L’infortunio di Icardi durante la tournée asiatica ha dato modo a Spalletti di valutare con più profondità la rosa. Le indicazioni ricevute sono positive, forse anche più di quanto ci potessimo aspettare Le novità più interessanti giungono dall’attacco, dove la situazione sembra essere abbastanza caotica.
Ad oggi l’Inter può fare affidamento su 4 giocatori offensivi come punta (Icardi, Eder, Jovetic e Pinamonti) più l’incognita di Gabigol.
Considerando che il modulo prescelto è il 4231, con l’argentino davanti come unico finalizzatore, per gli altri tre non può che delinearsi un futuro da “vice Icardi”. Ma quali opportunità si presentano lì davanti?
Spalletti ha dichiarato che per lui possono rimanere anche tutti, ma sicuramente è solo una dichiarazione di facciata, perché “vi prego levatemeli di torno, non li posso vedere” non sarebbe stata una risposta conveniente nell’ottica del calciomercato.
JOVETIC: La storia del Montenegrino all’Inter è fatta di alti e bassi, così come lo è stata la sua carriera. Un giocatore dalle potenzialità illimitate, che però non ha mai raggiunto una piena consapevolezza dei suoi mezzi e del suo stile di gioco.
Arrivato come seconda scelta dopo i numerosi tentativi per l’egiziano Salah (maledetta Fiorentina…) la sua esperienza era iniziata sotto i migliori auspici, con due gol decisivi allo scadere nelle prime due partite. Sembrava tutto roseo, sia per lui che per quella bella Inter. Poi la famosa partita con la Lazio, la lite con Mancini, e da lì ha iniziato a incrinarsi qualcosa. Il famoso caratterino degli “-ic”, che a turno si è fatto sentire in tutti.
Nella stagione successiva, dopo essere stato sempre vicino a un addio che non si è mai concretizzato, il minutaggio è diminuito ancora di più, complice anche la forzata esclusione dalla lista Europa League.
Il prestito a Siviglia è servito a ricordarci (ma soprattutto a ricordargli) che giocatore sia. Dopo 7 gol in 24 partite, in Andalusia sarebbe apprezzato in vista della prossima stagione.
Per un giocatore così altalenante, la possibilità di riscatto passa solo attraverso una maglia da titolare, la quale al momento l’Inter non gli può garantire.
Servirebbe un modulo a due punte, ipotesi remota finché rimangono Perisic e Candreva, anche perché sarebbe una decisione strana quella di cambiare tutto a questo punto del precampionato.
Se sulla carta Jovetic sarebbe un ottimo falso nueve, tecnico e di movimento, attorno al perno centrale Icardi, nella realtà i due hanno sempre dato l’impressione di non trovarsi a meraviglia insieme, forse anche a causa della scarsa attitudine dell’argentino, più un solista di area di rigore che un giocatore disposto al movimento e al fraseggio.
L’incostanza tecnica e anche caratteriale di Jovetic non ne fanno un giocatore adatto a partire dalla panchina. La lontananza dalle luci dei riflettori, lo porterebbe a un’involuzione e a perdere quel ritmo che gli serve per realizzare delle giocate preziose.
Ecco perché il “Io resto qui” dell’esultanza, a malincuore, potrebbe non essere la scelta migliore per JoJo.
EDER: Che si sarebbe pestato i piedi con qualcuno, di Eder lo si sapeva fin dall’inizio. Il suo arrivo in nerazzurro corrispondeva a un momento di crisi per la squadra, ma di certo l’attacco era l’ultimo dei reparti che necessitava di un ritocchino. I suoi primi mesi, a fronte anche di una cifra non indifferente, gli consegnarono l’etichetta di bidone e di elemento avulso dal resto della squadra. All’ex Samp però bisogna dare merito di aver sempre creduto nelle sue possibilità, riuscendo col tempo a ritagliarsi un ruolo nella squadra e nello spogliatoio. È sicuramente uno dei pochi (Se non l’unico) nella storia recente a essere riuscito a scrollarsi di dosso questa cattiva nomea, e a farsi apprezzare un po’ di più dai tifosi.
Del resto, le esperienze con la Nazionale, così come accade a Jovetic dall’altra parte dell’Adriatico, hanno dato una continua conferma delle sue qualità.
L’italo-brasiliano ha un’attitudine sicuramente migliore di Jovetic ad un ruolo di comprimario. Può vantare una buona duttilità che gli permette di essere schierato anche come esterno all’occorrenza (anche se, a dire il vero, la differenza di passo e di efficacia rispetto a quando viene schierato come punta è sotto gli occhi di tutti) Oltre a non avere problemi dal punto di vista del modulo, dunque, Eder sembra il più incline a una permanenza anche per le sue qualità tecniche e umane.
E NON È FINITA QUI:
In tutto questo non vanno dimenticati due giocatori molto amati dai tifosi che hanno voglia di mettersi in mostra.
Per cominciare c'è Pinamonti, che dopo una stagione in Primavera sembra pronto a confrontarsi col calcio dei "grandi". Continuerà la sua crescita all’Inter oppure si opterà per una stagione in prestito? Qualsiasi sia la decisione, l’importante è che accumuli minuti. Per questo se dovesse essere ceduto, deve essere in un contesto che sappia valorizzarlo al 100%.
La situazione di Gabriel Barbosa è quella più indecifrabile. C’è poco da aggiungere su questo giocatore, visto che ormai è già stato detto di tutto. Chiederemo di analizzare questo misterioso caso a Roberto Giacobbo.
L’infortunio di Icardi durante la tournée asiatica ha dato modo a Spalletti di valutare con più profondità la rosa. Le indicazioni ricevute sono positive, forse anche più di quanto ci potessimo aspettare Le novità più interessanti giungono dall’attacco, dove la situazione sembra essere abbastanza caotica.
Ad oggi l’Inter può fare affidamento su 4 giocatori offensivi come punta (Icardi, Eder, Jovetic e Pinamonti) più l’incognita di Gabigol.
Considerando che il modulo prescelto è il 4231, con l’argentino davanti come unico finalizzatore, per gli altri tre non può che delinearsi un futuro da “vice Icardi”. Ma quali opportunità si presentano lì davanti?
Spalletti ha dichiarato che per lui possono rimanere anche tutti, ma sicuramente è solo una dichiarazione di facciata, perché “vi prego levatemeli di torno, non li posso vedere” non sarebbe stata una risposta conveniente nell’ottica del calciomercato.
JOVETIC: La storia del Montenegrino all’Inter è fatta di alti e bassi, così come lo è stata la sua carriera. Un giocatore dalle potenzialità illimitate, che però non ha mai raggiunto una piena consapevolezza dei suoi mezzi e del suo stile di gioco.
Arrivato come seconda scelta dopo i numerosi tentativi per l’egiziano Salah (maledetta Fiorentina…) la sua esperienza era iniziata sotto i migliori auspici, con due gol decisivi allo scadere nelle prime due partite. Sembrava tutto roseo, sia per lui che per quella bella Inter. Poi la famosa partita con la Lazio, la lite con Mancini, e da lì ha iniziato a incrinarsi qualcosa. Il famoso caratterino degli “-ic”, che a turno si è fatto sentire in tutti.
Nella stagione successiva, dopo essere stato sempre vicino a un addio che non si è mai concretizzato, il minutaggio è diminuito ancora di più, complice anche la forzata esclusione dalla lista Europa League.
Il prestito a Siviglia è servito a ricordarci (ma soprattutto a ricordargli) che giocatore sia. Dopo 7 gol in 24 partite, in Andalusia sarebbe apprezzato in vista della prossima stagione.
Per un giocatore così altalenante, la possibilità di riscatto passa solo attraverso una maglia da titolare, la quale al momento l’Inter non gli può garantire.
Servirebbe un modulo a due punte, ipotesi remota finché rimangono Perisic e Candreva, anche perché sarebbe una decisione strana quella di cambiare tutto a questo punto del precampionato.
Se sulla carta Jovetic sarebbe un ottimo falso nueve, tecnico e di movimento, attorno al perno centrale Icardi, nella realtà i due hanno sempre dato l’impressione di non trovarsi a meraviglia insieme, forse anche a causa della scarsa attitudine dell’argentino, più un solista di area di rigore che un giocatore disposto al movimento e al fraseggio.
L’incostanza tecnica e anche caratteriale di Jovetic non ne fanno un giocatore adatto a partire dalla panchina. La lontananza dalle luci dei riflettori, lo porterebbe a un’involuzione e a perdere quel ritmo che gli serve per realizzare delle giocate preziose.
Ecco perché il “Io resto qui” dell’esultanza, a malincuore, potrebbe non essere la scelta migliore per JoJo.
EDER: Che si sarebbe pestato i piedi con qualcuno, di Eder lo si sapeva fin dall’inizio. Il suo arrivo in nerazzurro corrispondeva a un momento di crisi per la squadra, ma di certo l’attacco era l’ultimo dei reparti che necessitava di un ritocchino. I suoi primi mesi, a fronte anche di una cifra non indifferente, gli consegnarono l’etichetta di bidone e di elemento avulso dal resto della squadra. All’ex Samp però bisogna dare merito di aver sempre creduto nelle sue possibilità, riuscendo col tempo a ritagliarsi un ruolo nella squadra e nello spogliatoio. È sicuramente uno dei pochi (Se non l’unico) nella storia recente a essere riuscito a scrollarsi di dosso questa cattiva nomea, e a farsi apprezzare un po’ di più dai tifosi.
Del resto, le esperienze con la Nazionale, così come accade a Jovetic dall’altra parte dell’Adriatico, hanno dato una continua conferma delle sue qualità.
L’italo-brasiliano ha un’attitudine sicuramente migliore di Jovetic ad un ruolo di comprimario. Può vantare una buona duttilità che gli permette di essere schierato anche come esterno all’occorrenza (anche se, a dire il vero, la differenza di passo e di efficacia rispetto a quando viene schierato come punta è sotto gli occhi di tutti) Oltre a non avere problemi dal punto di vista del modulo, dunque, Eder sembra il più incline a una permanenza anche per le sue qualità tecniche e umane.
E NON È FINITA QUI:
In tutto questo non vanno dimenticati due giocatori molto amati dai tifosi che hanno voglia di mettersi in mostra.
Per cominciare c'è Pinamonti, che dopo una stagione in Primavera sembra pronto a confrontarsi col calcio dei "grandi". Continuerà la sua crescita all’Inter oppure si opterà per una stagione in prestito? Qualsiasi sia la decisione, l’importante è che accumuli minuti. Per questo se dovesse essere ceduto, deve essere in un contesto che sappia valorizzarlo al 100%.
La situazione di Gabriel Barbosa è quella più indecifrabile. C’è poco da aggiungere su questo giocatore, visto che ormai è già stato detto di tutto. Chiederemo di analizzare questo misterioso caso a Roberto Giacobbo.
PEPO 5 – Ci eravamo illusi di avere un portiere, ma la maledizione della sedia colpisce anche Giuseppi, dopo aver esordito con Samir e continuato con Yannerino.L’immobilità sulla linea sul colpo di testa di Abankwah è stato il primo sintomo, il passo doble sull’inserimento di Ekkellenkamp (il DS dell’Udinese credo percepisca un bonus cospicuo quando […]
0' - Siamo pronti ad un nuovo horror pre Halloween: L'alba degli Armeni Viventi.Oddio viventi. Semoventi. PRIMO TEMPO 3' - Inizio a ritmi bassi, ispirato dal pigiama grigio. Per me una tisana alle erbe in attesa di Ekkellenkamp. 6' - Quello di Tikus era chiaramente un cross per Kephren 8' - Primo gol inntergalattico di […]
PEPO MARTINEZ voto: BOH, FATE VOI. Abbiamo ufficialmente il portiere più ranocchioso di sempre. Nella stessa serata fa una papera clamorosa, dovuta a un eccesso di confidenza, all'esordio in Champions, al Bernabeu, al cospetto del Real Madrid, davanti a Valverde, non proprio l'ultimo degli arrivati. La sola idea di mettersi lì a fraseggiare nella nostra […]
0’ - nessuna virile lacrima verrà versata per la presenza di Denzel Fifino Dumfries nella squadra avversaria. Forse. 2' - Non male Tikus, dai, proviamoci ancora. 11' - Tikus a Fifi dopo il fallo: ARZATE CORNUTO! Amicizia finita? 13' - La solita porcata al limite dell'area, se non altro ce la siamo levata dalle scatole. […]
PEPO 7 – Giuro che ancora non riesco a credere al fatto che abbiamo un portiere dotato di mani funzionanti, che si tuffa e quando riesce salva il risultato. Ieri ha preso anche due gol, ma uno era il tributo dovuto a Polimessi che ci purga dai tempi del Sassuolo, e l’altro la degna conclusione […]
0’ - Sincero, oggi abbiamo paura a scrivere il Caffè perché se lo leggesse il mister Chivu potrebbe arrabbiarsi per qualcosa. Cristian chiediamo scusa in anticipo, è solo il nostro modo di esorcizzare l'ansia che l'Inter ci causa da anni. 6’ - Pepo, ti voglio già bene. 15' - Primo fallo fischiato su Pio dopo […]