“Darmy, tu cominci a sinistra, ok?”
“Va bene mister”
“A Mattè, Simone sta per cambià Fifino co Bastoni. Te ne vai a destra, ok?”
“Non c’è problema, mister Farris”
“Darmy, tra poco entra Raoul per Dimarco. Torni a sinistra”
E Padre Darmy muto, obbedisce senza fiatare. Nonostante venga sballottato a destra e a manca come un pacco postale o un deputato del gruppo misto.
Pretendete che crossi pure bene?

DZEKO 5.5 – Rischiamo di ripeterci sul Cigno, ma pensiamo che quest’anno il suo ruolo sarebbe stato più da comprimario, da risorsa per fare rifiatare Romelone a fine match.
E invece l’infortunio del nostro panterone lo ha fatto ripartire da titolare, e giocare ogni 3 giorni è decisamente sfiancante.
Edin ce la mette tutta, e nell’oscurità del primo tempo è uno dei pochi che provi ad accendere la luce con qualche idee. Purtroppo si tratta solo di idee, perchè le gambe non arrivano dove vorrebbe la testa, altrimenti faremmo giocare ancora Zamorano e Djorkaeff.
Esce stremato, ma prevediamo per lui straordinari per almeno un’altra settimana.
La buona notizia è che dovrebbero valere di più ai fini contributivi.

LAUTARO 7 – Mai soprannome fu più adatto per un nostro calciatore (ok, a parte il Divino Jonathan, ma quello più che un soprannome è uno status).
Scalpita, muggisce e attacca a testa bassa incessantemente, caricando avversari (fisicamente) e compagni (moralmente, anche se ieri pareva predicare nel deserto).
Il colpo di testa a lato su cross di Bastoni grida ancora vendetta, peccato perchè sarebbe stata la giusta ricompensa.
Tornato a casa pare abbia continuato a incitare Nina mentre le faceva il bagnetto, e 5 minuti dopo la bimba invece di farla nel pannolino pare abbia centrato una foto di Theo Hernandez che casualmente si trovava sotto di lei. Alle volte, il caso.

BASTONI 7– Entra con il piglio giusto e fa quello che ci saremmo aspettati da Dimarco, cioè attaccare a sinistra da braccetto. Certo, Sandrino ha dalla sua l’essere alto circa il doppio di Fede, il che aiuta un pochino.

CORREA 6 - Fare più del Cigno ieri non era difficile, ma se ci penso non è che mi ricordi esattamente cosa abbia fatto ieri El Tuculontra. Forse è meglio che non ci penso.

BELLANOVA 7 – Non è un caso che dopo il suo ingresso la partita sia cambiata. Persino Vojvoda è costretto ad arretrare il suo raggio d’azione.
Cioè, Vojvoda, ci pensate? Voglio morire in fretta.

MKHITARYAN 6.5 – Di nuovo una prestazione fosforo e sostanza. Imprevedibile per gli avversari, impronunciabile per i telecronisti di DAZN, Mkhi si candida per un posto da titolare. Sogniamo un centrocampo Mkhi-Asllani-Calhanoglu, specialmente per poi contare gli errori di stampa nei tabellini del giorno dopo

GOSENS 6 – Mentre tutti si aspettavano l’ingresso di Asllani, o l’inserimento alla disperata di Valentin Carboni, Scimo&Farris giocano la carta dell’uomo invisibile, che scombina i piani di Juric e ci porta alla vittoria.

MISTER SIMO 9 – Come auspicavamo nel Pagellone contro il Bayern, Scimo si è finalmente dato una svegliata ed ha azzeccato tutte le mosse, tra cui migliore è quella di aver regalato circa 60 minuti agli avversari per poi beffarli del finale.
Ora, l’incognita è scoprire quanto ci costerà questa strategia in termini di karma, dato che noi siamo abituati a subirla.
Temo che lo scopriremo presto nella prossima trasferta in Repubblica Ceca.

Inter – Torino, il Pagellone della beffa all’incontrario

HANDANOVIC 8 – Si dice ad Appiano che il mister ed il suo staff (“Ehm... Farris, mi chiamo Farris, non staff. Al limite Massimiliano”), ok, allora pare che ad Appiano Simo&Farris abbiano riunito i nostri tre portieroni e li abbiano informati sulla nuova strategia denominata “Mayhem at the door” (“Prego?” “CASINO IN PORTA!” “Ok, non c’è bisogno di urlare...”):
“Allora, ragassi, d’ora in poi la porta dell’Inter non ha più un guardiano fisso...”
“Giocheremo con i portieri volanti?”
“No, Cordaz, vuole dire che non c’è più un titolare. Col Bayern ha giocato Andrès? Ok, con il Torino giocherà Samir, con il Plzen forse di nuovo Andrès, poi con l’Udinese chi lo sa, magari toccherà a te!”
E così Handa si è trovato di colpo senza posto fisso, proprio a pochi mesi dalla meritata pensione. Non c’è più rispetto per gli umarell come lui, che ormai voleva dedicarsi alla cura del prato del Meazza ed allo sfoggio della sua collezione di cappellini negli assolati pomeriggi in trasferta.
Collezione che per inciso avrebbe fatto invidia alla Sua (ex) Maestà, con La Quale (mettiamo tutto in maiuscolo pure i pronomi relativi per evitare incidenti diplomatici) ci fu in passato in intenso scambio epistolare sulle migliori sfumature pastello da usare nella trasferta di Crotone.
Fatto sta che ieri Handa è tornato back in action, come uno di quei western polverosi con Clint Eastwood ormai di una certa età che viene richiamato a fare lo sceriffo contro una banda di criminali che vengono chissà da dove.
A capo della banda ieri c’era Vlasic, che come nelle migliori tradizioni ha seminato il panico tra la diligenza, ma ha trovato in Samir dagli occhi di ghiaccio l’eroe che non si aspettava, ma che si è meritato, lui e quel Gasperini mascherato che ha come allenatore.

SKRINIAR 6.5 – Skri è come un diesel ed un po’ alla volta sta ricominciando a carburare come ci aveva abituato la scorsa stagione. E non veniteci a dire che oggi il suo avversario era più semplice di quello del mercoledì di Champions, perchè è sui Vlasic e Radonjic che ci si presenteranno contro che ci giocheremo questa stagione.
Chi pensate che incontreremo in Europa League?
Skri fa il suo pazientemente, ogni tanto si spinge in avanti ed ha anche una buona occasione nel secondo tempo (non ci sarebbe bisogno di specificare, visto che nella prima frazione abbiamo registrato 0 tiri in porta), ma il fratello di Sergeij fa il suo miracolo quotidiano, che avevamo già ampiamente previsto nel Pagellone precedente.
La lotta contro gli attaccanti granata è molto fisica, giocata su scivolate, capocciate e spallate. Dove non arriva Skri, Handa riesce a salvare, e riusciamo a portare a casa un insperato clean sheet.

DE VRIJ 6 – Prima della partita, ho visto l’intervista che Stefan ha rilasciato a DAZN, davanti al suo pianoforte. Un uomo d’altri tempi, dedito alla musica, alla cultura ed alla coltura (di tulipani). Quando il tempo avanza, gioca anche a pallone.
Ieri era in discreta disposizione d’animo, Farris gli ha chiesto se “cortesemente poteva farci l’onore di schierarsi al centro della difesa, ma sempre se questo non arreca troppo fastidio a Vostra Grazia de tutti li mortacci che ancora te rimangono”.
Con il suo stile compassato, Stefan ha dato a volte sfoggio della sua classe, anche se ancora a fasi alterne. Speriamo che questo sia il segnale di una riappacificazione con Skri per la ricomposizione della nostra difesa, la felicità della famiglia nerazzurra e la speranza di tanti clean sheet a venire.

DIMARCO 5.5 – Sarà stata l’emozione di giocare davanti al suo mentore Juric, o il fatto di avere contro armadi a tre ante come Seck, Vlasic e Sanabria, fatto sta che Fede è stato costretto a rintanarsi nella sua metacampo nel primo tempo, ed è uscito solo alla distanza, quando le energie dei granata cominciavano a scarseggiare. Ha giocato qualche minuto a sinistra, per poi essere sostituito da Raoul il bello. Il piedino magico ha funzionato meno del solito, e lo abbiamo visto sparare angoli e cross a distanze siderali, che manco Candreva e Guarin ai tempi d’oro.
Ora che i sortilegi di zio Juric sono terminati, siamo sicuri che Dimas avrà modo di rifarsi già martedì in Champions contro i cechi del Plzen: lo vediamo come il degno successore di Polimessi nella specialità della raccolta della birra dagli spalti.

DUMFRIES 5 – La scorsa stagione Fifino aveva segnato il gol vittoria, grazie ad una delle sue fughe sulla fascia. Purtroppo da qualche tempo il motore denzeloso pare essersi ingolfato, e lo vediamo correre e muoversi in maniera scomposta, come la 126 di mia mamma i cui tergicristalli aumentavano di velocità quando si superavano i 50 Km/h.
E’ giusto che mr. Simo gli dia ancora fiducia, anche se vediamo il centauro Raoul scalpitare.
Nel suo caso mi sa che il sortilegio lo ha fatto ScorpionTino, che ieri ha fatto un figurone e non ci ha segnato il più classico dei goal dell’ex (a dire la verità, se proprio doveva essere goal dell’ex, avrei preferito Yann, lasciato colpevolmente in panchina) solo perchè nel fondo del suo cuore ancora ci ama e sogna di poter fare freestyle sulla destra con la nostra maglia.

CALHANOGLU 6 – Non era difficile fare meglio della partita di mercoledì scorso, ma abbiamo visto in Hakan qualcosa di più: sacrificio, voglia di aiutare Brozo nell’impostare l’azione, tre o quattro IDEE decenti in una partita soporifera.
La precisione ancora latita, ma il veleno che Calha ha accumulato al termine dell’ultimo derby sta cominciando a diminuire di livello. E’ difficile mettersi nei panni del mister e decidere se ora conviene continuare a dare fiducia al Turcoventi o affidarsi all’esperienza di Mhki. L’armeno suggerisce di scegliere chi ha più “h” tra nome e cognome, Calha ha proposto una sfida a chi griglia meglio il kebab (giudice unico: Correa). Per non scontentare nessuno, Farris ha scelto di contare a chi sono rimasti più capelli: i tricologi di Appiano sono già al lavoro.

BROZOVIC 10 – Il voto è solo leggermente incrementato a ragione del goal segnato al 90’. Ve lo dice uno che ha iniziato ad invocare il nome di Asllani già a fine primo tempo.
L’Epic delle ultime partite ricorda quello di qualche anno fa, precisamente il primo di Spalletti. Passaggi sbagliati, palloni buttati a caso, precisione lasciata in un pub di Zagabria durante una gara di freccette.
Eppure rispetto ad allora Brozo si carica la squadra sulle spalle, il mister lo lascia in campo, i compagni continuano ad affidarsi a lui.
Ed Epic ricambia con uno di quei tocchi magici che solo lui può regalarci. Anche se dobbiamo ringraziare quel Mitt di Ikhan che ad un certo punto decide di mollare e far diventare Marcellino ancora più epic.

BARELLA 7
– BARE DOVE SEEEEI? Lo abbiamo urlato nel derby, lo abbiamo invocato in Champions mentre Simo gli preferiva Gaglia, lo abbiamo maledetto ieri durante un primo tempo in confusione ed un secondo quasi peggio.
Alla fine il mio unico dubbio era se Asllani fosse dovuto entrare al posto suo o di Brozo.
Per fortuna non sto io in panchina ed alla fine ho pagato pegno invitando ieri sera un amico milanista a vedere il trionfo sulla Samp (ok, forse ho esagerato, ma almeno la birra l’ha portata lui).
L’assist per Brozo lo vedremo ancora in diverse occasioni, così come il gol capolavoro contro la Cremonese.
Magari, Mbare, se ti riesce meno capolavori e più continuità nelle prossime partite. I defibbrillatori ringraziano.

DARMIAN 6
“Darmy, tu cominci a sinistra, ok?”
“Va bene mister”
“A Mattè, Simone sta per cambià Fifino co Bastoni. Te ne vai a destra, ok?”
“Non c’è problema, mister Farris”
“Darmy, tra poco entra Raoul per Dimarco. Torni a sinistra”
E Padre Darmy muto, obbedisce senza fiatare. Nonostante venga sballottato a destra e a manca come un pacco postale o un deputato del gruppo misto.
Pretendete che crossi pure bene?

DZEKO 5.5 – Rischiamo di ripeterci sul Cigno, ma pensiamo che quest’anno il suo ruolo sarebbe stato più da comprimario, da risorsa per fare rifiatare Romelone a fine match.
E invece l’infortunio del nostro panterone lo ha fatto ripartire da titolare, e giocare ogni 3 giorni è decisamente sfiancante.
Edin ce la mette tutta, e nell’oscurità del primo tempo è uno dei pochi che provi ad accendere la luce con qualche idee. Purtroppo si tratta solo di idee, perchè le gambe non arrivano dove vorrebbe la testa, altrimenti faremmo giocare ancora Zamorano e Djorkaeff.
Esce stremato, ma prevediamo per lui straordinari per almeno un’altra settimana.
La buona notizia è che dovrebbero valere di più ai fini contributivi.

LAUTARO 7 – Mai soprannome fu più adatto per un nostro calciatore (ok, a parte il Divino Jonathan, ma quello più che un soprannome è uno status).
Scalpita, muggisce e attacca a testa bassa incessantemente, caricando avversari (fisicamente) e compagni (moralmente, anche se ieri pareva predicare nel deserto).
Il colpo di testa a lato su cross di Bastoni grida ancora vendetta, peccato perchè sarebbe stata la giusta ricompensa.
Tornato a casa pare abbia continuato a incitare Nina mentre le faceva il bagnetto, e 5 minuti dopo la bimba invece di farla nel pannolino pare abbia centrato una foto di Theo Hernandez che casualmente si trovava sotto di lei. Alle volte, il caso.

BASTONI 7– Entra con il piglio giusto e fa quello che ci saremmo aspettati da Dimarco, cioè attaccare a sinistra da braccetto. Certo, Sandrino ha dalla sua l’essere alto circa il doppio di Fede, il che aiuta un pochino.

CORREA 6 - Fare più del Cigno ieri non era difficile, ma se ci penso non è che mi ricordi esattamente cosa abbia fatto ieri El Tuculontra. Forse è meglio che non ci penso.

BELLANOVA 7 – Non è un caso che dopo il suo ingresso la partita sia cambiata. Persino Vojvoda è costretto ad arretrare il suo raggio d’azione.
Cioè, Vojvoda, ci pensate? Voglio morire in fretta.

MKHITARYAN 6.5 – Di nuovo una prestazione fosforo e sostanza. Imprevedibile per gli avversari, impronunciabile per i telecronisti di DAZN, Mkhi si candida per un posto da titolare. Sogniamo un centrocampo Mkhi-Asllani-Calhanoglu, specialmente per poi contare gli errori di stampa nei tabellini del giorno dopo

GOSENS 6 – Mentre tutti si aspettavano l’ingresso di Asllani, o l’inserimento alla disperata di Valentin Carboni, Scimo&Farris giocano la carta dell’uomo invisibile, che scombina i piani di Juric e ci porta alla vittoria.

MISTER SIMO 9 – Come auspicavamo nel Pagellone contro il Bayern, Scimo si è finalmente dato una svegliata ed ha azzeccato tutte le mosse, tra cui migliore è quella di aver regalato circa 60 minuti agli avversari per poi beffarli del finale.
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