08/09/2022

Inter – Bayern, il Pagellone della sconfitta annunciata

ONANA 8 – In una partita da legge di Murphy, in cui tutto quello che poteva andare male lo ha fatto, Andrès è l’unico raggio di luce nella buia galleria della crisi settembrina, l’unica nota gioiosa nel De Profundis intonato dai cronisti di Infinity, la speranza di un domani migliore nonostante manchino due settimane alle elezioni.
Fa una dozzina di parate senza dover ricorrere al laser, l’emozione di vedere i guantoni e le ginocchia sporchi di terra non la provavo da quando Samir era allenato da Spallettone. Abbiamo visto anche alcuni lanci con i piedi di 70 metri che generano orgasmi multipli in Pardo quando a farli è il portiere francese pronunciato in corsivo.
Tutto molto bello, direbbe Pizzul.
La gioia è smorzata da tutto il resto, compresa la dichiarazione di Mr. Simo che contro il Torino tornerà in porta il titolare di Divani&Divani.
Ma no dai, vogliamo bene a Samir, solo crediamo che in questo periodo possa dare il meglio di sè come ha fatto ieri mezz’ora prima dell’inizio, quando ha preparato Onana.

D’AMBROSIO 6 – Non riesco a scendere sotto la sufficienza per The Immortal, non quando gioca in Champions con la fascia di capitano al braccio.
Da quando Froggy ha lasciato, è lui il mio capitano morale.
Ieri è stato il più pericoloso per buona parte della gara, e questo già la dice lunga sul tipo di partita che abbiamo giocato. Si è fatto vedere diverse volte in avanti a guidare la carica, come un capitano deve fare nei momenti di difficoltà.
A volte i bavaresi sono rimasti sorpresi, eppure immaginavamo che quel lungagnone di De Ligt avesse istruito i suoi nuovi compagni sulla pericolosità di Daddo33.
Ma cosa vuoi aspettarti da uno scolorito? Scolorito una vez, scolorito para siempre.
Nella foga di attaccare, putroppo DD si è perso gli attaccanti più di una volta, come nel caso del vantaggio di Sanè, anche se tra il lancio di Kimmich ed il controllo di Leroy non sono convinto che si potesse fare molto per evitare il gol.
Dambro è pure protagonista del raddoppio, quando in uno slancio di generosità spera di poter ripetere il miracolo di Inter – Empoli, ma questa volta gli dei del calcio sono girati dall’altra parte, o non perdonano la sua presunzione di fare paragoni tra Empoli e Bayern (seppure Dragowski pareva Neuer e Traorè giocò come Manè).
Gli slanci di generosità però si perdonano sempre, il partire già battuti invece non lo sopporto e di questo non trovo tracce in Danilone.

SKRINIAR 6.5 –
Si sa, Skri dove lo metti sta (del resto deve esserci un motivo per il quale lo cerca mezza Europa), e ieri ha giocato al centro della difesa in un’inedita staffetta con Stefanone. Non vorremmo fosse un segnale che la coppia più invidiata del mondo pallonaro sia ormai in crisi aperta, con Skri cercato da tutti i continenti mentre Stefan non lo ha richiesto nemmeno il Pontedera.
I bavaresi però ieri parevano moltiplicarsi ad ogni attacco, manco ci trovassimo in una versione sadica di Plant vs Zombies: ad ogni ondata aumentavano in numero e pericolosità, se non era Sanè era Manè (credo abbiano fatto giocare due attaccanti con nomi simili per confonderci, maledetto Nagelsmann!), poi arrivava Mueller, poi Coman, Davies. Kimmich, il fratello buono della famiglia Hernandez, insomma una pletora di maglie rosse da tenere a bada.
Skri ha fatto quello che ha potuto, nel secondo tempo ha avuto pure un’occasione per pareggiarla ma ha mancato il pallone. Si vede proprio che non era giornata.

BASTONI 6 – Pare che Sandrino stia soffrendo molto per la crisi tra Genitore Skri e Genitore Ste. In più, ha avuto la gastroenterite e, per non farsi mancare niente, tra poco inizia la scuola. Se a questo aggiungiamo il derby di sabato scorso, abbiamo tutti gli ingredienti per piegare il talento del nostro ragazzo prodigio.
Invece Sandrino ha tenuto botta, certo è ancora lontano dalla forma migliore e lo abbiamo visto un po’ titubante in alcune occasioni, ma quando hai di fronte quei cattivoni in maglia rossa, è difficile fare di meglio.
Avremo tanto bisogno di Sandrino da qui in avanti, e siamo sicuri che il nostro futuro dipenderà anche da lui. Crechiamo di proteggerlo, e di tenercelo stretto.

DUMFRIES 5 – Credo che la cosa migliore che abbia fatto ieri sia stato cadere nella fossa delle panchine mentre prendeva la rincorsa per un fallo laterale.
Per il resto, una partita da dimenticare. Ha cercato di sfruttare la sua fisicità, ma si è scontrato contro i carrarmati crucchi che lo hanno raso al suolo.
“Smontateje i piedi e rimettetejeli ar contrario!”, pare abbia urlato Farris ai massaggiatori nell’intervallo. Ma ieri Fifino pareva avesse due ferri da stiro, e pure montati al contrario, sempre ferri da stiro restano.
Verranno tempi migliori, la prossima è contro il Toro e magari il ricordo del gol dell’anno scorso riuscirà a migliorarne l’umore.
Per le prestazioni, mi sa che dovremo aspettare ancora.

CALHANOGLU 5 – Parte male, continua peggio e finisce spompato.
Scusate la sintesi impietosa, ma Calha sembra il lontano parente della mezzala che abbiamo ammirato lo scorso anno e che in questa stagione si è solo intravista contro Spezia e Cremonese.
L’anno scorso prendeva una traversa contro il Liverpool, quest’anno sbaglia passaggi elementari (uno c’è costato il pareggio nel derby). Da parte sua vedo tanta confusione e poca voglia di reagire; forse avrebbe bisogno di un po’ di riposo, invece ieri Mr. Simo lo ha lasciato in campo fin troppo.

BROZOVIC 6 – Un’altra prestazione sotto tono del nostro Ognicentrocampista. Continua a farsi dare sempre il pallone, ma molte volte lo perde in zone pericolose, tipo a 15 metri da Onana. A volte capita quando al posto di Zanimacchia devi affrontare Kimmich e Sabitzer, però in lui vediamo la volontà di rimediare, che emerge nonostante le sbracciate verso i compagni. Epic resta sempre il nostro faro, il punto da cui passano tutte le linee di passaggio possibili, il centro di gravità provvisorio ma al quale occorre aggrapparsi.
Mostraci la via, maestro. Non possiamo offrirti molto, se non pane, salame e un posto prenotato per il mondiale di freccette.

MKHITARYAN 7 –
La seconda nota positiva della partita di ieri è Henrikh, uno dei pochi che quando ha il pallone tra i piedi sa cosa bisogna farci. Non è un caso che le nostre azioni pericolose passino sempre da lui, che riesce a volte a scavalcare il pressing avversario con lanci illuminanti.
Se solo provasse anche il tiro sarebbe perfetto.
Si trova un po’ in difficoltà alla fine quando entra Gagliardini, dato che non sa bene come approcciarlo. Guarda titubante Farris che dalla panchina gli fa:
“Se proprio gliela devi passà, fagli un cross per la sua capoccia! Ma sinnò ignoralo, che l’abbiamo fatto entrà solo per mannarli in confusione!”

GOSENS Ghost Track – Come fosse un disco degli anni ’90, dj Scimo feat. Farris inserisce una ghost track nella partita di ieri. Si tratta di Robin, uno che per sua indole e per il nome che porta già tende a nascondersi nella foresta di Sherwood o nella bat-caverna. Ieri ha giocato a fare il Fantasma dell’Opera, del resto il Meazza non viene chiamato la Scala del Calcio a caso, anche se credevamo per ragioni diverse.
Ogni tanto si risveglia dal suo stato di obsolescenza per contrastare i Pavard e Manè che si aggirano dalle sue parti, ma poi rientra nell’ombra, quasi a chiedere scusa per la sua insolenza.

Inter – Bayern, il Pagellone della sconfitta annunciata 1 Ranocchiate
A Robin, datte na svejata!

DZEKO 6.5 – Se solo avesse avuto l’energia di 3 anni fa, ne avrebbe rifilato almeno 2 a Neuer. Ma un po’l’età, un po’ la sciatica, un po’ la freschezza che ricorda il sottoscritto quando deve alzarsi dal divano, fanno sì che il Cigno tiri a stento la testolina fuori dal lago di San Siro per farsi ammirare in tutta la sua eleganza.
Ho calcolato che in un’azione ha impiegato venti secondi e una decina di metri per potersi girare: era un potenziale contropiede, ma quando è partito il passaggio per Lautaro c’erano già 3 difensori sul Toro.
Peccato perchè la voglia non manca, e nemmeno la classe. Forse un po’ di Voltaren, ma non vorremmo che poi ci fermino Edin per doping, ci manca solo questo.

LAUTARO 6.5 – Anche Lauti ce la mette tutta per rendersi pericoloso, a volte torna ben dentro la nostra metacampo per recuperare palloni.
Putroppo Hernandez e De Ligt sono brutti clienti, uno con una pessima famiglia, l’altro con un ancora peggior passato. Lauti, che ormai ha il sangue nerazzurro, si becca con entrambi, soprattutto con l’ex scolorito, che ha l’ardire di urlargli in faccia.
Purtroppo non va molto al di là di questo, e non ricordiamo conclusioni verso la porta di Neuer. Il quale, dal canto suo, siamo certi che sabato si reincarnerà nel portiere del Torino (anche lui fratello di uno che con noi ha un conto aperto); quanto meno il Toro avrà modo di rifarsi.

DE VRIJ 6 – Entra nel secondo tempo a conti già fatti per sostituire Skri. Non ho ancora capito il perchè, ma Stefan fa il suo. I bavaresi sono ormai in controllo del match e non lo disturbano più di tanto.

DARMIAN 6 – Entra al posto di Fifino che pareva Superman con la kriptonite. Dove non ha potuto la potenza di Denzel, Padre Darmy spera di operare con l’opera di convincimento e persuasione. Ma dai tempi di Lutero purtroppo i crucchi sono sordi alle lusinghe degli uomini di fede, e pure don Matteo viene bullizzato dai lanzichenecchi di Nagelsmann.

DIMARCO 6.5 – Entrato per creare un po’ di scompiglio avanti, questa volta non riesce a pungere, respinto dai marcantoni che ha di fronte. Dà il meglio di sè in difesa, con una scivolata che evita il terzo gol e la capitolazione completa.

CORREA -2 – Entra in campo come un no-vax ad una conferenza di Burioni: pare che ce lo abbiano portato con la forza. Allora prima sbaglia un assist che avrebbe liberato Lautaro di fronte a Neuer, poi ciabatta fuori un probabilmente involontario passaggio di Gaglia.
Where is my lontrina gone?

GAGLIARDINI 8 – Entra anche lui in maniera incomprensibile al posto di Calha. Forse con il solo scopo di far vedere che abbiamo uno più alto di Goretzka.
Fatto sta che viene subissato di fischi senza aver commesso niente di eclatante. E questo non lo possiamo accettare.
Perchè al nostro DIO5 noi vogliamo un gran bene, e non è giusto che paghi colpe non sue.
DAJE ROBE’!

MISTER SIMO 5 di incoraggiamento – Purtroppo il mister ci pare in stato confusionale, anche più di Calhanoglu, che è quanto dire.
La formazione è giusta, e apprezziamo il coraggio di aver fatto esordire Onana.
Ma la condizione fisica lascia a desiderare, il carattere pure e girano brutte voci che ci siano screzi nello spogliatoio.
I cambi sono tardivi, alcuni incomprensibili, e se fossero arrivati qualche minuto prima forse avremmo evitato il raddoppio.
Dopo il derby il mister dichiarò che le sconfitte insegnano.
Il che è vero, ma mi accontenterei di un diploma, non c’è bisogno ora di puntare al dottorato.
Direbbe anche in questo caso Farris:
Simò, damose na svejata!

Inter – Bayern, il Pagellone della sconfitta annunciata

ONANA 8 – In una partita da legge di Murphy, in cui tutto quello che poteva andare male lo ha fatto, Andrès è l’unico raggio di luce nella buia galleria della crisi settembrina, l’unica nota gioiosa nel De Profundis intonato dai cronisti di Infinity, la speranza di un domani migliore nonostante manchino due settimane alle elezioni.
Fa una dozzina di parate senza dover ricorrere al laser, l’emozione di vedere i guantoni e le ginocchia sporchi di terra non la provavo da quando Samir era allenato da Spallettone. Abbiamo visto anche alcuni lanci con i piedi di 70 metri che generano orgasmi multipli in Pardo quando a farli è il portiere francese pronunciato in corsivo.
Tutto molto bello, direbbe Pizzul.
La gioia è smorzata da tutto il resto, compresa la dichiarazione di Mr. Simo che contro il Torino tornerà in porta il titolare di Divani&Divani.
Ma no dai, vogliamo bene a Samir, solo crediamo che in questo periodo possa dare il meglio di sè come ha fatto ieri mezz’ora prima dell’inizio, quando ha preparato Onana.

D’AMBROSIO 6 – Non riesco a scendere sotto la sufficienza per The Immortal, non quando gioca in Champions con la fascia di capitano al braccio.
Da quando Froggy ha lasciato, è lui il mio capitano morale.
Ieri è stato il più pericoloso per buona parte della gara, e questo già la dice lunga sul tipo di partita che abbiamo giocato. Si è fatto vedere diverse volte in avanti a guidare la carica, come un capitano deve fare nei momenti di difficoltà.
A volte i bavaresi sono rimasti sorpresi, eppure immaginavamo che quel lungagnone di De Ligt avesse istruito i suoi nuovi compagni sulla pericolosità di Daddo33.
Ma cosa vuoi aspettarti da uno scolorito? Scolorito una vez, scolorito para siempre.
Nella foga di attaccare, putroppo DD si è perso gli attaccanti più di una volta, come nel caso del vantaggio di Sanè, anche se tra il lancio di Kimmich ed il controllo di Leroy non sono convinto che si potesse fare molto per evitare il gol.
Dambro è pure protagonista del raddoppio, quando in uno slancio di generosità spera di poter ripetere il miracolo di Inter – Empoli, ma questa volta gli dei del calcio sono girati dall’altra parte, o non perdonano la sua presunzione di fare paragoni tra Empoli e Bayern (seppure Dragowski pareva Neuer e Traorè giocò come Manè).
Gli slanci di generosità però si perdonano sempre, il partire già battuti invece non lo sopporto e di questo non trovo tracce in Danilone.

SKRINIAR 6.5 –
Si sa, Skri dove lo metti sta (del resto deve esserci un motivo per il quale lo cerca mezza Europa), e ieri ha giocato al centro della difesa in un’inedita staffetta con Stefanone. Non vorremmo fosse un segnale che la coppia più invidiata del mondo pallonaro sia ormai in crisi aperta, con Skri cercato da tutti i continenti mentre Stefan non lo ha richiesto nemmeno il Pontedera.
I bavaresi però ieri parevano moltiplicarsi ad ogni attacco, manco ci trovassimo in una versione sadica di Plant vs Zombies: ad ogni ondata aumentavano in numero e pericolosità, se non era Sanè era Manè (credo abbiano fatto giocare due attaccanti con nomi simili per confonderci, maledetto Nagelsmann!), poi arrivava Mueller, poi Coman, Davies. Kimmich, il fratello buono della famiglia Hernandez, insomma una pletora di maglie rosse da tenere a bada.
Skri ha fatto quello che ha potuto, nel secondo tempo ha avuto pure un’occasione per pareggiarla ma ha mancato il pallone. Si vede proprio che non era giornata.

BASTONI 6 – Pare che Sandrino stia soffrendo molto per la crisi tra Genitore Skri e Genitore Ste. In più, ha avuto la gastroenterite e, per non farsi mancare niente, tra poco inizia la scuola. Se a questo aggiungiamo il derby di sabato scorso, abbiamo tutti gli ingredienti per piegare il talento del nostro ragazzo prodigio.
Invece Sandrino ha tenuto botta, certo è ancora lontano dalla forma migliore e lo abbiamo visto un po’ titubante in alcune occasioni, ma quando hai di fronte quei cattivoni in maglia rossa, è difficile fare di meglio.
Avremo tanto bisogno di Sandrino da qui in avanti, e siamo sicuri che il nostro futuro dipenderà anche da lui. Crechiamo di proteggerlo, e di tenercelo stretto.

DUMFRIES 5 – Credo che la cosa migliore che abbia fatto ieri sia stato cadere nella fossa delle panchine mentre prendeva la rincorsa per un fallo laterale.
Per il resto, una partita da dimenticare. Ha cercato di sfruttare la sua fisicità, ma si è scontrato contro i carrarmati crucchi che lo hanno raso al suolo.
“Smontateje i piedi e rimettetejeli ar contrario!”, pare abbia urlato Farris ai massaggiatori nell’intervallo. Ma ieri Fifino pareva avesse due ferri da stiro, e pure montati al contrario, sempre ferri da stiro restano.
Verranno tempi migliori, la prossima è contro il Toro e magari il ricordo del gol dell’anno scorso riuscirà a migliorarne l’umore.
Per le prestazioni, mi sa che dovremo aspettare ancora.

CALHANOGLU 5 – Parte male, continua peggio e finisce spompato.
Scusate la sintesi impietosa, ma Calha sembra il lontano parente della mezzala che abbiamo ammirato lo scorso anno e che in questa stagione si è solo intravista contro Spezia e Cremonese.
L’anno scorso prendeva una traversa contro il Liverpool, quest’anno sbaglia passaggi elementari (uno c’è costato il pareggio nel derby). Da parte sua vedo tanta confusione e poca voglia di reagire; forse avrebbe bisogno di un po’ di riposo, invece ieri Mr. Simo lo ha lasciato in campo fin troppo.

BROZOVIC 6 – Un’altra prestazione sotto tono del nostro Ognicentrocampista. Continua a farsi dare sempre il pallone, ma molte volte lo perde in zone pericolose, tipo a 15 metri da Onana. A volte capita quando al posto di Zanimacchia devi affrontare Kimmich e Sabitzer, però in lui vediamo la volontà di rimediare, che emerge nonostante le sbracciate verso i compagni. Epic resta sempre il nostro faro, il punto da cui passano tutte le linee di passaggio possibili, il centro di gravità provvisorio ma al quale occorre aggrapparsi.
Mostraci la via, maestro. Non possiamo offrirti molto, se non pane, salame e un posto prenotato per il mondiale di freccette.

MKHITARYAN 7 –
La seconda nota positiva della partita di ieri è Henrikh, uno dei pochi che quando ha il pallone tra i piedi sa cosa bisogna farci. Non è un caso che le nostre azioni pericolose passino sempre da lui, che riesce a volte a scavalcare il pressing avversario con lanci illuminanti.
Se solo provasse anche il tiro sarebbe perfetto.
Si trova un po’ in difficoltà alla fine quando entra Gagliardini, dato che non sa bene come approcciarlo. Guarda titubante Farris che dalla panchina gli fa:
“Se proprio gliela devi passà, fagli un cross per la sua capoccia! Ma sinnò ignoralo, che l’abbiamo fatto entrà solo per mannarli in confusione!”

GOSENS Ghost Track – Come fosse un disco degli anni ’90, dj Scimo feat. Farris inserisce una ghost track nella partita di ieri. Si tratta di Robin, uno che per sua indole e per il nome che porta già tende a nascondersi nella foresta di Sherwood o nella bat-caverna. Ieri ha giocato a fare il Fantasma dell’Opera, del resto il Meazza non viene chiamato la Scala del Calcio a caso, anche se credevamo per ragioni diverse.
Ogni tanto si risveglia dal suo stato di obsolescenza per contrastare i Pavard e Manè che si aggirano dalle sue parti, ma poi rientra nell’ombra, quasi a chiedere scusa per la sua insolenza.

Inter – Bayern, il Pagellone della sconfitta annunciata 2 Ranocchiate
A Robin, datte na svejata!

DZEKO 6.5 – Se solo avesse avuto l’energia di 3 anni fa, ne avrebbe rifilato almeno 2 a Neuer. Ma un po’l’età, un po’ la sciatica, un po’ la freschezza che ricorda il sottoscritto quando deve alzarsi dal divano, fanno sì che il Cigno tiri a stento la testolina fuori dal lago di San Siro per farsi ammirare in tutta la sua eleganza.
Ho calcolato che in un’azione ha impiegato venti secondi e una decina di metri per potersi girare: era un potenziale contropiede, ma quando è partito il passaggio per Lautaro c’erano già 3 difensori sul Toro.
Peccato perchè la voglia non manca, e nemmeno la classe. Forse un po’ di Voltaren, ma non vorremmo che poi ci fermino Edin per doping, ci manca solo questo.

LAUTARO 6.5 – Anche Lauti ce la mette tutta per rendersi pericoloso, a volte torna ben dentro la nostra metacampo per recuperare palloni.
Putroppo Hernandez e De Ligt sono brutti clienti, uno con una pessima famiglia, l’altro con un ancora peggior passato. Lauti, che ormai ha il sangue nerazzurro, si becca con entrambi, soprattutto con l’ex scolorito, che ha l’ardire di urlargli in faccia.
Purtroppo non va molto al di là di questo, e non ricordiamo conclusioni verso la porta di Neuer. Il quale, dal canto suo, siamo certi che sabato si reincarnerà nel portiere del Torino (anche lui fratello di uno che con noi ha un conto aperto); quanto meno il Toro avrà modo di rifarsi.

DE VRIJ 6 – Entra nel secondo tempo a conti già fatti per sostituire Skri. Non ho ancora capito il perchè, ma Stefan fa il suo. I bavaresi sono ormai in controllo del match e non lo disturbano più di tanto.

DARMIAN 6 – Entra al posto di Fifino che pareva Superman con la kriptonite. Dove non ha potuto la potenza di Denzel, Padre Darmy spera di operare con l’opera di convincimento e persuasione. Ma dai tempi di Lutero purtroppo i crucchi sono sordi alle lusinghe degli uomini di fede, e pure don Matteo viene bullizzato dai lanzichenecchi di Nagelsmann.

DIMARCO 6.5 – Entrato per creare un po’ di scompiglio avanti, questa volta non riesce a pungere, respinto dai marcantoni che ha di fronte. Dà il meglio di sè in difesa, con una scivolata che evita il terzo gol e la capitolazione completa.

CORREA -2 – Entra in campo come un no-vax ad una conferenza di Burioni: pare che ce lo abbiano portato con la forza. Allora prima sbaglia un assist che avrebbe liberato Lautaro di fronte a Neuer, poi ciabatta fuori un probabilmente involontario passaggio di Gaglia.
Where is my lontrina gone?

GAGLIARDINI 8 – Entra anche lui in maniera incomprensibile al posto di Calha. Forse con il solo scopo di far vedere che abbiamo uno più alto di Goretzka.
Fatto sta che viene subissato di fischi senza aver commesso niente di eclatante. E questo non lo possiamo accettare.
Perchè al nostro DIO5 noi vogliamo un gran bene, e non è giusto che paghi colpe non sue.
DAJE ROBE’!

MISTER SIMO 5 di incoraggiamento – Purtroppo il mister ci pare in stato confusionale, anche più di Calhanoglu, che è quanto dire.
La formazione è giusta, e apprezziamo il coraggio di aver fatto esordire Onana.
Ma la condizione fisica lascia a desiderare, il carattere pure e girano brutte voci che ci siano screzi nello spogliatoio.
I cambi sono tardivi, alcuni incomprensibili, e se fossero arrivati qualche minuto prima forse avremmo evitato il raddoppio.
Dopo il derby il mister dichiarò che le sconfitte insegnano.
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