05/11/2018

Dal Vangelo secondo Luciano

In principio erano delle pippe. Ma davvero delle pippe. Raramente si era visto calcare su un campo di calcio della gente così scarsa. Fu allora che il grande e potente Zhang, Dio degli elettrodomestici cinesi, decise di chiamare a noi il Profeta Luciano. Egli arrivò al Tempio della Pinetina, guardò i suoi giocatori e disse: “In verità, in verità vi dico, io vi porterò a riveder le stelle, a giocare la coppa dei campioni”. Essi lo guardarono stranito. Neanche loro credevano a queste parole.

Dopo qualche tempo, Luciano, inondato dalla grazia divina e da qualche bottiglia di Barbera del Lidl, si avvicinò a un gruppo di giovani farisei che da anni si aggiravano nei pressi della Pinetina senza apparente motivo che non fosse combinare casini, e lì vide un giovane croato di nome Marcelo. Impose le mani su di lui e disse: “Marcelo, tu diventerai un regista di livello internazionale e ci porterai in Champions”. Dal tempio si alzarono risa di scherno. Il giovane Capitano si avvicinò a Luciano e con accento argentino disse “Ma mister, questo non sa neanche fare i cerchi col compasso, come cazzo fa a fare il regista?”.  “Taci miscredente! – tuonò il Profeta- alla fine di questa stagione noi, grazie a lui, raggiungeremo la gloria eterna”. E fu così che in una sera di maggio nella Città santa, la profezia si compì. E così avvenne il primo miracolo del Profeta Luciano.

Dal Vangelo secondo Luciano 1 Ranocchiate

Dopo diversi mesi il Profeta, tornando alla Città santa, decise che era il momento di mostrare al mondo la sua magnificenza. Egli entrò nello spogliatoio prima della partita, si avvicinò ai suoi ragazzi e guardò negli occhi un giovane angelo dalla pelle color caramello: “Joao, alzati e cammina! Oggi giocherai tu e giocherai bene”. Joao “il Bello” con la testa china si voltò verso Joao “il sosia di E.T”. e disse: “guarda che questo mi sa che ce l’ha con te”. “NO! – tuonò nuovamente il Profeta- sarai tu, Mario, il mio figliol prodigo, a portarci alla vittoria”. Lo scettico Capitano, facendosi il segno della croce, pensò: “ma a noi uno normale mai? Quasi quasi mi manca Stramaccioni, almeno ai quei tempi potevamo organizzare le grigliate con il Galgo Schelotto”. Ma ancora una volta la profezia si compì e al terzo anno Joao Mario resuscitò. Così si realizzò il secondo miracolo del Profeta Luciano.

La settimana successiva, ormai illuminato dalla luce divina e posseduto dallo spirito del Patriarca Hector Cuper, il Profeta Luciano volle volare là dove osano le aquile. Ancora una volta si avvicinò ai suoi ragazzi prima della partita col Genoa e disse loro: “è il momento che il regno del Signore si compia”. Si rivolse al lebbroso Dalbert, all’inutile Gagliardini e all’appena risorto Joao Mario e disse loro; “ragazzi oggi voi giocherete e giocherete bene. Inoltre, tu, Bellissimo Mario, farai anche un goal. E tu invece, inutile Gagliardini, tu farai una doppietta.” Dopo queste parole diversi discepoli ebbero un mancamento. Il povero Capitano, ormai distrutto emotivamente, prese la parola e affermò con la voce spezzata dal terrore: “Mister va bene tutto, è andata anche bene un paio di volte, ma non c’è bisogno di strafare. Poi, ora che siamo secondi e stiamo andando bene, è proprio necessario mandare tutto a puttane? Guardi che questa formazione con 30 mila lire il mio Football manager la fa meglio”. Il Profeta, visibilmente irritato, si girò verso di lui e sentenziò: “Taci stolto! Tu siederai in panca di fianco all’apostolo Berni, per osservare quanto è grande e giusto è il mio regno!”. Al che, Maurito si inginocchiò ai piedi della statua di Mr. Zhang e disse: “Zhang, Zhang, perché mi hai abbandonato?”. Nuovamente però fu fatta la volontà di Luciano. E fu così che si realizzò il terzo miracolo del Profeta Luciano.

Alle fine di questo salvifico, e forse un po’ blasfemo, percorso vi starete di certo chiedendo quale sia la morale di questa parabola. Beh, forse è che non importa che voi siate un lebbroso o un Gagliardini, l’importante è che troviate sempre qualcuno abbastanza pazzo, o abbastanza ubriaco, da credere in voi.

Che Luciano sia con voi.

Dal Vangelo secondo Luciano

In principio erano delle pippe. Ma davvero delle pippe. Raramente si era visto calcare su un campo di calcio della gente così scarsa. Fu allora che il grande e potente Zhang, Dio degli elettrodomestici cinesi, decise di chiamare a noi il Profeta Luciano. Egli arrivò al Tempio della Pinetina, guardò i suoi giocatori e disse: “In verità, in verità vi dico, io vi porterò a riveder le stelle, a giocare la coppa dei campioni”. Essi lo guardarono stranito. Neanche loro credevano a queste parole.

Dopo qualche tempo, Luciano, inondato dalla grazia divina e da qualche bottiglia di Barbera del Lidl, si avvicinò a un gruppo di giovani farisei che da anni si aggiravano nei pressi della Pinetina senza apparente motivo che non fosse combinare casini, e lì vide un giovane croato di nome Marcelo. Impose le mani su di lui e disse: “Marcelo, tu diventerai un regista di livello internazionale e ci porterai in Champions”. Dal tempio si alzarono risa di scherno. Il giovane Capitano si avvicinò a Luciano e con accento argentino disse “Ma mister, questo non sa neanche fare i cerchi col compasso, come cazzo fa a fare il regista?”.  “Taci miscredente! – tuonò il Profeta- alla fine di questa stagione noi, grazie a lui, raggiungeremo la gloria eterna”. E fu così che in una sera di maggio nella Città santa, la profezia si compì. E così avvenne il primo miracolo del Profeta Luciano.

Dal Vangelo secondo Luciano 2 Ranocchiate

Dopo diversi mesi il Profeta, tornando alla Città santa, decise che era il momento di mostrare al mondo la sua magnificenza. Egli entrò nello spogliatoio prima della partita, si avvicinò ai suoi ragazzi e guardò negli occhi un giovane angelo dalla pelle color caramello: “Joao, alzati e cammina! Oggi giocherai tu e giocherai bene”. Joao “il Bello” con la testa china si voltò verso Joao “il sosia di E.T”. e disse: “guarda che questo mi sa che ce l’ha con te”. “NO! – tuonò nuovamente il Profeta- sarai tu, Mario, il mio figliol prodigo, a portarci alla vittoria”. Lo scettico Capitano, facendosi il segno della croce, pensò: “ma a noi uno normale mai? Quasi quasi mi manca Stramaccioni, almeno ai quei tempi potevamo organizzare le grigliate con il Galgo Schelotto”. Ma ancora una volta la profezia si compì e al terzo anno Joao Mario resuscitò. Così si realizzò il secondo miracolo del Profeta Luciano.

La settimana successiva, ormai illuminato dalla luce divina e posseduto dallo spirito del Patriarca Hector Cuper, il Profeta Luciano volle volare là dove osano le aquile. Ancora una volta si avvicinò ai suoi ragazzi prima della partita col Genoa e disse loro: “è il momento che il regno del Signore si compia”. Si rivolse al lebbroso Dalbert, all’inutile Gagliardini e all’appena risorto Joao Mario e disse loro; “ragazzi oggi voi giocherete e giocherete bene. Inoltre, tu, Bellissimo Mario, farai anche un goal. E tu invece, inutile Gagliardini, tu farai una doppietta.” Dopo queste parole diversi discepoli ebbero un mancamento. Il povero Capitano, ormai distrutto emotivamente, prese la parola e affermò con la voce spezzata dal terrore: “Mister va bene tutto, è andata anche bene un paio di volte, ma non c’è bisogno di strafare. Poi, ora che siamo secondi e stiamo andando bene, è proprio necessario mandare tutto a puttane? Guardi che questa formazione con 30 mila lire il mio Football manager la fa meglio”. Il Profeta, visibilmente irritato, si girò verso di lui e sentenziò: “Taci stolto! Tu siederai in panca di fianco all’apostolo Berni, per osservare quanto è grande e giusto è il mio regno!”. Al che, Maurito si inginocchiò ai piedi della statua di Mr. Zhang e disse: “Zhang, Zhang, perché mi hai abbandonato?”. Nuovamente però fu fatta la volontà di Luciano. E fu così che si realizzò il terzo miracolo del Profeta Luciano.

Alle fine di questo salvifico, e forse un po’ blasfemo, percorso vi starete di certo chiedendo quale sia la morale di questa parabola. Beh, forse è che non importa che voi siate un lebbroso o un Gagliardini, l’importante è che troviate sempre qualcuno abbastanza pazzo, o abbastanza ubriaco, da credere in voi.

Che Luciano sia con voi.

Notizie flash

Ultimi articoli

23/05/2026
Bologna - Inter nel tempo di un ultimo caffè stagionale

PRIMO TEMPO: 15’ - ah scusate, vero, oggi giochiamo l’ultima contro il Bologna, solo che senza patemi perde quel sapore particolare 19' - Pepo ha preso il posto di Yann anche nel ruolo di assistman 22’ - DIMAAASHHHHHHH STATO DI GRAZIA 25’ - subisco immediatamente il pareggio con gol di Bernardeschi, non provo emozioni. Cosa […]

18/05/2026
Inter- Verona, il pagellone festaiolo

SOMMER 6 - Che strano il destino. Errori a ripetizione nel corso della stagione, e mantieni il posto. Ieri fai due miracoli e vieni sostituito per scelta tecnica. Eppure quale miglior momento per la sostituzione, così hai potuto goderti l'abbraccio di San Siro DARMY 7 - Ora che gli impegni calcistici pare siano finiti, puoi […]

17/05/2026
Inter - Verona nel tempo di un caffè

PRIMO TEMPO 0' - Sono così tranquillo che non mi preoccuperei nemmeno in caso di goleada. A meno che non siano retroattive.0' bis - Qui siamo pronti con il caffè più inutile della stagione, ma forse pure il più buono, da gustare mentre guardiamo ai risultati delle sfide per "lo scudetto della Champions".0’ ter - […]

14/05/2026
Lazio – Inter, il pagellone della décima

PEPO 7  – Se c’è una cosa che è riuscita a dimostrare la partita di ieri, è che i portieri dell’Inter possono essere creature tridimensionali, capaci di muoversi non solo su una linea in orizzontale, ma pure in verticale, ed addirittura in alto con uscite in presa alta. Le leggi della fisica sommeriana sono state […]

13/05/2026
Lazio-Inter nel tempo di una coppa

0' - La Coppa Italia portata da Vieri e Tim Roth Nek canterà l'inno nazionale in rappresentanza del Sassuolo 6' - Giallo per Bisteccone scivolato 11' - Lauti in tuffo, un pesce-tauro E SONO SEMPRE LORO DUEEEEEEE Grazie Marusic 16' - Non so per chi tiferà questa sera Simone Inzaghi, ma sicuramente nel momento dei […]

09/05/2026
Lazio - Inter, il pagellone del primo round

PEPO 6 - Devo ammetterlo: mi fa sentire al sicuro.Sarà che veniamo da una stagione giocata spesso in 10 (ci volevano senza portiere perché troppo forti), ma a vedere Pepo in porta provo una calda sensazione di sicurezzaNon che abbia fatto granché nella pratica, ma a volte nella vita basta solo esserci. BISTECCONE 6 - […]

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram