26/12/2017

FROGNEWS: Arriva "Crosso Ergo Sum", la nuova autobiografia di Antonio Candreva

ARTICOLO LIBERAMENTE TRATTO DA "CROSSO ERGO SUM", LA NUOVA AUTOBIOGRAFIA DI ANTONIO CANDREVA.

"Ok, lo confesso. Ne sono consapevole, sforno cento cross a partita e la maggior parte di essi sono completamente inutili. Cosa posso farci? È più forte di me, è una dipendenza.

Lo vedo anch'io Mauro che si sbraccia in area di rigore per avere un mio assist. Potrei mettergli un pallone preciso, proprio lì sulla testa. E invece no. Lo sparo alle stelle. Così. A caso. Perché io posso.

La sera dopo le partite torno a casa e leggo i commenti sui miei cross. Mi spacco dal ridere, mi diverte.

Spalletti mi ha fatto fare anche un paio di sedute dal mental coach della squadra. Non c'è niente da fare. È più forte di me. So che molti giudicheranno ma ognuno ha il suo punto debole. Di sicuro ne avete uno anche voi.

Il mio sono i cross. Io crosso. Crosso sempre, ovunque, senza motivo. Il pallone che si infrange sulla schiena dell'avversario mi regala una sensazione quasi orgasmica, come un Raffaello, o un Picasso.

L'altra sera ho crossato le chiavi della macchina. SBAM, cross lungo sul secondo palo della luce.
Sono tornato a casa a piedi. Mia moglie mi guardava stranissimo.

Sono consapevole delle critiche, ma chi non prova non può capire. Guardate che io i cross li so fare, e anche bene. Quello di sinistro per Brozovic? Quello a Icardi nel derby? Non è mica culo. Semplicemente mi soddisfa di più un cross in curva di un assist.

La Nazionale con Ventura era uno spettacolo. Lui non diceva un cazzo a nessuno, dava solo i numeri. 4-2-4, 3-5-2, poi si piazzava lì in panchina e aspettava. E io crossavo.
Mi diceva "Antonio stai sulla fascia e crossa". Un paradiso, mi mancherà il mister.

Un altro che adoro è D'Ambrosio. Con lui in ritiro stiamo sempre in stanza assieme. Lui a differenza mia è uno che non sa crossare per davvero. Si intestardisce e si allena per ore: risultato? Vetri rotti, palloni smarriti, ha due zappe al posto dei piedi. Poi io ogni tanto gliene faccio vedere uno buono e impazzisce. "Wow frate' ma come hai fatto? Sei troppo bravo". Potrei andare avanti per ore...

"L’ho fatto per me.  Mi piaceva farlo, ed ero molto bravo, e mi sono sentito... mi sono sentito vivo."
Antonio Candreva

FROGNEWS: Arriva "Crosso Ergo Sum", la nuova autobiografia di Antonio Candreva

ARTICOLO LIBERAMENTE TRATTO DA "CROSSO ERGO SUM", LA NUOVA AUTOBIOGRAFIA DI ANTONIO CANDREVA.

"Ok, lo confesso. Ne sono consapevole, sforno cento cross a partita e la maggior parte di essi sono completamente inutili. Cosa posso farci? È più forte di me, è una dipendenza.

Lo vedo anch'io Mauro che si sbraccia in area di rigore per avere un mio assist. Potrei mettergli un pallone preciso, proprio lì sulla testa. E invece no. Lo sparo alle stelle. Così. A caso. Perché io posso.

La sera dopo le partite torno a casa e leggo i commenti sui miei cross. Mi spacco dal ridere, mi diverte.

Spalletti mi ha fatto fare anche un paio di sedute dal mental coach della squadra. Non c'è niente da fare. È più forte di me. So che molti giudicheranno ma ognuno ha il suo punto debole. Di sicuro ne avete uno anche voi.

Il mio sono i cross. Io crosso. Crosso sempre, ovunque, senza motivo. Il pallone che si infrange sulla schiena dell'avversario mi regala una sensazione quasi orgasmica, come un Raffaello, o un Picasso.

L'altra sera ho crossato le chiavi della macchina. SBAM, cross lungo sul secondo palo della luce.
Sono tornato a casa a piedi. Mia moglie mi guardava stranissimo.

Sono consapevole delle critiche, ma chi non prova non può capire. Guardate che io i cross li so fare, e anche bene. Quello di sinistro per Brozovic? Quello a Icardi nel derby? Non è mica culo. Semplicemente mi soddisfa di più un cross in curva di un assist.

La Nazionale con Ventura era uno spettacolo. Lui non diceva un cazzo a nessuno, dava solo i numeri. 4-2-4, 3-5-2, poi si piazzava lì in panchina e aspettava. E io crossavo.
Mi diceva "Antonio stai sulla fascia e crossa". Un paradiso, mi mancherà il mister.

Un altro che adoro è D'Ambrosio. Con lui in ritiro stiamo sempre in stanza assieme. Lui a differenza mia è uno che non sa crossare per davvero. Si intestardisce e si allena per ore: risultato? Vetri rotti, palloni smarriti, ha due zappe al posto dei piedi. Poi io ogni tanto gliene faccio vedere uno buono e impazzisce. "Wow frate' ma come hai fatto? Sei troppo bravo". Potrei andare avanti per ore...

"L’ho fatto per me.  Mi piaceva farlo, ed ero molto bravo, e mi sono sentito... mi sono sentito vivo."
Antonio Candreva

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