24/01/2026

Inter – Pisa, il pagellone della Remuntada

SOMMER 4.5 – Ciao, Yann, grazie per essere venuto. Spero avrai notato la delicatezza che ho avuto nel togliere le sedie nella stanza ed evitare facili ironie. Mi aspetterei la stessa delicatezza se tu potessi spiegarci, con calma e pacatezza COSA STRAMIN***A TI E’ VENUTO IN MENTE DOPO 10 MINUTI.
Volevi:
a) evitare la goleada, sapendo già come sarebbe andata a finire;

b) dare una chance a Giusèp Martinez per le prossime partite;

c) ricambiare il favore a Gilardino dopo che ti ha presentato la Hunziker;

d) far rimpiangere Samir delle ultime due stagioni;

e) all of the above.


BISTECCONE 7 –
Prima che entrasse Federico a mettere le cose a posto, ci aveva pensato Yannerone con una delle sue progressioni irresistibili, purtroppo culminata con una ciabattata che ha graziato Scuffet. “Ora è andata così, ma il tempo del giudizio sta per venire” gli ha detto poi Bisteccone mentre tornava in difesa, con Scuffet perplesso a pensare all’ultima volta che aveva aperto la porta ad un Testimone di Geova.

DE VRJI 6.5 –
Ritorna in difesa dopo alcuni secoli di attesa ed è sempre il buon vecchio Stefan, con la sua attitudine da umarell a difendere con le mani dietro la schiena, mentre scuote la testa guardando i lavori di costruzione del nuovo stadio e pensa che ai suoi tempi lui e Skriniar lo avrebbero tirato su in due settimane al massimo.

BASTO 7 –
Il feeling con Carlos non è mai sbocciato ed i cross ne risentono, ma appena entra Dima sente un’energia nuova ed insieme fanno girare la testa a Calabresi e Tourè (che pare siano più numerosi degli Esposito). Alla fine trova pure lui l’assist, quindi tutti contenti.
Certo, se da leader della difesa ti potessi occupare di come difendere sui corner, magari una breve chiacchierata con il signor Palombo che insiste su questa cosa della difesa a zona.
 
GIGI 5
– Povero cucciolotto finito nel tritacarne delle attenzioni mediatiche, quando quello che cercavi all’Inter era un’onesta carriera da panchinaro, magari qualche breve apparizione in Coppa Italia e negli scampoli di Serie A, per poi svernare in prestito in giro per l’Italia e finire gli ultimi anni in compagnia del tuo idolo Tino Lazaro.

PETAR 6.5 – Ora, se c’era qualcuno che si aspettava di rivedere la prestazione offerta in Champions, forse non ha chiaro come funziona con i brati, e sì che avreste dovuto farvi una certa cultura dopo tutti questi anni. Certo, i lampi di classe si vedono, basti vedere alcuni dribbling o il cross che ha dato il via all’azione del rigore, ma poi Petar ha avuto bisogno dei suoi periodi di pausa, durante i quali nessuno è autorizzato a chiedergli cosa stia facendo, nemmeno il Mister.

PIOTR 7 – Allora, io il rigore dal vivo non ho avuto il coraggio di vederlo, e pure mentre riguardavo gli highlights mi saliva la tachicardia, ho dovuto premere fast forward temendo che il pallone schizzasse verso il Secondo Verde. Quando però il pallone arriva tra i suoi piedi in qualsiasi altra occasione, i miei battiti scendono al livello di uno scalatore del Tour de France, sento una tranquillità che non avvertivo dai tempi di Lothar Matthaus. Grazie Pietro per avermi fatto scoprire nuove frontiere dell’interismo.

MKHI 6.5 – Dopo 453 giorni il gol è una liberazione per Enrico, non più costretto a cacciare fagiani di frodo. Per noi un po’ meno, perchè ci lascia con il dubbio irrisolvibile se si tratti di goleada o meno, per altro arrivata al 92’ quando non se ne avvertiva proprio la necessità, specialmente in vista della trasferta in terra crucca. Però, ecco, se fa felice Mkhi, fa felici anche noi. Per non parlare dei fagiani.

CARLOS 6.5 – Ieri in versione “dove mi metti sto”, a questo punto lo proverei pure in porta, se proprio non vogliamo dare possibilità a Giuseppi. Alcune conclusioni spaventano i fagiani che ci hanno fatto sapere “Era meglio Mkhi, almeno tirava più piano”.

PULCINO PIOMBO 8
– Quell’affascinante contrasto tra la tenerezza di un pulcino bagnato nella pioggia torrenziale del Meazza, e la forza di mille pagnotte scaricate sui poveri centrali del Pisa che gli rimbalzano contro ma che vengono travolti da un ineluttabile destino.
Travolgi anche noi Piombo, mlatrattaci come ai fatto con Coppola ieri sera.

LAUTI 8 – Il Capitano continua a sbattersi senza sosta, facendo da trequartista, centravanti, ala destra, motivatore, psicologo, trascinatore di folle. Ogni volta che segna, osservo preoccupato le vene che paiono scoppiare e faccio il calcolo di quante dosi di antipertensivo servano per fargli scendere la pressione quanto meno sotto i 200. Sarà meglio un sartano o un ACE inibitore. Nel frattempo Lauti è arrivato a 168, ma non sono i mm di mercurio, sono i suoi gol con la nostra maglia. Dale Campeon.

DIMA 9 – Un giocatore così decisivo dopo l’ingresso in campo non lo vedevo dai tempi del Chino Recoba contro il Brescia. Con la differenza che Fede di ruolo dovrebbe fare il difensore, ma pure lui come il capitano ha imparato a fare un po’ tutto, compreso il goleador ma soprattutto il dispensatore di assist a ripetizione. Scuffet ed i pali gli hanno messo un argine, altrimenti ieri avrebbe potuto fare tripletta e portarsi a casa pallone, manto erboso, reti e traverse. Settantamila anime a San Siro e qualche milione sparse per il mondo sono già sue da tempo.

TIKUS 6.5 –
Entra in campo ancora con quell’aria di discreto fancazzismo, erò alla fine in mezz’ora scarsa si porta a casa due tiri in porta e l’assist del 4 a 2 che chiude la partita. Il giorno in cui tornerà ad impegnarsi davvero ci divertiremo.

BARE 6.5 – Lo vedi Bare che ci voleva forse un poco di riposo? Capisco che a casa con quattro figli il riposo sia limitato, ma ogni tanto restare in panchina per 60 minuti può aiutare. Chiedi al Maestro Palacios.

ER PIRATA 7 –
Supera finalmente lo shock della semifinale di Supercoppa e fa vedere al mondo di cosa è capace. Soprattutto scopriamo che è possibile fare lo slalom tra i difensori avversari senzavenire arrestati dalle Forze Speciali Antidribbling. A questo punto sotto schock siamo noi.

AKANJI 6 –
Entra per difendere il 3 a 2 e poi ne facciamo altri 3. Sei libero mercoledì, vero?

DEMONE DEI CARPAZI 8.5
– Al secondo gol di Moreo, decide finalmente che è il momento di contattare zio Vlad, che dopo una veloce seduta spiritica gli ricorda IMPALA DAI TUOI ERRORI.
Luigi Enrico viene sacrificato, De Vrij fa un cerchio attorno a Sommer imponendogli di non uscire dall’area (ovviamente Yann non si muoverà più dalla linea di porta), Dimarco viene spedito dentro con poteri speciali che causano l’addirizzamento dei cross, l’immobilità di Calabresi e la perdita dei residui capelli di Gilardino per aver osato sfidare sorte, aver indossato in passato la maglia dei cuginastri ed averci già rotto i marroni abbastanza con il Genoa.
Ecco, Cristian, magari se potessi contattare zio Vlad prima di mercoledì te ne saremmo grati, magari evitando di far venire la sindrome di Montezuma a Niko Kovac.

Inter – Pisa, il pagellone della Remuntada

SOMMER 4.5 – Ciao, Yann, grazie per essere venuto. Spero avrai notato la delicatezza che ho avuto nel togliere le sedie nella stanza ed evitare facili ironie. Mi aspetterei la stessa delicatezza se tu potessi spiegarci, con calma e pacatezza COSA STRAMIN***A TI E’ VENUTO IN MENTE DOPO 10 MINUTI.
Volevi:
a) evitare la goleada, sapendo già come sarebbe andata a finire;

b) dare una chance a Giusèp Martinez per le prossime partite;

c) ricambiare il favore a Gilardino dopo che ti ha presentato la Hunziker;

d) far rimpiangere Samir delle ultime due stagioni;

e) all of the above.


BISTECCONE 7 –
Prima che entrasse Federico a mettere le cose a posto, ci aveva pensato Yannerone con una delle sue progressioni irresistibili, purtroppo culminata con una ciabattata che ha graziato Scuffet. “Ora è andata così, ma il tempo del giudizio sta per venire” gli ha detto poi Bisteccone mentre tornava in difesa, con Scuffet perplesso a pensare all’ultima volta che aveva aperto la porta ad un Testimone di Geova.

DE VRJI 6.5 –
Ritorna in difesa dopo alcuni secoli di attesa ed è sempre il buon vecchio Stefan, con la sua attitudine da umarell a difendere con le mani dietro la schiena, mentre scuote la testa guardando i lavori di costruzione del nuovo stadio e pensa che ai suoi tempi lui e Skriniar lo avrebbero tirato su in due settimane al massimo.

BASTO 7 –
Il feeling con Carlos non è mai sbocciato ed i cross ne risentono, ma appena entra Dima sente un’energia nuova ed insieme fanno girare la testa a Calabresi e Tourè (che pare siano più numerosi degli Esposito). Alla fine trova pure lui l’assist, quindi tutti contenti.
Certo, se da leader della difesa ti potessi occupare di come difendere sui corner, magari una breve chiacchierata con il signor Palombo che insiste su questa cosa della difesa a zona.
 
GIGI 5
– Povero cucciolotto finito nel tritacarne delle attenzioni mediatiche, quando quello che cercavi all’Inter era un’onesta carriera da panchinaro, magari qualche breve apparizione in Coppa Italia e negli scampoli di Serie A, per poi svernare in prestito in giro per l’Italia e finire gli ultimi anni in compagnia del tuo idolo Tino Lazaro.

PETAR 6.5 – Ora, se c’era qualcuno che si aspettava di rivedere la prestazione offerta in Champions, forse non ha chiaro come funziona con i brati, e sì che avreste dovuto farvi una certa cultura dopo tutti questi anni. Certo, i lampi di classe si vedono, basti vedere alcuni dribbling o il cross che ha dato il via all’azione del rigore, ma poi Petar ha avuto bisogno dei suoi periodi di pausa, durante i quali nessuno è autorizzato a chiedergli cosa stia facendo, nemmeno il Mister.

PIOTR 7 – Allora, io il rigore dal vivo non ho avuto il coraggio di vederlo, e pure mentre riguardavo gli highlights mi saliva la tachicardia, ho dovuto premere fast forward temendo che il pallone schizzasse verso il Secondo Verde. Quando però il pallone arriva tra i suoi piedi in qualsiasi altra occasione, i miei battiti scendono al livello di uno scalatore del Tour de France, sento una tranquillità che non avvertivo dai tempi di Lothar Matthaus. Grazie Pietro per avermi fatto scoprire nuove frontiere dell’interismo.

MKHI 6.5 – Dopo 453 giorni il gol è una liberazione per Enrico, non più costretto a cacciare fagiani di frodo. Per noi un po’ meno, perchè ci lascia con il dubbio irrisolvibile se si tratti di goleada o meno, per altro arrivata al 92’ quando non se ne avvertiva proprio la necessità, specialmente in vista della trasferta in terra crucca. Però, ecco, se fa felice Mkhi, fa felici anche noi. Per non parlare dei fagiani.

CARLOS 6.5 – Ieri in versione “dove mi metti sto”, a questo punto lo proverei pure in porta, se proprio non vogliamo dare possibilità a Giuseppi. Alcune conclusioni spaventano i fagiani che ci hanno fatto sapere “Era meglio Mkhi, almeno tirava più piano”.

PULCINO PIOMBO 8
– Quell’affascinante contrasto tra la tenerezza di un pulcino bagnato nella pioggia torrenziale del Meazza, e la forza di mille pagnotte scaricate sui poveri centrali del Pisa che gli rimbalzano contro ma che vengono travolti da un ineluttabile destino.
Travolgi anche noi Piombo, mlatrattaci come ai fatto con Coppola ieri sera.

LAUTI 8 – Il Capitano continua a sbattersi senza sosta, facendo da trequartista, centravanti, ala destra, motivatore, psicologo, trascinatore di folle. Ogni volta che segna, osservo preoccupato le vene che paiono scoppiare e faccio il calcolo di quante dosi di antipertensivo servano per fargli scendere la pressione quanto meno sotto i 200. Sarà meglio un sartano o un ACE inibitore. Nel frattempo Lauti è arrivato a 168, ma non sono i mm di mercurio, sono i suoi gol con la nostra maglia. Dale Campeon.

DIMA 9 – Un giocatore così decisivo dopo l’ingresso in campo non lo vedevo dai tempi del Chino Recoba contro il Brescia. Con la differenza che Fede di ruolo dovrebbe fare il difensore, ma pure lui come il capitano ha imparato a fare un po’ tutto, compreso il goleador ma soprattutto il dispensatore di assist a ripetizione. Scuffet ed i pali gli hanno messo un argine, altrimenti ieri avrebbe potuto fare tripletta e portarsi a casa pallone, manto erboso, reti e traverse. Settantamila anime a San Siro e qualche milione sparse per il mondo sono già sue da tempo.

TIKUS 6.5 –
Entra in campo ancora con quell’aria di discreto fancazzismo, erò alla fine in mezz’ora scarsa si porta a casa due tiri in porta e l’assist del 4 a 2 che chiude la partita. Il giorno in cui tornerà ad impegnarsi davvero ci divertiremo.

BARE 6.5 – Lo vedi Bare che ci voleva forse un poco di riposo? Capisco che a casa con quattro figli il riposo sia limitato, ma ogni tanto restare in panchina per 60 minuti può aiutare. Chiedi al Maestro Palacios.

ER PIRATA 7 –
Supera finalmente lo shock della semifinale di Supercoppa e fa vedere al mondo di cosa è capace. Soprattutto scopriamo che è possibile fare lo slalom tra i difensori avversari senzavenire arrestati dalle Forze Speciali Antidribbling. A questo punto sotto schock siamo noi.

AKANJI 6 –
Entra per difendere il 3 a 2 e poi ne facciamo altri 3. Sei libero mercoledì, vero?

DEMONE DEI CARPAZI 8.5
– Al secondo gol di Moreo, decide finalmente che è il momento di contattare zio Vlad, che dopo una veloce seduta spiritica gli ricorda IMPALA DAI TUOI ERRORI.
Luigi Enrico viene sacrificato, De Vrij fa un cerchio attorno a Sommer imponendogli di non uscire dall’area (ovviamente Yann non si muoverà più dalla linea di porta), Dimarco viene spedito dentro con poteri speciali che causano l’addirizzamento dei cross, l’immobilità di Calabresi e la perdita dei residui capelli di Gilardino per aver osato sfidare sorte, aver indossato in passato la maglia dei cuginastri ed averci già rotto i marroni abbastanza con il Genoa.
Ecco, Cristian, magari se potessi contattare zio Vlad prima di mercoledì te ne saremmo grati, magari evitando di far venire la sindrome di Montezuma a Niko Kovac.

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