Inter-Napoli, il pagellone di Hard Work Epic Brozo 77

HANDANOVIC 6.5: Appassionato di Sarrismo, trascorre la partita agendo da playmaker basso, regalandoci al bellezza di ZERO belle uscite palla a terra dalla difesa e multipli mini-attacchi di panico sugli spalti. Poco impensierito dagli imprecisi attaccanti del Napoli, a partire dalla prossima partita lo vedremo con caffettiera, tuta e sigaretta in bocca, in onore del suo maestro di calcio, con il quale tra l'altro condivide la poca simpatia per le competizioni europee.
Caparbio nel provare per 4 volte di fila l'allargo a sinistra verso Cancelo, nonostante il pallone finisse puntualmente in fallo laterale. Ma d'altronde se un portiere si annoia in un Inter-Napoli e si mette a fare tiki taka per passare il tempo, che gli vuoi dire?

D'AMBROSIO 6: Le sue qualità gli permettono di destreggiarsi senza problemi sia sulla fascia destra che su quella sinistra, infatti ne ha talmente poche che ruolo naturale o ruolo adattato per lui fanno poca differenza. Comunque c'è, è solido, tiene sugli avversari, e come ripetiamo ormai dopo ogni partita con i terzini che girano di questi tempi ci va alla grande.

SKRINIAR 8: Vi svelo un segreto, ogni mattina prima di uscire di casa e ogni sera prima di andare a dormire, passo 10 minuti davanti a un santino di Skriniar, chiedendogli umilmente perdono per quando in estate ero scettico sul suo acquisto. Passati i 10 minuti di penitenza, ne impiego altri 50 per ringraziarlo di tutti i salvataggi difensivi e per essere senza dubbio anche il nostro goleador tuttofare in attacco. È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Peccato per quel palo senza il quale forse saremmo qui con un umore diverso, ma resta comunque la prestazione di un ragazzone che secondo me potrebbe giocare a occhi chiusi in qualsiasi top club mondiale. Teniamocelo stretto finché dura.

MIRANDA 6.5: Se siamo usciti indenni con due 0-0 contro il Napoli lo dobbiamo anche ai miracoli di San Joannaro, con quei bellissimi colpi di scena che variano tra il "ciabattata" e "chiusura in grande stile", ci tiene sempre col fiato sospeso. Perdonatagli la svirgolata col Bologna, e soprattutto il fatto di essere uscito per infortunio e aver fatto entrare Lisandro Lopez, siamo tornati ad ammirare un Miranda in una prestazione da vero Miranda.

CANCELO 6.5: Sto ragazzotto dribblomane ha il talento di non darti nemmeno il tempo di applaudirlo per una giocata che subito ti fa incazzare come una iena. Ma alla fine gli si vuole bene.
Parte sulla fascia destra dove ti aspetti che faccia fuoco e fiamme su Mario Rui, invece i due, stretti da un legame di lusitana non belligeranza, decidono di andarci piano a vicenda.
Spalletti si accorge dell'ammutinamento e, prima di vederlo Joaomarizzato definitivamente, lo sposta sul buco nero che assorbe qualsiasi briciolo di talento che gli si avvicini, anche noto come fascia sinistra.
Cancelo si perde letteralmente in un bicchiere d'acqua arrivando alla confusione totale, ma c'è di buono che riesce a confondere anche gli avversari. Ma dopotutto se nemmeno il Colosso Maicon è mai riuscito a giocare sulla fascia sinistra, adesso che cappero vogliamo da Cancelo? Daje Joao spacca tutto che c'è bisogno di te.

GAGLIARDINI 7: Schierato titolare tra lo scetticismo generale (principalmente il suo, ma anche quello dei tifosi) il Gaglio riesce a far vedere sprazzi di buon calcio per la prima volta da un tempo immemore. Per intenderci, più o meno quando aveva fatto l'ultima partita buona all'Orologio un gruppo di milanisti intelligenti (i primi e unici del XX secolo) stavano firmando l'atto di fondazione dell'Inter.
Meglio tardi che mai, comunque, e abbiamo avuto l'onore di vederlo in azione tra colpi di tacco volanti e entratacce killer. Ripartiamo da qui.

BROZOVIC 7: Avendo appena lanciato la sua linea di moda "Hardwork Epic Brozo", la prima marca di moda basata esclusivamente su un ossimoro, aveva bisogno di legittimare il tutto giocando effettivamente una partita di impegno e di sacrificio.
Questa volta se Spalletti lo avesse sostituito avrebbe ricevuto una standing ovation incredibile, e chissà se questa volta avrebbe riposto con degli applausi o, da mattacchione ironico e sagace qual è, ci avrebbe mandato tutti affanculo.

Inter-Napoli, il pagellone di Hard Work Epic Brozo 77 1 Ranocchiate
Se volete farmi felice sapete cosa regalarmi, ragazzi.
Ma anche il cappellino non mi dispiacerebbe.

RAFIGNA 7: Ancora una vera prestazione di Rafigna, che finché non si dimenticherà di tutto quello che ha imparato al Barcellona sembra proprio un bel giocatorino. Non solo per l'agilità e per la classe, ma anche per le sorprendenti doti a livello umano: Pur essendo arrivato da poco non esista a indirizzare e incoraggiare i compagni, comportandosi da vero leader. Quando sbaglia UN cross alza subito le mani e chiede scusa a tutti. Roba da altro pianeta.

PERISIC 4: E quando anche il tuo amichetto croato Brozovic corre e si impegna capisci che c'è proprio qualcosa che non va. Che fine ha fatto Ivan Perisic? Ormai i mesi di assenza diventano 3 e non sembra esserci una luce in fondo a questo tunnel di svogliatezza.

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Ancora pubblicità a Epic Brozo. In realtà ha giocato bene solo perché gli abbiamo promesso di fare pubblicità alle sue scarpe. @hworkebrozo

CANDREVA 6: Solita prestazione di quantità e quantità. Peccato perché nella giornata in cui si era sbloccato André Silva ci speravamo un po' tutti in un suo gol, invece dobbiamo accontentarsi di un tiro pericoloso di poco a lato. Gli servono urgentemente delle lezioni di Mittanza da Karamoh. Comunque vedendo il Perisic degli ultimi tempi, non è più ufficialmente il mio capro espiatorio.

KARAMOH S.V.: Anche oggi la nostra piccola dose di MITT' quotidiana <3

ICARDI 6: Si parla tanto di quella stronzata idiota su Brozovic e Wanda Nara. Assurdo, dovrebbero saperlo tutti che in realtà è la sorella di Brozo che rischia.
Comunque prestazione discreta del vice capitano che fa a sportellate con i difensori del Napoli e tiene a galla il reparto. Almeno ci fa accorgere che è tornato dall'infortunio dicendo "Ci sono anch'io".

EDER 5: Un cambio sbagliato con un giocatore sbagliato che sbaglia tutto lo sbagliabile. Sbagliato.

BORJA VALERO 6: Entra abbastanza frizzantino ma troppo tardi e defilato per dare un vero contributo.

SPALLETTI 6.5: Con questa continuiamo sul nostro andazzo del "Piccoli contro le piccole, un po' meglio di quando giochiamo contro le piccole* contro le grandi.
* = proverbio modificato per la situazione particolare dell'Inter.
Con questa partita conferma il risultato dell'andata al San Paolo: Con Sarri finisce 0-0 anche adesso che giochiamo lo stesso sport.
Nel finale un po' isterico pazzo alla Mancini, ma di questo ne parleremo a tempo debito in un nuovo articolo.

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E SOPRATTUTTO NON DIMENTICATEVI DI COMPRARE HARDWORKBROZO SE VOLETE VEDERE ALTRE PRESTAZIONI IN FORMATO EPIC.

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Caparbio nel provare per 4 volte di fila l'allargo a sinistra verso Cancelo, nonostante il pallone finisse puntualmente in fallo laterale. Ma d'altronde se un portiere si annoia in un Inter-Napoli e si mette a fare tiki taka per passare il tempo, che gli vuoi dire?

D'AMBROSIO 6: Le sue qualità gli permettono di destreggiarsi senza problemi sia sulla fascia destra che su quella sinistra, infatti ne ha talmente poche che ruolo naturale o ruolo adattato per lui fanno poca differenza. Comunque c'è, è solido, tiene sugli avversari, e come ripetiamo ormai dopo ogni partita con i terzini che girano di questi tempi ci va alla grande.

SKRINIAR 8: Vi svelo un segreto, ogni mattina prima di uscire di casa e ogni sera prima di andare a dormire, passo 10 minuti davanti a un santino di Skriniar, chiedendogli umilmente perdono per quando in estate ero scettico sul suo acquisto. Passati i 10 minuti di penitenza, ne impiego altri 50 per ringraziarlo di tutti i salvataggi difensivi e per essere senza dubbio anche il nostro goleador tuttofare in attacco. È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Peccato per quel palo senza il quale forse saremmo qui con un umore diverso, ma resta comunque la prestazione di un ragazzone che secondo me potrebbe giocare a occhi chiusi in qualsiasi top club mondiale. Teniamocelo stretto finché dura.

MIRANDA 6.5: Se siamo usciti indenni con due 0-0 contro il Napoli lo dobbiamo anche ai miracoli di San Joannaro, con quei bellissimi colpi di scena che variano tra il "ciabattata" e "chiusura in grande stile", ci tiene sempre col fiato sospeso. Perdonatagli la svirgolata col Bologna, e soprattutto il fatto di essere uscito per infortunio e aver fatto entrare Lisandro Lopez, siamo tornati ad ammirare un Miranda in una prestazione da vero Miranda.

CANCELO 6.5: Sto ragazzotto dribblomane ha il talento di non darti nemmeno il tempo di applaudirlo per una giocata che subito ti fa incazzare come una iena. Ma alla fine gli si vuole bene.
Parte sulla fascia destra dove ti aspetti che faccia fuoco e fiamme su Mario Rui, invece i due, stretti da un legame di lusitana non belligeranza, decidono di andarci piano a vicenda.
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Cancelo si perde letteralmente in un bicchiere d'acqua arrivando alla confusione totale, ma c'è di buono che riesce a confondere anche gli avversari. Ma dopotutto se nemmeno il Colosso Maicon è mai riuscito a giocare sulla fascia sinistra, adesso che cappero vogliamo da Cancelo? Daje Joao spacca tutto che c'è bisogno di te.

GAGLIARDINI 7: Schierato titolare tra lo scetticismo generale (principalmente il suo, ma anche quello dei tifosi) il Gaglio riesce a far vedere sprazzi di buon calcio per la prima volta da un tempo immemore. Per intenderci, più o meno quando aveva fatto l'ultima partita buona all'Orologio un gruppo di milanisti intelligenti (i primi e unici del XX secolo) stavano firmando l'atto di fondazione dell'Inter.
Meglio tardi che mai, comunque, e abbiamo avuto l'onore di vederlo in azione tra colpi di tacco volanti e entratacce killer. Ripartiamo da qui.

BROZOVIC 7: Avendo appena lanciato la sua linea di moda "Hardwork Epic Brozo", la prima marca di moda basata esclusivamente su un ossimoro, aveva bisogno di legittimare il tutto giocando effettivamente una partita di impegno e di sacrificio.
Questa volta se Spalletti lo avesse sostituito avrebbe ricevuto una standing ovation incredibile, e chissà se questa volta avrebbe riposto con degli applausi o, da mattacchione ironico e sagace qual è, ci avrebbe mandato tutti affanculo.

Inter-Napoli, il pagellone di Hard Work Epic Brozo 77 3 Ranocchiate
Se volete farmi felice sapete cosa regalarmi, ragazzi.
Ma anche il cappellino non mi dispiacerebbe.

RAFIGNA 7: Ancora una vera prestazione di Rafigna, che finché non si dimenticherà di tutto quello che ha imparato al Barcellona sembra proprio un bel giocatorino. Non solo per l'agilità e per la classe, ma anche per le sorprendenti doti a livello umano: Pur essendo arrivato da poco non esista a indirizzare e incoraggiare i compagni, comportandosi da vero leader. Quando sbaglia UN cross alza subito le mani e chiede scusa a tutti. Roba da altro pianeta.

PERISIC 4: E quando anche il tuo amichetto croato Brozovic corre e si impegna capisci che c'è proprio qualcosa che non va. Che fine ha fatto Ivan Perisic? Ormai i mesi di assenza diventano 3 e non sembra esserci una luce in fondo a questo tunnel di svogliatezza.

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KARAMOH S.V.: Anche oggi la nostra piccola dose di MITT' quotidiana <3

ICARDI 6: Si parla tanto di quella stronzata idiota su Brozovic e Wanda Nara. Assurdo, dovrebbero saperlo tutti che in realtà è la sorella di Brozo che rischia.
Comunque prestazione discreta del vice capitano che fa a sportellate con i difensori del Napoli e tiene a galla il reparto. Almeno ci fa accorgere che è tornato dall'infortunio dicendo "Ci sono anch'io".

EDER 5: Un cambio sbagliato con un giocatore sbagliato che sbaglia tutto lo sbagliabile. Sbagliato.

BORJA VALERO 6: Entra abbastanza frizzantino ma troppo tardi e defilato per dare un vero contributo.

SPALLETTI 6.5: Con questa continuiamo sul nostro andazzo del "Piccoli contro le piccole, un po' meglio di quando giochiamo contro le piccole* contro le grandi.
* = proverbio modificato per la situazione particolare dell'Inter.
Con questa partita conferma il risultato dell'andata al San Paolo: Con Sarri finisce 0-0 anche adesso che giochiamo lo stesso sport.
Nel finale un po' isterico pazzo alla Mancini, ma di questo ne parleremo a tempo debito in un nuovo articolo.

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