Ahhh, che belli i tempi in cui andavamo allo stadio! I tempi del lunch-match della domenica: “Una media chiara e una salamella, capo!” e se faceva freddo ci attaccavi pure il Borghetti per scaldare gli animi. Sì, perché un Inter-Sassuolo ad un orario normale perde di valore; se non puoi strozzarti mangiando qualcosa che ti finisce di TRAVERSA, che senso ha?
Giuro che ancora spero che entri
Lo sapevi già mentre uscivi di casa, quando il tuo socio ti chiedeva contro chi si giocasse e la tua risposta era un mesto, sommesso: “Sassuolo. A ‘sto orario infame contro chi vuoi giocare se non il Sassuolo?!”. In quel momento lì eri già consapevole del fatto che sarebbe stata una giornata di merda, e volete sapere perché? Perché il Sassuolo è una sentenza. Quattro cose sono certe nella vita: le tasse, la morte, il culo di Joao Mario e le bestemmie con il Sassuolo. Tra il 2015 e il 2018 su 24 punti disponibili ne abbiamo fatti 3, TRE, T R E. E il totale fa 20/45, meno della metà. Uno score peggiore penso che potremmo averlo solo con l’Hapoel Be’er Sheva.
"Ma perché mai dovremmo soffrire così tanto una squadra? Cos'è di preciso questo Sassuolo che tanto ci è indigesto?" Ecco, potremmo definirlo la favola di provincia per eccellenza dell'ultimo decennio. Una squadra sempre ben organizzata (sia in campo che nel management), sempre giovane, molto estetica, molto propositiva, molto spavalda, poco solida, l’outsider di ogni stagione che fino a febbraio promette benissimo e poi, spesso, si sbraca un po’ troppo. Il contrario delle grandi corazzate di città; in poche parole il piacere proibito preferito da Lele Adani.
Allora facciamo così: visto che anche a 'sto giro si gioca ad un orario infame e magari non riuscirete a guardare la partita, vi porto allo stadio con me (e il mio socio) per rivedere insieme quattro delle precedenti sfide con i nero-verdi.
Il primo match va in scena al ‘Città del Tricolore’, è metà settembre 2013. Il Sassuolo è neopromosso in Serie A e la giostrina del bel giuoco di Eusebio Di Francesco non è ancora partita. Oggi a Reggio Emilia si sta bene, non serve il Borghettino. Prendiamo posto nel settore ospiti, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mazzarri: "Che bella l’Argent-Inter!". Già. L'Argent-Inter. Dio quanto mi manca. Carrizo-Samuel-Campagnaro-Zanetti-Cambiasso-Riky Maravilla-Palacio-Maksim Jovanovic e soprattutto Diego Milito che, oggi, dopo 7 mesi di infortunio torna in panchina. La partita è a senso unico: facciamo in media un gol ogni 13 minuti e al 54’, sul 4-0, è il momento del Principe. Ci alziamo tutti in piedi. Bentornato Diego. Lui, per ringraziarci dell’affetto, impiega 10 minuti per trovare la prima rete, altri 10 per sfornare un assist al Cuchu e ulteriori 10 per siglare la doppietta. È una bella festa, ci vogliamo tutti bene. Vogliamo bene anche a Juan Jesus, anche a Taider che ha pure segnato. Ma oggi è il giorno del Principe, ti vogliamo bene Diego.
Forse il principe azzurro non esiste, ma quello nerazzurro...
Rieccoci qui. Siamo al secondo match. È passato un anno e mezzo, si gioca ancora a Reggio Emilia e al Sassuolo abbiamo fatto 15 gol in 3 partite subendone 0. L’Argent-Inter non c’è più, ma a Gennaio sono arrivati Shaqiri, Podolski e soprattutto un entusiasta cucciolo di EPIC BROZO che sommati ai vari Handanovic, Vidic, Kovacic e Kuzmanovic spostano nettamente l’asse nerazzurro dalla Pampa ai Balcani.
Lo sguardo di chi ne ha viste tante, la voglia di vivere di chi non c'ha voglia di far nulla
“Fra’ è già scritta, giocati il 2 fisso alla Snai” è il consiglio del mio socio. Non si sente ancora l'odore di disastro, eppure è proprio lì, lontano solo 90 minuti. Oggi il Borghetti me lo faccio. E' il primo febbraio, fa freddo cazzo. Prendiamo posto nel settore ospiti, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mancini: dietro il quartetto Donkor-Vidic-Ranocchia-Dodô traballa un po', mentre a supporto di Palacio ci sono Shaq, Kovacic e Prinz Poldi. Finisce 3-1, segnano nell’ordine Zaza, Sansone, Maksim e Berardi su rigore. Sono lì, seduto, che mi immagino l'agonia del ritorno verso casa mentre ascolto "Tutto il calcio minuto per minuto" con tutte le altre rivali che vincono e, tra me e me, penso: "Che schifo di partita, che stagione di merda, siamo nella parte destra della classifica, cosa può esserci di peggio?" Risposta immediata: i ragazzi che vengono sotto la Curva. "Vabbè, saranno qui a chiedere scusa. Però si devono svegliare!!!" mi dico.
"Aspetta ma quello è Guarin, dice che lui ci mette il cuore? Dai frate, siamo 13esimi a 24 punti dalla Juve, stai nel tuo. Aspetta ma quello è Icardi, sta davvero lanciando la maglia alla Curva? La mamma di chi? Pezzo di cosa? A chi spacchi la faccia?" APRITI CIELO. "Ma no. Ma dai. Ma andate via, ma portateli via, Capitan Ranocchia fai qualcosa, tappagli la bocca! Ancora che sbraita e gli ultras che gli sbraitano addosso al doppio del volume".
Il CAPITANO addomestica un feroce leone da autobiografia
"Che roba brutta, che roba pietosa. Che amarezza, che vergogna". Ah, benvenuto Marcelo!
La terza partita si gioca in casa. È passato un altro anno, la colonia balcanica è stata rivoluzionata con la cessione di Kovacic al Real e l’arrivo di Perry, JoJo e Ljajic e la rosa messa a punto in estate, con un mercato importante, sembra essere quella giusta per il tanto atteso salto di qualità.
Anche oggi, a San Siro il Borghetti è obbligatorio, è il 10 Gennaio: “Capo! Fai due va!”. Prendiamo posto al Secondo Arancio, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mancini: beh dai, c'è poco da dire, ci siamo tutti per fortuna. Siamo seduti sui nostri seggiolini ghiacciati, quando il mio socio mi chiede: “Oh fra’, ma questa è l’ultima di andata, vero? Se vinciamo siamo Campioni d’inverno?" "Eh sì fra’! Siamo lanciati quest’anno, magari è la volta buona. Siamo un sacco cinici, le vinciamo tutte di uno: 1-0, 2-1…minimo sforzo, massimo risultato!" "Questi però giocano bene, poi non li battiamo mai, cazzo. Speriamo che i ragazzi siano in palla...”. In effetti i ragazzi sono in palla: giocano bene, creano tantissimo e Handanovic para tutto. Come sempre capita al Meazza, però, è l'altro portiere, Andrea Consigli,ad essere è in uno stato di grazia ultraterrena, baciato in fronte dal Signore.
Ho provato a lanciargli diversi insulti. Ha parato pure quelli.
San Siro è bello pieno, allora il mio socio si alza e fa: “Dai fra’ un punticino ce lo portiamo a casa, va bene lo stesso. Minuto 94.30, mancano 30 secondi, iniziamo ad uscire?" Io mi giro, lo guardo e gli rispondo: "No dai, ultima azio...ma ha fischiato rigore? Cos’è successo?". Sento qualcuno dire che Miranda sia inciampato su Defrel.
Prenderla bene: a lezione con il prof. Adem Ljajic
Non la prendo benissimo ma un po' ci credo: "Daaaai ma che cazzo è? Ma perché succedono sempre queste cose? Però dai Samir!!! Dai che li pari i rigori!!! Ahhhh, ma tira Berardi. No niente a posto, è andata così. Ci rifaremo alla prossima!" "SIAMO SEMPRE CON VOI, SIAMO SEMPRE CON VOI, NON VI LASCEEEREEEMO MAAAAI! FORZA INTER EHEH FORZA INTER OHOH”. Soprattutto quando si soffre, si soffre insieme. Non potrebbe essere l’inizio migliore per la classica #crisiinter di gennaio: nelle successive 8 partite porteremo a casa 9 punti, perdendo tre scontri diretti con Fiorentina, Milan e Juve, finendo così a -13 dalla vetta.
Berardi infrange sogni e apre la #crisiinter
Di anni ne sono passati altri due. Il quarto match. Ci giochiamo la Champions League in volata, Rafi è in mezzo al campo a regalare emozioni, Cancelo ha trovato la sua dimensione sulla destra e #MITTAKARAMOH imperversa su Ranocchiate. “-Oh fra’, com'è che oggi con il Sassuolo non giochiamo all'ora di pranzo? - Hahaha!!! A volte capita! A maggio le partite le giocano il più possibile in contemporanea, quindi ‘sta giornata non c’è il turno a pranzo. -Oh! Ma fammi un riassuntino della situazione per la Champions, se noi vinciamo oggi… -Allora, se oggi vinciamo e la Lazio domani non vince a Crotone (finirà 1-1), all’ultima, all’Olimpico abbiamo due risultati buoni su tre, fra’. Quella di oggi è importante! La Lazio gioca forte, ma poi il Sassuolo il suo l’ha fatto: salvo è salvo, alle Coppe non può arrivarci. Li dobbiamo asfaltare! -Vabbè entriamo va, che sento la musichetta del riscaldamento".
Prendiamo posto al Secondo Arancio, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Spalletti: "cioè c’è Ranocchia in campo e la fascia ce l’ha Icardi? Non possiamo andarcene? Aspè ma stanno entrando in campo con i figli in braccio, ma in che senso oh?! Mettete per terra sti ragazzini e giochiamo per favore!". Passa meno di mezz'ora e Politano calcia una punizione delle sue sotto la barriera. "Io lo sapevo che dovevamo andarcene fra', te l'ho detto!
Ah,pure Berardi all’incrocio? Strano". Rimaniamo increduli sui nostri seggiolini, rassegnati ad un destino di stenti e coronarie forti. "-Oh fra’, mi confermi che dovevamo fare una cosa sola oggi e invece abbiamo perso 2-1? -Sì fra’, confermo. Ce la giochiamo tutta all’Olimpico, che Dio ce la mandi buona”.
Ed oggi, 7 Aprile 2021, allo stadio non possiamo ancora andarci se non attraverso le telecamere di una pay tv con Federico Balzaretti come socio. Ma torneranno tempi migliori per tutti, prima o poi. Torneremo su quelle tribune, torneremo ad abbracciarci ed insultarci, a piangere e gioire, a cantare ed urlare come ossessi nella speranza che il nuovo esterno sinistro, sulla fascia opposta alla nostra, ci ascolti e scarichi quel benedetto pallone. Chissà, magari torneremo anche a festeggiare qualcosa in Piazza Duomo. Non resta che crederci e sperare, perché se è vero che la storia è ciclica: dopo un Sassuolo ci sarà sempre VECIIINOOOOOOOOOOOOOOO L'HA PRESA VECIIINOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Ahhh, che belli i tempi in cui andavamo allo stadio! I tempi del lunch-match della domenica: “Una media chiara e una salamella, capo!” e se faceva freddo ci attaccavi pure il Borghetti per scaldare gli animi. Sì, perché un Inter-Sassuolo ad un orario normale perde di valore; se non puoi strozzarti mangiando qualcosa che ti finisce di TRAVERSA, che senso ha?
Giuro che ancora spero che entri
Lo sapevi già mentre uscivi di casa, quando il tuo socio ti chiedeva contro chi si giocasse e la tua risposta era un mesto, sommesso: “Sassuolo. A ‘sto orario infame contro chi vuoi giocare se non il Sassuolo?!”. In quel momento lì eri già consapevole del fatto che sarebbe stata una giornata di merda, e volete sapere perché? Perché il Sassuolo è una sentenza. Quattro cose sono certe nella vita: le tasse, la morte, il culo di Joao Mario e le bestemmie con il Sassuolo. Tra il 2015 e il 2018 su 24 punti disponibili ne abbiamo fatti 3, TRE, T R E. E il totale fa 20/45, meno della metà. Uno score peggiore penso che potremmo averlo solo con l’Hapoel Be’er Sheva.
"Ma perché mai dovremmo soffrire così tanto una squadra? Cos'è di preciso questo Sassuolo che tanto ci è indigesto?" Ecco, potremmo definirlo la favola di provincia per eccellenza dell'ultimo decennio. Una squadra sempre ben organizzata (sia in campo che nel management), sempre giovane, molto estetica, molto propositiva, molto spavalda, poco solida, l’outsider di ogni stagione che fino a febbraio promette benissimo e poi, spesso, si sbraca un po’ troppo. Il contrario delle grandi corazzate di città; in poche parole il piacere proibito preferito da Lele Adani.
Allora facciamo così: visto che anche a 'sto giro si gioca ad un orario infame e magari non riuscirete a guardare la partita, vi porto allo stadio con me (e il mio socio) per rivedere insieme quattro delle precedenti sfide con i nero-verdi.
Il primo match va in scena al ‘Città del Tricolore’, è metà settembre 2013. Il Sassuolo è neopromosso in Serie A e la giostrina del bel giuoco di Eusebio Di Francesco non è ancora partita. Oggi a Reggio Emilia si sta bene, non serve il Borghettino. Prendiamo posto nel settore ospiti, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mazzarri: "Che bella l’Argent-Inter!". Già. L'Argent-Inter. Dio quanto mi manca. Carrizo-Samuel-Campagnaro-Zanetti-Cambiasso-Riky Maravilla-Palacio-Maksim Jovanovic e soprattutto Diego Milito che, oggi, dopo 7 mesi di infortunio torna in panchina. La partita è a senso unico: facciamo in media un gol ogni 13 minuti e al 54’, sul 4-0, è il momento del Principe. Ci alziamo tutti in piedi. Bentornato Diego. Lui, per ringraziarci dell’affetto, impiega 10 minuti per trovare la prima rete, altri 10 per sfornare un assist al Cuchu e ulteriori 10 per siglare la doppietta. È una bella festa, ci vogliamo tutti bene. Vogliamo bene anche a Juan Jesus, anche a Taider che ha pure segnato. Ma oggi è il giorno del Principe, ti vogliamo bene Diego.
Forse il principe azzurro non esiste, ma quello nerazzurro...
Rieccoci qui. Siamo al secondo match. È passato un anno e mezzo, si gioca ancora a Reggio Emilia e al Sassuolo abbiamo fatto 15 gol in 3 partite subendone 0. L’Argent-Inter non c’è più, ma a Gennaio sono arrivati Shaqiri, Podolski e soprattutto un entusiasta cucciolo di EPIC BROZO che sommati ai vari Handanovic, Vidic, Kovacic e Kuzmanovic spostano nettamente l’asse nerazzurro dalla Pampa ai Balcani.
Lo sguardo di chi ne ha viste tante, la voglia di vivere di chi non c'ha voglia di far nulla
“Fra’ è già scritta, giocati il 2 fisso alla Snai” è il consiglio del mio socio. Non si sente ancora l'odore di disastro, eppure è proprio lì, lontano solo 90 minuti. Oggi il Borghetti me lo faccio. E' il primo febbraio, fa freddo cazzo. Prendiamo posto nel settore ospiti, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mancini: dietro il quartetto Donkor-Vidic-Ranocchia-Dodô traballa un po', mentre a supporto di Palacio ci sono Shaq, Kovacic e Prinz Poldi. Finisce 3-1, segnano nell’ordine Zaza, Sansone, Maksim e Berardi su rigore. Sono lì, seduto, che mi immagino l'agonia del ritorno verso casa mentre ascolto "Tutto il calcio minuto per minuto" con tutte le altre rivali che vincono e, tra me e me, penso: "Che schifo di partita, che stagione di merda, siamo nella parte destra della classifica, cosa può esserci di peggio?" Risposta immediata: i ragazzi che vengono sotto la Curva. "Vabbè, saranno qui a chiedere scusa. Però si devono svegliare!!!" mi dico.
"Aspetta ma quello è Guarin, dice che lui ci mette il cuore? Dai frate, siamo 13esimi a 24 punti dalla Juve, stai nel tuo. Aspetta ma quello è Icardi, sta davvero lanciando la maglia alla Curva? La mamma di chi? Pezzo di cosa? A chi spacchi la faccia?" APRITI CIELO. "Ma no. Ma dai. Ma andate via, ma portateli via, Capitan Ranocchia fai qualcosa, tappagli la bocca! Ancora che sbraita e gli ultras che gli sbraitano addosso al doppio del volume".
Il CAPITANO addomestica un feroce leone da autobiografia
"Che roba brutta, che roba pietosa. Che amarezza, che vergogna". Ah, benvenuto Marcelo!
La terza partita si gioca in casa. È passato un altro anno, la colonia balcanica è stata rivoluzionata con la cessione di Kovacic al Real e l’arrivo di Perry, JoJo e Ljajic e la rosa messa a punto in estate, con un mercato importante, sembra essere quella giusta per il tanto atteso salto di qualità.
Anche oggi, a San Siro il Borghetti è obbligatorio, è il 10 Gennaio: “Capo! Fai due va!”. Prendiamo posto al Secondo Arancio, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Mancini: beh dai, c'è poco da dire, ci siamo tutti per fortuna. Siamo seduti sui nostri seggiolini ghiacciati, quando il mio socio mi chiede: “Oh fra’, ma questa è l’ultima di andata, vero? Se vinciamo siamo Campioni d’inverno?" "Eh sì fra’! Siamo lanciati quest’anno, magari è la volta buona. Siamo un sacco cinici, le vinciamo tutte di uno: 1-0, 2-1…minimo sforzo, massimo risultato!" "Questi però giocano bene, poi non li battiamo mai, cazzo. Speriamo che i ragazzi siano in palla...”. In effetti i ragazzi sono in palla: giocano bene, creano tantissimo e Handanovic para tutto. Come sempre capita al Meazza, però, è l'altro portiere, Andrea Consigli,ad essere è in uno stato di grazia ultraterrena, baciato in fronte dal Signore.
Ho provato a lanciargli diversi insulti. Ha parato pure quelli.
San Siro è bello pieno, allora il mio socio si alza e fa: “Dai fra’ un punticino ce lo portiamo a casa, va bene lo stesso. Minuto 94.30, mancano 30 secondi, iniziamo ad uscire?" Io mi giro, lo guardo e gli rispondo: "No dai, ultima azio...ma ha fischiato rigore? Cos’è successo?". Sento qualcuno dire che Miranda sia inciampato su Defrel.
Prenderla bene: a lezione con il prof. Adem Ljajic
Non la prendo benissimo ma un po' ci credo: "Daaaai ma che cazzo è? Ma perché succedono sempre queste cose? Però dai Samir!!! Dai che li pari i rigori!!! Ahhhh, ma tira Berardi. No niente a posto, è andata così. Ci rifaremo alla prossima!" "SIAMO SEMPRE CON VOI, SIAMO SEMPRE CON VOI, NON VI LASCEEEREEEMO MAAAAI! FORZA INTER EHEH FORZA INTER OHOH”. Soprattutto quando si soffre, si soffre insieme. Non potrebbe essere l’inizio migliore per la classica #crisiinter di gennaio: nelle successive 8 partite porteremo a casa 9 punti, perdendo tre scontri diretti con Fiorentina, Milan e Juve, finendo così a -13 dalla vetta.
Berardi infrange sogni e apre la #crisiinter
Di anni ne sono passati altri due. Il quarto match. Ci giochiamo la Champions League in volata, Rafi è in mezzo al campo a regalare emozioni, Cancelo ha trovato la sua dimensione sulla destra e #MITTAKARAMOH imperversa su Ranocchiate. “-Oh fra’, com'è che oggi con il Sassuolo non giochiamo all'ora di pranzo? - Hahaha!!! A volte capita! A maggio le partite le giocano il più possibile in contemporanea, quindi ‘sta giornata non c’è il turno a pranzo. -Oh! Ma fammi un riassuntino della situazione per la Champions, se noi vinciamo oggi… -Allora, se oggi vinciamo e la Lazio domani non vince a Crotone (finirà 1-1), all’ultima, all’Olimpico abbiamo due risultati buoni su tre, fra’. Quella di oggi è importante! La Lazio gioca forte, ma poi il Sassuolo il suo l’ha fatto: salvo è salvo, alle Coppe non può arrivarci. Li dobbiamo asfaltare! -Vabbè entriamo va, che sento la musichetta del riscaldamento".
Prendiamo posto al Secondo Arancio, riguardiamo le formazioni ufficiali, commentiamo le scelte di Spalletti: "cioè c’è Ranocchia in campo e la fascia ce l’ha Icardi? Non possiamo andarcene? Aspè ma stanno entrando in campo con i figli in braccio, ma in che senso oh?! Mettete per terra sti ragazzini e giochiamo per favore!". Passa meno di mezz'ora e Politano calcia una punizione delle sue sotto la barriera. "Io lo sapevo che dovevamo andarcene fra', te l'ho detto!
Ah,pure Berardi all’incrocio? Strano". Rimaniamo increduli sui nostri seggiolini, rassegnati ad un destino di stenti e coronarie forti. "-Oh fra’, mi confermi che dovevamo fare una cosa sola oggi e invece abbiamo perso 2-1? -Sì fra’, confermo. Ce la giochiamo tutta all’Olimpico, che Dio ce la mandi buona”.
Ed oggi, 7 Aprile 2021, allo stadio non possiamo ancora andarci se non attraverso le telecamere di una pay tv con Federico Balzaretti come socio. Ma torneranno tempi migliori per tutti, prima o poi. Torneremo su quelle tribune, torneremo ad abbracciarci ed insultarci, a piangere e gioire, a cantare ed urlare come ossessi nella speranza che il nuovo esterno sinistro, sulla fascia opposta alla nostra, ci ascolti e scarichi quel benedetto pallone. Chissà, magari torneremo anche a festeggiare qualcosa in Piazza Duomo. Non resta che crederci e sperare, perché se è vero che la storia è ciclica: dopo un Sassuolo ci sarà sempre VECIIINOOOOOOOOOOOOOOO L'HA PRESA VECIIINOOOOOOOOOOOOOOOOOO
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