28/12/2017

Diavolo di un Milan

Cari amici di Ranocchiate, che palle.

Si, che palle. Diamine, non mi viene assolutamente nient’altro in testa dopo il derby di ieri.

L’ho presa sul personale e non potrebbe essere altrimenti, considerato che un mio omonimo ha segnato il gol decisivo contro di noi: per il sottoscritto non solo danno quindi, ma anche beffa.
Scusate il piccolo sfogo personale, ma mi brucia davvero troppo questa storia: so che di tutto ciò non ve ne frega un ceppo di betulla, per cui fate finta che abbia fatto una considerazione sarcasticamente arguta e andiamo avanti.

Natale è un momento bello un po' per tutti, considerato che non ci si preoccupa praticamente di nulla se non di starsene stravaccati sul letto per cercare di digerire i pranzoni/cenoni della vigilia: ho sempre pensato che ci vorrebbe un natale al mese per staccare degnamente la spina e ripartire più carichi di prima, ma poi così sarebbe troppo facile e non ci sarebbe gusto.
Un po' come guardare una partita dell’Inter in questo periodo.

Ok si, venivamo da due sconfitte inaspettate con Udinese e Sassuolo, ma era difficile immaginarsi di poter essere sconfitti dai nostri cugini che stavano affrontando ben altre difficoltà negli ultimi tempi: nelle ultime uscite i rossoneri sono sembrati “una banda a cui mancavano soltanto gli strumenti musicali”, così come il mio stesso conterraneo, loro attuale allenatore, ha recentemente definito i suoi uomini.
Che poi è un po' la stessa motivazione per cui ero praticamente certo che avremmo perso: sembrava così tanto scontata una nostra vittoria che anche fosse solo per spirito di contraddizione ci stava la sconfitta; noi, si sa, siamo cinture nere(azzurre) di incoerenza.

Gioca Donnarumma e già questa è una notizia: non è Gigione, il 18enne portiere titolare del Milan a difendere la loro porta questa sera, bensì suo fratello Antonio, ovvero colui che guadagnerà un milione giocando solo questa partita; gioca perché Gigio ha un fastidio all’inguine e Storari si è persino infortunato, della serie “se non giochi ora non so davvero quando potrai farlo”.
Lui gioca e non subisce gol, ma in poche occasioni ho visto un portiere sgraziato quanto lui.

Noi invece possiamo contare su una difesa impenetrabilmente granitica: Cancelo Ranocchia e Nagatomo in campo nella stessa partita sono cose che possono accadere solo durante le feste, i restanti sono i soliti titolari che cercano di munirsi di polmone artificiale, considerato che tante gare di fila i nostri non sono più capaci di affrontarle – infatti in Europa non ci andiamo perché non ci va di stancarci, mica perché non ci arriviamo -.

La partita in sé è stata abbastanza noiosa, tralasciando il sussulto del mio cuore nel momento del gol poi annullato dalla VAR: avevamo segnato, aveva segnato il Sommo ed ero gasatissimo, considerato che un amico con cui guardavo la partita nutriva le mie speranze affermando che “forse ha segnato di tacco”.
Poi era autogol di Donnarumma però.
E poi manco quello, gol annullato proprio perché il sommo era oltre la linea della palla: dal paradiso all’ inferno senza passare dal via; volevo piangere.

Per il resto più che un derby di Milano è sembrata una partita fra Foggia e Pisa: squadre compatte, non ci si espone, una noia colossale finita nel peggiore dei modi: anzi, vi dirò, mi rendo conto che Foggia - Pisa alla fine sarebbe certamente una partita più gradevole di questa

La verità è che questa sera fra Milan e Inter sarebbe dovuto passare il Pordenone, considerato che stasera tanto noi quanto loro non eravamo minimamente capaci di giocare a pallone: solo che loro qualche tiro in più di noi lo hanno anche fatto, a non tirare non piaceva perché ci fa un po' schifo a quanto pare.
Siamo arrivati ai supplementari e ci siamo fatti fregare dal giovincello dalle belle speranze, Cutrone.

Noi, invece? Spenti come chi è lontano dalla propria ragazza controvoglia, sembrava giocassimo perché eravamo davvero obbligati a farlo.

La fame in questi contesti fa la differenza ed in questi casi abbiamo certamente più noi da perdere di loro – e la cosa si è vista palesemente in campo anche questa sera.

 

In casi come questi l’unica è cercare di concludere dignitosamente questo 2017, cercando di fare il massimo con una Lazio che è certamente una delle squadre che meglio sta girando in questo ultimo periodo, per provare a portare a casa i 3 punti: alla fine la Lazio è una squadra seria, nella nostra incoerenza non sarebbe poi così strano.

Dico solo questo: i periodi positivi non durano per sempre e sapevamo che le cose sarebbero potute incrinarsi, ma nemmeno i periodi negativi possono durare all’infinito.

Pazienza, calma e sangue freddo: c’è tutto un girone da giocare ancora.

Diavolo di un Milan

Cari amici di Ranocchiate, che palle.

Si, che palle. Diamine, non mi viene assolutamente nient’altro in testa dopo il derby di ieri.

L’ho presa sul personale e non potrebbe essere altrimenti, considerato che un mio omonimo ha segnato il gol decisivo contro di noi: per il sottoscritto non solo danno quindi, ma anche beffa.
Scusate il piccolo sfogo personale, ma mi brucia davvero troppo questa storia: so che di tutto ciò non ve ne frega un ceppo di betulla, per cui fate finta che abbia fatto una considerazione sarcasticamente arguta e andiamo avanti.

Natale è un momento bello un po' per tutti, considerato che non ci si preoccupa praticamente di nulla se non di starsene stravaccati sul letto per cercare di digerire i pranzoni/cenoni della vigilia: ho sempre pensato che ci vorrebbe un natale al mese per staccare degnamente la spina e ripartire più carichi di prima, ma poi così sarebbe troppo facile e non ci sarebbe gusto.
Un po' come guardare una partita dell’Inter in questo periodo.

Ok si, venivamo da due sconfitte inaspettate con Udinese e Sassuolo, ma era difficile immaginarsi di poter essere sconfitti dai nostri cugini che stavano affrontando ben altre difficoltà negli ultimi tempi: nelle ultime uscite i rossoneri sono sembrati “una banda a cui mancavano soltanto gli strumenti musicali”, così come il mio stesso conterraneo, loro attuale allenatore, ha recentemente definito i suoi uomini.
Che poi è un po' la stessa motivazione per cui ero praticamente certo che avremmo perso: sembrava così tanto scontata una nostra vittoria che anche fosse solo per spirito di contraddizione ci stava la sconfitta; noi, si sa, siamo cinture nere(azzurre) di incoerenza.

Gioca Donnarumma e già questa è una notizia: non è Gigione, il 18enne portiere titolare del Milan a difendere la loro porta questa sera, bensì suo fratello Antonio, ovvero colui che guadagnerà un milione giocando solo questa partita; gioca perché Gigio ha un fastidio all’inguine e Storari si è persino infortunato, della serie “se non giochi ora non so davvero quando potrai farlo”.
Lui gioca e non subisce gol, ma in poche occasioni ho visto un portiere sgraziato quanto lui.

Noi invece possiamo contare su una difesa impenetrabilmente granitica: Cancelo Ranocchia e Nagatomo in campo nella stessa partita sono cose che possono accadere solo durante le feste, i restanti sono i soliti titolari che cercano di munirsi di polmone artificiale, considerato che tante gare di fila i nostri non sono più capaci di affrontarle – infatti in Europa non ci andiamo perché non ci va di stancarci, mica perché non ci arriviamo -.

La partita in sé è stata abbastanza noiosa, tralasciando il sussulto del mio cuore nel momento del gol poi annullato dalla VAR: avevamo segnato, aveva segnato il Sommo ed ero gasatissimo, considerato che un amico con cui guardavo la partita nutriva le mie speranze affermando che “forse ha segnato di tacco”.
Poi era autogol di Donnarumma però.
E poi manco quello, gol annullato proprio perché il sommo era oltre la linea della palla: dal paradiso all’ inferno senza passare dal via; volevo piangere.

Per il resto più che un derby di Milano è sembrata una partita fra Foggia e Pisa: squadre compatte, non ci si espone, una noia colossale finita nel peggiore dei modi: anzi, vi dirò, mi rendo conto che Foggia - Pisa alla fine sarebbe certamente una partita più gradevole di questa

La verità è che questa sera fra Milan e Inter sarebbe dovuto passare il Pordenone, considerato che stasera tanto noi quanto loro non eravamo minimamente capaci di giocare a pallone: solo che loro qualche tiro in più di noi lo hanno anche fatto, a non tirare non piaceva perché ci fa un po' schifo a quanto pare.
Siamo arrivati ai supplementari e ci siamo fatti fregare dal giovincello dalle belle speranze, Cutrone.

Noi, invece? Spenti come chi è lontano dalla propria ragazza controvoglia, sembrava giocassimo perché eravamo davvero obbligati a farlo.

La fame in questi contesti fa la differenza ed in questi casi abbiamo certamente più noi da perdere di loro – e la cosa si è vista palesemente in campo anche questa sera.

 

In casi come questi l’unica è cercare di concludere dignitosamente questo 2017, cercando di fare il massimo con una Lazio che è certamente una delle squadre che meglio sta girando in questo ultimo periodo, per provare a portare a casa i 3 punti: alla fine la Lazio è una squadra seria, nella nostra incoerenza non sarebbe poi così strano.

Dico solo questo: i periodi positivi non durano per sempre e sapevamo che le cose sarebbero potute incrinarsi, ma nemmeno i periodi negativi possono durare all’infinito.

Pazienza, calma e sangue freddo: c’è tutto un girone da giocare ancora.

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