25/05/2023

Fiorentina - Inter, il Pagellone laser

SAMIR 9 – Viene colpito a freddo dopo nemmeno tre minuti, quando il laser non era ancora pronto. Mentre i viola festeggiano, Handa sa già come andrà a finire. Del resto, il suo proverbio preferito è

Siediti sulla riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare Nico Gonzales in lacrime

soprattutto per la parte relativa alla sedia. Gira voce che a fine carriera l’Inter in suo onore ritirerà una poltroncina dalla panchina del Meazza.

ALZALA VICECAPITANO!

DARMIAN 9 – Anche lui viene colpito a freddo da quel cross di Ikonè che gli si infila sotto le gambe, ma nelle grandi storie è così, cominci male e finisci in gloria.
E Darmy, con quello sguardo accattivante da Kylo Ren buono, si rifà nel secondo tempo, tra una marcatura asfissiante e un salvataggio sulla linea.

ACERBI  9 – Ad un certo punto Italiano decide di giocare con due punte, Cabral e Jovic.
Dalla panchina Farris grida:

CICCIO, SDOPPIATI!

Aiutato dal laser di Handa, Cicciuzzo15 si divide con una mitosi perfetta piazzandosi in contemporanea sui due attaccanti.
Alle lamentele di Italiano, Irrati è costretto a consultare il regolamento:
Mi dispiace, signor Vincenzo, la mitosi non è espressamente vietata.

BASTONI 9 – Sandrino è un po’ distratto dalle verifiche di fine stagione, pare che giovedì abbia quella di geografia. E così, sul cross di Ikonè, quando Dima gli dice di andare seguire l’argentino, lui va su Cabral invece che Nico Gonzales.
Nell’intervallo approccia il mister:
“Signor Demone, mi spiace di essermi confuso tra Brasile ed Argentina, posso andare a casa a studiare?”
“Non se ne parla nemmeno”
A quel punto a Sandrino non rimane che la strategia estrema:
“E’ questo l’argentino?” chiede alla panchina strattonando il 22 viola.
Puntuale arrivano il giallo di Irrati e la sostituzione.

DUMFRIES 9 – Sulla fascia destra lo scontro è epico tra il cavalier Fifino, Prinicipe della Forza Bruta, Aratore dell’Impero Nerazzurro, Servitore del Chicken Pesto, ed il Ragionier Biraghi, Crossatore allievo di Candrew, Cannoneggiatore dalla Distanza, Maggiore delle Italianissime Truppe. Lo scontro è epico, dicevamo, con colpi che hanno raggiunto gli anelli più estremi non solo dell’Olimpico, ma forse pure dell’Olimpo, di Satruno su fino alla nube di Oort. Alla fine l’ha spuntata Fifino. Suo è l’ambito premio, il Sacro Stereo.

BARELLA 9 – Dopo tre minuti il suo unico pensiero è: Qui sta festeggiando il Nico sbagliato. Da allora comincia a correre avanti e indietro più del solito fin quando al 37’ non gli capita sul destro quel pallone vagante, che lui trasforma in oro per Lauti.
Poi si è calmato, vi chiederete? Se conoscete un minimo Bare saprete già la risposta, anche senza aver visto il secondo tempo.

BROZO  9 – Quanta epicità c’è in quell’assist per il pareggio? La tranquillità della corsa, l’indolenza della verticalizzazione, l’apparente menegreghismo della giusta tempistica, sufficiente a mandare un Martinez fuori giri ed il Martinez giusto in porta.
Brozo quasi si nasconde nel resto della gara, pronto a intervenire solo quando ce n’è bisogno.
Sono Mr. Epic, risolvo problemi.

CALHANOGLU 9 – Consumata la vendetta nei confronti dei cuginastri, Mastro Hakantorna a giocare con più tranquillità, ma senza perdere efficacia.Il suo sguardo però si illumina nel duello a distanza con Jack Bonaventura, perchè non c’è niente da fare, quando si trova davanti anche gli ex di QUELLILI’, il sangue ribolle.
Comincerei a spargere la voce che Bernardo Silva ha trascorso l’infanzia a Milanello.

DIMARCO 9
– Da seguace della Curva Nord, aderisce allo sciopero del primo tempo, decidendo di non marcare Nico Gonzales. Comincia a giocare solo nel secondo tempo, ma poi si fa sostituire per preparare meglio i cori.

CIGNO 9 – Diciamo che se non fosse stato per Lauti, ti avrebbero dato tutti addosso per un paio di gol mangiati. Però mettetevi nei panni di questo ragazzo (lo dico senza ironia, tutti quelli più giovani di me sono ragazzi, e io di anni ne ho 45): dopo anni intensi ma senza vincere nulla a Roma, si ritrova di colpo a vincere quattro coppe, ed in finale di Champions.
A tutti tremerebbero le gambe.
Noi sappiamo che il Cigno sarà ancora al nostro fianco, e non mollerà mai. Daje co lo Svitol, Edin!

TORO 101  – Mi ricordo il primo gol che ho visto del Toro con la nostra maglia, segnato in amichevole con l’Atletico Madrid, era l’estate del 2018: cross dalla trequarti di Asamoah e acrobazia al volo di Lauti sotto la traversa. Li ho iniziato a pregare che non ci lasciasse mai.
Ora, dopo cinque anni e 101 gol ufficiali, il Toro è ancora fra noi, pronto ad essere il nostro nuovo (vice)capitano ed ad insidiare Vieri e Icardi l’anno prossimo.
Il pensiero è sempre lo stesso: NUNCA NOS ABANDONES, TORO!

DE VRIJ  9 – Fuori e dentrola nostra di rigore succede il finimondo, pare lo sbarco dei Marines sulle coste vietnamite con il general Biraghi che si inebria di Napalm.
Stefan invece vive in un’altra dimensione spazio-temporale, forse pensa di essere su Bora Bora o ripassa mentalmente la Nona Sinfonia, ma amiamo la sua calma serafica e vorremmo che ne distribuisse qualche vagonata anche a noi.

ROMELONE 9 –
Martinez Quarta gli sbatte contro un paio di volte ma vienerimbalzato così lontano che Italiano è costretto a cambiarlo. Anche a Ranieri non va meglio.
Per la finale di Champions lo caricherei dicendogli che Dias ed Akanji vogliono appropriarsi della Dune Buggy rossa con la cappottina gialla.

GOSENS 9 –
Entra per Dima e poco dopo ha un’occasione colossale per fare 3 a 1. Sarà per la precipitazione, o per paura di farsi male come contro la Lazio, ma calcia nella fascia di Kuiper. Però non ce la sentiamo di dargli contro, ho la sensazione che il nostro pettirosso da combattimento ci sarà ancora utile da qui al 10 giugno.

ROBY&CORRY 9 – Ormai entrano insieme e, quando lo fanno, gli avversari sanno di essere spacciati. Sogno di vincere la Champions con un gol di uno e assist dell’altro.

CUP KING
4 – Tutti festeggiavano ieri con la quarta coppa Italia vinta da DeMone, ma lui non aveva una faccia sorridente.
Era oltre lo sguardo della Tigre, erano gli Occhi dello Sterminatore di Mondi, si dice che Italiano lo abbia guardato dopo il gol di Gonzales e subito dopo abbia capito come sarebbe andata a finire.
Pep è inutile fare il paraculo e fingere di avere timore di noi, INCHINATI A MR. DEMON, THE CUP KING!

Fiorentina - Inter, il Pagellone laser

SAMIR 9 – Viene colpito a freddo dopo nemmeno tre minuti, quando il laser non era ancora pronto. Mentre i viola festeggiano, Handa sa già come andrà a finire. Del resto, il suo proverbio preferito è

Siediti sulla riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare Nico Gonzales in lacrime

soprattutto per la parte relativa alla sedia. Gira voce che a fine carriera l’Inter in suo onore ritirerà una poltroncina dalla panchina del Meazza.

ALZALA VICECAPITANO!

DARMIAN 9 – Anche lui viene colpito a freddo da quel cross di Ikonè che gli si infila sotto le gambe, ma nelle grandi storie è così, cominci male e finisci in gloria.
E Darmy, con quello sguardo accattivante da Kylo Ren buono, si rifà nel secondo tempo, tra una marcatura asfissiante e un salvataggio sulla linea.

ACERBI  9 – Ad un certo punto Italiano decide di giocare con due punte, Cabral e Jovic.
Dalla panchina Farris grida:

CICCIO, SDOPPIATI!

Aiutato dal laser di Handa, Cicciuzzo15 si divide con una mitosi perfetta piazzandosi in contemporanea sui due attaccanti.
Alle lamentele di Italiano, Irrati è costretto a consultare il regolamento:
Mi dispiace, signor Vincenzo, la mitosi non è espressamente vietata.

BASTONI 9 – Sandrino è un po’ distratto dalle verifiche di fine stagione, pare che giovedì abbia quella di geografia. E così, sul cross di Ikonè, quando Dima gli dice di andare seguire l’argentino, lui va su Cabral invece che Nico Gonzales.
Nell’intervallo approccia il mister:
“Signor Demone, mi spiace di essermi confuso tra Brasile ed Argentina, posso andare a casa a studiare?”
“Non se ne parla nemmeno”
A quel punto a Sandrino non rimane che la strategia estrema:
“E’ questo l’argentino?” chiede alla panchina strattonando il 22 viola.
Puntuale arrivano il giallo di Irrati e la sostituzione.

DUMFRIES 9 – Sulla fascia destra lo scontro è epico tra il cavalier Fifino, Prinicipe della Forza Bruta, Aratore dell’Impero Nerazzurro, Servitore del Chicken Pesto, ed il Ragionier Biraghi, Crossatore allievo di Candrew, Cannoneggiatore dalla Distanza, Maggiore delle Italianissime Truppe. Lo scontro è epico, dicevamo, con colpi che hanno raggiunto gli anelli più estremi non solo dell’Olimpico, ma forse pure dell’Olimpo, di Satruno su fino alla nube di Oort. Alla fine l’ha spuntata Fifino. Suo è l’ambito premio, il Sacro Stereo.

BARELLA 9 – Dopo tre minuti il suo unico pensiero è: Qui sta festeggiando il Nico sbagliato. Da allora comincia a correre avanti e indietro più del solito fin quando al 37’ non gli capita sul destro quel pallone vagante, che lui trasforma in oro per Lauti.
Poi si è calmato, vi chiederete? Se conoscete un minimo Bare saprete già la risposta, anche senza aver visto il secondo tempo.

BROZO  9 – Quanta epicità c’è in quell’assist per il pareggio? La tranquillità della corsa, l’indolenza della verticalizzazione, l’apparente menegreghismo della giusta tempistica, sufficiente a mandare un Martinez fuori giri ed il Martinez giusto in porta.
Brozo quasi si nasconde nel resto della gara, pronto a intervenire solo quando ce n’è bisogno.
Sono Mr. Epic, risolvo problemi.

CALHANOGLU 9 – Consumata la vendetta nei confronti dei cuginastri, Mastro Hakantorna a giocare con più tranquillità, ma senza perdere efficacia.Il suo sguardo però si illumina nel duello a distanza con Jack Bonaventura, perchè non c’è niente da fare, quando si trova davanti anche gli ex di QUELLILI’, il sangue ribolle.
Comincerei a spargere la voce che Bernardo Silva ha trascorso l’infanzia a Milanello.

DIMARCO 9
– Da seguace della Curva Nord, aderisce allo sciopero del primo tempo, decidendo di non marcare Nico Gonzales. Comincia a giocare solo nel secondo tempo, ma poi si fa sostituire per preparare meglio i cori.

CIGNO 9 – Diciamo che se non fosse stato per Lauti, ti avrebbero dato tutti addosso per un paio di gol mangiati. Però mettetevi nei panni di questo ragazzo (lo dico senza ironia, tutti quelli più giovani di me sono ragazzi, e io di anni ne ho 45): dopo anni intensi ma senza vincere nulla a Roma, si ritrova di colpo a vincere quattro coppe, ed in finale di Champions.
A tutti tremerebbero le gambe.
Noi sappiamo che il Cigno sarà ancora al nostro fianco, e non mollerà mai. Daje co lo Svitol, Edin!

TORO 101  – Mi ricordo il primo gol che ho visto del Toro con la nostra maglia, segnato in amichevole con l’Atletico Madrid, era l’estate del 2018: cross dalla trequarti di Asamoah e acrobazia al volo di Lauti sotto la traversa. Li ho iniziato a pregare che non ci lasciasse mai.
Ora, dopo cinque anni e 101 gol ufficiali, il Toro è ancora fra noi, pronto ad essere il nostro nuovo (vice)capitano ed ad insidiare Vieri e Icardi l’anno prossimo.
Il pensiero è sempre lo stesso: NUNCA NOS ABANDONES, TORO!

DE VRIJ  9 – Fuori e dentrola nostra di rigore succede il finimondo, pare lo sbarco dei Marines sulle coste vietnamite con il general Biraghi che si inebria di Napalm.
Stefan invece vive in un’altra dimensione spazio-temporale, forse pensa di essere su Bora Bora o ripassa mentalmente la Nona Sinfonia, ma amiamo la sua calma serafica e vorremmo che ne distribuisse qualche vagonata anche a noi.

ROMELONE 9 –
Martinez Quarta gli sbatte contro un paio di volte ma vienerimbalzato così lontano che Italiano è costretto a cambiarlo. Anche a Ranieri non va meglio.
Per la finale di Champions lo caricherei dicendogli che Dias ed Akanji vogliono appropriarsi della Dune Buggy rossa con la cappottina gialla.

GOSENS 9 –
Entra per Dima e poco dopo ha un’occasione colossale per fare 3 a 1. Sarà per la precipitazione, o per paura di farsi male come contro la Lazio, ma calcia nella fascia di Kuiper. Però non ce la sentiamo di dargli contro, ho la sensazione che il nostro pettirosso da combattimento ci sarà ancora utile da qui al 10 giugno.

ROBY&CORRY 9 – Ormai entrano insieme e, quando lo fanno, gli avversari sanno di essere spacciati. Sogno di vincere la Champions con un gol di uno e assist dell’altro.

CUP KING
4 – Tutti festeggiavano ieri con la quarta coppa Italia vinta da DeMone, ma lui non aveva una faccia sorridente.
Era oltre lo sguardo della Tigre, erano gli Occhi dello Sterminatore di Mondi, si dice che Italiano lo abbia guardato dopo il gol di Gonzales e subito dopo abbia capito come sarebbe andata a finire.
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